TO0040:01–0:01
allora
0:05–0:06
visto che
0:06–0:07
non abbiamo
0:07–0:10
la possibilità di proiettare slide
0:10–0:10
oggi
0:10–0:12
lo faremo da domani
0:13–0:14
eh
0:15–0:18
voi dovete abituarvi all'idea
0:18–0:23
mi dispiace dirlo perché rappresento questa università e quindi lo faccio con tante scuse
0:23–0:25
che in questa università molte cose
0:26–0:27
non funzionano
0:29–0:33
tra quelle le cose che non funzionano c'è il fatto per esempio che oggi
0:33–0:34
giorno di apertura delle lezioni
0:34–0:37
il sito internet
0:37–0:39
dell'università si è praticamente bloccato
0:40–0:42
con l'impossibilità di vedere
0:42–0:43
di vedere
0:43–0:44
le aule di lezione
0:46–0:48
e molte altre cose del genere
0:48–0:49
perché succede questo
0:49–0:52
perché l'università ha dei professori bravi e altri meno bravi
0:52–0:57
poi giudicherete voi e ha anche dei servizi che funzionano bene e altri che son~ che funzionano
0:57–0:58
meno bene
0:59–1:00
e giudicherete voi
1:00–1:01
anche questo
1:03–1:03
però
1:04–1:05
però
1:07–1:08
cercheremo
1:09–1:13
di fare una discreta lezione stabiliamo alcune regole fondamentali
1:13–1:14
prima regola
1:14–1:16
spegnere i cellulari
1:17–1:18
non basta
1:19–1:23
dire no abbasso la suoneria spegnere i cellulari
1:23–1:24
per favore
1:26–1:26
spegnere
1:29–1:32
ripeto non siete obbligati a venire a lezione
1:33–1:34
ma
1:34–1:39
avere di fronte una persona che passa il tempo a messaggiare
1:39–1:41
con un suo amico
1:41–1:43
o con una sua amica
1:43–1:46
a proposito di non so che cosa e non lo voglio sapere per carità
1:47–1:50
è intollerabile quindi spegnere i cellulari
1:52–1:55
secondo orari delle lezioni
1:57–2:01
noi facciamo due ore il lunedì martedì e mercoledì
2:01–2:05
che sono due ore accademiche quindi sostanzialmente due tre quarti d'ora
2:05–2:06
tre quarti d'ora
2:07–2:11
la~ l'orario che io seguo è dalle
2:11–2:18
sedici e quindici oggi abbiamo cominciato prima ma da domani sarà dalle sedici e quindici
2:18–2:21
alle diciassette e qurantacinque
2:21–2:24
questo non significa che dovete arrivare alle sedici e venti
2:25–2:28
significa che alle sedici e quindici io comincio la lezione
2:28–2:29
è chiaro il punto
2:32–2:35
uno dei motivi per cui anticamente
2:35–2:36
si usava
2:37–2:42
fare il quarto d'ora accademico era che in questo modo quando il professore arrivava
2:42–2:44
non c'era nessuno che entrava in aula
2:45–2:48
a volte si alzavano anche in piedi ma non pretenderemo questo
2:48–2:49
però
2:49–2:55
generalmente io pretenderei di trovarvi in aula alle sedici e quindici per cominciare la lezione
2:57–2:58
è chiaro
2:59–3:01
secondo appunto come vi ho detto
3:02–3:03
carichiamo
3:04–3:11
in podcast non è un buon motivo per scrivere il giorno dopo professore non ho trovato il suo podcast
3:11–3:13
carichiamo ogni qualche giorno
3:15–3:20
terzo la mia mail personale potete utilizzarla per tante domande
3:20–3:23
la trovate sul sito dell'università
3:25–3:31
potete utilizzarla per tante domande con la discrezione di pensare che io ho
3:32–3:35
alcune centinaia di studenti e che se tutti insieme
3:35–3:39
scrivono una mail per dire professore
3:39–3:43
io oggi non ho capito la seconda parola che ha detto
3:44–3:46
se~ se tutti insieme fate una cosa del genere
3:46–3:48
io semplicemente
3:48–3:48
sono
3:48–3:49
travolto
3:51–3:52
è chiaro
3:52–3:53
quindi
3:53–3:54
usatela
3:54–3:56
con discrezione
3:57–3:58
con buon senso
3:59–4:00
perché c'è anche quello
4:01–4:03
bene adesso parliamo di cose serie
4:05–4:06
questo corso si chiama
4:06–4:07
capire
4:07–4:07
i media
4:10–4:14
è un corso più che si concentra quindi sui
4:14–4:17
mezzi di comunicazione
4:18–4:21
sugli strumenti che noi
4:21–4:21
usiamo
4:22–4:23
per comunicare
4:24–4:26
i media sono strumenti
4:26–4:27
in buona parte
4:27–4:29
a carattere tecnologico
4:31–4:32
per esempio
4:32–4:32
la radio
4:33–4:38
per esempio la televisione per esempio questo computer che l'università m'impedisce di utilizzare
4:39–4:47
per esempio questo microfono sono media a carattere teconologico ma ci sono media a~ anche non a carattere strettamente teconologico
4:48–4:49
per esempio la parola
4:50–4:50
io
4:51–4:52
sto usando
4:52–4:56
uno strumento tecnico che come vedremo è tutt'altro che indifferente
4:56–4:57
per
4:57–5:00
amplificare la mia parola
5:01–5:02
ma
5:02–5:04
la parola in quanto tale
5:05–5:08
non è un fatto strettamente tecnologico
5:08–5:10
la parola è un fatto corporeo
5:10–5:12
ed è un fatto mentale
5:13–5:16
il bambino apprende a parlare
5:17–5:18
con
5:19–5:20
due tipi
5:20–5:21
di operazione
5:21–5:24
che sono strettamente intrecciati e indistinguibili
5:24–5:26
tra di loro da una parte
5:26–5:28
delle operazioni di tipo
5:29–5:30
fisico
5:31–5:33
apprende la fonazione
5:34–5:36
dall'altra parte delle operazioni di tipo mentale
5:36–5:40
apprende un vocabolario apprende la sintassi delle frasi
5:41–5:43
come l'apprende l'apprende stando nell'ambiente
5:43–5:44
che lo circonda
5:46–5:49
insegnare a parlare a una persona non è mai
5:50–5:53
quello che spesso si pensa del tipo
5:53–5:55
io tarzan tu jane
5:56–5:58
cioè questo essere televisore
5:58–5:59
questo essere schermo
5:59–6:01
non s~ i bambini non imparano così
6:01–6:02
qualche volta dicono
6:02–6:04
come si chiama quello
6:05–6:07
ma in molti casi imparano perché
6:08–6:12
quel quello di cui devono sapere il nome lo sentono chiamare in giro intorno a loro
6:12–6:13
è chiaro il concetto
6:14–6:17
la parola è la base della comunicazione umana
6:17–6:20
ed è non è e non è un fatto strettamente tecnologico
6:21–6:23
la scrittura invece sì
6:24–6:26
la scrittura è un fatto tecnologico
6:28–6:33
perché richiede non solo un codice l'alfabeto nel nostro caso gli ideogrammi in altri casi
6:33–6:35
ma richiede anche degli strumenti
6:36–6:37
la penna per esempio
6:39–6:40
la carta
6:40–6:41
o il papiro
6:44–6:46
sono sono chiari questi concetti son semplicissimi
6:46–6:48
se ci pensate sono intuitivi però
6:49–6:50
il nostro compito è
6:51–6:51
farvi
6:52–6:54
riflettere su dei concetti
6:54–6:55
intuitivi
6:58–7:00
perché capire i media è un corso di riflessione
7:00–7:03
oltre che un corso di apprendimento
7:04–7:06
ci torneremo domani ma
7:07–7:09
cominciamo a ragionarci oggi
7:10–7:14
ci sono mezzi di comunicazione o media a carattere tecnologico
7:14–7:18
che nel corso del novecento si sono enormemente moltiplicati
7:22–7:26
si sono enormemente moltiplicati nel corso del novecento
7:27–7:32
diciamo a partire dalla fine dell'ottocento per diverse cose
7:32–7:37
per diversi fenomeni alcune rivoluzioni tecnologiche tipo l'elettrificazione
7:39–7:40
alcune
7:41–7:43
trasformazioni culturali
7:45–7:45
tipo
7:45–7:50
l'alfabetizzazione di massa che ha permesso l'accesso a molte più persone
7:51–7:52
alla
7:52–7:53
comunicazione
7:53–7:55
scritta che in precedenza era riservata a pochi
7:58–7:58
ma
8:01–8:06
ci sono mezzi di comunicazione che non sono strettamente tecnologici e ripeto la parola
8:06–8:08
è il primo fra tutti
8:08–8:10
attenzione allora uno può dire
8:10–8:14
ma quindi la parola e l'uso della parola non hanno tecniche
8:17–8:17
non hanno
8:18–8:22
forme di sapere strumentale
8:23–8:24
sì che le hanno
8:26–8:28
nel senso che io posso
8:29–8:33
parlare spontaneamente come fa il bambino come si fa spesso
8:33–8:34
tra le persone
8:35–8:36
ma posso anche cercare di
8:38–8:39
per esempio essere persuasivo
8:42–8:44
se io voglio fare una comunicazione orale
8:44–8:45
persuasiva
8:51–8:56
io per esempio posso costruirmi delle tecniche di persuasione
8:59–9:00
per esempio
9:02–9:04
tra le tecniche di persuasione
9:04–9:08
se io sto parlando con una persona sola o con poche persone ci può essere
9:08–9:12
il fare sentire la persona con cui sto parlando protagonista
9:14–9:15
pensate al venditore
9:15–9:20
che deve vendere qualcosa pensate che un venditore non abbia una tecnica anche quando usa solo la parola
9:23–9:24
ha una tecnica
9:25–9:31
giocare per esempio appunto sul dare un ruolo a colu~ o a colui a colei che lo ascolta
9:32–9:33
alternare
9:33–9:35
con intelligenza
9:36–9:37
la parola
9:39–9:40
e il silenzio
9:43–9:45
quello che parla come una macchinetta come si suol dire
9:47–9:48
senza mai pause
9:49–9:50
ammazza l'interlocutore
9:51–9:52
giusto
9:53–9:55
ma l'uso delle pause
9:55–9:58
è addirittura un'arte ancora più che una tecnica
9:59–10:05
mark twain il grande umorista americano diceva che la pausa è il principale strumento per far ridere la gente
10:07–10:09
e pensateci bene andate a guardare
10:10–10:11
i grandi comici
10:13–10:16
alla televisione per esempio e vedrete che
10:16–10:17
una delle grandi abilità
10:17–10:18
è
10:18–10:19
il ritmo
10:20–10:22
darsi un ritmo
10:23–10:25
allora la parola può avere una tecnica
10:25–10:30
e vi dirò anzi che la più antica delle scienze e delle tecniche della comunicazione
10:31–10:34
riguarda proprio la parola si chiama retorica
10:36–10:38
adesso la parola retorica
10:38–10:40
gode di una pessima fama
10:42–10:44
non fate della retorica
10:44–10:48
e nel corso delle nostre lezioni cercheremo di capire com'è che questa parola che una volta
10:48–10:51
era addirittura una parola nobile è diventata una parolaccia
10:53–10:55
ma la parola retorica
10:56–10:57
indica che cosa
10:58–10:58
la
11:00–11:01
tecnica e l'arte del
11:02–11:03
persuadere
11:08–11:10
negli antichi trattati di retorica
11:11–11:11
ripeto
11:11–11:15
la più antica delle scienze della comunicazione negli antichi trattati di retorica
11:19–11:25
la prima cosa che insegnavano era l'uso della voce perché è una tecnica anche l'uso della voce
11:28–11:30
provate a scomporre la voce umana
11:30–11:32
voi avete una persona che
11:32–11:34
amate ascoltare
11:36–11:37
in che cosa sta
11:38–11:42
il piacere di ascoltare quella persona non sto parlando del cantante
11:43–11:44
il cantante
11:44–11:47
usa delle tecniche ulteriori naturalmente
11:47–11:50
per rafforzare la voce per ottenere dei particolari effetti
11:50–11:52
sto parlando della persona che parla
11:53–11:54
in prosa
11:57–11:58
voi sapete che
11:58–12:00
c'era una commedia di molière nel seicento
12:01–12:04
il borghese gentiluomo dove c'è un signore che
12:04–12:10
segue delle lezioni e a un certo punto dice ho parlato tutta la vita in prosa e non me ne ero mai accorto
12:11–12:13
parlare in prosa
12:16–12:19
ma il parlare in prosa non è necessariamente
12:19–12:21
privo di tecnica anzi ripeto
12:23–12:25
c'è un elemento di piacere
12:26–12:28
che può esserci nell'ascoltare una persona e da che cosa
12:28–12:30
e da che cosa deriva
12:30–12:31
dal ritmo
12:35–12:39
dalla capacità di questa persona di tenere sotto il controllo i suoi toni
12:42–12:43
tutti siamo capaci di urlare
12:45–12:48
è molto pù difficile essere persuasivo senza
12:48–12:50
alzare il tono
12:50–12:50
giusto
12:51–12:55
di tenere sotto controllo i suoi toni e anche di creare
12:55–12:56
empatia
12:56–12:57
coi suoi toni
12:58–13:03
perché i toni della voce possono creare empatia
13:03–13:04
possono
13:04–13:08
farvi sentire una simpatia immediata per quel tono
13:09–13:13
e poi c'è qualcos'altro che è imponderabile che è la voce stessa
13:13–13:16
ci sono delle voci che ci piacciono e delle voci che non ci piacciono
13:17–13:20
come ci sono delle facce che ci piacciono e delle facce che non ci piacciono
13:20–13:24
però l'antica retorica insegnava a usare tutti questi strumenti
13:25–13:27
per esempio
13:27–13:32
visto che non c'erano i microfoni insegnava a rafforzare la voce
13:34–13:35
e poi insegnava
13:36–13:37
l'arte di
13:38–13:40
modulare il discorso
13:43–13:46
vedete stiamo parlando di capire i media
13:46–13:48
e stiamo parlando di capire il medium
13:50–13:52
base della comunicazione umana
13:52–13:54
non perché la comunicazione umana sia
13:55–13:57
esclusivamente verbale
13:57–14:00
l'uso dei gesti l'uso delle espressioni del volto
14:00–14:02
sono fondamentali anche quelli
14:05–14:08
ma la parola è centrale perché
14:08–14:08
è
14:09–14:12
con la me~ con l'apprendimento della parola che noi
14:12–14:14
cominciamo a strutturare
14:14–14:15
non solo
14:15–14:17
il nostro ling~ il nostro pensiero
14:17–14:19
perché la parola struttura il pensiero
14:19–14:20
e viceversa
14:21–14:23
ma anche le nostre relazioni con gli altri
14:29–14:30
e allora dicevo
14:30–14:33
capire i media per esempio significa
14:33–14:36
capire l'uso della parola come significa capire l'uso di facebook
14:38–14:39
questo corso
14:40–14:43
lavorerà su tutti questi livelli
14:43–14:46
non su tutti i media perché sono quasi infiniti
14:47–14:49
ma su tutti questi livelli
14:50–14:51
dalla
14:52–14:56
dai media che usiamo senza neanche accorgerci di usarli
14:57–14:58
un esempio
14:58–14:59
evidente
14:59–15:01
sono appunto
15:01–15:06
le espressioni del volto che in molti casi sono inconsapevoli ma sono comunicative
15:06–15:07
comunque
15:08–15:11
perché una delle cose su cui ci soffermeremo
15:11–15:15
è che molte volte comunichiamo senza rendercene conto
15:19–15:20
addirittura
15:20–15:22
una teoria psicologica
15:23–15:24
esprime
15:26–15:29
il concetto che non si può non comunicare
15:29–15:32
che quando due essere umani
15:32–15:33
si trovano
15:33–15:36
uno di fronte all'altro o più esseri umani si trovano
15:37–15:38
uno di fronte all'altro
15:38–15:40
c'è comunicazione comunque
15:40–15:43
perché il silenzio è una forma di comunicazione
15:43–15:45
non solo la pausa ma anche il silenzio puro
15:46–15:48
sapete benissimo
15:48–15:52
cioè se siete veramente arrabbiati in una situazione amorosa il silenzio è
15:53–15:54
bestiale
15:57–15:58
così come
16:00–16:04
può essere una forma di comunicazione a volte anche l'assenza
16:06–16:09
la famosa frase mi si nota di più se ci sono o non ci sono
16:10–16:14
l'assenza in quanto tale è una forma di comunicazione
16:15–16:16
ci doveva essere
16:17–16:17
e non c'era
16:18–16:19
giusto
16:21–16:23
che cosa voleva dire questa assenza
16:23–16:24
a è un cafone
16:24–16:25
bi
16:26–16:27
è arrabbiato
16:28–16:28
ci
16:30–16:33
voleva mandarmi un messaggio sottile ma quale
16:38–16:42
la comunicazione è carica di messaggi inconsapevoli
16:44–16:46
su questo ci concentreremo moltissimo
16:48–16:51
a partire dal messaggio inconsapevole che non è mio
16:51–16:52
ma è della mia università
16:52–16:53
per cui
16:53–16:54
il macintosh
16:54–16:56
è un computer di serie bi
16:57–16:59
andatelo a spiegare
16:59–16:59
alla apple
17:05–17:05
allora
17:05–17:07
oggi prima di
17:07–17:08
arrivare
17:08–17:10
a~ al ragionamento che
17:10–17:11
faremo
17:11–17:12
bene
17:12–17:14
domani in maniera più articolata
17:17–17:19
vorrei soffermarmi
17:20–17:22
su un primo elemento di riflessione
17:24–17:26
che cosa sta sta succedendo qui
17:29–17:32
che cosa sta succedendo in questo momento
17:36–17:43
sta succedendo una precisa e specifica forma di lezio~ di di comunicazione che si chiama lezione
17:46–17:50
la lezione è uguale a tutte le altre forme di comunicazione no è diversissima
17:52–17:54
provate con~ a confrontare
17:54–17:56
una lezione
17:56–17:58
con una conversazione tra amici
18:00–18:01
in fondo
18:01–18:05
molte cose sono comuni si usa la parola essenzialmente no
18:06–18:08
si usa essenzialmente la parola
18:11–18:15
tutto sommato il clima si spera che sia abbastanza amichevole
18:17–18:19
io ogni tanto cerco anche di farvi ridere
18:20–18:26
non tutti i professori lo faranno vi assicuro e forse hanno ragione anche loro ma in ogni modo io ogni tanto cerco di farvi ridere
18:26–18:26
e
18:27–18:28
cerco di mantenere un clima
18:28–18:30
di scambio
18:30–18:31
però non è
18:31–18:34
la stessa cosa che cosa c'è di diverso provate a dirmelo
18:34–18:35
cosa c'è di diverso tra
18:35–18:39
una situazione di lezione e una situazione di conversazione
18:40–18:40
come
18:42–18:42
allora
18:42–18:44
prima di tutto
18:44–18:46
solo io sto parlando però questo
18:47–18:48
non è vero perché lei ha appena parlato
18:51–18:51
si è
18:51–18:54
si è contradd~ si è logicamente contraddetta
18:54–18:55
ma
18:55–18:58
va benissimo così la contraddizione logica è un'ottima
18:58–19:00
è un'ottima situazione per pensare
19:01–19:01
non è vero
19:01–19:03
nel senso che s~ s~ si può
19:03–19:04
anche
19:04–19:07
avere una lezione in cui parlano più persone
19:09–19:09
però
19:12–19:13
cioè spieghi bene
19:16–19:17
all~ allora scusate
19:17–19:21
il vostro compagno sta dicendo che cambia il rapporto fra gli interlocutori
19:21–19:22
cioè
19:30–19:30
allora
19:30–19:33
lei mi sta dando una definizione di tipo istituzionale
19:34–19:34
sul piano
19:34–19:35
istituzionale
19:36–19:37
la lezione
19:37–19:39
è una situazione nella quale
19:39–19:41
c'è una disparità
19:42–19:43
giusto
19:43–19:44
c'è una
19:44–19:45
disparità
19:46–19:48
che deriva dal ruolo o dalla funzione
19:49–19:50
il professore
19:51–19:53
anche se dà la parola agli studenti
19:53–19:55
concede la parola agli studenti
19:56–19:58
ma la parola è sua
19:58–19:59
è così no
20:02–20:05
guardate che sono cose su cui si è discusso moltissimo
20:05–20:07
per esempio uno dei degli elementi centrali
20:07–20:11
di quel movimento del sessantotto di cui ci si si celebrerà
20:11–20:13
il cinquantesimo anniversario
20:14–20:14
tra
20:14–20:15
due anni
20:15–20:18
uno degli elementi princiali era proprio
20:18–20:22
cambiare la relazionie tra i professori e gli studenti e dare
20:22–20:23
maggiore parità
20:24–20:25
tra i professori e gli studenti
20:29–20:32
una delle conseguenze principali del movimento del sessantotto
20:32–20:33
è stato
20:33–20:35
che le aule delle elementari
20:35–20:37
spesso sono diventate circolari
20:41–20:42
mentre l'aula
20:42–20:44
classica di lezione
20:45–20:48
è stato detto da un autore su cui torneremo
20:48–20:51
ha la forma della pagina di un libro
20:52–20:54
io sono il titolo voi siete le righe
20:55–20:57
pensateci perché è
20:57–20:59
impressionante da questo punto di vista
21:01–21:02
ma io sono il titolo
21:05–21:06
nel senso che
21:06–21:08
non solo ho un ruolo
21:08–21:10
perché sapete se i ruoli sono astratti
21:12–21:14
si rischia sempre di sbagliare
21:16–21:20
che è il lo studente si mette e parla più del professore vi assicuro che ce ne sono anche
21:21–21:22
ma
21:22–21:23
in questo caso
21:23–21:25
non c'è solo un ruolo astratto c'è
21:26–21:26
un
21:27–21:28
situazione
21:28–21:29
concreta
21:29–21:32
rafforzata da alcuni media
21:32–21:34
per esempio questa cattedra
21:35–21:37
questa cattedra è un medium sì che lo è
21:39–21:39
questa cattedra
21:40–21:41
ha un messaggio implicito
21:43–21:46
a io sono in al~ io sono più in alto di voi
21:48–21:49
per carità
21:49–21:50
loro sono molto più in alto di me
21:52–21:58
loro sono molto più in alto di me perché l'aula è an~ è ad anfiteatro secondo un'antica tradizione
21:58–22:01
ma io sono più in alto di voi perché comunque
22:02–22:05
sono in una posizione elevata rispetto ai semplici sedili
22:06–22:07
giusto
22:11–22:11
bi
22:15–22:15
sono
22:15–22:19
confermato dall'essere in cattedra come il professore
22:25–22:26
e poi c'è altro
22:26–22:28
per esempio le slide che non ci sono
22:28–22:29
ma
22:29–22:31
è anche quello significativo ma anche
22:31–22:33
il microfono che invece c'è
22:33–22:35
e ne parleremo tra poco del microfono
22:37–22:37
però
22:39–22:41
c'è qualcos'altro rispetto alla
22:42–22:43
conversazione
22:44–22:46
ed è un dato numerico quantitativo
22:46–22:49
io sono uno e voi siete molti
22:54–22:55
è
22:55–22:57
una situazione
22:58–22:59
di disparità
23:00–23:02
per certi versi
23:03–23:04
a ics
23:05–23:09
dal punto di vista numerico voi siete molti più di me dal punto di vista del potere io sono molto più di voi
23:11–23:12
è chiaro il concetto
23:14–23:19
questo fa sì tra l'altro che se gli studenti si ribellano poi spesso i professori vengono messi a tacere
23:20–23:20
ma
23:21–23:24
ah eh parliamo di una situazione tranquilla come quella che c'è adesso
23:26–23:29
io sto parlando
23:30–23:30
a
23:30–23:31
una
23:32–23:33
quantità
23:33–23:33
di persone
23:36–23:38
questo è diverso dalla conversazione
23:40–23:41
in conversazione si può parlare
23:42–23:42
uno
23:42–23:47
a uno ma si può parlare anche quattro cinque persone insieme magari seduti comodamente sui divani
23:47–23:54
eccetera eccetera ma comunque è una situazione in cui tutti hanno lo stesso diritto alla parola si suppone
23:54–23:55
poi non è sempre vero
23:55–23:56
perché poi
23:56–23:57
attenzione
23:57–23:59
perché poi ci sono le regole implicite
24:00–24:03
nelle conversazioni teoricamente tutti hanno lo stesso diritto alla parola
24:03–24:06
però voi sapete benissimo che ci sono conversazioni
24:07–24:08
nelle quali è meglio star zitti
24:11–24:12
giusto
24:14–24:17
ci sono le regole esplicite e le regole implicite
24:18–24:22
però diciamo che formalmente tutti hanno lo stesso diritto alla parola
24:23–24:25
e tutti parlano a tutti
24:28–24:31
ma comunque è una situazione complessiva di re~
24:31–24:33
di reciprocità sia pure
24:34–24:36
una reciprocità che può mascherare
24:36–24:38
una effettiva
24:39–24:40
non
24:40–24:41
reciprocità
24:42–24:43
una
24:43–24:44
effettiva
24:46–24:48
situazione di potere più mascherato
24:50–24:55
quando parliamo di media e di comunicazione il problema del potere è sempre decisivo
24:57–24:59
perché i media
24:59–25:01
da una parte
25:02–25:06
sono condizionati dai rapporti di potere e dall'altra parte
25:07–25:08
possono
25:08–25:11
veicolare con sè rapporti di potere
25:14–25:17
gran parte dei personaggi che arrivano in televisione
25:17–25:21
vi guardano dal televisore con l'aria di dire io sono qui e voi non siete niente
25:28–25:30
poi magari dicono solo scemenze ma questo è
25:33–25:38
i media possono veicolare rapporti di potere e sono condizionati dai rapporti di potere
25:40–25:43
però dall'altra parte ho appena fatto l'esempio della televisione
25:43–25:43
giusto
25:47–25:52
che cosa c'è in comune e che cosa c'è di diverso tra la televisione e questa lezione
25:57–25:59
qual è la~ qual è la differenza più significativa
26:01–26:02
la
26:02–26:03
la mancanza di
26:06–26:08
la mancanza di reciprocità la televisione
26:08–26:09
totale
26:09–26:13
qui parziale nel senso che qui ecco va bene la la reciprocità
26:13–26:15
nel caso della televisione è
26:16–26:18
tecnologicamente annullata
26:20–26:22
il che non significa che non possiate scrivere
26:23–26:24
a
26:25–26:25
bruno vespa
26:26–26:28
bisogna vedere se bruno vespa vi risponde
26:30–26:30
o se
26:30–26:40
comunque vi dà spazio magari qualche volta può capitare bruno vespa che dice mi ha scritto una signora di novant'anni sapete bruno vespa è sempre rugiadoso mi ha scritto una signora di novant'anni
26:40–26:42
e che ha espresso
26:42–26:44
la sua preoccupazione per lo stato del mondo
26:44–26:48
è un tipico modo di fare di bruno vespa ma non è reciprocità
26:48–26:48
vero
26:49–26:52
invece qui ci può essere una maggiore reciprocità
26:52–26:54
per esempio il vostro compagno ha avuto un po' di spazio
26:54–26:55
ma non è
26:55–26:56
la sola situazione
26:56–26:57
la la sola differenza
26:57–26:58
c'è una differenza
26:59–27:01
veramente di fondo su cui dovremo tornare
27:06–27:09
quest~ questa è una questa è un'osservazione molto interessante
27:09–27:11
che però per esempio non è vera per il cinema
27:13–27:19
questa è una osservazione molto interessante che riguarda la televisione e la radio il così detto giradischi e naturalmente il computer
27:20–27:21
che
27:21–27:22
il volume
27:23–27:27
dipende da voi e non solo il volume voi potete abbassare p~ o abbassare la luminosità eccetera
27:27–27:30
quindi è una osservazione interessante teniamocela in mente
27:32–27:32
ma
27:32–27:33
c'è anche altro
27:35–27:35
cioè
27:43–27:48
sì poi magari ci sono anche delle trasmissioni televisive che sono guardate da venti persone
27:48–27:48
però
27:50–27:52
però la differenza rimane perché
27:52–27:53
quindi come vede
27:53–27:55
non è solo
27:55–27:56
cerchiamo di essere sottili
27:56–28:00
capire i media significa anche essere sottili parlando di cose che ci fanno
28:00–28:01
ribrezzo
28:02–28:04
noi d~ dobbiamo essere sottili anche parlando di bruno vespa
28:08–28:10
qual è la differenza
28:10–28:11
sia più sottile
28:11–28:13
non è il numero ma è
???28:14–28:16
xxxx
TO00428:17–28:17
fuochino
28:18–28:20
la potenzialità che ha
???28:20–28:22
xxx
TO00428:23–28:23
come
???28:24–28:26
xxx
TO00428:26–28:26
va bene
28:27–28:28
del potere vediamolo dopo
28:28–28:33
eh siamo siamo più più brutali il suo al suo compagno ha~ ho detto fuochino
28:33–28:34
la potenzialità
28:36–28:38
cioè mettiamola in altri termini
28:40–28:41
diciamo che
28:44–28:44
la
28:46–28:47
televisione
28:49–28:52
parla a un numero che non è
28:54–28:56
a priori limitato
28:56–28:57
di persone
29:02–29:06
una lezione parla comunque a un numero limitato di persone
29:08–29:13
attenzione io uso uno strumento analogo a quello che usava benito mussolini
29:14–29:16
perché sempre di mircofono si tratta
29:18–29:20
e benito mussolini parlava a
29:20–29:21
a decina di migliaia di persone
29:23–29:23
però
29:23–29:24
qui
29:24–29:30
noi abbiamo una situazione ristretta ristretta e prima di tutto dal fatto che c'è un'aula
29:30–29:33
quindi è con~ siamo contenuti dentro uno spazio
29:33–29:37
vedete quant~ quanti elementi condizionano la comunicazione
29:38–29:40
l'ambiente nel quale
29:40–29:41
comunichiamo
29:43–29:44
l'aula
29:46–29:51
è naturalmente uno spazio istituzionale quindi ci dice siamo dentro l'università di torino
29:51–29:54
ma è anche semplicemente uno spazio delimitato
29:54–29:55
c'è chi è dentro e c'è chi è fuori
29:58–30:01
vi consiglio a tutti di andare a vedere quel bellissimo film sui beatles
30:02–30:04
che stanno dando in questi giorni
30:06–30:09
e in quel sui beat~ in quel film sui beatles di vede l'importanza dello spazio
30:09–30:13
perché all'inizio si vedono i beatles che cantano nella cavern
30:14–30:16
di liverpool che è praticamente
30:17–30:18
una cantina
30:19–30:24
poi si vedono che cantano nei teatri e a un certo punto cantano negli stadi
30:27–30:30
e da da da cantare nei teatri a cantare negli stadi c'è un salto
30:32–30:36
uno stadio anche quello ha un limite di numero di persone
30:36–30:37
però uno stadioha
30:38–30:38
una
30:40–30:42
non solo quantità
30:43–30:44
ma
30:44–30:44
una
30:44–30:47
presentazione del pubblico che è diversa
30:48–30:50
il pubblico dello stadio si presenta come un pubblico
30:50–30:53
quasi illimitato come il pubblico della televisione
30:55–30:57
il pubblico di un teatro è un pubblico limitato
30:59–31:00
sono chiari questi concetti
31:01–31:02
sono abbastanza chiaro
31:02–31:06
quindi io parlo a molte persone ma
31:06–31:06
a
31:06–31:07
una
31:07–31:08
quantità
31:08–31:10
limitata di persone
31:12–31:14
generalmente nella teoria dei media
31:15–31:15
si
31:15–31:17
distingue tra
31:17–31:18
comunicazione
31:19–31:21
punto a punto si dice
31:22–31:27
da uno a uno o da pochi o da pochi a pochi come la conversazione
31:27–31:28
e comunicazione di massa
31:30–31:36
e la parola massa indica per l'appunto questa quantità potenzialmente illimitata di persone
31:36–31:39
quando è nata la comunicazione di massa avete un'idea
31:40–31:41
come
31:42–31:42
no
31:44–31:45
con la stampa
31:46–31:48
è nata con la stampa
31:49–31:52
perché la stampa ha una caratteristica fondamentale che è quella
31:53–31:53
che
31:53–31:57
ogni copia aggiuntiva costa meno della precedente
32:00–32:01
è chiaro il punto
32:03–32:06
la radio e la televisione raggiungono simultaneamente
32:06–32:09
un pubblico potenzialmente illimitato la radio
32:09–32:12
è più lenta in questo processo ma sostanzialmente
32:13–32:14
il pubblico
32:14–32:18
è tendenzialmente progressivo
32:18–32:19
e di massa
32:21–32:23
questa non è una comunicazione di massa
32:25–32:27
non lo è per diversi motivi
32:29–32:31
uno di questi motivi è che io vi vedo
32:34–32:36
perché è vero non c'è la reciprocità
32:37–32:37
piena
32:38–32:40
vi devo dare io la parola
32:44–32:45
ma
32:47–32:49
vi faccio un esempio perché eh
32:49–32:51
voglio essere molto esemplificativo oggi
32:53–32:54
eh
32:54–32:55
due anni fa
32:55–32:55
io
32:55–32:56
avevo
32:56–32:58
una studentessa
32:59–33:01
di un paese che non nomino
33:01–33:03
ma che non sapeva una parola d'italiano
33:03–33:06
però veniva tutti i giorni a lezione
33:07–33:13
e passava queste lezioni senza capire niente sbadigliando apertamente
33:13–33:14
e
33:14–33:16
a bocca spalancata tutta la lezione
33:18–33:22
vi posso assicurare che altro che reciprocità c'era un messaggio fortissimo
33:24–33:25
hai rotto
33:27–33:29
il messaggio era quello
33:29–33:31
non vedo l'ora di andarmene di qui
33:32–33:36
vi posso assicurare che lo ricevevo questo messaggio eccome quindi se qualcuno
33:36–33:37
insisto
33:37–33:40
non ha voglia di venire a lezione meglio che non venga
33:40–33:42
perché poi me li mandate i messaggi
33:44–33:46
anche inconsapevolmente
33:46–33:47
perché siamo
33:47–33:48
carichi di messaggi
33:49–33:50
inconsapevoli
33:50–33:51
è tutto chiaro
33:56–33:56
comunque
33:59–34:01
questa comunicazione da uno
34:01–34:01
a
34:02–34:03
gruppo da uno
34:03–34:03
a
34:04–34:04
molti
34:06–34:07
non è
34:09–34:12
non esaurisce totalmente
34:13–34:18
insieme alla comunicazione di massa e alla comunicazione tra poche persone
34:18–34:20
il quadro della comunicazione possibile
34:23–34:27
ci può essere anche una comunicazione da massa a massa
34:28–34:31
quando c'è una comunicazione da massa a massa
34:32–34:33
vogliamo fare un esempio
34:36–34:37
su quale
34:39–34:41
non ho nessuna intenzione di fare del moralismo
34:41–34:42
da
34:43–34:44
giornalisti attuali
34:45–34:48
ehm scusatemi magari lo ammirate moltissimo del gramellinismo
34:49–34:52
non ho nessuna intenzione di fare del buonismo di quel tipo
34:52–34:54
per esempio facebook
34:56–35:00
facebook è una comunicazione da massa a massa se uno ha
35:00–35:00
un
35:00–35:01
numero
35:01–35:03
veramente immenso di lettori
35:06–35:07
voi mandate un messaggio
35:07–35:11
lo leggono in migliaia queste migliaia possono rispondere tutti
35:12–35:16
naturalmente con i like ma anche semplicemente an~ anche scrivendo messaggi
35:16–35:17
giusto
35:18–35:20
la comunicazione da molti
35:20–35:21
a molti
35:21–35:25
articolata è una delle grandi delle grandi novità del del web
35:27–35:28
però
35:28–35:32
c'era prima la comunicazione da molti a molti molto meno articolata
35:33–35:36
vogliamo fare un esempio di comunicazione da molti a molti
35:38–35:40
che poteva esistere prima del web
35:45–35:50
dam~ da scusatemi da massa a massa no da molti a molti è ancora diverso ma comunque diciamo
35:51–35:51
35:51–35:53
tendenzialmente da massa a massa ma
35:55–35:55
avete capito
35:56–35:57
vogliamo fare un esempio
36:00–36:01
un corteo
36:04–36:08
in un corteo ci sono migliaia di persone che parlano a migliaia di persone
36:09–36:12
alle migliaia di persone ai margini del corteo
36:13–36:16
ma anche alle migliaia di persone che partecipano al corteo
36:23–36:25
e poi ci possono essere forme di comunicazione da molti a molti
36:26–36:29
non da massa a massa ma da molti a molti
36:29–36:31
lo stesso facebook se
36:31–36:33
i gruppi son più ristretti è di questo tipo
36:34–36:37
ma vogliamo fare un altro esempio di comunicazione da molti a molti
36:40–36:42
che poteva esistere prima del web
36:44–36:46
il bar è interessante
36:46–36:47
interessante il bar
36:47–36:48
ma lei che barba ha
36:51–36:51
cioè
36:51–36:56
mi stupisce questo discorso del bar perché evidentemente va in in bar abbastanza particolari
36:56–36:59
vieni giù tantissima gente che
37:00–37:03
cioè sostanzialmente il mio bar non è il suo
37:03–37:04
ecco credo
37:04–37:05
decisamente
37:05–37:06
ma facciamo
37:06–37:08
facciam un passettino in più
37:08–37:09
che c'arriviamo
37:13–37:15
perché è molto interessante
37:16–37:19
se se fa quel passettino o se lo fa qualcun'altro
37:20–37:22
il ristorante
37:23–37:23
37:25–37:27
ed è vera una cosa il ristorante è un esempio estremamente interessante
37:28–37:28
perché al ristorante
37:28–37:32
in~ ine~ in un ristorante dove non c'è nessuno non ci vuole andare nessuno
37:33–37:36
però in un ristorante dove c'è un gran casino non ci vuole andare nessuno lo stesso
37:36–37:37
tranne
37:37–37:38
un po' di maniaci
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quindi
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ristorante è una situazione nella quale vogliamo stare
37:43–37:44
tr~ tra pochi
37:44–37:47
sentendoci circondati da altri
37:47–37:49
che è una situazione molto più forte prego
37:50–37:50
come
37:51–37:53
lo stadio beh lo stadio sì
37:53–37:57
lo stadio è interessante però lo stadio teoricamente è una comunicazione di massa
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cioè
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allo stadio teoricamente si va
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a vedere lo spettacolo che viene dato da
38:02–38:03
poche persone al centro
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è sempre meno vero
38:05–38:08
eh allo stadio è sempre di più una comunicazione da molti a molti
38:09–38:12
però teoricamente quando è nato non era questo
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era una tipica comunicazione di massa
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una massa di persone che andavano a vedere
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eh ventidue persone
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in mutande che correvano
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col~ intorno alla palla giusto
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è sempre meno così per motivi che analizzeremo
38:26–38:30
ma comuqnue è quest~ el~ lo~ lo stadio in parte è così
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ma c'è una situazione molto più così
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e la cosa che come
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oh
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la discoteca
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in discoteca voi andate
38:43–38:43
voi
38:43–38:44
andate
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a essere circondati da gente
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che balla
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intorno a voi
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se voi andate in dicoteca per parlare siete pazzi
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perché
38:57–39:00
perché non e~ non siete in grado di sentire una parola giusto
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se andate in discoteca per sentire la musica
39:04–39:05
più o meno anche
39:06–39:07
andate in discoteca per
39:07–39:09
immergervi
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in una situazione
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in cui molte persone
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vi mandano dei messaggi di fatto
39:16–39:20
insieme con la musica gli amplificatori le luci
39:20–39:24
eccetera eccetera ma molte persone vi mandano dei messaggi di fatto
39:24–39:26
cioè stiamo ballando tutti insieme
39:27–39:30
stiamo vivendo un'esperienza comune
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in generale mi viene da dire il ballo
39:39–39:40
il ballo
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è carico di messaggi
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è una delle cose delle forme di comunicazione meno studiata
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della storia della comunicazione
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ma il ballo è stracarico di messaggi
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qualcuno ha detto che il ballo è la vita al quadrato
39:56–40:00
che la vità è il movimento è il ballo è il movimento strutturato
40:00–40:00
e
40:01–40:03
per così dire moltiplicato
40:03–40:06
ma al di là di questo la discoteca è un luogo dove
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v'immergete nel~ nelle perso~ tra le persone
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di cui condividete
40:13–40:14
qualcosa
40:14–40:15
e
40:15–40:17
contemporaneamente
40:19–40:24
vivete un'esperienza fortissima che riguarda il vostro rapporto col suono
40:24–40:25
con
40:25–40:26
il corpo eccetera
40:29–40:29
se volete
40:31–40:32
per
40:32–40:36
capire meglio quello che sto dicendo possiamo fare un esempio che mi è molto caro
40:38–40:39
la differenza
40:39–40:39
tra
40:40–40:43
un concerto di musica classica e un concerto rock
40:46–40:47
allora
40:47–40:51
voi mi dire~ voi andrete in giro dicendo questo è un professore che parla di di rock
40:51–40:54
e così via guardate che poi parlerò molto anche di aristotele
40:54–40:55
non
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ci serve di tutto per per questo tipo di corso ci servono grandi autori e ci servono le esperienze di tutti i giorni
41:08–41:08
allora
41:08–41:09
facciamo
41:09–41:10
facciamo
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l'esempio della differenza tra un concerto di musica classica e un concerto rock
41:17–41:21
io spero che molti di voi abbiano conosciuto entrambe le esperienze
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in un concerto di musica classica
41:31–41:34
la situazione di disparità
41:34–41:35
tra l'esecutore
41:35–41:36
e il pubblico
41:36–41:36
è
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totale
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voi mi direte anche nel concerto rock per certi versi ancora di più nel concerto rock
41:42–41:42
perché
41:42–41:47
eh~ il conce~ il il cantante rock può essere praticamente dio in quel momento
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però
41:50–41:50
dal
41:50–41:56
punto di vista comunicativo la differenza è totale e perché
41:57–41:58
l'esecutore
41:58–42:01
o il direttore d'orchestra con la sua orchesta
42:01–42:01
è
42:01–42:02
il
42:02–42:03
suono
42:04–42:05
è talmente
42:06–42:06
il
42:06–42:09
suono che voi siete condannati al silenzio
42:11–42:13
nel concerto rock
42:13–42:16
quo~ qualunque persona che emetta dei suoni
42:17–42:18
durante il concerto
42:18–42:20
è guardata
42:20–42:21
come
42:21–42:23
se fosse un delinquente
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pensate uno che fa uno sternuto durante un concerto di musica classica
42:29–42:31
cosa involontaria
42:31–42:31
però
42:31–42:33
disturba perché
42:33–42:37
si suppone che l'unico suono che si ascolta sia quello
42:37–42:39
dell'esecutore
42:39–42:40
è così no
42:42–42:43
quindi
42:43–42:45
da un lato il silenzio
42:45–42:46
dall'altro lato
42:46–42:46
il suono
42:48–42:50
nel concerto di musica classica
42:50–42:52
voi non avete quasi corpo
42:52–42:53
siete solo orecchie
42:56–42:56
certo
42:56–42:58
c'è un elemento visivo
42:58–43:01
ma deve sba~ ma deve essere estremamente sobrio l'elemento visivo
43:02–43:04
se nel concerto di musica classica il
43:05–43:05
pianista
43:08–43:10
si muove in modo un po' strano
43:12–43:13
la cosa
43:13–43:14
crea dei problemi
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è è un pezzo della storia della musica del novecento
43:17–43:18
glenn gould
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glenn gould uno dei più grandi pianisti del novecento
43:22–43:23
sapete chi era glenn gould
43:25–43:26
glenn gould
43:29–43:34
capite che razza che razza di attrezzature ha questa università c'è una penna biro per scrivere lì
43:38–43:38
però
43:39–43:40
ce l'ho io il pennarello
43:58–44:00
anche su youtube trovate molta roba sua
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era un grande pianista
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forse adesso è troppo sopravvalutato perché appunto
44:07–44:09
si è creata tutta un'aura intorno a lui
44:10–44:11
ma era un grande pianista
44:11–44:14
e glenn gould aveva il problema che lui per esempio
44:14–44:16
mentre suonava cantava
44:17–44:19
e poi stava tutto piegato sul pianoforte
44:19–44:22
era bizzarro fisicamente
44:23–44:26
era criticatissimo per questo suo modo di comportarsi
44:26–44:28
tutti dicevano che glenn gould era
44:28–44:32
e~ a~ al suo tempo forse il più grande esecutore di bach
44:32–44:33
però
44:35–44:38
in un concerto di musica classica non ci si comporta così
44:39–44:41
voi siete tutti orecchi
44:42–44:46
e l'esecutore deve essere quasi solo suono è chiaro il concetto
44:48–44:53
guardate che qualcosa di simile succede~ è caratteristico di quella che viene chiamata l'alta cultura
44:54–44:57
che possiede un elemento di ascetismo
44:57–45:00
qualcosa di simile succe~ succede in un museo
45:01–45:03
in un museo siete tutti occhi
45:05–45:07
si suppone che
45:08–45:11
facciate silenzio e che vi concentrate esclusivamente sul visivo
45:13–45:14
il fatto che adesso
45:14–45:15
in qualunque museo
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voi andiate col cellulare sta cambiando l'esperienza museale
45:19–45:22
non dico se in meglio o in peggioma la sta cambiando
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perché voi siete diventati attivi non siete tutti occhi ma siete
45:25–45:27
tutti occhi e telefonino
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non dico che sia meglio o chie sia peggio
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è diverso
45:34–45:40
ora confrontiamo però torniamo a noi quindi il concerto di musica classica è un'esperienza abbastanza ascetica in cui c'è una persona
45:43–45:44
che
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o un gruppo di persone
45:45–45:46
che
45:46–45:47
concentrano
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tutta l'attenzione su di sé molto di più di quanto succeda adesso con me
45:53–45:57
perché tutta la situazione della sala è costruita in modo che
45:58–45:59
le persone
45:59–45:59
siano
45:59–46:00
come vi dicevo
46:00–46:02
tutte e solo orecchio
46:06–46:08
non si prendono neanche appunti nel concerto di musica classica
46:08–46:09
è proprio
46:09–46:11
tutto e solo ascolto
46:13–46:15
eh noi tra l'altro a proposito piccolo particolare
46:15–46:16
tra i laboratori
46:16–46:18
che voi potrete frequentare nel terzo anno
46:18–46:20
avremo un laboratorio di ascolto musicale
46:23–46:25
perché noi prendiamo le cose sul serio eh
46:25–46:26
quindi
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se vogliamo parlare di ascolto musicale parliamo di ascolto musicale
46:29–46:29
torniamo a noi
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invece cosa succede nel concerto rock
46:35–46:38
il concerto rock è un'esperienza assolutamente corporea
46:42–46:44
voi c'andate con tutto il corpo
46:52–46:54
al centro del concerto
46:54–46:54
c'è
46:55–46:57
un insieme che è
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sonoro
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ma anche visivo
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e
47:07–47:09
e qui arriviamo a un passaggio fondamentale
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e anche tattile
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la musica quando siete in un concerto rock non vi arriva solo alle orecchie
47:21–47:22
vi arriva alle cosce
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perché
47:24–47:25
il
47:25–47:26
l'amplificazione
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fa
47:27–47:30
rimbombare il terreno
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fa vibrare il terreno e le vibrazioni del terreno si trasmettono
47:36–47:39
attraverso i piedi a tutto il vostro corpo
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non è un fatto puramente uditivo anche perché a volte da udire c'è veramente poco
47:48–47:50
i concerti dei beatles
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che ci sono in questo film che ho visto ieri
47:53–47:57
ai concerti dei beatles non si sentiva praticamente niente
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perché le ragazze urlavano in modo tale
48:01–48:02
che
48:02–48:03
non si sentiva
48:03–48:05
quasi niente
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ma c'è un altro aspetto che è importante
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nel concerto rock voi non andate a sentire
48:12–48:14
delle cose che non avete sentito
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andate a sentire le cose che
48:16–48:17
conoscete
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voi sentite il cantante che arriva
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e che dice adesso vi
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canto una canzone totalmente nuova il pubblico applaude evi~ educatamente ascolta
48:29–48:31
e poi magari si scambia dei commenti ah
48:32–48:33
mica male
48:35–48:35
invece
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il cantante attacca le prime tre note
48:39–48:40
della sua hit
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e il pubblico parte con
48:45–48:45
perché
48:47–48:48
perché
48:48–48:49
si va
48:49–48:50
per
48:50–48:51
vivere
48:52–48:55
un'esperienza che in parte è nota
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questa canzone la conoscete già ma in una situazione totalmente diversa
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la diversità sta nel fatto che siete nello stesso posto
49:05–49:06
dove c'è dio
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cioè l'esecutore vostro preferito
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che partecipate a un vero e proprio rito
49:18–49:19
quello per l'appunto
49:19–49:22
che può andare dalle cose più svaccate
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tipo accendere accendere
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gli accendini
49:26–49:26
o
49:27–49:27
o
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i var~ i vari
49:29–49:34
i vari vasco rossi che poi mettono il microfono verso il pubblico che canta da solo
49:34–49:35
eccetera eccetera
49:35–49:37
a cose più sofisticate
49:37–49:39
ma sostanzialmente
49:39–49:42
ma sostanzialmente è un rito a cui partecipate
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e in quest'esperienza tattile vi arriva fisicamente
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e ha una conseguenza fondamentale che al concerto rock non solo non potete stare zitti
49:54–49:56
ma non potete stare fermi
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cioè una persona che va a un concerto rock si siede
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e sta così tutto il tempo
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è altrettanto fuori luogo di una persona che va a un concerto di musica classica e fa vai
50:10–50:12
è chiaro il punto
50:12–50:14
è chiaro il punto
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come vedete sono esperienze opposte eppure si chiamano concerto tutti e due
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perché si chiamano concerto tuti e due perché
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al centro c'è una delle più magiche delle facoltà umane che è fare musica
50:31–50:33
questo accomuna il concerto rock
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e il concerto di musica classica
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sul piano dei media sono
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diversissimi
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sul piano dello stile comunicativo sono diversissimi
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sul piano dei sensi
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sono diversissimi
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è chiaro
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però
50:53–50:54
c'è una cosa comune
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e la cosa comne si chiama musica
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e qui c'è
51:05–51:09
una delle più belle domande che si può fare una persona che si occupa di comunicazione
51:10–51:10
ed è
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ma che cosa comunica la musica
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se uno
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pensa
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alla comunicazione in
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in termini di trasmissione di significati la musica non comunica niente
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comunica le parole delle canzoni
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che voi sapete spesso sono delle autentiche cavolate
51:37–51:39
e comunque sono abbstanza
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accessorie
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comunica
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tutta una serie di
51:48–51:48
e
51:48–51:49
oggetti
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connessi
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tipo appunto il fisico del cantante
51:55–51:55
e
51:55–51:57
eccetera eccetera eccetera
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ma
51:58–52:00
al fondo una volta che avete
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che andate a fondo
52:01–52:04
togliete tutti questi elementi che sapete che sono
52:04–52:05
accessori
52:05–52:06
e arrivate al dunque
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alla musica
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che cosa comunica la musica
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moltissimo
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ma che non si può
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tradurre in un altro linguaggio
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se uno mi dice a me piace
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eh piacciono le variazioni goldberg di bach
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perché mi ricordano una tempesta di primavera
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io penso che sia un cretinoma in ogni caso
52:39–52:40
penso che sia una persona che sta
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banalizzando l'esperienza musicale
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è chiaro
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eppure la musica
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comunica altroché se comunica
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quest'esempio della musica secondo me
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è e
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se avessi avuto le slide non l'avrei neanche fatto
53:03–53:04
vedete che
53:04–53:06
le slide hanno pregi e difetti
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perché volevo fare una lezione molto più strutturata di questa ma ehm
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non tutto si può avere domani avremo le slide
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e credo che siano più noiose o lo spero
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eh allora
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dicevo
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questa cosa
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della
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musica come comunicazione
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è un passaggio
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fondamentale di un corso di capire i media
53:36–53:37
perché
53:37–53:39
capire
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i media significa capire che la comunicazione
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è carica
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di
53:46–53:49
elementi che non possono
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essere
53:49–53:50
tradotti
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la musica è il caso estremo naturalmente
54:02–54:03
la voce meccanica
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delle delle stazioni ferroviarie può sembrare
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l'o~ l'opposto
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mettiamo
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sono suoni tutti e due no
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da una parte avete~ magari si~ si succedono l'una all'altro in metropolitana avete
54:19–54:19
avete
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eh
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un bel dì vedremo
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di verdi
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e poi magari subito dopo
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eh stiamo arrivando alla stazione vinzaglio
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stiamo arrivando alla stazione vinzaglio può sembrare l'opposto della musica
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ha un significato esclusivamente operativo
54:38–54:39
giusto
54:41–54:43
vi dice semplicemente una
54:43–54:45
informazione nel senso stretto del termine
54:45–54:47
ma la mia convinzione
54:47–54:49
che vi voglio trasmettere è che non esiste
54:50–54:52
un'informazione pura
54:54–54:56
che tutte le informazioni hanno
54:56–54:59
anche un carico di significato
54:59–55:02
o meglio di valore che si aggiunge
55:02–55:03
all'informazione
55:03–55:04
la musica
55:04–55:05
è
55:06–55:11
un messaggio fortissimo senza un'informazione immediatamente riconoscibile
55:16–55:19
il vecchio nietzsche vedete che ce~ cominciamo a citare dei filosofi
55:19–55:23
il vecchio nietzche diceva che la vita senza la musica sarebbe un errore
55:25–55:27
credo che sia una delle cose più belle che abbia scritto
55:28–55:31
ma la vita senza la musica sarebbe un errore ma la domanda è
55:34–55:34
perché
55:35–55:36
e la risposta è
55:37–55:39
perché lo sappiamo tutti
55:40–55:41
che è così
55:41–55:44
non c'è una spiegazione chiara di una frase del genere ma
55:44–55:45
tutti
55:45–55:48
tranne quelli che proprio odiano la musica ci sono
55:49–55:53
hanno la mia più tremenda compassione ma esistono persone così
55:53–55:54
però
55:54–55:58
tranne quei pochissimi tutti sappiamo che la vita senza la musica sarebbe un errore
56:00–56:01
ma non
56:01–56:03
sappiamo dire qual è l'informazione
56:03–56:05
che senza la musica non avremmo
56:07–56:09
è chiaro il concetto
56:11–56:12
l'altro opposto
56:12–56:14
la metropolitana la frase
56:14–56:17
stiamo arrivando alla stazione vinzaglio
56:19–56:20
contiene solo
56:21–56:22
un'informazione operativa
56:22–56:25
ma no che non contiene un'informazione operativa
56:25–56:28
contiene anche una serie di altre informazioni
56:30–56:31
prima di tutto
56:34–56:36
contiene la voce che la enuncia
56:39–56:40
che
56:40–56:44
è una voce neutra ma mai del tutto neutra
56:47–56:48
io me ne resi conto una volta
56:49–56:50
voi sapete che
56:50–56:51
il portoghese
56:51–56:54
è una delle poche lingue nelle quali l'avverbio grazie
56:56–56:58
non è un avverbio ma è un aggettivo
56:59–56:59
cioè
56:59–57:03
grazie si dice obrigado o obrigada
57:03–57:06
mi sento obbligato o mi sento obbliga~ o obbligata
57:07–57:08
eh
57:09–57:11
alla mh
57:12–57:15
all'aut~ in un'autostrada portoghese quando voi
57:15–57:16
pagate
57:17–57:20
la voce meccanica dice obrigada
57:21–57:22
è una voce femminile
57:23–57:24
ma
57:25–57:26
la domanda che
57:26–57:28
mi sorse quando lo sentii la prima volta è
57:28–57:30
ma è un uomo o una donna quest'autostrada
57:33–57:33
cioè
57:33–57:35
quello che voglio dire è che c'è una
57:35–57:37
umanizzazione
57:37–57:39
di un messaggio tecnico
57:41–57:43
il messaggio tecnico viene
57:43–57:44
umanizzato
57:46–57:52
e infatti l'attore che recita questa cosa deve avere una voce neutra perché sia il più comprensibile possibile
57:52–57:55
ma un tono per esempio leggermente amichevole
57:58–58:00
in secondo luogo
58:05–58:09
un mezzo tecnico come lametropolitana vi sta facendo un servizio
58:11–58:15
il messaggio è anche sono così gentile da ricordarti
58:16–58:17
di scendere
58:19–58:24
in molte metropolitane del mondo non ci sono servizi di questo genere uno guarda che cosa c'è scritto
58:24–58:26
poi scende quand~ quando arriva alla sua stazione
58:26–58:30
se si aggiunge questo servizio si aggiunge un elemento di cortesia
58:30–58:31
che stabilisce
58:31–58:32
un
58:32–58:35
rapporto di cortesia la segnaletica stradale è fatta così
58:38–58:42
cioè la segnaletica stradale che è un messaggio apparentemente del tutto neutro
58:42–58:43
però
58:45–58:47
fa delle scelte comunicative
58:49–58:51
per esempio nello scegliere dove mettere
58:52–58:52
la palina
58:54–58:58
in modo che sia ben visibile e non disturbi la guida per farvi un esempio banale
58:59–59:00
ma anche
59:02–59:04
nel segnalarvi
59:04–59:06
una certa cosa sotto la forma
59:06–59:09
violenta attenzione pericolo
59:09–59:11
o più suadente attenzione
59:13–59:13
c'è
59:13–59:14
qualcosa
59:14–59:15
a cui stare attenti
59:15–59:17
non so se è chiaro quello che voglio dire
59:18–59:21
non ci sono informazioni
59:21–59:22
neutre
59:23–59:24
tutte le
59:25–59:26
informazioni
59:26–59:27
sono veicolate
59:29–59:29
da
59:30–59:30
un
59:31–59:33
mezzo di comunicazione che
59:33–59:34
porta con sè
59:35–59:37
alcuni valori propri
59:39–59:42
a un estremo c'è la musica che sembra avere solo
59:42–59:44
un valore estetico
59:47–59:48
a un altro estremo c'è
59:50–59:54
un'informazione che sembra non avere nessun valore se non strettamente informativo
59:55–59:57
ma non è mai del tutto vero
59:57–59:59
per esempio se io scrivo un cartello
1:00:00–1:00:02
la scelta del carattere grafico
1:00:04–1:00:07
per questo cartello è assolutamente influente
1:00:08–1:00:10
nel modo in cui questa scritta viene percepita
1:00:12–1:00:16
questo s~ queste sono le regole di base di un comunicatore
1:00:18–1:00:19
ma la regola di base è
1:00:20–1:00:21
non esiste
1:00:21–1:00:23
un'informazione
1:00:23–1:00:24
che non abbia
1:00:24–1:00:25
delle
1:00:25–1:00:27
implicazioni
1:00:28–1:00:29
comunicative
1:00:38–1:00:39
perché vedete
1:00:41–1:00:42
uno dei
1:00:42–1:00:45
uno dei lavori che faremo spesso in questo corso
1:00:45–1:00:46
sarà
1:00:47–1:00:48
lavorare sulle parole
1:00:53–1:00:54
molte parole
1:00:54–1:00:55
che noi
1:00:55–1:00:58
diamo per scontato come di uso comune
1:01:00–1:01:01
sono
1:01:01–1:01:02
cariche
1:01:03–1:01:04
di
1:01:05–1:01:07
valori spesso
1:01:07–1:01:08
impliciti
1:01:09–1:01:10
vi faccio un esempio banale
1:01:12–1:01:15
fino agli anni cinquanta
1:01:16–1:01:18
l'apparecchio che veniva usato
1:01:19–1:01:19
per
1:01:20–1:01:21
sentire la musica
1:01:22–1:01:22
eh
1:01:22–1:01:23
attraverso i dischi
1:01:24–1:01:26
veniva chiamato grammofono
1:01:27–1:01:29
grammofono è un nome piuttosto
1:01:29–1:01:30
carico
1:01:31–1:01:32
sono due parole greche
1:01:33–1:01:35
fono suono
1:01:36–1:01:38
gramma grammatos
1:01:38–1:01:39
scrittura
1:01:40–1:01:41
quindi la scrittura del suono
1:01:42–1:01:44
poi a un certo punto
1:01:46–1:01:46
così
1:01:47–1:01:48
quasi
1:01:48–1:01:49
senza
1:01:49–1:01:50
accorgersene
1:01:51–1:01:52
la gente cominciò a chiamarlo
1:01:53–1:01:54
giradischi
1:01:57–1:01:58
giradischi
1:01:58–1:01:59
è una
1:01:59–1:01:59
espressione
1:02:00–1:02:01
totalmente
1:02:01–1:02:03
priva di solennità
1:02:06–1:02:08
giradischi vuol dire
1:02:08–1:02:10
è è è una roba che fa quella cosa lì
1:02:13–1:02:15
il passaggio è un passaggio
1:02:15–1:02:16
che può sembrare
1:02:16–1:02:19
casuale in realtà dietro c'è di tutto
1:02:19–1:02:23
c'è il fatto che la parola giradischi arriva esattamente quano arriva il rock and roll
1:02:26–1:02:28
cioè quando diventa un
1:02:28–1:02:30
consumo tipicamente giovanile
1:02:33–1:02:35
le parole sono cariche di senso
1:02:35–1:02:36
e allora
1:02:38–1:02:40
avviandoci verso la fine della lezione di oggi
1:02:44–1:02:45
ragioniamo sulla parola
1:02:45–1:02:47
informazione
1:02:50–1:02:52
vi dicevo l'informazione non è mai
1:02:52–1:02:53
neutra
1:03:06–1:03:07
però
1:03:09–1:03:14
nella nostra cultura degli ultimi trenta o quarant'anni la parola informazione
1:03:16–1:03:16
si è
1:03:17–1:03:19
fortemente tecnicizzata
1:03:24–1:03:25
e quindi
1:03:26–1:03:27
ha teso
1:03:28–1:03:28
a
1:03:28–1:03:30
presentarsi sempre di più come una parola
1:03:30–1:03:31
neutra
1:03:32–1:03:34
quando è successo questo
1:03:37–1:03:39
per capirlo dobbiamo
1:03:39–1:03:40
aver presente
1:03:40–1:03:44
quella strana parola che è francese non americana
1:03:44–1:03:45
che è informatica
1:03:47–1:03:51
informatique gli americani se voi dite informatics un americano vi guarda
1:03:51–1:03:54
con aria stupitissima si chiama computer science
1:03:54–1:03:54
ma
1:03:54–1:03:57
in in in in francese si chiama informatique
1:03:57–1:04:00
cioè la matematica dell'informazione
1:04:01–1:04:03
in re~ in realtà
1:04:03–1:04:04
perché noi chiamiamo
1:04:04–1:04:10
informatiche le macchine come il computer il cellulare lo smartphone in particolare eccetera
1:04:10–1:04:11
perché le chiamo
1:04:11–1:04:12
li chiamiamo
1:04:12–1:04:13
informatiche
1:04:14–1:04:17
perché sono macchine che elaborano
1:04:17–1:04:18
l'informazione
1:04:20–1:04:21
ma
1:04:21–1:04:23
elaborano l'informazione
1:04:24–1:04:27
sulla base di un concetto di informazione molto preciso
1:04:27–1:04:28
che è un concetto di
1:04:29–1:04:30
origine matematica
1:04:31–1:04:35
qualcuno di voi lo saprà nel millenovecentoquarantotto claude shannon
1:04:36–1:04:37
ha pubblicato
1:04:37–1:04:40
un testo che si chiamava teoria matematica dell'informazione
1:04:41–1:04:43
senza quel testo non sa~ non sarebbe nato
1:04:44–1:04:46
non sarebbe nata l'informatica moderna
1:04:49–1:04:51
che cosa qual è la tesi di claude shannon
1:04:51–1:04:52
che tutte le
1:04:52–1:04:56
informazioni esistenti del mondo possono essere ricondotte
1:04:57–1:04:57
a
1:04:57–1:04:59
un linguaggio di base
1:05:00–1:05:01
che è il linguaggio dei bit
1:05:03–1:05:06
che è il fatto infatti cosa vuol dire la parola bit
1:05:07–1:05:08
non bit
1:05:09–1:05:12
sempre rock and roll la parola bit bi i ti
1:05:12–1:05:13
cosa vuol dire
1:05:14–1:05:14
e
1:05:15–1:05:16
come
1:05:17–1:05:18
no non e vabbè sì
1:05:19–1:05:22
give a bit of tea no di di parliamo di bit
1:05:22–1:05:25
nel senso tecnico del termine la parola bit scusate ma
1:05:27–1:05:29
voi state per fare scienze della comunicazione
1:05:29–1:05:30
e non sapete cosa vuole dire bit
1:05:33–1:05:35
ecco e adesso mi sono perso il pennarello
1:05:42–1:05:43
non trovo il pennarello
1:05:43–1:05:44
vabbè eh
1:05:44–1:05:45
grazie
1:05:51–1:05:52
che cosa vuol dire
1:05:53–1:05:53
bit
1:06:00–1:06:02
byte lo sapete cosa vuol dire
1:06:03–1:06:07
quando dite kappa media eccetera eccetera sapete di cosa state parlando
1:06:09–1:06:11
ecco e allora che cosa sono questi giga
1:06:11–1:06:12
sono dei giga
1:06:14–1:06:15
gigabyte
1:06:15–1:06:16
giusto
1:06:28–1:06:32
io non faccio uno io non faccio il corso di informatica mi sentite lassù
1:06:33–1:06:38
io non faccio il corso di informatica poi avrete anche anche anche dei dei degli insegnamenti più tecnici
1:06:39–1:06:40
ma che cos'è un byte
1:06:42–1:06:43
che cos'è un byte
1:06:44–1:06:45
vuol dire otto bit
1:06:46–1:06:50
infatti i francesi che sono sempre un po' snob lo chiamano octet
1:06:50–1:06:51
ottetto
1:06:52–1:06:54
il byte sono otto bit
1:06:54–1:06:55
giusto
1:06:56–1:06:57
ma cosa sono i bit
1:07:01–1:07:02
un
1:07:04–1:07:06
esatto e cosa vuol dire esattamente
1:07:11–1:07:13
o spento o acceso
1:07:13–1:07:16
cioè tutte le informazioni possono essere ridotte a
1:07:16–1:07:17
un
1:07:17–1:07:18
codice
1:07:18–1:07:21
binario o o spento o acceso ma perché bit
1:07:21–1:07:22
binary
1:07:23–1:07:23
binario
1:07:24–1:07:25
information
1:07:26–1:07:27
units perché
1:07:27–1:07:30
i ti è la fine della parola unit
1:07:30–1:07:31
giusto
1:07:31–1:07:33
binary information unit
1:07:35–1:07:37
con la teoria matematica dell'informazione
1:07:37–1:07:39
nasce l'idea
1:07:40–1:07:42
che tutta l'informazione esistente
1:07:42–1:07:44
possa essere ridotta
1:07:44–1:07:45
a
1:07:45–1:07:47
uno stesso linguaggio di base
1:07:47–1:07:49
che è il linguaggio
1:07:49–1:07:52
elettrico dello spento o acceso
1:07:52–1:07:53
bit
1:07:55–1:07:56
dopo di che
1:07:56–1:07:58
con l'evoluzione dell'informatica
1:07:59–1:08:04
si è passati dai bit che e~ sar~ avrebbero dato dei numeri giganteschi a una
1:08:04–1:08:06
a una unità
1:08:06–1:08:09
un pochino più grande che è l'ottetto di bit il byte
1:08:12–1:08:14
ora qual è il punto
1:08:14–1:08:16
di questa teoria matematica dell'informazione
1:08:16–1:08:18
se voi pensate a
1:08:18–1:08:19
prima
1:08:20–1:08:21
di shannon
1:08:24–1:08:26
voi potevate pensare
1:08:28–1:08:30
a un testo scritto
1:08:32–1:08:33
come
1:08:33–1:08:35
un tipo d'informazione
1:08:36–1:08:37
ma per esempio
1:08:37–1:08:43
a un quadro come un tipo di co~ informazione completamente diverso e non riconducibili alla stessa
1:08:44–1:08:45
unità di misura
1:08:48–1:08:51
la teoria matematica dell'informazione introduce
1:08:53–1:08:55
per la prima volta
1:08:56–1:09:00
il concetto che tutti possono avere un'unica unità di misura
1:09:01–1:09:02
che è il bit
1:09:04–1:09:09
ed è anche grazie a questo che i vostri computer possono elaborare non dite processare per favore
1:09:09–1:09:11
perché non è italiano ma elaborare
1:09:12–1:09:13
sia
1:09:14–1:09:15
suoni
1:09:16–1:09:18
sia testo sia immagine
1:09:20–1:09:22
perché li riconducono tutti a dei byte
1:09:23–1:09:26
e quindi a dei bit sono chiari questi concetti
1:09:26–1:09:28
è chiaro tutto questo
1:09:30–1:09:31
quindi noi abbiamo
1:09:31–1:09:33
un'idea d'informazione
1:09:33–1:09:36
che circola nella nostra cultura e ha
1:09:36–1:09:37
l'evidenza
1:09:38–1:09:39
l'evidenza
1:09:42–1:09:42
che le dà
1:09:42–1:09:44
la tecnologia
1:09:45–1:09:51
perché l'idea che fa funzionare le macchine da cui or~ siamo ormai totalmente circondati
1:09:53–1:09:55
in cui siamo immersi
1:09:58–1:09:59
questa idea
1:09:59–1:10:05
assolutamente evidente perché è quella che ci permette di mandare gli esse emme esse
1:10:05–1:10:08
che è quella che ci permette di leggere il giornale su
1:10:08–1:10:10
internet perché è quella che ci permette
1:10:11–1:10:12
di
1:10:12–1:10:14
fare le foto col nostro cellulare
1:10:15–1:10:19
è addirittura l'idea che ci permette di fare i selfie pensate un po'
1:10:19–1:10:20
questa
1:10:20–1:10:21
idea
1:10:21–1:10:22
fondamentale
1:10:25–1:10:27
è che l'informazione
1:10:28–1:10:36
in qualunque forma quali che siano i media originali in cui veniva elaborata è riconducibile a un'unica unità di misura
1:10:44–1:10:45
quindi
1:10:47–1:10:51
noi possiamo avere dell'idea d'informazione una
1:10:52–1:10:55
rappresentazione che sembra totalmente neutra
1:10:57–1:11:01
non conta assolutamente se sia un bel quadro
1:11:01–1:11:03
un video porno
1:11:04–1:11:05
o una conversazione tra amici
1:11:05–1:11:07
e alla fine sono tutti bit
1:11:11–1:11:12
alla fine
1:11:14–1:11:14
se vado a vedere
1:11:14–1:11:15
conta
1:11:17–1:11:17
se
1:11:18–1:11:21
quanti megabyte o gigabyte occupa
1:11:25–1:11:26
è
1:11:26–1:11:27
una visione che ha
1:11:27–1:11:29
dei fondamenti fortissimi
1:11:30–1:11:32
e contemporaneamente
1:11:32–1:11:33
che può provocare
1:11:34–1:11:35
delle
1:11:36–1:11:37
ambiguità
1:11:38–1:11:39
perché non è vero
1:11:39–1:11:44
che sia irrilevante qual è il medium che porta l'informazione
1:11:48–1:11:51
perché non è vero che tutte le informazioni
1:11:51–1:11:52
siano
1:11:52–1:11:53
uguali
1:11:56–1:11:56
allora
1:11:58–1:12:01
su~ sul fatto che non è vero che il medium sia irilevante
1:12:01–1:12:02
torneremo
1:12:02–1:12:04
con abbondanza nella lezione di domani
1:12:05–1:12:07
sul fatto che non è vero
1:12:07–1:12:09
che tutte le informazioni siano uguali
1:12:09–1:12:11
mi voglio soffermare ancora un momento
1:12:13–1:12:15
c'è un'altra definizione della parola
1:12:15–1:12:17
informazione
1:12:19–1:12:22
che io considero di una utilità straordinaria
1:12:48–1:12:49
ed è stata
1:12:49–1:12:50
enunciata
1:12:58–1:13:02
da un grande intellettuale americano che si chiamava gregory bateson
1:13:04–1:13:07
che è uno dei fondatori delle scienze cognitive
1:13:09–1:13:10
e gregory bateson
1:13:12–1:13:14
rovescia in certo senso shannon
1:13:17–1:13:18
perché dice
1:13:19–1:13:20
information
1:13:20–1:13:20
is
1:13:20–1:13:23
a difference that makes difference
1:13:24–1:13:26
è una differenza
1:13:26–1:13:27
che fa
1:13:27–1:13:28
la differenza
1:13:32–1:13:33
è una differenza
1:13:34–1:13:35
e questo ci sta anche shannon
1:13:36–1:13:37
il bit è una differenza
1:13:41–1:13:41
ma
1:13:43–1:13:45
quello che conta per bateson è
1:13:45–1:13:46
che l'informazione
1:13:46–1:13:47
makes difference
1:13:49–1:13:52
cioè che la sua presenza
1:13:54–1:13:55
cambia
1:13:57–1:13:58
il panorama nel quale
1:13:58–1:13:59
ci muoviamo
1:14:02–1:14:04
noi possiamo vedere
1:14:04–1:14:04
il nostro
1:14:05–1:14:07
ambiente che ci circonda come
1:14:07–1:14:10
un ambiente fatto di miliardi di
1:14:10–1:14:11
bit
1:14:13–1:14:15
che si equivalgono tutti tra di loro
1:14:15–1:14:17
e c'è un verità in tutto questo
1:14:19–1:14:22
noi attraverso google possiamo andare a vedere
1:14:22–1:14:24
a vedere selfie
1:14:25–1:14:27
pornografici a miliardi
1:14:27–1:14:29
o possiamo andare a vedere
1:14:29–1:14:31
a leggere la divina commedia
1:14:33–1:14:34
dal punto di vista
1:14:35–1:14:39
di google e dalpunto di vista del nostro computer è la stessa cosa
1:14:40–1:14:43
il problema può essere se il se~ se il selfie porno
1:14:43–1:14:44
eh occupa
1:14:44–1:14:48
più giga o men~ meno giga la divina commedia ne occupa pochissimi
1:14:48–1:14:52
perché la parola parlata ne occupa eh la parola scritta ne occupa pochissimi
1:14:53–1:14:57
c'è una verità nel definire l'informazione
1:14:57–1:14:57
come
1:14:59–1:14:59
una
1:14:59–1:15:00
pura
1:15:00–1:15:01
quantità
1:15:05–1:15:07
è una verità tecnologica indiscutibile
1:15:13–1:15:15
ma c'è un'altra verità
1:15:18–1:15:18
nel
1:15:19–1:15:21
sottolineare
1:15:21–1:15:21
che
1:15:22–1:15:24
quello che conta
1:15:26–1:15:27
è l'informazione
1:15:29–1:15:31
di cui sentiamo la capacità di
1:15:32–1:15:33
cambiare
1:15:34–1:15:35
l'ambiente stesso
1:15:36–1:15:37
sono chiari questi concetti
1:15:38–1:15:39
ma il punto è
1:15:39–1:15:40
che
1:15:42–1:15:44
the difference that makes the difference
1:15:44–1:15:46
non è necessariamente
1:15:47–1:15:50
un'informazione che si presenta
1:15:50–1:15:52
sottolineata con la matita rossa
1:15:56–1:15:59
imparare a capire i media significa
1:15:59–1:16:02
capire che molta dell'informazione che può
1:16:02–1:16:05
cambiare il nostro modo di essere
1:16:06–1:16:09
il nostro ambiente le nostre relazioni
1:16:10–1:16:11
è
1:16:11–1:16:13
implicita
1:16:15–1:16:19
nei media che usiamo nei messaggi che circolano eccetera eccetera
1:16:21–1:16:23
e dobbiamo andarla a scovare
1:16:26–1:16:30
che molta dell'informazione che si presenta come importantissima
1:16:30–1:16:32
può essere invece banale
1:16:42–1:16:43
e qui
1:16:43–1:16:46
il discorso che abbiamo appena fatto sulla musica è significativo
1:16:49–1:16:50
la musica
1:16:50–1:16:51
è
1:16:52–1:16:54
un insieme di inve~ d'informazioni
1:16:54–1:16:57
stracarico di peso di rilevanza
1:16:57–1:16:58
nella nostra vita
1:17:02–1:17:03
voi penserete che io sia
1:17:03–1:17:04
un musicomane
1:17:04–1:17:08
eh mh a me piace molto la musica non so neanche suonare quindi
1:17:08–1:17:11
eh non so neanche leggere la musica non sono un musicomane
1:17:11–1:17:15
penso che la musica sia un esempio straordinario
1:17:16–1:17:17
di quello che sto cercando di dire
1:17:18–1:17:21
la musica sembra non contenere informazioni
1:17:23–1:17:24
però fa una differenza
1:17:24–1:17:26
altroché se fa una differenza
1:17:29–1:17:32
poi naturalmente dipende dalla sensibilità delle persone
1:17:32–1:17:34
ripeto ci sono persone che non hanno
1:17:35–1:17:36
una
1:17:36–1:17:43
sensibilità musicale ci sono persone che hanno una buona sensibilità musicale ci sono delle persone che hanno una tale sensibilità musicale
1:17:43–1:17:45
che la fanno la musica
1:17:45–1:17:46
non siamo tutti uguali
1:17:47–1:17:51
però la musica di per sè è un esempio straordinario di quello che diceva bateson
1:17:54–1:17:57
informazione che fa la differenza
1:17:59–1:18:00
solo che
1:18:00–1:18:02
capire perché come fa la differenza
1:18:02–1:18:08
non è semplice perché non è riducibile a una traduzione pura e semplice in un altro linguaggio
1:18:10–1:18:10
mol
1:18:11–1:18:11
ti
1:18:11–1:18:14
molto del significato di tanti messaggi
1:18:14–1:18:15
è
1:18:15–1:18:18
difficilmente traducibile perché un certo
1:18:18–1:18:19
carattere
1:18:19–1:18:21
per esempio in un libro
1:18:23–1:18:25
un libro è fatto di caratteri tipografici
1:18:28–1:18:32
nel vostro computer avete decine di caratteri tipografici possibili
1:18:33–1:18:35
molti dei quali con nomi stranissimi
1:18:38–1:18:39
perché
1:18:39–1:18:41
si sceglie un certo carattere e non un altro
1:18:42–1:18:46
o se vogliamo arrivare al punto più estremo che va addirittura oltre la musica
1:18:46–1:18:49
perché di teoria della musica ce n'è tanta ma è c
1:18:49–1:18:51
su questo non c'è quasi niente di significativo
1:18:52–1:18:53
perché un certo colore
1:18:54–1:18:56
fa la differenza rispetto a un altro colore
1:18:58–1:19:03
che cosa ci dice il fatto che un vestito sia rosso rispetto al fatto che un vestito sia verde
1:19:03–1:19:05
eppure lo sapete che la differenza c'è
1:19:08–1:19:11
lo sapete quando scegliete come vestirvi
1:19:13–1:19:14
se
1:19:14–1:19:17
scegliere un certo colore rispetto a un altro naturalmente c'è
1:19:18–1:19:21
io non sono venuto oggi a farvi lezione vestito di giallo verde e blu
1:19:22–1:19:23
perché
1:19:23–1:19:25
il professore deve essere una persona seria
1:19:25–1:19:25
però
1:19:26–1:19:27
quelle sono regole minime
1:19:28–1:19:30
ma al di là delle regole di base
1:19:31–1:19:31
perché
1:19:31–1:19:33
un certo colore
1:19:33–1:19:35
porta con sè
1:19:35–1:19:38
un carico di informazione significativa
1:19:40–1:19:40
perché
1:19:41–1:19:42
il colore
1:19:42–1:19:47
è di per sè una delle esperienze di base dell'umanità
1:19:49–1:19:51
e però è un'esperienza non traducibile
1:19:55–1:19:59
comunica ma non è traducibile quando uno mi dice ah il rosso fa sangue
1:19:59–1:20:03
il giallo fa lampo e il blu fa tristezza
1:20:03–1:20:04
o cose del genere
1:20:04–1:20:07
poi potete citare centomila
1:20:07–1:20:08
casi opposti
1:20:08–1:20:09
no
1:20:10–1:20:12
però il colore fa la differenza
1:20:13–1:20:15
e attenzione io non vo sto
1:20:15–1:20:16
dicendo
1:20:16–1:20:18
non vi sto dicendo
1:20:19–1:20:20
che
1:20:22–1:20:23
allora non ci sono significati
1:20:24–1:20:25
non c'è niente
1:20:25–1:20:26
tutto è uguale a tutto
1:20:26–1:20:28
vi sto dicendo esattamente il contrario
1:20:29–1:20:32
che per capire queste differenze
1:20:32–1:20:35
ci vuole un'attenzione diversa
1:20:36–1:20:38
che non si ferma ai significati
1:20:39–1:20:39
espliciti
1:20:44–1:20:46
che non si ferma si significati
1:20:46–1:20:47
espliciti
1:20:49–1:20:50
che guarda
1:20:54–1:20:55
a che cosa
1:21:01–1:21:02
che guarda
1:21:02–1:21:06
alla comunicazione in tutti i suoi aspetti
1:21:10–1:21:12
l'ambiente in cui si svolge
1:21:12–1:21:16
vi ricordate quello che abbiamo detto sul fatto che una lezione è diversa
1:21:17–1:21:17
da
1:21:17–1:21:18
eh
1:21:18–1:21:22
un altro tipo di comunicazione anche per l'ambiente in cui si svolge
1:21:22–1:21:24
e ripeto non solo perché è un ambiente istituzionale
1:21:26–1:21:30
i mezzi di comunicazione che vengono usati
1:21:30–1:21:31
ciascuno dei quali
1:21:32–1:21:33
porta con sè
1:21:34–1:21:36
dei significati
1:21:38–1:21:39
e anche
1:21:43–1:21:44
e anche
1:21:45–1:21:48
una serie di sottomessaggi
1:21:48–1:21:50
che spesso non consideriamo
1:21:50–1:21:52
ho citato molte volte
1:21:54–1:21:55
le espressioni
1:21:55–1:21:56
i toni
1:21:56–1:21:57
e così via
1:21:59–1:22:01
uno dei grandi problemi
1:22:01–1:22:03
uno dei grandi problemi per cui
1:22:04–1:22:05
capire
1:22:05–1:22:06
i media
1:22:07–1:22:07
è
1:22:07–1:22:08
difficile
1:22:12–1:22:13
è che
1:22:13–1:22:16
una delle più grandi immense
1:22:16–1:22:18
invenzioni dell'umanità
1:22:19–1:22:20
la scrittura
1:22:23–1:22:24
è un'invenzione che
1:22:24–1:22:25
però
1:22:25–1:22:27
soprattutto dopo l'invenzione della stampa
1:22:27–1:22:28
tende
1:22:29–1:22:30
ed è anche una sua forza
1:22:31–1:22:34
ma è anche un problema ma tende a standardizzare
1:22:37–1:22:38
la parola
1:22:40–1:22:43
la parola scritta non ha un'espressione facciale
1:22:44–1:22:45
non ha un tono
1:22:45–1:22:46
o meglio ce l'ha
1:22:46–1:22:48
nel suo contesto complessivo
1:22:48–1:22:49
ma non
1:22:51–1:22:52
che accompagna
1:22:52–1:22:54
l'enunciazione di ogni singola parola
1:22:55–1:23:02
tende a esere standardizzata la standardizzazione è una forza della scrittura è uno dei motivi per cui la scrittura si è imposta
1:23:03–1:23:05
come una rivoluzione
1:23:07–1:23:08
e la stampa
1:23:09–1:23:09
però se noi
1:23:10–1:23:16
ci rivolgiamo sempre alla parola scritta come oggetto del nostro ragionamento rischiamo di dimenticarci di questi aspetti
1:23:17–1:23:20
rischiamo di dimenticarci che per l'appunto
1:23:21–1:23:25
ogni parola non è fatta semplicemente
1:23:25–1:23:27
del suo significato
1:23:27–1:23:30
della sintassi poi che la lega alle altre
1:23:30–1:23:35
all~ alle altre parole eccetera eccetera ma è fatta anche di tanti altri messaggi
1:23:36–1:23:37
che l'accompagnano
1:23:38–1:23:40
per farvi un esempio banale
1:23:40–1:23:42
e avviarmi verso la conclusione oggi
1:23:43–1:23:46
poi domani quattro e un quarto sei meno un quarto
1:23:47–1:23:48
dicevo
1:23:48–1:23:49
per farvi un esempio banale
1:23:50–1:23:51
i caratteri
1:23:54–1:23:56
la grafica
1:23:57–1:24:00
la scelta dell'impostazione grafica della pagina
1:24:02–1:24:03
perché
1:24:04–1:24:08
un carattere molto graziato come si dice
1:24:08–1:24:12
come il bodoni e tutti i caratteri che ne derivano
1:24:13–1:24:14
è
1:24:14–1:24:16
così diverso da un carattere a bastone
1:24:17–1:24:19
come helvetica arial e così via
1:24:20–1:24:21
che cosa c'è di diverso
1:24:21–1:24:23
molto spesso
1:24:23–1:24:25
perché qui sta la stupidità
1:24:25–1:24:27
di molti di coloro che parlano di comunicazione
1:24:28–1:24:30
c'è qualcuno che ci dice
1:24:30–1:24:32
quello è il carattere buono e quello è il carattere invece
1:24:32–1:24:33
vecchio
1:24:34–1:24:35
eh
1:24:35–1:24:36
superato
1:24:36–1:24:37
eccetera eccetera
1:24:37–1:24:38
sono banalità
1:24:40–1:24:42
il carattere graziato ha
1:24:44–1:24:45
degli aspetti
1:24:45–1:24:47
e tra l'altro è più leggibile ma questo è un altro discorso
1:24:47–1:24:49
ma ha degli aspetti di
1:24:49–1:24:54
per esempio riferimento a una certa cultura classicheggiante
1:24:55–1:24:56
non
1:24:56–1:24:58
si astiene
1:24:59–1:25:01
da cose apparentemente
1:25:01–1:25:04
inutili come appunto le grazie da cui viene questo termine
1:25:06–1:25:09
il bastone si presenta come un carattere più diretto
1:25:09–1:25:09
più
1:25:10–1:25:12
più semplice capite a c~ cosa mi sto riferendo vero
1:25:15–1:25:16
come un carattere senza
1:25:17–1:25:19
senza fronzoli come si suol dire
1:25:20–1:25:21
ma in realtà
1:25:21–1:25:23
detta così è molto semplificata
1:25:25–1:25:26
in realtà se voi
1:25:26–1:25:29
andate a vedere un libro che vi piace
1:25:30–1:25:31
dovete rendervi conto
1:25:31–1:25:33
che molto probabilmente
1:25:33–1:25:36
tra gli elementi per cui questo libro ci~ vi piace ce ne sono
1:25:36–1:25:37
parecchi
1:25:37–1:25:39
a cui non avete fatto abbastanza caso
1:25:39–1:25:40
il colore della copertina
1:25:43–1:25:45
la grafica della copertina
1:25:46–1:25:48
la grafica del volume
1:25:50–1:25:54
il ritmo del volume perché c'è anche un ritmo della scrittura
1:25:54–1:25:56
c'è anche un ritmo della stampa
1:25:57–1:25:59
il il il le le le le pagine
1:25:59–1:26:00
troppo piene
1:26:01–1:26:04
non sono solo faticose da leggere ma possono essere
1:26:04–1:26:11
dare un senso di mancanza totale di ritmo però ci sono dei casi invece in cui la pagina deve essere piena
1:26:12–1:26:17
per esempio in molte enciclopedie la pagina deve essere piena perché dovete avere una sensazione di
1:26:18–1:26:19
carico
1:26:19–1:26:20
di informazione
1:26:20–1:26:22
non so se è chiaro quello quello che vi sto dicendo
1:26:22–1:26:25
son~ sono tutti elementi
1:26:25–1:26:26
essenziali
1:26:27–1:26:29
sto dicendo che allora è più importante
1:26:30–1:26:33
e i~ il carattere usato che le parole
1:26:33–1:26:34
assolutamente no
1:26:36–1:26:37
sto dicendo
1:26:37–1:26:38
che
1:26:38–1:26:39
il medium
1:26:39–1:26:40
stampa
1:26:41–1:26:43
comunica a tutti questi livelli
1:26:45–1:26:46
i caratteri
1:26:46–1:26:48
il medium in quanto tale
1:26:48–1:26:53
perché se una cosa è stampata è diverso che se la stessa cosa la leggere in manoscritto
1:26:56–1:26:57
il medium in quanto tale
1:26:57–1:26:58
i caratteri
1:26:59–1:27:00
la spaziatura
1:27:00–1:27:01
e così via sono
1:27:01–1:27:04
parte della comunicazione
1:27:07–1:27:08
solo che non c'è
1:27:09–1:27:14
e su questo ci sono troppi equivoci solo che non c'è il caratere giusto per tutto
1:27:15–1:27:17
o la spaziatura giusta per tutto
1:27:18–1:27:19
o
1:27:19–1:27:21
il colore giusto per tutte le copertine
1:27:25–1:27:26
solo che
1:27:28–1:27:30
capire i media significa
1:27:30–1:27:32
anche capire
1:27:32–1:27:36
i messaggi impliciti di tante forme di comunicazione
1:27:37–1:27:40
sapendo anche riconoscere che
1:27:41–1:27:43
l'umanità ha bisogno di
1:27:43–1:27:47
tante forme di comunicazione diverse di tanti lnguaggi diversi
1:27:47–1:27:49
di tanti media diversi
1:27:52–1:27:52
e quindi
1:27:53–1:27:56
troppe volte voi vi troverete
1:27:56–1:28:00
spero non in questo corso di laurea di fronte a qualcuno che vi dice questa è la cosa giusta
1:28:01–1:28:04
internet è più avanzato della televisione
1:28:05–1:28:08
il eh è più moderno della televisione
1:28:09–1:28:16
e il eh le le il il il testo il testo stampato in caratteri graziati
1:28:16–1:28:18
è più vecchio del testo stampato in bastoncini
1:28:19–1:28:21
sono sciocchezze il punto è
1:28:22–1:28:24
che cosa mi sta dicendo questo
1:28:24–1:28:25
messaggio
1:28:26–1:28:29
sapendo che molto di quello che vi dice
1:28:30–1:28:32
non è traducibile immediatamente
1:28:33–1:28:33
in
1:28:33–1:28:34
espressioni
1:28:37–1:28:38
del tutto
1:28:39–1:28:41
verbalizzabili
1:28:42–1:28:44
credo che per oggi abbiamo detto fin troppo
1:28:44–1:28:46
ci vediamo domani
1:28:46–1:28:47
giuro con delle slide
1:29:05–1:29:06
il pennarello è qua
???1:29:10–1:29:11
scusi professore
TO0041:29:11–1:29:12
mi dica
???1:29:12–1:29:15
per quanto riguarda siccome io sono del vecchio ordinamento posso
TO0041:29:16–1:29:17
la sento male mi dica
???1:29:17–1:29:19
siccome sono del vecchio ordinamento
1:29:19–1:29:21
posso comunque frequentare
TO0041:29:21–1:29:21
certo
???1:29:22–1:29:23
grazie
TO0040:01–0:01
allora
0:05–0:06
visto che,
0:06–0:07
non <abbia:mo>
0:07–0:10
la possibilità di proiettare <sli:de>
0:10–0:10
<o:ggi>,
0:10–0:12
lo faremo da doma:ni,
0:13–0:14
e:::h
0:15–0:18
voi dovete (.) abituarvi (.) all'ide:a,
0:18–0:23
mi dispiace dirlo (.) perché rappresento questa università e quindi lo faccio con tante scuse,
0:23–0:25
che (.) in questa università <molte> co:se,
0:26–0:27
non funzionano.
0:29–0:33
tra quelle le cose che non funzionano c'è il fatto per esempio che oggi,
0:33–0:34
giorno di apertura delle lezioni,
0:34–0:37
il (.) sito (.) internet
0:37–0:39
dell'università si è praticamente bloccato.
0:40–0:42
con l'impossibilità di vedere,
0:42–0:43
di vedere,
0:43–0:44
le aule di lezione.
0:46–0:48
e molte altre cose del genere.
0:48–0:49
perché succede questo?
0:49–0:52
perché l'università (.) ha dei professori bravi e altri meno bravi
0:52–0:57
poi giudicherete voi e ha anche dei servizi che funzionano bene e altri che so(n)~ che funzionano,
0:57–0:58
meno bene,
0:59–1:00
e giudicherete voi,
1:00–1:01
anche questo.
1:03–1:03
però,
1:04–1:05
però
1:07–1:08
cercheremo,
1:09–1:13
di fare (.) una discreta lezione. stabiliamo alcune regole fondamentali.
1:13–1:14
prima regola,
1:14–1:16
spegnere i cellulari.
1:17–1:18
non basta:,
1:19–1:23
dire no:, <abbasso> (.) la <suoneri:a> (.) <spegnere> (.) i cellulari.
1:23–1:24
per favore,
1:26–1:26
spegnere.
1:29–1:32
ripeto non siete obbligati a venire a lezione,
1:33–1:34
ma
1:34–1:39
avere di fronte una persona che passa il tempo (.) a m:essaggiare,
1:39–1:41
con un suo amico,
1:41–1:43
o con una sua amica:,
1:43–1:46
a proposito di non so che cosa e non lo voglio sapere per carità,
1:47–1:50
è intollerabile. quindi s:pegnere (.) i (.) cellulari.
1:52–1:55
secondo (.) orari delle lezioni.
1:57–2:01
noi facciamo d:ue ore (.) il lunedì martedì e mercoledì,
2:01–2:05
che sono due ore accademiche. quindi sostanzialmente. due (.) tre quarti d'ora,
2:05–2:06
tre quarti d'<ora>,
2:07–2:11
la~ l'orario che io <seguo> (.) è dalle
2:11–2:18
s:edici (.) e quindici (.) oggi abbiamo cominciato prima ma da domani sarà dalle sedici e quindici,
2:18–2:21
alle diciassette e qurantacinque.
2:21–2:24
questo non significa che dovete arrivare alle sedici e venti.
2:25–2:28
significa che (.) alle sedici e quindici io comincio la lezione.
2:28–2:29
è chiaro il punto?
2:32–2:35
uno dei motivi per cui <a:nticame:nte>,
2:35–2:36
si usava,
2:37–2:42
fa:re il quarto d'ora accademico, era che in questo modo quando il professore arrivava,
2:42–2:44
non c'era nessuno che entrava in aula,
2:45–2:48
(a) volte si alzavano anche in piedi. ma (.) non pretenderemo questo.
2:48–2:49
però,
2:49–2:55
generalmente io pretenderei (.) di trovarvi in aula alle sedici e quindici per cominciare la lezione.
2:57–2:58
è chiaro?
2:59–3:01
secondo appunto come vi ho <de:tto>,
3:02–3:03
carichiamo,
3:04–3:11
in podcast (.) <non> è un buon motivo, per scrivere il giorno dopo professore non ho trovato (.) il suo podcast.
3:11–3:13
carichiamo ogni qualche giorno.
3:15–3:20
terzo la mia mail persona:le potete utilizzarla per tante doma:nde,
3:20–3:23
la trovate (.) sul sito dell'università,
3:25–3:31
potete utilizzarla per tante domande <con> la discrezione di pensare che (.) io (.) ho,
3:32–3:35
alcune centinaia di studenti e che se t:utti insie:me,
3:35–3:39
scrivono una mail per dire professore,
3:39–3:43
io (.) oggi (.) non ho capito la seconda parola che ha detto,
3:44–3:46
s(e)~ se tutti insieme fate una cosa del genere,
3:46–3:48
io semplicemente,
3:48–3:48
sono
3:48–3:49
travolto.
3:51–3:52
è chiaro?
3:52–3:53
quindi
3:53–3:54
u:satela,
3:54–3:56
con discrezione.
3:57–3:58
<con> buon senso.
3:59–4:00
perché c'è anche quello.
4:01–4:03
bene adesso parliamo di cose serie.
4:05–4:06
questo corso si chiama
4:06–4:07
capire,
4:07–4:07
i media.
4:10–4:14
è un corso (più) che si concentra (.) quindi (.) <sui>,
4:14–4:17
<mezzi> di (.) <comunicazione>.
4:18–4:21
sugli <strumenti> che noi,
4:21–4:21
usiamo
4:22–4:23
per comunicare.
4:24–4:26
i media sono strumenti,
4:26–4:27
in buona parte,
4:27–4:29
a carattere tecnologico,
4:31–4:32
per esempio,
4:32–4:32
la radio.
4:33–4:38
per esempio la televisione per esempio questo computer che l'università m'(impedisce di utilizzare
4:39–4:47
per esempio questo microfono. sono media a carattere teconologico ma ci sono media:, (a)~ anche non a carattere strettamente teconologico.
4:48–4:49
per esempio la parola.
4:50–4:50
io,
4:51–4:52
sto (.) usando,
4:52–4:56
uno strumento tecnico che come vedremo è tutt'altro che indifferente
4:56–4:57
per,
4:57–5:00
<amplificare> (.) la mia parola,
5:01–5:02
ma,
5:02–5:04
la parola in quanto tale,
5:05–5:08
non è (.) un fatto (.) strettamente tecnologico.
5:08–5:10
la parola è un fatto corporeo.
5:10–5:12
ed è un fatto mentale.
5:13–5:16
il bambino (.) app:rende a parla:re,
5:17–5:18
co:n,
5:19–5:20
due tipi,
5:20–5:21
di (.) operazione,
5:21–5:24
che sono strettamente intrecciati (.) e indistinguibili.
5:24–5:26
tra di loro. da una parte,
5:26–5:28
delle operazioni di tipo,
5:29–5:30
fisico,
5:31–5:33
apprende la (.) f:onazione.
5:34–5:36
dall'altra parte delle operazioni di tipo mentale.
5:36–5:40
apprende (.) un vocabolario, apprende la sintassi delle frasi.
5:41–5:43
come l'apprende, l'apprende stando nell'ambiente.
5:43–5:44
che lo circonda.
5:46–5:49
insegnare a parlare a una persona non è mai,
5:50–5:53
quello che spesso si pensa (.) del ti:po,
5:53–5:55
io tarzan tu jane
5:56–5:58
cioè: questo essere televisore.
5:58–5:59
questo essere schermo.
5:59–6:01
(non s~) i bambini non imparano così.
6:01–6:02
qualche volta dicono
6:02–6:04
come si chiama quello?
6:05–6:07
ma in molti casi imparano perché
6:08–6:12
quel q:uello di cui devono sapere il nome lo sentono chiamare in giro intorno a loro.
6:12–6:13
è chiaro il concetto?
6:14–6:17
la parola è la base della comunicazione umana.
6:17–6:20
ed è no(n) è e non è un fatto strettamente tecnologico.
6:21–6:23
la scrittura invece sì.
6:24–6:26
la scrittura è un fatto tecnologico.
6:28–6:33
perché richiede non solo un codice. l'alfabeto nel nostro caso, gli ideogrammi (.) in altri casi,
6:33–6:35
ma richiede anche degli strumenti.
6:36–6:37
la penna per esempio,
6:39–6:40
la carta,
6:40–6:41
o il papiro,
6:44–6:46
sono sono chiari questi concetti, son semplicissimi.
6:46–6:48
se ci pensate sono intuitivi. però,
6:49–6:50
il nostro (.) compito è,
6:51–6:51
farvi,
6:52–6:54
riflettere su dei concetti,
6:54–6:55
intuitivi.
6:58–7:00
perché capire i media è un corso di riflessione.
7:00–7:03
oltre che un corso di (.) apprendimento.
7:04–7:06
ci torneremo domani. ma,
7:07–7:09
cominciamo a (.) ragionarci oggi.
7:10–7:14
ci sono (.) <mezzi> di comunicazione o media a carattere tecnologico,
7:14–7:18
che nel corso del novecento si sono (.) enormemente moltiplicati,
7:22–7:26
si sono (.) <enormemente> moltiplicati nel corso del novecento,
7:27–7:32
diciamo a partire dalla fine dell'ottocento, per (.) diverse (.) cose.
7:32–7:37
per diversi fenomeni. alcune rivoluzioni tecnologiche tipo l'elettrificazione,
7:39–7:40
alcune,
7:41–7:43
trasformazioni culturali,
7:45–7:45
tipo,
7:45–7:50
l'alfabetizzazione di massa che ha permesso l'accesso a molte più persone
7:51–7:52
alla,
7:52–7:53
comunicazione,
7:53–7:55
scritta che in precedenza era riservata a pochi.
7:58–7:58
ma,
8:01–8:06
ci sono mezzi di comunicazione che non sono strettamente tecnologici. e ripeto la parola,
8:06–8:08
è il primo (.) fra tutti.
8:08–8:10
attenzione (.) allora uno può dire,
8:10–8:14
ma quindi la parola e l'uso della parola non <hanno> tecniche?
8:17–8:17
non hanno,
8:18–8:22
<forme di (.) sapere strumentale>?
8:23–8:24
sì che le hanno.
8:26–8:28
nel senso che (.) io posso
8:29–8:33
parlare spontaneamente come fa il bambino, come si fa spesso
8:33–8:34
tra le persone,
8:35–8:36
ma posso anche cercare (.) di,
8:38–8:39
per esempio essere persuasivo
8:42–8:44
se io voglio fare una comunicazione orale
8:44–8:45
<persuasiva>,
8:51–8:56
io <per esempio posso costruirmi> delle (.) <tecniche di persuasione>.
8:59–9:00
per esempio,
9:02–9:04
tra le tecniche di persuasione,
9:04–9:08
se io sto parlando con una persona sola o con poche persone ci può essere,
9:08–9:12
il fare sentire la persona con cui sto parlando protagonista.
9:14–9:15
pensate al venditore
9:15–9:20
che deve vendere qualcosa pensate che un venditore non abbia una tecnica anche quando usa s:olo la parola?
9:23–9:24
ha una tecnica.
9:25–9:31
<giocare> (.) per esempio appunto sul dare un ruolo a colu~ o a colui a colei che lo ascolta,
9:32–9:33
<alternare>,
9:33–9:35
con intelligenza,
9:36–9:37
la parola,
9:39–9:40
e il silenzio
9:43–9:45
quello che parla come una macchinetta come si suol dire,
9:47–9:48
senza mai pause,
9:49–9:50
ammazza l'interlocutore.
9:51–9:52
giusto,
9:53–9:55
ma (.) l'uso delle pause,
9:55–9:58
è addirittura <un'arte> ancora più che una tecnica.
9:59–10:05
mark twain il grande umorista americano diceva che la pausa è il principale strumento per far ridere la gente.
10:07–10:09
e pensateci bene. andate a guardare,
10:10–10:11
i grandi comici.
10:13–10:16
alla televisione per esempio e vedrete che
10:16–10:17
una delle grandi abilità,
10:17–10:18
è,
10:18–10:19
il ritmo.
10:20–10:22
darsi (.) un (.) ritmo.
10:23–10:25
>allora< la parola può avere una tecnica.
10:25–10:30
e vi dirò anzi che la più antica delle scienze e delle tecniche della comunicazione,
10:31–10:34
riguarda proprio la parola. si chiama retorica.
10:36–10:38
adesso la parola retorica,
10:38–10:40
gode di una pessima fama.
10:42–10:44
non fa:te della retorica
10:44–10:48
e nel corso delle nostre lezioni cercheremo di capire com'è che questa parola che una volta
10:48–10:51
era addirittura una parola nobile, è diventata una parolaccia.
10:53–10:55
ma la parola retorica,
10:56–10:57
indica, che cosa.
10:58–10:58
la
11:00–11:01
tecnica (.) e l'arte del,
11:02–11:03
persuadere.
11:08–11:10
negli antichi trattati di retorica,
11:11–11:11
ripeto
11:11–11:15
la più antica delle scienze della comunicazione, negli antichi trattati di retorica,
11:19–11:25
la prima cosa (.) che insegnavano era l'uso della voce perché è una tecnica anche l'uso della voce.
11:28–11:30
>provate< a <scomporre> la voce umana
11:30–11:32
voi avete una persona che,
11:32–11:34
amate ascoltare.
11:36–11:37
in che cosa sta:,
11:38–11:42
il piacere di ascoltare quella persona. non sto parlando del cantante.
11:43–11:44
il cantante,
11:44–11:47
usa delle tecniche ulteriori naturalmente.
11:47–11:50
per rafforzare la vo:ce, per ottenere dei particolari effetti.
11:50–11:52
sto parlando della persona che parla,
11:53–11:54
<in pro:sa>.
11:57–11:58
voi sapete che,
11:58–12:00
c'era una comm:edia di molière nel seicento,
12:01–12:04
il borghese gentiluomo dove c'è un signore che,
12:04–12:10
s:egue delle lezioni e a un certo punto dice ho parlato tutta la vita in prosa e non me ne ero mai accorto.
12:11–12:13
parlare in <pro:sa>.
12:16–12:19
ma il parlare in prosa non è necessariamente,
12:19–12:21
privo di tecnica. anzi ripeto
12:23–12:25
c'è un elemento di piacere
12:26–12:28
che può esserci nell'ascoltare una persona. e da che cosa,
12:28–12:30
e da che cosa deriva?
12:30–12:31
dal ritmo,
12:35–12:39
dalla capacità di questa persona di tenere sotto il controllo i suoi toni,
12:42–12:43
tutti siamo capaci di urlare.
12:45–12:48
è <molto> pù difficile essere persuasivo senza
12:48–12:50
alzare il tono.
12:50–12:50
giusto,
12:51–12:55
di tenere sotto controllo i suoi toni e <anche> di (.) <creare>,
12:55–12:56
<empatia>.
12:56–12:57
(coi suoi toni)
12:58–13:03
perché i <toni della voce possono creare empatia>.
13:03–13:04
possono,
13:04–13:08
farvi <sentire> una simpatia imm:ediata °per quel tono°.
13:09–13:13
e poi c'è qualcos'altro che è imponderabile che è la vo:ce stessa.
13:13–13:16
ci sono delle voci che ci piacciono e delle voci che non ci piacciono.
13:17–13:20
come ci sono delle facce che ci piacciono e delle facce che non ci piacciono.
13:20–13:24
però l'antica retorica insegnava a usare <tutti> questi strumenti.
13:25–13:27
per esempio,
13:27–13:32
visto che non c'erano i microfoni insegnava a (.) <rafforzare> la vo:ce,
13:34–13:35
e poi insegnava,
13:36–13:37
l'arte di,
13:38–13:40
<m:odula:re> (.) il discorso.
13:43–13:46
>vedete< stiamo parlando di (.) capire i media.
13:46–13:48
e stiamo parlando di capire il medium,
13:50–13:52
b:ase della comunicazione umana,
13:52–13:54
non perché la comunicazione umana sia,
13:55–13:57
esclusivamente verbale
13:57–14:00
l'uso dei gesti, l'uso delle espressioni del volto,
14:00–14:02
sono fondamentali anche quelli.
14:05–14:08
ma la parola è <centrale> perché,
14:08–14:08
è,
14:09–14:12
con la me~ con l'apprendimento della parola che noi,
14:12–14:14
cominciamo a <strutturare>,
14:14–14:15
non solo,
14:15–14:17
il nostro lin(g)~ il nostro pensiero,
14:17–14:19
perché la parola struttura il pensiero.
14:19–14:20
e viceversa,
14:21–14:23
m:a (.) <anche> le nostre relazioni con gli altri.
14:29–14:30
>e allora< dice:vo,
14:30–14:33
capire i media per esempio significa,
14:33–14:36
capire l'uso della parola come significa capire l'uso di facebook.
14:38–14:39
questo corso:,
14:40–14:43
lavorerà su tutti questi livelli.
14:43–14:46
non su <tutti> i media perché sono quasi infiniti.
14:47–14:49
ma su tutti questi livelli.
14:50–14:51
dalla,
14:52–14:56
dai media che (.) usiamo senza neanche accorgerci di usarli,
14:57–14:58
un esempio,
14:58–14:59
evidente,
14:59–15:01
sono <appu:nto>,
15:01–15:06
le espressioni del volto, che in molti casi sono inconsapevoli ma sono comunicative,
15:06–15:07
comunque
15:08–15:11
perché una delle cose su cui ci soffermeremo
15:11–15:15
è che molte volte <comunichiamo> senza rendercene conto,
15:19–15:20
addirittura,
15:20–15:22
una teoria psicologica,
15:23–15:24
esprime,
15:26–15:29
il concetto che <non si può non comunicare>
15:29–15:32
che quando due essere umani,
15:32–15:33
si trovano,
15:33–15:36
uno di fronte all'altro o più esseri umani si trovano,
15:37–15:38
uno di fronte all'altro,
15:38–15:40
c'è comunicazione comunque.
15:40–15:43
perché il silenzio è una forma di comunicazione.
15:43–15:45
non solo la pausa ma anche il silenzio puro.
15:46–15:48
sapete benissimo
15:48–15:52
°cioè° se siete veramente arrabbiati in una situazione amorosa il silenzio è,
15:53–15:54
bestiale.
15:57–15:58
così come,
16:00–16:04
può essere una forma di comunicazione a volte anche l'assenza.
16:06–16:09
la famosa frase mi si nota di più se ci sono o non ci sono,
16:10–16:14
l'assenza in quanto tale è una forma di comunicazione.
16:15–16:16
ci doveva essere,
16:17–16:17
e non c'era.
16:18–16:19
giusto?
16:21–16:23
che cosa voleva dire questa assenza?
16:23–16:24
a è un cafone.
16:24–16:25
bi,
16:26–16:27
è arrabbiato.
16:28–16:28
ci::,
16:30–16:33
voleva mandarmi un messaggio sottile ma quale.
16:38–16:42
la comunicazione è c:arica di messaggi inconsapevoli.
16:44–16:46
su questo ci concentreremo moltissimo.
16:48–16:51
a partire dal messaggio inconsapevole che non è mio
16:51–16:52
ma è della mia università
16:52–16:53
per cui,
16:53–16:54
il macintosh
16:54–16:56
è (.) un computer di serie bi.
16:57–16:59
andatelo a spiegare,
16:59–16:59
alla apple,
17:05–17:05
>allora<
17:05–17:07
oggi, (.) prima di,
17:07–17:08
arrivare,
17:08–17:10
a~ al ragionamento che,
17:10–17:11
faremo,
17:11–17:12
bene,
17:12–17:14
domani, in maniera più articolata,
17:17–17:19
vorrei: soffermarmi,
17:20–17:22
su un primo elemento di riflessione.
17:24–17:26
che cosa sta sta succedendo qui.
17:29–17:32
che cosa sta succedendo in <que:sto> momento,
17:36–17:43
sta succedendo una (.) precisa e specifica forma di lezio~, di di comunicazione che si chiama (.) lezione.
17:46–17:50
la lezione è ugua:le a tutte le altre forme di comunicazione, no (.) è diversissima.
17:52–17:54
provate (c)on~ a confrontare,
17:54–17:56
una lezione,
17:56–17:58
con una conversazione tra amici.
18:00–18:01
in fondo
18:01–18:05
molte cose sono comuni. si (.) usa la parola essenzialmente. no,
18:06–18:08
si usa essenzialmente la parola.
18:11–18:15
tutto sommato il clima si spera che sia abbastanza amichevole
18:17–18:19
io ogni tanto cerco anche di farvi ridere.
18:20–18:26
non tutti i professori lo faranno (.) vi assicuro. e forse hanno ragione anche loro ma in ogni modo io ogni tanto cerco di farvi ridere,
18:26–18:26
e,
18:27–18:28
cerco di mantenere un clima,
18:28–18:30
di <s:cambio>
18:30–18:31
però non è,
18:31–18:34
la stessa cosa. che cosa c'è di diverso, provate a dirmelo.
18:34–18:35
cosa c'è di diverso tra,
18:35–18:39
una situazione di lezione (.) e una situazione di conversazione.
18:40–18:40
co:me,
18:42–18:42
allora,
18:42–18:44
prima di tutto,
18:44–18:46
solo io sto parlando. però, (.) questo,
18:47–18:48
non è vero perché lei ha appena parlato.
18:51–18:51
si è
18:51–18:54
si è contradd~ (.) si è logicamente contraddetta.
18:54–18:55
ma,
18:55–18:58
va benissimo così. la contraddizione logica (.) è un'ottima,
18:58–19:00
è un'ottima situazione per pensare.
19:01–19:01
non è vero
19:01–19:03
nel senso che s~ s~ si può,
19:03–19:04
anche,
19:04–19:07
avere una lezione in cui parlano più persone.
19:09–19:09
però,
19:12–19:13
cioè, spieghi bene.
19:16–19:17
all~ allora scusate
19:17–19:21
il vostro compagno sta dicendo che cambia il rapporto fra gli interlocutori.
19:21–19:22
cioè?
19:30–19:30
allora,
19:30–19:33
lei mi sta dando una definizione di tipo istituzionale.
19:34–19:34
sul piano
19:34–19:35
istituzionale,
19:36–19:37
la lezione,
19:37–19:39
è (.) una situazione nella quale,
19:39–19:41
c'è una (.) <dis:parità>,
19:42–19:43
<giu:sto>?
19:43–19:44
c'è (.) una,
19:44–19:45
<disparità>,
19:46–19:48
che deriva dal <ruolo> o dalla funzione.
19:49–19:50
il professore,
19:51–19:53
anche se dà la parola agli studenti,
19:53–19:55
concede la parola agli studenti.
19:56–19:58
ma la parola è sua.
19:58–19:59
è così. no,
20:02–20:05
guardate che sono cose su cui si è discusso moltissimo.
20:05–20:07
per esempio uno dei degli elementi centrali,
20:07–20:11
di quel movimento del sessantotto di cui ci si si (.) celebrerà,
20:11–20:13
il cinquantesimo anniversario
20:14–20:14
tra
20:14–20:15
due anni,
20:15–20:18
uno degli elementi princiali era proprio,
20:18–20:22
<cambiare> la relazionie tra i professori (.) e gli studenti, e dare,
20:22–20:23
maggiore (.) <parità>
20:24–20:25
tra i professori e gli studenti.
20:29–20:32
una delle conseguenze principali del movimento del sessantotto,
20:32–20:33
è stato,
20:33–20:35
che le aule delle (.) elementari,
20:35–20:37
spesso sono diventate circolari.
20:41–20:42
<mentre l'aula>
20:42–20:44
classica di lezione,
20:45–20:48
è stato detto da un autore su cui torneremo,
20:48–20:51
ha la forma della pagina di un libro.
20:52–20:54
io sono il titolo voi siete le righe.
20:55–20:57
pensateci perché (.) è,
20:57–20:59
impressionante da questo punto di vista.
21:01–21:02
ma io sono il titolo.
21:05–21:06
<nel senso che>,
21:06–21:08
non solo ho (.) un r:uolo.
21:08–21:10
>perché< sapete se i ruoli sono <astratti>,
21:12–21:14
si rischia sempre di sbagliare.
21:16–21:20
che è il lo studente si mette e parla più del professore vi assicuro che ce ne sono anche.
21:21–21:22
ma,
21:22–21:23
in questo caso,
21:23–21:25
non c'è solo un ruolo astratto. c'è:,
21:26–21:26
un,
21:27–21:28
situazione,
21:28–21:29
<concreta>,
21:29–21:32
<rafforzata da alcuni media>.
21:32–21:34
per esempio questa cattedra.
21:35–21:37
questa cattedra è un medium, sì che lo è.
21:39–21:39
questa cattedra,
21:40–21:41
ha (.) un <messaggio> implicito.
21:43–21:46
a (.) io sono in al~ io sono più in alto di voi.
21:48–21:49
per carità:,
21:49–21:50
loro sono molto più in alto di me.
21:52–21:58
loro sono <molto> più in alto di me perché l'aula è an~ è ad anfiteatro secondo un'antica tradizione.
21:58–22:01
ma io sono più in alto di voi perché <comunque>,
22:02–22:05
sono in una posizione e:levata rispetto ai semplici sedili.
22:06–22:07
giusto?
22:11–22:11
bi:,
22:15–22:15
<sono>,
22:15–22:19
<confermato> dall'essere in cattedra come il professore.
22:25–22:26
e poi c'è altro
22:26–22:28
per esempio le slide che non ci so:no
22:28–22:29
ma,
22:29–22:31
è anche quello significativo. ma anche,
22:31–22:33
il microfono che invece c'è.
22:33–22:35
e ne parleremo tra poco del microfono.
22:37–22:37
però::,
22:39–22:41
c'è qualcos'altro rispetto alla,
22:42–22:43
conversazione.
22:44–22:46
ed è un dato numerico quantitativo,
22:46–22:49
io sono <uno> e voi siete molti.
22:54–22:55
è:,
22:55–22:57
<una situazione>,
22:58–22:59
<di disparità>,
23:00–23:02
per certi versi,
23:03–23:04
a ics.
23:05–23:09
dal punto di vista numerico voi siete molti più di me. dal punto di vista del potere io sono molto più di voi.
23:11–23:12
è chiaro il concetto?
23:14–23:19
questo fa sì tra l'altro che se gli studenti si ribellano poi spesso i professori vengono messi a tacere.
23:20–23:20
ma
23:21–23:24
a:h eh parliamo di una situazione tranquilla come quella che c'è adesso.
23:26–23:29
i:o, sto (.) <parlando>,
23:30–23:30
a::,
23:30–23:31
>una<,
23:32–23:33
<quantità>
23:33–23:33
di persone.
23:36–23:38
questo è diverso dalla conversazione.
23:40–23:41
in conversazione si può parla:re,
23:42–23:42
uno,
23:42–23:47
a uno. (ma) si può parlare anche quattro cinque persone insieme magari seduti comodamente sui divani,
23:47–23:54
eccetera eccetera. <ma comunque> è una situazione in cui tutti hanno lo stesso diritto alla parola, si suppone
23:54–23:55
poi non è sempre vero.
23:55–23:56
perché poi,
23:56–23:57
attenzione
23:57–23:59
perché poi ci sono le regole implicite.
24:00–24:03
<nelle (.) conversazioni> teoricamente tutti hanno lo stesso diritto alla paro:la,
24:03–24:06
però voi sapete benissimo che ci sono conversazioni,
24:07–24:08
nelle quali è meglio star zitti.
24:11–24:12
giusto:?
24:14–24:17
ci sono le regole esplicite e le regole implicite.
24:18–24:22
però diciamo che formalmente tutti hanno lo stesso diritto alla parola.
24:23–24:25
e tutti parlano a tutti.
24:28–24:31
ma comunque è una situazione complessiva (.) di re~
24:31–24:33
di reciprocità sia pure,
24:34–24:36
una reciprocità che può m:ascherare,
24:36–24:38
<una> (.) <effettiva>,
24:39–24:40
non
24:40–24:41
reciprocità.
24:42–24:43
una,
24:43–24:44
<effettiva>,
24:46–24:48
situazione di potere più mascherato.
24:50–24:55
quando parliamo (.) di media e di comunicazione il problema del potere è sempre decisivo.
24:57–24:59
perché i (.) media,
24:59–25:01
da una <parte>
25:02–25:06
sono <condizionati> dai rapporti di potere, e dall'altra parte,
25:07–25:08
possono
25:08–25:11
<veicolare> con sè rapporti di potere.
25:14–25:17
gran parte dei personaggi che arrivano in televisio:ne,
25:17–25:21
vi guardano dal televisore con l'aria di dire io sono qui e voi non siete niente.
25:28–25:30
poi magari dicono solo scemenze ma questo (è)
25:33–25:38
i media possono <veicolare> rapporti di potere (e) sono (.) <condizionati> dai rapporti di potere.
25:40–25:43
però dall'altra parte, ho appena fatto l'esempio della televisione.
25:43–25:43
giusto?
25:47–25:52
che cosa c'è in comune e che cosa c'è di diverso tra la televisione e questa lezione.
25:57–25:59
qual è (l)a~ qual è la differenza più significativa.
26:01–26:02
>la<
26:02–26:03
la mancanza di,
26:06–26:08
la mancanza di reciprocità. la televisione,
26:08–26:09
tota:le.
26:09–26:13
qui (.) parziale. nel senso che qui ecco. va bene. la la reciprocità,
26:13–26:15
nel caso della televisione è,
26:16–26:18
tecnologicamente annullata,
26:20–26:22
il che non significa che non possiate scrivere
26:23–26:24
a::,
26:25–26:25
bruno vespa.
26:26–26:28
bisogna vedere se bruno vespa vi risponde
26:30–26:30
o se:
26:30–26:40
comunque vi dà spazio. magari qualche volta può capitare bruno vespa che dice (.) mi ha scritto una signora di novant'anni. >sapete bruno< vespa è sempre rugiadoso mi ha scritto una signora di <novant'a:nni>
26:40–26:42
e che ha <espresso>,
26:42–26:44
la sua preoccupazione per lo stato del mondo.
26:44–26:48
è: (.) un tipico modo di fare di bruno vespa (.) ma non è reciprocità.
26:48–26:48
vero,
26:49–26:52
invece qui ci può essere una maggiore reciprocità.
26:52–26:54
per esempio il vostro compagno ha avuto un po' di spazio.
26:54–26:55
ma non è
26:55–26:56
la sola situazione.
26:56–26:57
la la sola differenza.
26:57–26:58
c'è una differenza,
26:59–27:01
<veramente> di fondo. su cui dovremo tornare.
27:06–27:09
quest~ questa è u:na, questa è un'osservazione molto interessante,
27:09–27:11
che però per esempio non è vera per il cinema.
27:13–27:19
questa è una osservazione <molto> interessante che riguarda la televisione e la <radio>, il così detto giradischi e naturalmente il computer.
27:20–27:21
che,
27:21–27:22
il volume,
27:23–27:27
dipende da voi e non solo il volume. voi potete abbassare (p)~ o abbassare la luminosità eccetera.
27:27–27:30
>quindi è< una osservazione interessante teniamocela in mente.
27:32–27:32
ma:,
27:32–27:33
c'è anche altro.
27:35–27:35
cioè,
27:43–27:48
sì. poi magari ci sono anche delle trasmissioni televisive che sono guardate da venti persone.
27:48–27:48
però:,
27:50–27:52
però la differenza rimane. perché
27:52–27:53
quindi come vede,
27:53–27:55
non è <solo>
27:55–27:56
cerchiamo di essere sottili.
27:56–28:00
capire i media significa anche essere sottili parlando di cose che ci fanno,
28:00–28:01
ribrezzo:.
28:02–28:04
noi d~ dobbiamo essere sottili anche parlando di bruno vespa.
28:08–28:10
qual è la differenza,
28:10–28:11
sia più sottile.
28:11–28:13
non è il <numero> ma è,
???28:14–28:16
xxxx
TO00428:17–28:17
fuochino,
28:18–28:20
la potenzialità che ha,
???28:20–28:22
xxx
TO00428:23–28:23
come?
???28:24–28:26
xxx
TO00428:26–28:26
va bene.
28:27–28:28
(de)l potere vediamolo dopo.
28:28–28:33
eh siamo siamo più più brutali. il suo al suo compagno ha~ ho detto fuochino.
28:33–28:34
la potenzialità.
28:36–28:38
<cioè>, mettiamola in altri term(ini).
28:40–28:41
diciamo (.) che,
28:44–28:44
la,
28:46–28:47
<televisione>,
28:49–28:52
<parla, (.) a un numero, (.) che non è>,
28:54–28:56
<a priori limitato>,
28:56–28:57
di persone.
29:02–29:06
una lezione parla <comunque> a un numero limitato di persone.
29:08–29:13
attenzione io uso uno strumento analogo a quello che usava benito mussolini.
29:14–29:16
perché sempre di mircofono si tratta.
29:18–29:20
e benito mussolini parlava a
29:20–29:21
a decina di migliaia di persone.
29:23–29:23
però,
29:23–29:24
qui,
29:24–29:30
noi abbiamo, (.) una situazione <ristretta>. ristretta (e) prima di tutto dal fatto che c'è un'aula.
29:30–29:33
quindi è con~ siamo <contenuti> dentro uno spazio.
29:33–29:37
vedete quan(t)~ quanti elementi condizionano (.) la comunicazione.
29:38–29:40
<l'ambiente> nel quale,
29:40–29:41
comunichiamo.
29:43–29:44
l'aula,
29:46–29:51
è naturalmente uno spazio istituzionale. quindi ci dice siamo (.) dentro l'università di torino,
29:51–29:54
ma è anche >semplicemente< uno spazio delimitato.
29:54–29:55
c'è chi è dentro e c'è chi è fuori.
29:58–30:01
vi consiglio a tutti di andare a vedere quel bellissimo film sui beatles
30:02–30:04
che stanno dando in questi giorni,
30:06–30:09
e in quel sui beat~ in quel film sui beatles di vede l'importanza dello spazio.
30:09–30:13
perché all'inizio si vedono i beatles (.) che cantano nella cavern
30:14–30:16
di liverpool. che è (.) <praticamente>
30:17–30:18
<una> canti:na,
30:19–30:24
poi si vedono che cantano nei teatri e a un certo punto cantano negli stadi.
30:27–30:30
e da da da cantare nei teatri a cantare negli stadi c'è un salto.
30:32–30:36
uno stadio, anche quello ha un limite di numero di persone.
30:36–30:37
però uno stadio:ha,
30:38–30:38
<una>,
30:40–30:42
non solo <quantità>
30:43–30:44
ma
30:44–30:44
una,
30:44–30:47
<presentazione> del pubblico che è diversa.
30:48–30:50
il pubblico dello stadio si presenta come un pubblico,
30:50–30:53
quasi illimitato come il pubblico della televisione.
30:55–30:57
il pubblico di un teatro è un pubblico limitato.
30:59–31:00
sono chiari questi concetti,
31:01–31:02
sono abbastanza chiaro,
31:02–31:06
quindi, (.) io <parlo a molte persone> (.) ma,
31:06–31:06
a
31:06–31:07
una,
31:07–31:08
quantità,
31:08–31:10
<limitata> di persone.
31:12–31:14
generalmente nella teoria dei media,
31:15–31:15
si::,
31:15–31:17
distingue (.) tra,
31:17–31:18
comunicazione,
31:19–31:21
punto a punto si dice,
31:22–31:27
da uno a uno o da pochi o da pochi a pochi come la conversazione,
31:27–31:28
e comunicazione di <massa>.
31:30–31:36
e la parola <massa> indica per l'appunto questa quantità <potenzialmente> illimitata di persone.
31:36–31:39
quando è nata la comunicazione di massa avete un'idea,
31:40–31:41
come,
31:42–31:42
no:.
31:44–31:45
con la stampa.
31:46–31:48
è nata con la stampa.
31:49–31:52
perché la stampa ha una caratteristica fondamentale che è quella,
31:53–31:53
che
31:53–31:57
<ogni> (.) <copia> (.) aggiuntiva costa meno della precedente.
32:00–32:01
è chiaro (il) punto?
32:03–32:06
la radio e la televisione raggiungono simultaneame:nte
32:06–32:09
un pubblico potenzialmente illimitato. la radio,
32:09–32:12
è più lenta in questo processo ma <sostanzialmente>,
32:13–32:14
il <pubblico>
32:14–32:18
è <tendenzialmente> progressivo.
32:18–32:19
e di massa.
32:21–32:23
questa non è una comunicazione di massa.
32:25–32:27
non lo è per diversi motivi.
32:29–32:31
uno di questi motivi è che io vi vedo.
32:34–32:36
perché (.) è vero. non c'è la reciprocità
32:37–32:37
piena,
32:38–32:40
vi devo dare io la parola,
32:44–32:45
ma,
32:47–32:49
vi faccio un esempio (.) perché (.) eh
32:49–32:51
voglio essere molto esemplificativo o:ggi.
32:53–32:54
e:::::h
32:54–32:55
due anni fa
32:55–32:55
io
32:55–32:56
avevo
32:56–32:58
una studentessa
32:59–33:01
di un paese che non (.) nomino
33:01–33:03
ma che (.) non sapeva una parola d'italiano.
33:03–33:06
però veniva <tutti> (.) i giorni (.) a lezione,
33:07–33:13
e passava queste lezioni senza capire niente sbadigliando apertamente,
33:13–33:14
e
33:14–33:16
a bocca spalancata tutta la lezione.
33:18–33:22
vi posso assicurare che (.) altro che reciprocità. c'era un messaggio fortissimo.
33:24–33:25
hai rotto.
33:27–33:29
il messaggio era (.) <quello>.
33:29–33:31
non vedo l'ora di andarmene di qui.
33:32–33:36
vi posso assicurare che lo ricevevo questo messaggio eccome. quindi se qualcuno
33:36–33:37
insisto
33:37–33:40
non ha voglia di venire a lezione meglio che non venga.
33:40–33:42
perché poi me li mandate i messaggi.
33:44–33:46
anche <inconsapevolmente>.
33:46–33:47
perché siamo,
33:47–33:48
<carichi> di messaggi
33:49–33:50
inconsapevoli.
33:50–33:51
è tutto chiaro?
33:56–33:56
comunque
33:59–34:01
questa comunicazione (.) da uno,
34:01–34:01
a,
34:02–34:03
gruppo da uno,
34:03–34:03
a
34:04–34:04
<molti>,
34:06–34:07
non è
34:09–34:12
non esaurisce totalmente
34:13–34:18
insieme alla comunicazione di massa e alla comunicazione tra poche persone,
34:18–34:20
il <quadro> della comunicazione possibile.
34:23–34:27
ci può essere anche una <comunicazione> da massa a massa.
34:28–34:31
quando c'è, una comunicazione da massa a massa.
34:32–34:33
vogliamo fare un esempio?
34:36–34:37
su quale::,
34:39–34:41
non ho nessuna intenzione di fare del moralismo,
34:41–34:42
da,
34:43–34:44
giornalisti (.) attuali.
34:45–34:48
ehm scusatemi. magari lo ammirate moltissimo. del gramellinismo.
34:49–34:52
non ho nessuna intenzione di fare del buonismo di quel tipo.
34:52–34:54
per esempio facebook.
34:56–35:00
facebook è una comunicazione da massa a massa. se <uno ha>:,
35:00–35:00
un
35:00–35:01
numero,
35:01–35:03
veramente immenso di lettori.
35:06–35:07
voi mandate un messaggio,
35:07–35:11
lo leggono in <migliaia> (.) queste migliaia possono rispondere tutti.
35:12–35:16
naturalmente con i like, ma anche semplicemente an~ anche scrivendo messaggi.
35:16–35:17
giusto:?
35:18–35:20
la comunicazione d:a molti
35:20–35:21
a molti,
35:21–35:25
<articolata>, è una delle grandi delle grandi novità del del web.
35:27–35:28
però,
35:28–35:32
c'era prima la comunicazione da molti a molti molto meno articolata.
35:33–35:36
vogliamo fare un esempio di comunicazione da molti a molti,
35:38–35:40
che poteva esistere prima del web?
35:45–35:50
dam~ da scusatemi da massa a massa. no da molti a molti: è ancora diverso ma comunque diciamo,
35:51–35:51
sì.
35:51–35:53
<tendenzialmente> da massa a massa. ma,
35:55–35:55
avete capito.
35:56–35:57
vogliamo fare un esempio?
36:00–36:01
un corteo.
36:04–36:08
in un corteo ci sono migliaia di persone che parlano a migliaia di persone.
36:09–36:12
alle migliaia di persone ai margini del corteo,
36:13–36:16
ma anche alle migliaia di persone che partecipano al corteo.
36:23–36:25
e poi ci possono essere forme di comunicazione da molti a molti.
36:26–36:29
non da (.) <massa> a massa, ma da molti a molti.
36:29–36:31
lo stesso facebook se,
36:31–36:33
i gruppi son più ristretti è di questo tipo,
36:34–36:37
ma vogliamo fare un altro esempio di comunicazione da molti a molti,
36:40–36:42
che poteva esistere (.) prima del web?
36:44–36:46
IL BAR (.) è INTERESSANTE
36:46–36:47
interessante il bar.
36:47–36:48
ma lei che barba ha?
36:51–36:51
cioè,
36:51–36:56
m:i stupisce questo discorso del bar perché evidentemente va in in bar abbastanza particolari.
36:56–36:59
(vieni giù) (.) tantissima gente (.) che
37:00–37:03
cioè sostanzialmente il mio bar non è il suo.
37:03–37:04
ecco credo,
37:04–37:05
decisamente.
37:05–37:06
ma (.) facciamo,
37:06–37:08
faccia(m) un <passettino> in più
37:08–37:09
che c'arriviamo.
37:13–37:15
perché è molto interessante.
37:16–37:19
se (.) se fa quel passettino o se lo fa qualcun'altro.
37:20–37:22
il <ristorante>,
37:23–37:23
s:ì.
37:25–37:27
ed è vera una cosa. il ristorante è un esempio estremamente interessante
37:28–37:28
perché al ristorante,
37:28–37:32
in~ in(e)~ in un ristorante dove non c'è nessuno non ci vuole andare nessuno.
37:33–37:36
però in un ristorante dove c'è un gran casino non ci vuole andare nessuno lo stesso.
37:36–37:37
tranne,
37:37–37:38
un po' di maniaci.
37:38–37:39
quindi
37:39–37:42
ristorante (.) è una situazione nella quale vogliamo stare,
37:43–37:44
tr~ tra po:chi,
37:44–37:47
s:entendoci circondati da altri.
37:47–37:49
che è una situazione molto più forte. prego.
37:50–37:50
come?
37:51–37:53
lo stadio, beh lo stadio sì.
37:53–37:57
lo stadio è interessante. però lo stadio teoricamente è una comunicazione di massa.
37:57–37:58
cioè
37:58–37:59
allo stadio teoricamente si va,
37:59–38:02
a v:edere lo spettacolo che viene dato da,
38:02–38:03
poche persone al centro.
38:03–38:05
è sempre meno vero.
38:05–38:08
eh (al)lo stadio è sempre di più una comunicazione da molti a molti.
38:09–38:12
però <teoricamente> quando è nato non era questo.
38:13–38:14
era una tipica comunicazione di massa.
38:15–38:17
una massa di persone che andavano a vedere,
38:17–38:18
eh ventidue persone,
38:18–38:20
in mutande che correvano,
38:21–38:23
col~ intorno alla palla. giusto?
38:23–38:26
è sempre meno così per motivi che analizzeremo.
38:26–38:30
ma comuqnue è quest~ el~ lo~ lo stadio in parte è così.
38:30–38:32
>ma c'è una situazione< molto più così.
38:32–38:33
e la cosa che come?
38:34–38:35
o:::::h
38:36–38:38
la discote:ca.
38:40–38:42
in discoteca voi <andate>,
38:43–38:43
<voi>,
38:43–38:44
<andate>,
38:45–38:48
a essere <circondati> da gente,
38:49–38:50
che balla,
38:50–38:51
intorno a voi.
38:51–38:54
se voi andate in dicoteca per parlare siete pazzi.
38:56–38:57
perché,
38:57–39:00
perché non e~ non siete in grado di sentire una parola. giusto?
39:01–39:03
se andate in discoteca per sentire la musica
39:04–39:05
più o meno <anche>.
39:06–39:07
andate in discoteca per,
39:07–39:09
<immergervi>,
39:09–39:10
in una situazione,
39:11–39:13
in cui (.) <molte> persone,
39:14–39:16
vi mandano dei messaggi di fatto.
39:16–39:20
insieme con la musica:, gli amplificatori, (.) le luci,
39:20–39:24
eccetera eccetera. ma <molte> persone vi mandano dei messaggi di fatto
39:24–39:26
(cioè) stiamo ballando tutti insieme.
39:27–39:30
stiamo vivendo un'esperienza comune.
39:34–39:37
<in generale> mi viene da dire <il ballo>.
39:39–39:40
il ballo
39:40–39:42
è carico di messaggi.
39:42–39:45
è una delle cose delle forme di comunicazione meno studiata,
39:46–39:48
della storia della comunicazione.
39:48–39:50
ma il ballo è stracarico di messaggi.
39:51–39:54
qualcuno ha detto che il ballo è la vita al quadrato.
39:56–40:00
che la vità è il movimento è il ballo è il movimento strutturato,
40:00–40:00
e::,
40:01–40:03
per così dire moltiplicato.
40:03–40:06
ma al di là di questo la discoteca è un luogo dove,
40:06–40:10
<v'immergete> nel~ nelle perso~ tra le persone.
40:11–40:12
di cui <condividete>,
40:13–40:14
qualcosa,
40:14–40:15
e,
40:15–40:17
<contemporaneamente>,
40:19–40:24
vivete un'esperienza fortissima che riguarda il vostro rapporto col <suono>.
40:24–40:25
con,
40:25–40:26
il corpo. eccetera.
40:29–40:29
se volete,
40:31–40:32
pe:r
40:32–40:36
capire meglio quello che sto dicendo (.) possiamo fare un esempio che mi è molto caro.
40:38–40:39
la differenza
40:39–40:39
tra,
40:40–40:43
un concerto di musica classica e un concerto °rock°.
40:46–40:47
>allora<,
40:47–40:51
voi mi dire~ voi (.) andrete in giro dicendo (.) questo è un professore che parla di di ro:ck,
40:51–40:54
e così via::. guardate che poi parlerò molto anche di aristotele.
40:54–40:55
no:n
40:58–41:04
ci serve di tutto per per questo tipo di corso. ci servono grandi autori, e ci servono le esperienze di tutti i giorni.
41:08–41:08
allora,
41:08–41:09
facciamo,
41:09–41:10
facciamo:,
41:11–41:16
<l'esempio della differenza tra un concerto> di musica classica e un concerto rock.
41:17–41:21
io spero che molti di voi abbiano conosciuto entrambe le esperienze.
41:27–41:29
in un concerto di musica classica,
41:31–41:34
<la situazione di disparità>,
41:34–41:35
tra l'esecutore
41:35–41:36
e il pubblico,
41:36–41:36
è,
41:36–41:37
totale.
41:38–41:42
voi mi direte anche nel concerto rock. per certi versi ancora di più nel concerto rock
41:42–41:42
perché,
41:42–41:47
eh~ il conce~ il il cantante rock può essere praticamente dio in quel momento.
41:47–41:48
però,
41:50–41:50
dal,
41:50–41:56
<punto di vista comunicativo>, <la> (.) differenza è totale, e perché,
41:57–41:58
l'esecutore,
41:58–42:01
o il direttore d'orchestra con la sua orchesta
42:01–42:01
è,
42:01–42:02
<il>,
42:02–42:03
suono.
42:04–42:05
è talmente
42:06–42:06
il,
42:06–42:09
suono che voi siete condannati al silenzio.
42:11–42:13
nel concerto rock,
42:13–42:16
quo~ qualunque persona che emetta dei suoni
42:17–42:18
durante il concerto,
42:18–42:20
è <guardata>,
42:20–42:21
co:me,
42:21–42:23
se fosse un delinquente.
42:24–42:28
pensate uno (.) che fa uno st(e)rnuto durante un concerto di musica classica.
42:29–42:31
cosa involontaria.
42:31–42:31
però,
42:31–42:33
<disturba perché>,
42:33–42:37
si <suppone che l'unico suono che si ascolta> sia quello.
42:37–42:39
dell'esecutore.
42:39–42:40
è così. no?
42:42–42:43
quindi,
42:43–42:45
<da un lato> il silenzio,
42:45–42:46
dall'altro lato,
42:46–42:46
il suono.
42:48–42:50
nel concerto di musica classica,
42:50–42:52
voi non avete quasi corpo.
42:52–42:53
siete solo (.) orecchie.
42:56–42:56
certo,
42:56–42:58
c'è un elemento <visivo>,
42:58–43:01
ma deve sba~ ma deve essere estremame:nte sobrio l'elemento visivo.
43:02–43:04
se nel concerto di musica classica (.) il,
43:05–43:05
pianista,
43:08–43:10
si muove in modo un po' strano,
43:12–43:13
la cosa:,
43:13–43:14
crea dei problemi.
43:14–43:17
è è un pezzo della storia della musica del novecento.
43:17–43:18
glenn gould.
43:19–43:22
glenn gould. uno dei più grandi pianisti del novecento,
43:22–43:23
sapete chi era glenn gould,
43:25–43:26
glenn gould,
43:29–43:34
capite che razza che razza di attrezzature ha questa università. c'è una penna biro. °per scrivere lì°.
43:38–43:38
però,
43:39–43:40
ce l'ho io il pennarello.
43:58–44:00
anche su youtube trovate molta roba sua.
44:03–44:04
era un grande pianista.
44:04–44:07
forse adesso è troppo sopravvalutato perché appunto
44:07–44:09
si è creata tutta un'aura intorno a lui.
44:10–44:11
ma era un grande pianista.
44:11–44:14
e glenn gould aveva il problema che lui per esempio,
44:14–44:16
mentre suonava cantava.
44:17–44:19
e poi stava tutto piegato sul pianoforte,
44:19–44:22
era b:izzarro fisicamente.
44:23–44:26
era criticatissimo per questo suo modo di comportarsi.
44:26–44:28
tutti dicevano che glenn gould (.) era,
44:28–44:32
e~ a~ al suo tempo forse il più grande esecutore di bach.
44:32–44:33
però,
44:35–44:38
in un concerto di musica classica non ci si comporta così.
44:39–44:41
voi siete tutti orecchi,
44:42–44:46
e l'esecutore deve essere quasi solo suono. è chiaro il concetto?
44:48–44:53
>guardate< che qualcosa di simile succede~ è caratteristico di quella che viene chiamata l'alta cultura.
44:54–44:57
che possiede un elemento di ascetismo.
44:57–45:00
qualcosa di simile succe~ succede in un museo.
45:01–45:03
in un museo siete tutti occhi.
45:05–45:07
si <suppone> che,
45:08–45:11
facciate silenzio, e che vi concentrate esclusivamente sul visivo.
45:13–45:14
il fatto che adesso,
45:14–45:15
in qualunque museo,
45:15–45:19
voi andiate col cellulare sta cambiando l'esperienza museale.
45:19–45:22
non dico se in meglio (.) o in peggioma. la sta cambiando.
45:22–45:25
perché voi siete diventati <attivi>. non siete tutti occhi ma siete,
45:25–45:27
tutti occhi e telefonino.
45:28–45:30
non dico che sia meglio o chie sia peggio
45:30–45:31
è diverso.
45:34–45:40
ora confrontiamo però (.) torniamo a noi. quindi il concerto di musica classica è un'esperienza abbastanza ascetica in cui c'è una persona,
45:43–45:44
che,
45:44–45:45
o un gruppo di persone
45:45–45:46
che,
45:46–45:47
concentrano,
45:47–45:51
tutta l'attenzione su di sé molto di più di quanto succeda adesso con me.
45:53–45:57
perché tutta la situazione della sala è costruita in <modo che>,
45:58–45:59
le persone,
45:59–45:59
siano
45:59–46:00
come vi dicevo,
46:00–46:02
tutte (.) e solo (.) orecchio,
46:06–46:08
non si prendono neanche appunti nel concerto di musica classica.
46:08–46:09
è proprio
46:09–46:11
<tutto> e solo <ascolto>.
46:13–46:15
eh noi tra l'altro a proposito piccolo particolare
46:15–46:16
tra i laboratori,
46:16–46:18
che voi potrete frequentare nel terzo anno,
46:18–46:20
avremo un laboratorio di ascolto musicale,
46:23–46:25
(perché noi) prendiamo le cose sul serio (.) eh,
46:25–46:26
quindi,
46:26–46:29
se vogliamo parlare di ascolto musicale, parliamo di ascolto musicale.
46:29–46:29
torniamo a noi.
46:30–46:32
invece cosa succede nel concerto rock?
46:35–46:38
il concerto rock è un'esperienza assolutamente corporea.
46:42–46:44
voi c'andate con tu:tto il corpo.
46:52–46:54
al centro del concerto,
46:54–46:54
c'è:,
46:55–46:57
un <insieme che è>,
46:57–46:58
<sonoro>,
46:59–47:01
ma anche visivo,
47:06–47:06
e::
47:07–47:09
e qui arriviamo a un passaggio fondamentale.
47:11–47:12
e anche tattile.
47:15–47:19
la musica quando siete in un concerto rock non vi arriva solo alle orecchie.
47:21–47:22
vi arriva alle cosce.
47:24–47:24
perché,
47:24–47:25
i:l
47:25–47:26
<l'amplificazione>,
47:26–47:27
fa
47:27–47:30
<rimbombare il terreno>,
47:30–47:35
fa (.) <vibrare> il terreno e le vibrazioni del terreno si trasmettono,
47:36–47:39
attraverso i piedi a tutto il vostro corpo.
47:41–47:46
non è un fatto puramente uditivo anche perché a volte da udire, (.) c'è veramente poco.
47:48–47:50
i concerti dei beatles
47:50–47:53
che (.) ci sono in questo film che ho visto ieri,
47:53–47:57
ai concerti dei beatles non si sentiva praticamente niente.
47:58–48:00
perché le ragazze urlavano in modo <tale>,
48:01–48:02
che,
48:02–48:03
non si sentiva,
48:03–48:05
quasi niente,
48:05–48:07
ma c'è un altro aspetto che è importante.
48:08–48:11
nel concerto rock (.) voi non andate a sentire,
48:12–48:14
delle cose che non avete sentito.
48:14–48:16
andate a sentire le cose che
48:16–48:17
conoscete.
48:18–48:21
voi sentite <il> cantante che arriva,
48:21–48:23
e che dice adesso (.) v:i
48:23–48:29
canto una canzone totalmente nuova. il pubblico applaude evi~ educatamente, ascolta,
48:29–48:31
e poi magari si scambia dei commenti. ah,
48:32–48:33
mica male,
48:35–48:35
invece
48:35–48:39
il cantante (.) att:acca le prime <tre note>,
48:39–48:40
della sua hit,
48:41–48:42
e il pubblico parte con
48:42–48:44
((imita_ovazione_della_folla))
48:45–48:45
perché?
48:47–48:48
perché,
48:48–48:49
si va:,
48:49–48:50
per,
48:50–48:51
vivere,
48:52–48:55
un'esperienza che in parte è nota,
48:57–49:01
questa canzone la conoscete già, ma in una situazione totalmente diversa.
49:01–49:04
la diversità sta nel fatto che siete nello stesso posto,
49:05–49:06
dove c'è dio,
49:08–49:10
cioè l'esecutore vostro preferito,
49:13–49:15
che partecipate a un vero e proprio rito,
49:18–49:19
quello per l'appunto,
49:19–49:22
che può andare dalle cose più (svaccate),
49:23–49:24
tipo accendere accendere,
49:24–49:25
gli accendini,
49:26–49:26
o::,
49:27–49:27
o::,
49:27–49:28
i var~ i vari::,
49:29–49:34
i vari vasco rossi che poi mettono il microfono verso il pubblico che canta da so:lo,
49:34–49:35
eccetera ecce(tera).
49:35–49:37
a cose più sofisticate
49:37–49:39
ma <sostanzialmente>,
49:39–49:42
ma (.) sostan>zialmente< è un rito a cui partecipate.
49:44–49:48
e in quest'esperienza tattile vi arriva <fisicamente>,
49:49–49:54
e ha una conseguenza fondamentale, che al concerto rock non solo non potete stare zitti,
49:54–49:56
ma non potete stare fermi.
49:58–50:01
(cioè) una persona che va a un concerto rock si siede
50:01–50:03
e sta così tutto il tempo,
50:04–50:09
è altrettanto fuori luogo di una persona che va a un concerto di musica classica, e fa (.) <VAI>.
50:10–50:12
è chiaro il punto:?
50:12–50:14
è chiaro il punto:?
50:15–50:19
come vedete sono esperienze opposte. >eppure si chiamano< <concerto tutti e due>.
50:21–50:24
perché si chiamano concerto tuti e due, <perché>
50:24–50:29
al <centro> c'è (.) <una> delle più magiche delle facoltà umane che è fare musica.
50:31–50:33
questo accomuna il concerto rock
50:33–50:35
e il concerto di musica classica.
50:36–50:37
sul piano dei media sono,
50:37–50:39
diversissimi.
50:41–50:44
sul piano dello stile comunicativo sono diversissimi.
50:45–50:46
sul piano dei <sensi>
50:47–50:48
sono diversissimi.
50:50–50:51
è chiaro?
50:52–50:53
però,
50:53–50:54
c'è una cosa comune,
50:55–50:57
e la cosa comne si chiama musica.
51:04–51:05
e qui c'è:,
51:05–51:09
una delle più belle domande che si può fare una persona che si occupa di comunicazione
51:10–51:10
ed è
51:10–51:12
ma che cosa comunica la musica?
51:18–51:19
se uno,
51:19–51:20
pe:nsa
51:21–51:23
alla comunicazione in,
51:23–51:27
in termini di (.) <trasmissione> di significati, la musica non comunica (.) niente.
51:29–51:31
comunica le parole delle canzoni,
51:32–51:35
che voi sapete spesso sono delle autentiche (.) cavolate,
51:37–51:39
e comunque sono abbstanza,
51:39–51:40
accessorie,
51:44–51:45
<comunica:>,
51:45–51:47
<tutta una serie> di,
51:48–51:48
e:,
51:48–51:49
<oggetti:>,
51:50–51:51
<connessi>,
51:51–51:55
<tipo appunto il f:isico del cantante>,
51:55–51:55
e:,
51:55–51:57
eccetera eccetera eccetera,
51:57–51:58
<ma>,
51:58–52:00
<al fondo> una volta che avete
52:00–52:01
che andate a fondo,
52:01–52:04
togliete tutti questi elementi che sapete che sono
52:04–52:05
accessori,
52:05–52:06
e arrivate al dunque.
52:06–52:08
alla musica.
52:10–52:12
che cosa comunica la musica.
52:12–52:14
<molt>issimo,
52:16–52:18
ma che non si può,
52:18–52:21
<tradurre>, (.) in un altro (.) linguaggio.
52:27–52:29
se uno mi dice a me piace
52:30–52:32
eh piacciono le variazioni goldberg di bach,
52:33–52:36
perché mi ricordano una tempesta di primavera,
52:36–52:38
io penso che sia un cretinoma. in ogni caso,
52:39–52:40
penso che sia una persona che sta
52:40–52:43
banalizzando l'esperienza musicale.
52:43–52:44
è chiaro?
52:48–52:49
eppure la musica,
52:51–52:53
comunica. altroché se comunica.
52:58–52:59
quest'esempio della musica secondo me,
53:00–53:01
è e:::::
53:01–53:03
se avessi avuto le slide non l'avrei neanche fatto.
53:03–53:04
vedete che,
53:04–53:06
le slide hanno pregi e difetti,
53:06–53:10
perché (.) volevo fare una lezione molto più strutturata di questa. ma ehm,
53:11–53:13
non tutto si può avere. domani (avremo) le slide.
53:14–53:16
e credo che siano più noiose. o lo spero.
53:16–53:17
eh allora,
53:17–53:18
dicevo:,
53:21–53:22
questa cosa
53:22–53:22
della
53:22–53:25
musica come <comunicazione>,
53:26–53:27
è un passaggio,
53:28–53:31
<fondamentale> di un corso di capire i media.
53:36–53:37
perché,
53:37–53:39
<capire>,
53:39–53:43
i media significa <capire> che la <comunicazione>,
53:43–53:44
è <carica>,
53:46–53:46
di
53:46–53:49
<elementi (.) che non possono>,
53:49–53:49
essere,
53:49–53:50
tradott(i).
53:55–53:58
la musica è il caso estremo naturalmente.
54:02–54:03
la voce meccanica,
54:03–54:06
delle delle stazioni ferroviarie (.) può sembrare,
54:07–54:08
l'o~ l'opposto.
54:10–54:11
mettiamo
54:11–54:13
sono suoni tutti e due. no,
54:13–54:18
da una parte (.) avete~ magari si~ si succedono l'una all'altro. in metropolitana avete,
54:19–54:19
avete:,
54:20–54:20
e:::h
54:20–54:22
un bel dì vedremo
54:22–54:23
di verdi,
54:23–54:25
e poi magari subito dopo,
54:25–54:28
e:::h stiamo arrivando alla stazione vinzaglio.
54:30–54:34
stiamo arrivando alla stazione vinzaglio può sembrare l'opposto della musica.
54:34–54:37
ha (.) un significato esclusivamente operativo.
54:38–54:39
giusto:,
54:41–54:43
vi dice semplicemente u:na,
54:43–54:45
<informazione> nel senso stretto del termine.
54:45–54:47
ma la mia convinzione,
54:47–54:49
che vi voglio trasmettere è che non esiste,
54:50–54:52
un'informazione pura.
54:54–54:56
che tutte le informazioni hanno,
54:56–54:59
anche, (.) un <carico> di significato.
54:59–55:02
o meglio (.) di v:alore che si aggiunge,
55:02–55:03
all'informazione.
55:03–55:04
la musica,
55:04–55:05
è::,
55:06–55:11
<un> (.) messaggio fortissimo senza un'informazione immediatamente riconoscibile.
55:16–55:19
il vecchio nietzsche vedete che ce~ cominciamo a citare dei filosofi,
55:19–55:23
il vecchio nietzche diceva che la vita senza la musica sarebbe un errore.
55:25–55:27
credo che sia una delle cose più belle che abbia scritto.
55:28–55:31
ma la vita senza la musica sarebbe un errore, ma la domanda è::
55:34–55:34
perché,
55:35–55:36
e la risposta è:,
55:37–55:39
perché lo sappiamo tutti.
55:40–55:41
che è così.
55:41–55:44
non c'è una spiegazione chiara di una frase del genere. ma
55:44–55:45
<tutti>
55:45–55:48
tranne quelli che proprio odiano la musica. ci sono.
55:49–55:53
hanno la mia più tremenda compassione ma esistono persone così.
55:53–55:54
però,
55:54–55:58
tranne quei pochissimi (.) tutti sappiamo che la vita senza la musica sarebbe un errore.
56:00–56:01
ma non,
56:01–56:03
sappiamo dire qual è l'informazione,
56:03–56:05
che senza la musica non avremmo.
56:07–56:09
è chiaro il concetto?
56:11–56:12
l'altro opposto,
56:12–56:14
la metropolitana la frase,
56:14–56:17
stiamo arrivando alla stazione vinzaglio.
56:19–56:20
contiene <solo>,
56:21–56:22
un'informazione operativa
56:22–56:25
ma no che non °contiene un'informazione operativa°.
56:25–56:28
contiene anche una serie di altre informazioni.
56:30–56:31
prima di tutto,
56:34–56:36
contiene la voce che la enuncia.
56:39–56:40
che::,
56:40–56:44
è (.) una voce neutra ma mai <del tu:tto> neutra.
56:47–56:48
io me ne resi conto una volta,
56:49–56:50
voi sapete che
56:50–56:51
il portoghese,
56:51–56:54
è una delle poche lingue nelle quali l'avverbio grazie,
56:56–56:58
non è un avverbio ma è un aggettivo.
56:59–56:59
cioè,
56:59–57:03
grazie (.) si dice obrigado o (.) obrigada.
57:03–57:06
mi sento obbligato o mi sento obbliga~ o obbligata.
57:07–57:08
e::h,
57:09–57:11
alla::: m::h
57:12–57:15
all'aut~ in un'autostrada portoghese quando voi,
57:15–57:16
pagate,
57:17–57:20
la voce (.) meccanica dice, obrigada.
57:21–57:22
è una voce femminile.
57:23–57:24
ma,
57:25–57:26
la domanda che
57:26–57:28
mi sorse quando lo sentii la prima volta è
57:28–57:30
ma è un uomo o una donna quest'autostrada?
57:33–57:33
cioè,
57:33–57:35
quello che voglio dire è che c'è una,
57:35–57:37
<umanizzazione>,
57:37–57:39
di un messaggio tecnico.
57:41–57:43
il messaggio tecnico viene,
57:43–57:44
umanizzato.
57:46–57:52
e infatti <l'attore> che recita questa cosa deve avere una voce neutra, perché sia il più comprensibile possibile.
57:52–57:55
ma un tono per esempio leggermente amichevole.
57:58–58:00
in secondo luogo,
58:05–58:09
un mezzo tecnico come lametropolitana vi sta facendo un servizio.
58:11–58:15
il messaggio è anche sono così gentile da ricordarti.
58:16–58:17
di scendere.
58:19–58:24
(in) molte metropolitane del mondo non ci sono servizi di questo genere. uno <guarda> che cosa c'è scritto,
58:24–58:26
poi scende quand~ quando arriva alla sua stazione.
58:26–58:30
se si aggiunge questo servizio, si aggiunge un elemento di cortesia.
58:30–58:31
che stabilisce,
58:31–58:32
un,
58:32–58:35
<rapporto> di cortesia. la segnaletica stradale è fatta così.
58:38–58:42
cioè la segnaletica stradale che è un messaggio apparentemente del tutto neutro,
58:42–58:43
però,
58:45–58:47
fa delle scelte comunicative.
58:49–58:51
per esempio nello scegliere (.) d:ove mettere
58:52–58:52
la palina,
58:54–58:58
in modo che sia ben visibile e non disturbi la guida (.) per farvi un esempio banale.
58:59–59:00
ma anche,
59:02–59:04
nel (.) <segnalarvi>,
59:04–59:06
una certa cosa sotto la forma,
59:06–59:09
violenta. attenzione pericolo,
59:09–59:11
o più suadente (.) attenzione.
59:13–59:13
c'è,
59:13–59:14
qualcosa,
59:14–59:15
a cui stare attenti.
59:15–59:17
non so se è chiaro quello che voglio dire.
59:18–59:21
non ci sono, (.) informazioni,
59:21–59:22
n:eutre.
59:23–59:24
tutte le,
59:25–59:26
informazioni,
59:26–59:27
sono (.) veicolate,
59:29–59:29
da,
59:30–59:30
un,
59:31–59:33
m:ezzo di comunicazione, (.) che
59:33–59:34
po:rta <con sè>,
59:35–59:37
alcuni valori propri.
59:39–59:42
a un estremo c'è la musica, che (.) sembra (.) avere solo,
59:42–59:44
un valore (.) estetico.
59:47–59:48
a un altro estremo (.) c'è
59:50–59:54
un'informazione che sembra non avere <nessun> valore se non strettamente informativo.
59:55–59:57
ma non è <mai> del tutto vero.
59:57–59:59
per esempio se io scrivo un cartello,
1:00:00–1:00:02
la scelta del carattere grafico
1:00:04–1:00:07
per questo cartello è assolutamente influente.
1:00:08–1:00:10
nel modo in cui questa scritta viene percepita.
1:00:12–1:00:16
questo s~ queste sono le regole di base di un comunicatore.
1:00:18–1:00:19
ma la regola di base è,
1:00:20–1:00:21
non esiste,
1:00:21–1:00:23
un'informazione,
1:00:23–1:00:24
che non abbia,
1:00:24–1:00:25
delle,
1:00:25–1:00:27
<im>plicazioni,
1:00:28–1:00:29
comunicative.
1:00:38–1:00:39
perché vedete
1:00:41–1:00:42
uno dei,
1:00:42–1:00:45
uno dei lavori che faremo spesso in questo corso,
1:00:45–1:00:46
sarà,
1:00:47–1:00:48
lavorare sulle parole.
1:00:53–1:00:54
molte parole,
1:00:54–1:00:55
che <noi>,
1:00:55–1:00:58
diamo per (.) scontato come di uso comu:ne,
1:01:00–1:01:01
<sono>,
1:01:01–1:01:02
<cariche>,
1:01:03–1:01:04
di,
1:01:05–1:01:07
valori (.) spesso,
1:01:07–1:01:08
impliciti.
1:01:09–1:01:10
vi faccio un esempio banale.
1:01:12–1:01:15
fino agli anni cinquanta,
1:01:16–1:01:18
l'app:arecchio che veniva <usato>
1:01:19–1:01:19
per,
1:01:20–1:01:21
sentire la musica:
1:01:22–1:01:22
e::h
1:01:22–1:01:23
attraverso i dischi,
1:01:24–1:01:26
veniva chiamato grammofono.
1:01:27–1:01:29
grammofono è un nome piuttosto
1:01:29–1:01:30
carico.
1:01:31–1:01:32
sono due parole greche.
1:01:33–1:01:35
fono <suono>,
1:01:36–1:01:38
(gramma) grammatos
1:01:38–1:01:39
scrittura.
1:01:40–1:01:41
quindi la scrittura del suono.
1:01:42–1:01:44
poi a un certo punto,
1:01:46–1:01:46
così
1:01:47–1:01:48
qua:si,
1:01:48–1:01:49
senza,
1:01:49–1:01:50
accorgersene,
1:01:51–1:01:52
la gente cominciò a chiamarlo,
1:01:53–1:01:54
giradischi.
1:01:57–1:01:58
giradi:schi
1:01:58–1:01:59
è una:,
1:01:59–1:01:59
espressione,
1:02:00–1:02:01
totalm:ente
1:02:01–1:02:03
priva di solennità.
1:02:06–1:02:08
giradischi vuol dire::,
1:02:08–1:02:10
è è è una roba che fa quella cosa lì.
1:02:13–1:02:15
il passaggio, (.) è un passaggio:,
1:02:15–1:02:16
che può sembrare
1:02:16–1:02:19
<casuale> in realtà (.) dietro c'è (.) di tutto.
1:02:19–1:02:23
c'è il fatto che la parola giradischi arriva esattamente quano arriva il rock and roll.
1:02:26–1:02:28
>ci(o)è< <quando> (.) <diventa> (.) un,
1:02:28–1:02:30
consumo (.) tipicamente giovanile.
1:02:33–1:02:35
le parole sono cariche di senso.
1:02:35–1:02:36
e allora,
1:02:38–1:02:40
avviandoci verso la fine della lezione di oggi,
1:02:44–1:02:45
ragioniamo sulla parola,
1:02:45–1:02:47
<informazione>.
1:02:50–1:02:52
vi dicevo l'informazione non è mai
1:02:52–1:02:53
<neutra>.
1:03:06–1:03:07
però,
1:03:09–1:03:14
nella nostra cultura degli ultimi trenta (o) quarant'anni la parola informazione,
1:03:16–1:03:16
<si è:>,
1:03:17–1:03:19
<fortemente> tecnicizzata.
1:03:24–1:03:25
e quindi,
1:03:26–1:03:27
ha teso,
1:03:28–1:03:28
a,
1:03:28–1:03:30
presentarsi sempre di più come una parola
1:03:30–1:03:31
neutra.
1:03:32–1:03:34
quando, è successo questo.
1:03:37–1:03:39
per capirlo dobbiamo:,
1:03:39–1:03:40
aver presente:,
1:03:40–1:03:44
quella strana parola che è francese, non americana
1:03:44–1:03:45
che è (.) informatica.
1:03:47–1:03:51
informatique. gli americani se voi dite informatics un americano vi guarda,
1:03:51–1:03:54
con aria (stupitissima). si chiama computer science.
1:03:54–1:03:54
ma,
1:03:54–1:03:57
in in in in francese si chiama informatique.
1:03:57–1:04:00
<cioè> la matematica dell'informazione.
1:04:01–1:04:03
in re~ (.) in realtà,
1:04:03–1:04:04
perché noi chiamiamo
1:04:04–1:04:10
<informatiche> le macchine come il computer, (.) il cellulare, (.) lo smartphone in particolare eccetera.
1:04:10–1:04:11
>perché< le chiamo,
1:04:11–1:04:12
li chiamiamo,
1:04:12–1:04:13
<informatiche>.
1:04:14–1:04:17
perché sono macchine che (.) <elaborano>,
1:04:17–1:04:18
l'informazione.
1:04:20–1:04:21
ma
1:04:21–1:04:23
<elaborano l'informazione>,
1:04:24–1:04:27
sulla base di un concetto di informazione molto preciso.
1:04:27–1:04:28
che è un concetto di,
1:04:29–1:04:30
origine matematica.
1:04:31–1:04:35
qualcuno di voi lo saprà, nel millenovecentoquarantotto claude shannon,
1:04:36–1:04:37
ha pubblicato,
1:04:37–1:04:40
un testo che si chiamava teoria matematica dell'informazione.
1:04:41–1:04:43
senza quel testo non sa~ non sarebbe nato,
1:04:44–1:04:46
non sarebbe nata l'informatica moderna.
1:04:49–1:04:51
che cosa (.) qual è la tesi di claude shannon.
1:04:51–1:04:52
che <tutte> le,
1:04:52–1:04:56
informazioni esistenti del mondo possono essere ricondotte,
1:04:57–1:04:57
a,
1:04:57–1:04:59
un linguaggio di base,
1:05:00–1:05:01
che è il linguaggio dei bit.
1:05:03–1:05:06
che è i(l) fatto infatti cosa vuol dire la parola bit,
1:05:07–1:05:08
non bit:,
1:05:09–1:05:12
sempre rock and roll. la parola bit bi i ti.
1:05:12–1:05:13
cosa vuol dire?
1:05:14–1:05:14
e::?
1:05:15–1:05:16
come?
1:05:17–1:05:18
no. non (.) e vabbè sì.
1:05:19–1:05:22
give a bit of tea. no. di di parliamo di bit
1:05:22–1:05:25
nel senso tecnico del termine. la parola bit (.) scusate ma,
1:05:27–1:05:29
>voi< (.) state per fare scienze della comunicazione.
1:05:29–1:05:30
>e non sapete cosa vuole dire bit<?
1:05:33–1:05:35
ecco e adesso mi sono perso il pennarello.
1:05:42–1:05:43
non trovo il pennarello.
1:05:43–1:05:44
vabbè e:h
1:05:44–1:05:45
grazie.
1:05:51–1:05:52
che cosa vuol dire?
1:05:53–1:05:53
bi:t?
1:06:00–1:06:02
byte lo sapete cosa vuol dire,
1:06:03–1:06:07
quando dite kappa media eccetera eccetera sapete di cosa state parlando?
1:06:09–1:06:11
ecco. e allora che cosa sono questi giga?
1:06:11–1:06:12
sono dei giga,
1:06:14–1:06:15
gigabyte.
1:06:15–1:06:16
giusto?
1:06:28–1:06:32
io non faccio (uno) io non faccio il corso di informatica. mi sentite lassù:?
1:06:33–1:06:38
io non faccio il corso di informatica. poi avrete anche anche anche dei dei degli insegnamenti più tecnici.
1:06:39–1:06:40
ma che cos'è un byte?
1:06:42–1:06:43
che cos'è un byte?
1:06:44–1:06:45
vuol dire otto bit.
1:06:46–1:06:50
infatti i <francesi> che sono sempre un po' snob lo chiamano octet.
1:06:50–1:06:51
ottetto.
1:06:52–1:06:54
il byte sono otto bit.
1:06:54–1:06:55
giusto?
1:06:56–1:06:57
ma cosa sono i bit?
1:07:01–1:07:02
un,
1:07:04–1:07:06
esatto. e cosa vuol dire esattamente?
1:07:11–1:07:13
o spento o acceso.
1:07:13–1:07:16
cioè tutte le informazioni possono essere ridotte a,
1:07:16–1:07:17
un,
1:07:17–1:07:18
codice,
1:07:18–1:07:21
binario. o (.) o spento o acceso. (ma perché bit?)
1:07:21–1:07:22
binary,
1:07:23–1:07:23
binario,
1:07:24–1:07:25
information,
1:07:26–1:07:27
units, (.) perché,
1:07:27–1:07:30
i ti è la fine della parola unit.
1:07:30–1:07:31
giusto?
1:07:31–1:07:33
binary (.) information (.) unit.
1:07:35–1:07:37
con la teoria matematica dell'informazione,
1:07:37–1:07:39
nasce (.) l'idea,
1:07:40–1:07:42
<che tutta l'informazione esistente>,
1:07:42–1:07:44
<possa essere ridotta>,
1:07:44–1:07:45
a,
1:07:45–1:07:47
<uno stesso linguaggio di base>.
1:07:47–1:07:49
che è il linguaggio
1:07:49–1:07:52
<elettrico (.) dello spento o acceso>.
1:07:52–1:07:53
bit.
1:07:55–1:07:56
dopo di che,
1:07:56–1:07:58
con l'evoluzione dell'informatica,
1:07:59–1:08:04
<si è passati dai bit> che (e)~ sa(r)~ avrebbero dat(o) dei numeri giganteschi, a una,
1:08:04–1:08:06
a una (.) unità,
1:08:06–1:08:09
un pochino più grande che è l'ottetto di bit. il byte.
1:08:12–1:08:14
ora (.) qual è il punto?
1:08:14–1:08:16
di questa teoria matematica dell'informazione?
1:08:16–1:08:18
se voi pensate a
1:08:18–1:08:19
<prima>,
1:08:20–1:08:21
di shannon,
1:08:24–1:08:26
voi potevate pensare,
1:08:28–1:08:30
a un testo scritto,
1:08:32–1:08:33
come,
1:08:33–1:08:35
<un> (.) tipo d'informazione,
1:08:36–1:08:37
ma per esempio,
1:08:37–1:08:43
a (.) un quadro come un tipo di co~ informazione completamente diverso e <non> riconducibili alla stessa,
1:08:44–1:08:45
unità di misura.
1:08:48–1:08:51
la <teoria matematica> dell'informazione <introduce>,
1:08:53–1:08:55
per la prima volta,
1:08:56–1:09:00
il concetto che <tutti> possono avere <un'unica> unità di misura,
1:09:01–1:09:02
che è il bit.
1:09:04–1:09:09
ed è anche grazie a questo che i vostri computer possono elaborare, non dite processare per favore
1:09:09–1:09:11
perché non è italiano. ma elaborare,
1:09:12–1:09:13
sia,
1:09:14–1:09:15
suoni,
1:09:16–1:09:18
<sia> testo sia immagine.
1:09:20–1:09:22
perché li riconducono tutti a dei byte?
1:09:23–1:09:26
e quindi a dei bit sono chiari questi concetti?
1:09:26–1:09:28
è chiaro (.) tutto questo?
1:09:30–1:09:31
quindi noi abbiamo,
1:09:31–1:09:33
un'idea d'informazione,
1:09:33–1:09:36
che circola nella nostra cultura e ha,
1:09:36–1:09:37
<l'evidenza>
1:09:38–1:09:39
<l'evidenza>
1:09:42–1:09:42
che le dà,
1:09:42–1:09:44
la tecnologia:,
1:09:45–1:09:51
perché l'idea che fa funzionare (.) le macchine da cui or~ siamo ormai totalmente circondati,
1:09:53–1:09:55
in cui siamo (.) <immersi>,
1:09:58–1:09:59
questa idea,
1:09:59–1:10:05
<assolutamente evidente perché è quella che ci permette di mandare gli esse emme esse>,
1:10:05–1:10:08
che è quella che ci permette di leggere il giornale su,
1:10:08–1:10:10
internet. perché è quella che ci permette
1:10:11–1:10:12
di,
1:10:12–1:10:14
<fare> le foto col nostro cellulare,
1:10:15–1:10:19
è addirittura l'idea che ci permette di fare i selfie. pensate un po'.
1:10:19–1:10:20
questa,
1:10:20–1:10:21
idea,
1:10:21–1:10:22
<fondamentale>,
1:10:25–1:10:27
è::, che <l'informazione>,
1:10:28–1:10:36
<in qualunque forma quali che siano i media originali in cui veniva elaborata è riconducibile a un'unica> unità di misura.
1:10:44–1:10:45
quindi,
1:10:47–1:10:51
noi possiamo avere dell'idea d'informazione, <una>,
1:10:52–1:10:55
rappresentazione che sembra totalmente neutra.
1:10:57–1:11:01
non conta assolutamente se sia un <bel quadro>,
1:11:01–1:11:03
un video porno,
1:11:04–1:11:05
o una conversazione tra amici.
1:11:05–1:11:07
(e) alla fine sono tutti bit.
1:11:11–1:11:12
alla fine,
1:11:14–1:11:14
se vado a vedere,
1:11:14–1:11:15
<conta>,
1:11:17–1:11:17
se,
1:11:18–1:11:21
quanti megabyte o gigabyte (.) occupa.
1:11:25–1:11:26
è:
1:11:26–1:11:27
una visione (.) che ha,
1:11:27–1:11:29
dei fondamenti (.) fortissimi,
1:11:30–1:11:32
e contemporaneamente,
1:11:32–1:11:33
che può (.) provocare,
1:11:34–1:11:35
delle
1:11:36–1:11:37
ambiguità.
1:11:38–1:11:39
perché non è vero
1:11:39–1:11:44
che sia (.) <irrilevante> qual è il medium che porta l'informazione.
1:11:48–1:11:51
perché non è vero che <tutte> le informazioni,
1:11:51–1:11:52
<siano>,
1:11:52–1:11:53
uguali.
1:11:56–1:11:56
allora,
1:11:58–1:12:01
su~ sul fatto che non è vero che il medium sia irilevante,
1:12:01–1:12:02
torneremo,
1:12:02–1:12:04
con abbondanza nella lezione di domani.
1:12:05–1:12:07
sul fatto che non è vero,
1:12:07–1:12:09
che (.) tutte le informazioni siano uguali,
1:12:09–1:12:11
mi voglio soffermare ancora un momento.
1:12:13–1:12:15
c'è un'altra definizione della parola,
1:12:15–1:12:17
informazione,
1:12:19–1:12:22
che io considero di una (.) utilità (.) straordinaria,
1:12:48–1:12:49
ed è stata
1:12:49–1:12:50
enunciata,
1:12:58–1:13:02
da un <grande> intellettuale americano che si chiamava gregory bateson,
1:13:04–1:13:07
che è uno dei fondatori delle scienze cognitive,
1:13:09–1:13:10
e gregory bateson,
1:13:12–1:13:14
rovescia in certo senso shannon.
1:13:17–1:13:18
perché dice,
1:13:19–1:13:20
information,
1:13:20–1:13:20
is
1:13:20–1:13:23
a difference that makes difference.
1:13:24–1:13:26
è una differenza,
1:13:26–1:13:27
che fa
1:13:27–1:13:28
la differenza.
1:13:32–1:13:33
è una differenza
1:13:34–1:13:35
e questo ci sta anche shannon.
1:13:36–1:13:37
il bit è una differenza.
1:13:41–1:13:41
ma::,
1:13:43–1:13:45
quello che conta per bateson è,
1:13:45–1:13:46
che l'informazione,
1:13:46–1:13:47
m:akes difference.
1:13:49–1:13:52
cioè (.) che la sua presenza,
1:13:54–1:13:55
cambia,
1:13:57–1:13:58
il panorama nel quale,
1:13:58–1:13:59
ci muoviamo.
1:14:02–1:14:04
noi possiamo vedere,
1:14:04–1:14:04
il nostro
1:14:05–1:14:07
<ambiente> che ci circonda come,
1:14:07–1:14:10
un ambiente fatto di miliardi (.) di,
1:14:10–1:14:11
bit
1:14:13–1:14:15
che si equivalgono tutti tra di loro,
1:14:15–1:14:17
e c'è un verità in tutto questo.
1:14:19–1:14:22
noi attraverso google possiamo andare a vedere,
1:14:22–1:14:24
a vedere (.) (selfie),
1:14:25–1:14:27
pornografici a miliardi,
1:14:27–1:14:29
o possiamo andare a vedere,
1:14:29–1:14:31
a leggere la divina commedia.
1:14:33–1:14:34
dal punto di vista,
1:14:35–1:14:39
di google e dalpunto di vista del nostro computer è la stessa cosa.
1:14:40–1:14:43
il problema può essere se il se~ se il selfie porno,
1:14:43–1:14:44
eh occupa,
1:14:44–1:14:48
più giga, o men~ meno giga, la divina commedia ne occupa pochissimi.
1:14:48–1:14:52
perché la parola parlata ne occupa eh la parola scritta ne occupa pochissimi.
1:14:53–1:14:57
c'è (.) una verità, (.) nel definire l'informazione,
1:14:57–1:14:57
co:me,
1:14:59–1:14:59
u:na,
1:14:59–1:15:00
pu:ra,
1:15:00–1:15:01
<quantità>.
1:15:05–1:15:07
è una verità tecnologica, indiscutibile.
1:15:13–1:15:15
ma c'è un'altra verità,
1:15:18–1:15:18
nel,
1:15:19–1:15:21
<sottolineare>,
1:15:21–1:15:21
che,
1:15:22–1:15:24
<quello (.) che conta>,
1:15:26–1:15:27
è <l'informazione>,
1:15:29–1:15:31
<di cui sentiamo> la capacità di,
1:15:32–1:15:33
<cambiare>,
1:15:34–1:15:35
l'ambiente stesso.
1:15:36–1:15:37
sono chiari questi concetti?
1:15:38–1:15:39
ma il punto è:,
1:15:39–1:15:40
che,
1:15:42–1:15:44
the difference that makes the difference.
1:15:44–1:15:46
non è <necessariamente>,
1:15:47–1:15:50
un'informazione che si presenta,
1:15:50–1:15:52
sottolineata con la matita rossa.
1:15:56–1:15:59
imparare a capire i media <significa>,
1:15:59–1:16:02
<capire che molta> dell'informazione che può,
1:16:02–1:16:05
<cambiare> il nostro modo di essere,
1:16:06–1:16:09
il nostro ambiente, le nostre relazioni,
1:16:10–1:16:11
è:,
1:16:11–1:16:13
<implicita>.
1:16:15–1:16:19
nei media che usiamo, nei messaggi che circolano, eccetera eccetera,
1:16:21–1:16:23
e dobbiamo andarla a:: <scovare>.
1:16:26–1:16:30
che molta dell'informazione che si presenta come <importantissima>,
1:16:30–1:16:32
può essere invece banale.
1:16:42–1:16:43
e qui,
1:16:43–1:16:46
il discorso che abbiamo appena fatto sulla musica è significativo.
1:16:49–1:16:50
la musica,
1:16:50–1:16:51
è::,
1:16:52–1:16:54
un insieme di (inve)~ d'informazioni:,
1:16:54–1:16:57
stracarico di peso di rilevanza.
1:16:57–1:16:58
nella nostra vita.
1:17:02–1:17:03
voi penserete che io sia,
1:17:03–1:17:04
un musicomane.
1:17:04–1:17:08
(eh=mh) a me piace molto la musica. non so neanche suonare. quindi,
1:17:08–1:17:11
e:h non so neanche leggere la musica. non sono un m:usicomane.
1:17:11–1:17:15
penso che la musica sia un esempio straordinario,
1:17:16–1:17:17
di quello che sto cercando di dire.
1:17:18–1:17:21
la musica sembra <non contenere> informazioni.
1:17:23–1:17:24
però fa una differenza.
1:17:24–1:17:26
altroché se fa una differenza.
1:17:29–1:17:32
poi naturalmente dipende dalla sensibilità delle persone,
1:17:32–1:17:34
ripeto. ci sono persone che non <hanno>,
1:17:35–1:17:36
<una>,
1:17:36–1:17:43
<sensibilità musicale>, ci sono persone che hanno una buona sensibilità musicale, ci sono (delle) persone che hanno una tale sensibilità musicale,
1:17:43–1:17:45
che la <fanno> la musica.
1:17:45–1:17:46
non siamo tutti uguali.
1:17:47–1:17:51
però la <musica> di per sè è un esempio straordinario di >quello che diceva bateson<.
1:17:54–1:17:57
informazione che f:a la <differenza>.
1:17:59–1:18:00
solo che,
1:18:00–1:18:02
<capire> perché come fa la differenza,
1:18:02–1:18:08
non è semplice perché non è <riducibile> a una <traduzione> (.) pura e semplice in un altro linguaggio.
1:18:10–1:18:10
<mol>
1:18:11–1:18:11
ti
1:18:11–1:18:14
molto del significato di tanti messaggi,
1:18:14–1:18:15
è,
1:18:15–1:18:18
difficilmente traducibile. perché un <certo>,
1:18:18–1:18:19
carattere,
1:18:19–1:18:21
per esempio in un libro.
1:18:23–1:18:25
un libro è fatto di caratteri (.) tipografici.
1:18:28–1:18:32
nel vostro computer avete d:ecine di caratteri tipografici possibili.
1:18:33–1:18:35
molti dei quali con nomi stranissimi.
1:18:38–1:18:39
perché,
1:18:39–1:18:41
si sceglie un certo carattere e non un altro.
1:18:42–1:18:46
o se vogliamo arrivare al punto più estremo che va addirittura oltre la musica,
1:18:46–1:18:49
perché di teoria della musica ce n'è tanta ma (è c)
1:18:49–1:18:51
su questo non c'è quasi niente di significativo.
1:18:52–1:18:53
perché un certo colore,
1:18:54–1:18:56
fa la differenza rispetto a un altro colore.
1:18:58–1:19:03
che cosa ci dice <il fatto> che un vestito sia rosso rispetto >al fatto che un vestito sia verde<.
1:19:03–1:19:05
eppure lo sapete che la differenza c'è.
1:19:08–1:19:11
lo sapete quando scegliete come vestirvi,
1:19:13–1:19:14
se,
1:19:14–1:19:17
scegliere un certo colore rispetto a un altro. naturalmente c'è,
1:19:18–1:19:21
io non sono venuto oggi a farvi lezione vestito di giallo verde e blu,
1:19:22–1:19:23
perché,
1:19:23–1:19:25
il professore deve essere una persona seria.
1:19:25–1:19:25
pe:rò,
1:19:26–1:19:27
quelle sono regole minime,
1:19:28–1:19:30
ma al di là delle regole, di ba:se
1:19:31–1:19:31
perché,
1:19:31–1:19:33
un certo colore,
1:19:33–1:19:35
po:rta con sè,
1:19:35–1:19:38
<un carico di ((P))> informazione significativa.
1:19:40–1:19:40
perché,
1:19:41–1:19:42
il colore,
1:19:42–1:19:47
<è di per sè una delle esperienze di base dell'umanità>.
1:19:49–1:19:51
e però è un'esperienza <non> traducibile.
1:19:55–1:19:59
<comunica ma non è> traducibile. quando uno mi dice, ah il rosso fa sangue,
1:19:59–1:20:03
il giallo <fa> (.) lampo, e il blu (.) fa tristezza,
1:20:03–1:20:04
o cose del genere,
1:20:04–1:20:07
poi (.) potete citare cento<mila>,
1:20:07–1:20:08
<casi> (.) opposti,
1:20:08–1:20:09
no:?
1:20:10–1:20:12
però il colore fa (.) la differenza.
1:20:13–1:20:15
e attenzione io non vo s:to:
1:20:15–1:20:16
dicendo,
1:20:16–1:20:18
non vi sto (.) dicendo,
1:20:19–1:20:20
che,
1:20:22–1:20:23
allora non ci sono significati,
1:20:24–1:20:25
non c'è niente,
1:20:25–1:20:26
tutto è uguale a tutto.
1:20:26–1:20:28
vi sto dicendo esattamente il contrario.
1:20:29–1:20:32
che per (.) <capire> queste differenze,
1:20:32–1:20:35
ci vuole <un'attenzione> diversa.
1:20:36–1:20:38
che non si ferma ai significati,
1:20:39–1:20:39
espliciti.
1:20:44–1:20:46
che non si ferma si significati,
1:20:46–1:20:47
espliciti.
1:20:49–1:20:50
che guarda,
1:20:54–1:20:55
a che cosa,
1:21:01–1:21:02
che guarda,
1:21:02–1:21:06
alla comunicazione in <tutti i suoi> (.) aspetti.
1:21:10–1:21:12
<l'ambiente in cui si svolge>,
1:21:12–1:21:16
vi ricordate quello che abbiamo detto sul fatto che una lezione è diversa,
1:21:17–1:21:17
da:,
1:21:17–1:21:18
e::h,
1:21:18–1:21:22
un altro tipo di comunicazione anche per l'ambiente in cui si svolge.
1:21:22–1:21:24
e ripeto non solo perché è un ambiente istituzionale
1:21:26–1:21:30
i <mezzi di comunicazione> che vengono usati,
1:21:30–1:21:31
ciascuno dei quali
1:21:32–1:21:33
<porta> con sè,
1:21:34–1:21:36
dei significati.
1:21:38–1:21:39
e anche,
1:21:43–1:21:44
e anche,
1:21:45–1:21:48
una serie di <sottomessaggi>,
1:21:48–1:21:50
che spesso non consideriamo.
1:21:50–1:21:52
ho citato <molte volte>,
1:21:54–1:21:55
le espressioni,
1:21:55–1:21:56
i toni,
1:21:56–1:21:57
e così via.
1:21:59–1:22:01
uno dei grandi problemi,
1:22:01–1:22:03
uno dei grandi problemi (.) per cu:i,
1:22:04–1:22:05
capi:re,
1:22:05–1:22:06
i me:dia,
1:22:07–1:22:07
è:,
1:22:07–1:22:08
difficile,
1:22:12–1:22:13
è che::,
1:22:13–1:22:16
una delle più grandi, immense,
1:22:16–1:22:18
invenzioni dell'umanità
1:22:19–1:22:20
la scrittura,
1:22:23–1:22:24
è un'invenzione che
1:22:24–1:22:25
però,
1:22:25–1:22:27
soprattutto dopo >l'invenzione della< stampa,
1:22:27–1:22:28
tende,
1:22:29–1:22:30
ed è anche una sua forza
1:22:31–1:22:34
ma è anche un problema, ma tende a <standardizzare>.
1:22:37–1:22:38
la parola.
1:22:40–1:22:43
la parola scritta non ha un'espressione facciale,
1:22:44–1:22:45
non ha un to:no,
1:22:45–1:22:46
o meglio ce l'ha::,
1:22:46–1:22:48
nel suo contesto complessivo.
1:22:48–1:22:49
ma non:,
1:22:51–1:22:52
che accompagna,
1:22:52–1:22:54
l'enunciazione di ogni singola parola.
1:22:55–1:23:02
tende a esere standardizzata. la standardizzazione è una forza della scrittura. è uno dei motivi per cui la scrittura si è impo:sta,
1:23:03–1:23:05
come una rivoluzione,
1:23:07–1:23:08
e la stampa,
1:23:09–1:23:09
però se noi,
1:23:10–1:23:16
ci rivolgiamo sempre alla parola scritta come oggetto del nostro ragionamento, rischiamo di dimenticarci (di) questi aspetti.
1:23:17–1:23:20
rischiamo di dimenticarci, che per l'appunto,
1:23:21–1:23:25
ogni parola, non è (.) f:atta <semplicemente>,
1:23:25–1:23:27
<del suo significato>,
1:23:27–1:23:30
della sintassi (poi) che la lega alle altre,
1:23:30–1:23:35
all~ alle altre paro:le eccetera eccetera, ma è fatta <anche> di tanti (.) altri messaggi,
1:23:36–1:23:37
che l'accompagnano.
1:23:38–1:23:40
per farvi un esempio banale,
1:23:40–1:23:42
e avviarmi verso la conclusione oggi,
1:23:43–1:23:46
poi domani quattro e un quarto sei meno un quarto,
1:23:47–1:23:48
dice:vo:,
1:23:48–1:23:49
per farvi un esempio banale,
1:23:50–1:23:51
i caratteri.
1:23:54–1:23:56
la grafica.
1:23:57–1:24:00
la sce:lta dell'impostazione grafica della pagina.
1:24:02–1:24:03
perché::
1:24:04–1:24:08
un carattere (.) molto <graziato> come si dice,
1:24:08–1:24:12
come il (.) bodoni e tutti i caratteri che ne derivano,
1:24:13–1:24:14
è:,
1:24:14–1:24:16
così diverso da un carattere a basto:ne,
1:24:17–1:24:19
come helvetica, arial (.) e così via.
1:24:20–1:24:21
che cosa c'è di diverso.
1:24:21–1:24:23
molto spesso,
1:24:23–1:24:25
perché qui sta la stupidità,
1:24:25–1:24:27
di molti di coloro che parlano di comunicazione,
1:24:28–1:24:30
c'è qualcuno che ci dice,
1:24:30–1:24:32
quello è il carattere buono e quello è il carattere invece,
1:24:32–1:24:33
vecchio,
1:24:34–1:24:35
e::::h,
1:24:35–1:24:36
supera:to,
1:24:36–1:24:37
eccetera ecce(tera).
1:24:37–1:24:38
sono banalità.
1:24:40–1:24:42
il carattere graziato ha,
1:24:44–1:24:45
degli <aspetti>,
1:24:45–1:24:47
e (tra l'altro) è più leggibile. ma questo è un altro discorso.
1:24:47–1:24:49
ma ha degli aspetti di,
1:24:49–1:24:54
per esempio riferimento a una certa cultura classicheggiante.
1:24:55–1:24:56
<non>,
1:24:56–1:24:58
si <astiene>,
1:24:59–1:25:01
da cose <apparentemente>
1:25:01–1:25:04
inutili. come appunto le grazie da cui viene questo (termine):
1:25:06–1:25:09
il bastone si presenta come un carattere più diretto
1:25:09–1:25:09
più,
1:25:10–1:25:12
più >semplice<. capite a c~ cosa mi sto riferendo. vero,
1:25:15–1:25:16
come un carattere senza,
1:25:17–1:25:19
senza <fronzoli> come si suol dire.
1:25:20–1:25:21
ma in realtà,
1:25:21–1:25:23
detta così è mo:lto semplificata.
1:25:25–1:25:26
in realtà se voi,
1:25:26–1:25:29
andate (.) a vedere (.) un libro che vi piace,
1:25:30–1:25:31
dovete rendervi conto,
1:25:31–1:25:33
che (.) molto probabilmente,
1:25:33–1:25:36
tra gli elementi per cui questo libro ci~ vi piace ce ne sono,
1:25:36–1:25:37
parecchi,
1:25:37–1:25:39
a cui non avete fatto abbastanza caso.
1:25:39–1:25:40
il colore della copertina,
1:25:43–1:25:45
la grafica della copertina,
1:25:46–1:25:48
la grafica del volume,
1:25:50–1:25:54
il ri:tmo del volume, perché c'è anche un ritmo della scrittura.
1:25:54–1:25:56
c'è anche un ritmo della stampa.
1:25:57–1:25:59
il i:l il le le le le pagine,
1:25:59–1:26:00
<troppo piene>,
1:26:01–1:26:04
non sono solo faticose da leggere, ma possono essere,
1:26:04–1:26:11
dare un senso di mancanza totale di ritmo. però, ci sono dei casi invece in cui la pagina deve <essere> piena.
1:26:12–1:26:17
per esempio in molte enciclopedie la pagina deve essere piena perché dovete avere una sensazione di,
1:26:18–1:26:19
<carico>,
1:26:19–1:26:20
di: informazione.
1:26:20–1:26:22
non so se è chiaro quello quello che vi sto dicendo.
1:26:22–1:26:25
son~ sono <tutti> (.) elementi,
1:26:25–1:26:26
essenziali.
1:26:27–1:26:29
sto <dicendo> che allora è più <importante>,
1:26:30–1:26:33
e i~ il carattere usato che le parole,
1:26:33–1:26:34
assolutamente no.
1:26:36–1:26:37
sto dicendo,
1:26:37–1:26:38
che,
1:26:38–1:26:39
il me:dium,
1:26:39–1:26:40
stampa,
1:26:41–1:26:43
comunica, a <tutti> questi livelli.
1:26:45–1:26:46
i caratteri,
1:26:46–1:26:48
il medium in quanto <tale>,
1:26:48–1:26:53
perché se una cosa è stampata è diverso che se la s:tessa cosa la leggere in manosc(ritto).
1:26:56–1:26:57
il medium in quanto tale,
1:26:57–1:26:58
i caratteri,
1:26:59–1:27:00
la spaziatura,
1:27:00–1:27:01
e così via sono,
1:27:01–1:27:04
<parte> (.) della, <comunicazione>.
1:27:07–1:27:08
solo che non c'è
1:27:09–1:27:14
e su questo ci sono troppi equivoci. solo che non c'è il caratere giusto per tutto,
1:27:15–1:27:17
o la spaziatura giusta per tutto,
1:27:18–1:27:19
o::,
1:27:19–1:27:21
il colore giusto per tutte le copertine.
1:27:25–1:27:26
solo che,
1:27:28–1:27:30
capire i media significa
1:27:30–1:27:32
a:nche (.) capire,
1:27:32–1:27:36
i messaggi (.) impliciti. di tante forme di comunicazione,
1:27:37–1:27:40
s:apendo anche riconoscere (.) che,
1:27:41–1:27:43
l'umanità ha bisogno di
1:27:43–1:27:47
<tante> forme di comunicazione diverse, di <tanti> lnguaggi diversi,
1:27:47–1:27:49
di <tanti> media diversi.
1:27:52–1:27:52
e quindi,
1:27:53–1:27:56
troppe <volte> voi vi troverete,
1:27:56–1:28:00
spero non in questo corso di laurea di fronte a qualcuno che vi dice, questa è la cosa giusta.
1:28:01–1:28:04
internet è più avanzato della televisione.
1:28:05–1:28:08
il=e:::h è più mode:rno della televisione.
1:28:09–1:28:16
e il=e::::h le le il il il testo il testo stampato in caratteri graziati,
1:28:16–1:28:18
è più vecchio del testo stampato in bastoncini.
1:28:19–1:28:21
sono sciocchezze. il punto è,
1:28:22–1:28:24
che <cosa> mi sta dicendo (.) questo,
1:28:24–1:28:25
messaggio.
1:28:26–1:28:29
sapendo che mo:lto di quello che vi dice,
1:28:30–1:28:32
non è traducibile, immediatamente,
1:28:33–1:28:33
in,
1:28:33–1:28:34
espressioni,
1:28:37–1:28:38
del <tutto>,
1:28:39–1:28:41
verbalizza(bili):
1:28:42–1:28:44
credo che per oggi abbiamo detto fin troppo,
1:28:44–1:28:46
ci vediamo domani,
1:28:46–1:28:47
giuro con delle slide.
1:29:05–1:29:06
il pennarello è qua,
???1:29:10–1:29:11
scusi professore,
TO0041:29:11–1:29:12
mi dica
???1:29:12–1:29:15
per quanto riguarda, siccome io sono del vecchio ordinamento. posso,
TO0041:29:16–1:29:17
la sento male mi dica
???1:29:17–1:29:19
siccome sono:, (.) del vecchio ordinamento
1:29:19–1:29:21
posso comunque frequentare::,
TO0041:29:21–1:29:21
certo.
???1:29:22–1:29:23
grazie.
0:00 1.0x 1:29:23
TO004
???