TO0690:01–0:04
dunque oggi iniziamo a entrare in medias res
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diciamo entriamo negli argomenti più specifici
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ieri abbiamo fatto una panoramica un po' a volo d'uccello
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abbiamo visto alcuni dei caratteri fondanti dell'età moderna
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oggi iniziamo appunto iniziamo dal rinasc~ dall'umanesimo e rinascimento
0:21–0:29
e già questo inizio ci rivela come il discorso sulle periodizzazioni sia ancora una volta arbitrario
0:29–0:35
perché io inizierò con una citazione che è del trecento
0:36–0:42
allora se l'età moderna comincia nel millequattrocentonovantadue c'è un problema
0:42–0:48
come vi ho spiegato l'età moderna non è che comincia nel millequattrocentonovantadue perché a un certo punto arriva dio e dice
0:48–0:50
oggi è l'età moderna
0:50–0:53
ah eh benissimo e spegniamo le candeline
0:55–1:00
i fenomenti storici le periodizzazioni sono nostre creazioni
1:00–1:04
e i fenomeni storici sfuggono alle nostre periodizzazioni
1:05–1:08
e allora se come vedremo la settimana prossima
1:08–1:13
la scoperta o conquista a seconda del punto di vista dell'america
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è sicuramento un elemento fondamentale periodizzante e tutto quanto si vuole
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vedremo che sia la scoperta dell'america sia la riforma protestante
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so~ cioè quegli avvenimenti fondamentali che sono all'inizio dell'età moderna
1:32–1:39
sono essi stessi difficilmente comprensibili se non sappiamo che alle spalle ci sono umanesimo e rinascimento
1:39–1:49
lo stesso sviluppo di umanesimo e rinascimento da un certo momento in poi diventa incomprensibile se noi non abbiamo presente che c'è stata la scoperta dell'america
1:50–1:52
tanto per dire un grande autor~
1:52–1:53
poi ci ritornerò su questo
1:54–2:00
un grande autore del rinascimento come il grande storico e politico francesco guicciardini
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l'amico di machiavelli
2:02–2:09
nel momento in cui ci fu la scoperta dell'america eh cominciò a notare fu tra i primi che si rese conto dice
2:10–2:11
ma qua c'è qualche problemuccio
2:12–2:13
perché la bibbia
2:14–2:18
e la bibbia non è che era un libro la bibbia era la parola di dio
2:19–2:20
quindi incontestabile
2:21–2:24
la bibbia dice la buona novella è arrivata in tutto il mondo
2:24–2:28
e qua c'è un mondo nuovo di cui non avevamo la più pallida idea
2:29–2:31
allora qualche problemuccio c'è
2:31–2:34
sulla veridicità della bibbia
2:35–2:38
ma questo tipo di approccio mentale
2:38–2:42
che utilizza guicciardini di fronte alla scoperta dell'america
2:42–2:44
guicciardini come altri
2:45–2:54
è inconcepibile senza alle spalle la stagione dell'umanesimo la stagione del rinascimento la stagione che pone al centro la critica
2:55–2:59
come vi ho accennato ieri e oggi vedremo vedremo ancora meglio
3:00–3:06
per cui diciamo i fenomeni storici noi li isoliamo periodizziamo
3:06–3:12
parliamo di rinascimento poi parliamo separandolo di scoperta dell'america poi di riforma poi di illuminismo
3:13–3:21
ma sono tutti fenomeni che non possono essere ben compresi se non capiamo pure che si sovrappongono che si intrecciano
3:23–3:27
che un grande umanista può essere anche un grande riformatore religioso
3:31–3:35
quindi anche questo diciamo ci mostra sempre la complessità
3:35–3:39
e il fatto che appunto la storia è sporca è materia
3:39–3:42
diciamo come diceva il cantante diciamo
3:43–3:49
noi stiamo per terra con i maiali a mangiare le ghiande a vedere la terra a vedere le cose sode e concrete
3:50–3:53
che possono essere anche le idee astratte
3:53–4:02
ma quando valutiamo le idee astratte non facciamo come i filosofi che confrontiamo solamente le paroline solo le idee e la coerenza di quelle idee
4:02–4:04
la realtà non è così
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la realtà è imperfetta
4:07–4:10
la realtà non è uno schemino in cui tutto si tiene
4:10–4:13
la realtà è molto più complicata
4:13–4:16
la realtà che viviamo noi figuriamoci quella dell'epoca
4:17–4:23
e allora per introdurre il discorso del rinascimento vi partirò con una citazione
4:23–4:27
e vi partirò con una citazione perché normalmente
4:27–4:33
e lo leggerete anche sul sui manuali xxx
4:34–4:41
si tende a dire che il rinascimento diciamo come corrente è po' un'invenzione storiografica
4:43–4:44
compiuta nell'ottocento
4:45–4:51
si ricorda sempre un grande libro di un grande xxx svizzero della civiltà del rinascimento italiano
4:52–4:59
si ricorda un volume della storia di francia del grande storico jules michelet michelet
5:00–5:04
xxx della renaissance l'età del rinascimento
5:05–5:08
e si considera un po' come un discorso ottocentesco
5:08–5:11
questo questo discorso del rinascimento
5:11–5:14
però questo non è vero perché cioè
5:14–5:23
sicuramente è vero che queste e altre ebbero un carattere fondamentale poi nello sviluppo degli studi rinascimentali
5:23–5:30
però se noi ci poniamo di fronte a un famossimo saggio di un ancor più famoso storico francese
5:35–5:38
coofondatore con marc bloch della rivista les annales
5:38–5:42
che fu nel novecento la più importante rivista storica del mondo
5:43–5:49
lucien febvre scrisse in un suo celebre articolo diciamo un titolo
5:49–5:54
come jules michelet inventò il rinascimento
5:55–6:04
ora inventare è un termine che i colleghi adesso usano con molta meno facilità
6:04–6:09
perché inventare è un qualche cosa che prima non c'era
6:09–6:12
è un qualche cosa che prima non esisteva
6:13–6:16
inventare un qualcosa di assolutamente nuovo
6:17–6:23
ed è anche un termine che può essere ambiguo in termini storiografici
6:23–6:29
perché nel momento in cui febvre ci dice come michelet inventò il rinascimento
6:29–6:33
sembra che voglia sottendere che il rinascimento non c'è stato
6:34–6:42
non è solo l'invenzione storiografica di uno storico che a un certo punto si rende conto del fenomeno storico per la prima volta
6:42–6:47
ma è come se fosse un fenomeno che nemmeno c'è sta~ che in qualche modo si mette in dubbio
6:47–6:50
il che è francamente un po' troppo diciamo
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ma non è solo quest~ non è solo il discorso che se è esistito o non esistito il rinasciment~
6:56–7:00
il problema è che se vogliamo parlare di invenzione del rinascimento
7:01–7:05
i primi a inventare il rinascimento son stati i protagonisti del rinascimento
7:06–7:09
perché c'è una totale piena consapevolezza
7:10–7:14
da parte degli autori rinascimentali di vivere in un'età nuova
7:14–7:19
in un'età che dovrà riprendere l'età aurea appunto
7:19–7:23
vi cito vi cito petrarca
7:23–7:25
una poesia famosa di petrarca
7:25–7:31
anime belle e di virtute di virtù amiche terranno il mondo
7:31–7:35
e poi vedrem lui farsi aureo tutto
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e pien de l'opre antiche
7:38–7:42
c'abbiamo qui l'anime belle gli uomini virtuosi
7:43–7:47
l'uomo virtuoso che è artefice del proprio destino
7:47–7:50
che è uno dei cardini del rinascimento
7:52–7:58
è abbiamo qui la come dire la prospettiva dell'età dell'oro
7:58–8:01
il mondo diverrà aureo tutto
8:03–8:09
questa prospettiva diciamo di un ritorno dell'antichità
8:09–8:12
pien de l'opre antiche delle opere antiche
8:12–8:18
cioè già petrarca già nel pieno trecento noi abbiamo un intellettuale
8:18–8:21
il termine è del tutto anacronistico
8:21–8:26
intellettuale è termine che emerge alla fine dell'ottocento con l'affaire dreyfus in francia
8:28–8:33
ma insomma possiamo usarlo con un come si chiama un anacronismo controllato
8:33–8:36
per farvi capire un uomo di lettere un uomo di cultura diciamo
8:37–8:41
però dovete aver ben presente sem~ all'epoca questi si chiama~ letterati
8:43–8:45
quelli che noi adesso chiamiamo intellettuali
8:46–8:51
però diciamo se il nome non c'è la cosa
8:52–8:54
il fenomeno dell'intellettuale
8:54–8:56
il fenomeno dell'uomo di cultura
8:58–8:59
che conosciamo oggi
8:59–9:02
in qualche modo ha le sue radici proprio nel rinascimento
9:04–9:06
anche in figure come petrarca
9:07–9:11
ah xx facciamo una e mezzo che è meglio che dici
9:14–9:16
undici e mezzo per cortesia
9:17–9:18
qua ci stanno registrando
9:22–9:26
vada vada che già m'ha distratto e non mi ricordo che stavo dice~ ah l'intellettuale
9:27–9:29
quin~ l'uomo di cultura
9:31–9:36
diciamo ci sarà un mondo in cui l'uomo di cult~ l'uomo di cultura dominerà
9:38–9:42
la rinascita delle opere antiche di fronte alla barbarie
9:42–9:49
già petrarca ha presente di essere di fronte a un mondo che era barbaro
9:49–9:52
che era divenuto barbaro rispetto alla latinità
9:52–9:55
all'età aurea della latinità
9:55–9:57
petrarca riscopre cicerone
9:57–10:04
cicerone da quel momento diventa l'esempio fondamentale per la lingua da utilizzare
10:04–10:10
il latino si diffonde di nuovo sempre di più in europa e diventa la lingua universale dei colti
10:10–10:15
con cui possono diciamo corrispondere i colti di tutta europa
10:15–10:18
ma non è più il latino medievale barbaro
10:18–10:23
è il latino che gli umanisti riscoprono dalla latinità classica
10:25–10:29
e insieme alla riscoperta del latino c'è la riscoperta del greco
10:30–10:34
perché ieri vi dicevo dell'afflusso di codici greci
10:34–10:39
che poi permetteranno agli umanisti di fare il confronto con i testi xx
10:39–10:44
per vedere dove ci fossero delle scorrettezze delle imperfezioni
10:44–10:46
cioè tutta la nascita della filologia
10:47–10:50
però per leggerlo il greco bisognava conoscerlo il greco
10:52–10:58
cioè prima ancora che noi avessimo la disponibilità dei testi originali
10:59–11:02
ci voleva gente che li sapesse leggere
11:02–11:10
e allora tanto per dire sia petrarca sia boccaccio fanno venire due monaci dalla ~la dalla mia calabria
11:11–11:17
perché la calabria del sud era rimasta in dominio dei greci bizantini
11:18–11:21
e nella calabria del sud ancora si parlava greco nel trecento
11:23–11:26
ma in europa quasi in nessun luogo si parlava più greco
11:27–11:35
la latinizzazione che c'era stata nel basso medioevo aveva fatto un po' piazza pulita della conoscenza del greco
11:36–11:42
tanto che due grandissimi come petrarca e boccaccio hanno dovuto chiamare due monaci calabresi
11:42–11:45
per andare a firenze ad insegnargli il greco
11:47–11:54
questo man mano poi con l'afflusso degli esuli eh dalle terre invase dai turchi ottomani
11:54–11:57
diventerà un fenomeno più vasto
11:57–12:01
non ci sarà più bisogno di rivolgersi ai calabresi del sud che conoscevano
12:02–12:03
per altro un greco bizantino
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quindi non era proprio il greco classico
12:07–12:11
però diciamo questo fenomeno è un fenomeno da tenere ben presente
12:11–12:13
anche perché se no non si capisce il rinascimento
12:14–12:17
c'è la riscoperta del latino classico
12:18–12:21
contro il latino barbarico
12:21–12:23
dell'età di mezzo
12:23–12:27
c'è la riscoperta della lingua greca
12:27–12:33
e c'è proprio la cognizione piena che si sta andando in un'epoca nuova
12:34–12:36
ieri vi dicevo del tema delle periodizzazioni
12:37–12:45
per cui per la storia cristiana non aveva senso periodizzare salvo mettere il discorso della nascita di gesù
12:45–12:51
e poi nel futuro il ritorno di gesù sulla terra per giudicare eccetera
12:52–12:58
in questo caso diciamo con gli umanisti comincia anche una storiografia più laica
12:58–13:02
allora lo storico chiamiamolo così l'erudito biondo flavio
13:02–13:04
nel quattrocento
13:04–13:07
propone una periodizzazione
13:07–13:09
che ancora in qualche modo oggi ci portiamo dietro
13:09–13:12
cioè dice c'è questa età di mezzo
13:13–13:15
tra la classicità latina
13:16–13:19
e l'epoca moderna che loro sentono di vivere
13:20–13:25
che biondo flavio diciamo pone tra il quattrocentododici dopo cristo
13:25–13:27
con la caduta dell'impero romano
13:27–13:28
al millequattrocento dodici
13:29–13:31
ora biondo flavio è un autore quattrocentesco
13:31–13:35
quindi non possiamo pretendere che utilizzasse altre date
13:36–13:37
poi più imposte
13:37–13:42
siccome la conquista di costantinopoli del millecinquecentocinquantatré
13:42–13:45
che spesso si utilizza come data iniziale dell'età moderna
13:45–13:48
e ancora più ovviamente la scoperta dell'america
13:48–13:50
quando biondo flavio era pure morto
13:50–13:57
quindi diciamo è chiaro che non possiamo pretendere la identica periodizzazione che c'abbiamo noi oggi
13:58–13:59
perché sarebbe impossibile
13:59–14:01
biondo flavio non era più vivo
14:01–14:05
però è il primo che già si rende conto pienamente
14:07–14:10
che c'è un periodo lungo mille anni
14:10–14:13
che grossomodo è il nostro medioevo
14:14–14:16
il nostro medioevo dura poco di più di mille anni
14:17–14:21
e quindi già li comincia diciamo anche nella storia
14:21–14:24
questo continuerà con machiavelli con guicciardini
14:24–14:31
anche diciamo un iniziare a stivere eh a scrivere una storia di tipo più laico
14:32–14:38
che si dis~ differenzi dalla storia dalla storia religiosa dalla storia sacra
14:39–14:42
cioè sono fenomeni che poi arriveranno a precipitazione
14:43–14:46
e diventeranno fon~ mh fondanti della civiltà europea
14:47–14:49
tre secoli dopo con l'illuminismo
14:49–14:53
sarà voltaire poi diciamo a creare la storiografia moderna
14:53–15:00
e sarà voltaire però ad indicare nel rinascimento l'inizio della nuova epoca
15:00–15:08
ecco cioè l'illuminismo stesso assume come propria data d'inizio il rinascimento
15:09–15:10
e anche questo è molto significativ~
15:10–15:16
e allora proprio a questo proposito vi leggo due passi dal discorso preliminare
15:16–15:20
che jean baptiste d'alambert pone all'encyclopédie
15:21–15:24
l'encyclopédie di diderot e d'alembert che conoscete tutti
15:25–15:27
ne parleremo nella lezione sull'illuminismo
15:27–15:31
ma insomma è questa grande operazione editoriale
15:31–15:33
che caratterizza l'illuminismo
15:33–15:37
tanti volumi che è diretta appunto da diderot e da d'alambert
15:37–15:41
allora il celeberrimo discorso preliminare dell'encyclopédie
15:41–15:45
che è un vero e proprio programma diciamo dell'illuminismo
15:45–15:49
contiene anche dei riferimenti proprio al rinascimento
15:51–16:00
il genere umano per uscire dalla barbarie ebbe bisogno di una di quelle rivoluzioni che rinnovano completamente la faccia della terra
16:01–16:08
l'impero bizantino è distrutto la sua rovina fa fluire in europa quel poco di conoscenze che restavano ancora nel mondo
16:08–16:14
l'invenzione della stampa la produzione dei medici e di francesco primo rianimano gli spiriti
16:15–16:17
la luce rinasce da ogni parte
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vedete la luce cioè l'illuminismo
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la metafora della luce che così tanto caratterizza l'illuminismo
16:28–16:34
è utilizzata da uno dei principali illuministi per spiegare il rinascimento
16:35–16:36
non l'illuminismo stesso
16:37–16:41
cioè o meglio pone un evidente legame
16:41–16:45
tra il rinascimento e quello che gli illuministi stanno perseguendo
16:47–16:49
la luce rinasce da ogni parte
16:49–16:53
finalmente non ci si attiene più alla copia o imitazione dei greci e dei romani
16:54–16:56
ci si sforzò di superarli se possibile
16:56–16:59
di pensare con la propria testa
16:59–17:03
così l'immaginazione dei moderni rinacque a poco a poco da quella degli antichi
17:04–17:09
e si videro quasi contemporaneamente fiorire quasi tutti i capolavori del secolo scorso
17:09–17:17
sarebbe ingiusto da parte nostra noi francesi non riconoscere il nostro debito verso l'italia
17:17–17:22
la quale ci ha donato le scienze che in seguito hanno fruttificato con tanta abbondanza in tutta europa
17:23–17:29
soprattutto all'italia dobbiamo le belle arti e il buon gusto e innumeri modelli di ineguagliabile perfezione
17:29–17:34
ora badate che questo è un mh come dire è un discorso che ancora oggi è attivo
17:34–17:37
io ho vissuto per lavoro tanto tempo a parigi
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e allora i francesi a noi ci temono non ci possono vedere
17:42–17:47
da secoli e secoli c'è un anti italianismo che comincia proprio nel periodo rinascimentale
17:47–17:49
dopo ci faccio un altro cenno a questo
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anche perché ci temono
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cioè c'è un rapporto molto particolare nei confronti di noi italiani
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salvo per tre cose
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la cucina su cui ci ammirano diciam~ cioè riconoscono la nostra grandezza
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e basta andare al faubourg saint honoré o all'avenue montaigne per le strade del grande lusso parigino per vedere quasi sono diciamo le grandi griffe e quanto l'italia conta
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e infine appunto il rinascimento
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se noi vediamo diciamo il posto d'onore del museo del louvres
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è occupato dalla galleria degli italiani
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da giotto fino al settecento
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quello dicia~ mh vari ce li hanno pure fregati di questi quadri no
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sfatiamo un mito
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questo lo saprete spesso si ripete
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la gioconda non è fra quelli
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nel senso che la gioconda leonardo gliel'ha venduta
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quindi diciamo è loro
18:49–18:53
ma per esempio le nozze di cana di paolo veronese
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che è un quadro che è molto più grande di questa lavagna qua dietro
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prende quasi tutta sta parete è 'na cosa meravigliosa
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è uno dei furti che si sono fatti allegramente quando le truppe napoleoniche sono venute in italia alla fine del settecento
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e ancora varie cose ce l'hanno nostre
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però poi vi confesso più volte ho fatto la riflessione
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passando per quella galleria
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dico qua almeno però sono messi al massimo livello in tutto il mondo
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cioè la nostra cultura è mostrata nel massimo del suo splendore in tutto il mondo
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quindi questo forse va bene perché noi italiani non siamo sempre così bravi a valorizzare le nostre bellezze
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basta pens~ basta pensare a pompei
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o basta pensare a quanta rroba sta nei caveaux ne ne nelle cantine dei musei italiani
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quanti capolavori del rinascimento noi non vediamo
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e invece insomma così almeno
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quand'uno dall'estero va in francia va a vedere il louvres
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non può mancare dal vedere il louvres
19:55–19:59
e vede che diciamo al posto d'onore ci stiamo noi
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non è tanto tanto tanto male diciamo
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però appunto è un discorso che già affonda le radici in d'alambert
20:08–20:11
già affonda le radici nell'illuminismo
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ripeto è voltaire che porta moltissimo avanti questo discorso
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nella sua opera essai sur les mœurs saggio sui costumi e sullo spirito delle nazioni
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voltaire vede una vera e propria svolta nell'epoca rinascimentale
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cioè pone un momento periodizzante nell'epoca rinascimentale
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e qualche anno dopo quando questa visione storiografica si perfezionerà
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nel xxxx tradotto non è tradotto molto un'opera di condorcet
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esquisse d'un tableau historique schizzo di una mh mh una tavolozza storica insomma
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il libro di condorcet è quello che fornisce una periodizzazione in da~ mh in blocchi
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dice condorcet
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la storia umana è stata divisa grossomodo in dieci grossi periodi
21:05–21:08
e anche lì il rinascimento è l'inizio
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un mondo nuovo
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l'inizio del mondo nuovo che porterà all'emergere delle arti
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della scultura della pittura
21:19–21:23
e tutte le grandi glorie glorie del rinascimento
21:24–21:25
non solo le arti perché
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poi dopo ci accenno e però ci ritornerò poi in un'altra lezione
21:30–21:37
il rinascimento è molto importante anche per aver dato il via diciamo la premessa a quella che sarà poi la rivoluzione scientifica
21:39–21:42
scusate però sta nel rinascimento nella testa dei francesi
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anche questo ci riconoscono nel senso che galileo giordano bruno
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so' perso~ loro che sono veramente chiusi al loro interno
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e per leggersi un'opera che non sia francese ce ne vuole
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qua hanno a che fa' con galileo con giordano bruno
21:59–22:05
quantomeno continuano in quel riconoscere la grandezza del nostro rinascimento
22:05–22:08
continuano a riconoscere la nostra grandezza anche su quel piano
22:09–22:13
perché uno dei caratteri fondamentali del rinascimento
22:13–22:15
è proprio lo studio della natura
22:17–22:26
nella mondanizzazione nello scendere da quel mondo popolato da spiriti spiritelli demoni e quant'altro che era il medioevo
22:27–22:31
col rinascimento si ritorna sulla terra in quache modo
22:31–22:35
quel ritorno sulla terra noi lo vediamo per esempio nella pittura
22:35–22:39
la pittura diciamo già nella nascita della prospettiva
22:40–22:46
noi vediamo come la realtà sia in modo più efficace ritratta
22:46–22:51
e questo diciamo anche proprio nelle forme al di là della prospettiva
22:52–22:56
se noi facciamo un paragone con la pittura bizantina
22:56–22:59
quegli umuncoli come li chiamava vasari
22:59–23:04
gli omiccini senza prospettiva senza nessuna realtà
23:04–23:09
e la confrontiamo co' un quadro di michelangelo il quadro di michelangelo ci pare una cosa reale
23:09–23:10
con tutti quei fasci di muscoli
23:10–23:13
quella quella realtà che prorompe
23:13–23:18
quella realtà naturale che prevede anche degli studi anatomici
23:18–23:22
cioè anche qui i fenomeni sono sempre intrecciati
23:22–23:26
e allora lo studio della pittura porta anche
23:26–23:27
e della scultura
23:28–23:31
porta anche ad uno studio dell'anatomia umana
23:31–23:37
non a caso il cinquecento il rinascimento è l'epoca del grande anatomista andrea vesalio
23:37–23:40
che comincia diciamo a fare le dissezioni
23:40–23:42
le le le l~ le autopsie
23:43–23:44
come diremmo oggi
23:44–23:49
per cominciare a capire come è realmente formato il corpo umano
23:49–23:49
in quell'epoca
23:50–23:55
un grande eretico che sarà condannato a morte serveto
23:57–24:01
a un certo punto intuisce la circolazione del sangue
24:01–24:06
cioè c'è tutto anche un filone appunto naturalistico
24:06–24:07
nel rinascimento
24:08–24:11
che è legato al discorso generale
24:11–24:14
quindi lo vediamo nella pittura nella scultura eccetera
24:14–24:17
ma diventa vera e propria filosofia naturale
24:18–24:19
diventa ricerca
24:20–24:22
di come dirà poi bernardino telesio
24:22–24:25
della natura iuxta propria principia
24:25–24:28
la natura va studiata per se stessa in sé
24:28–24:32
analizzando una formica analizzando un filo d'erba un albero
24:32–24:38
non analizzando quello che dice dio o quello che dice aristotele sulla natura
24:39–24:45
la natura va studiata per sé stessa e questa la premessa necessaria per l'indagine scientifica
24:45–24:47
se non ci fosse stato prima quello
24:47–24:54
a galileo di pigliare e costruirsi il suo telescopio di puntarlo verso il cielo e scoprire i satelliti di giove
24:55–24:57
non gli sarebbe venuto proprio in mente
24:59–25:01
ma alle spalle galileo
25:01–25:05
e tutta la generazione seicentesca della rivoluzione scientifica
25:06–25:09
c'aveva la filosofia naturale del rinascimento
25:09–25:11
lo studio della natura
25:11–25:16
ora francis bacon grandissimo autore molto amato dagli illuministi
25:17–25:20
dirà che queste erano filosofie pastorali
25:20–25:28
dirà che per esempio telesio era stato molto più bravo nel distruggere quello che c'era prima che nel costruire
25:29–25:34
dirà che si erano rifatti agli autori antichi e anche qui vediamo il rinascimento però
25:34–25:43
nel riproporre lucrezio nel riproporre democrito nel riproporre parmenide nel riproporre tutta una serie di autori presocratici
25:45–25:51
gli umanisti i protagonisti del rinascimento si sottraggono alla dittatura come era di aritstotele
25:52–25:58
e trovano dei modi alternativi di vedere il mondo che sono più aderenti alla natura
25:58–26:00
democrito aveva parlato degli atomi
26:03–26:07
poi diciamo diviene un vero e proprio discorso scientifico
26:07–26:10
nel seicento quando c'è già la rivoluzione scientifica in atto
26:10–26:14
e quindi gli esperimenti per verificare le teorie eccetera
26:15–26:25
ma anche lì ha il precedente importantissimo nel rinascimento della rinascita delle filosofie dell'antichità tra cui l'atomismo
26:25–26:27
portato avanti anche da lucrezio
26:29–26:32
eh quando telesio scrive de rerum natura
26:33–26:38
ce l'avrà avuto presente che un certo lucrezio aveva scritto il de rerum natura
26:39–26:45
chiaro che diciamo in qualche modo è proprio una citazione un omaggio a quelle tradizioni dell'antichità
26:46–26:50
perché in quelle tradizioni dell'antichità trovano nuova linfa
26:50–26:57
e lo stesso bacon però riconoscerà a telesio il ruolo di primus homini novi
26:57–26:59
primo degli uomini nuovi
26:59–27:01
ora anche questa è una forzatura
27:01–27:11
perché probabilmente in questo discorso scientifico dovremmo vedere già leonardo da vinci come primo degli uomini nuovi che viene molto prima di telesio
27:12–27:13
dovremmo vedere copernico
27:14–27:23
che scrive prima di telesio e che per la prima volta finalmente fa uscire diciamo l'occidente da questo mito per cui la terra è il centro di tutto l'universo
27:24–27:27
mentre copernico si dimostr~ riesce a dimostrare
27:27–27:29
sul piano solo matematico
27:29–27:31
per dimostrarlo empiricamente ci vorrà galilei
27:32–27:39
ma copernico già sul piano matematico dimostra che è la terra che gira intorno al sole non il sole che gira intorno alla terra
27:39–27:41
come tutti ritenevano
27:41–27:43
come la bibbia riteneva
27:44–27:46
nella bibbia ci so' vari passi
27:46–27:47
a un certo punto dice
27:47–27:49
si è fermato il sole
27:49–27:52
allora se s'è fermato il sole vuol dire che il sole si muove
27:52–27:55
e allora anche lì la bibbia dice sciocchezze
27:56–28:00
a un certo punto gli occidentali gli europei si rendono conto
28:00–28:04
anche da questo punto di vista la bibbia dice sciocchezze
28:05–28:15
in ogni caso comunque al di là della del discorso della pittura al di là del discorso eh della filosofia naturale
28:16–28:23
mi interessa diciamo leggervi anche un altro passettino che è più o meno contemporaneo
28:23–28:29
a quello di a quello di mh di d'alembert
28:30–28:36
prima però vi leggo poche righe che sono tratte da un altro grande illuminista che è rousseau
28:37–28:41
lo vedremo meglio quando studieremo l'illuminismo
28:42–28:47
si pone in maniera molto particolare rispetto all'illuminismo
28:48–28:52
ha una diciamo infatti si è parlato di sensibilità preromantica
28:53–28:58
rousseau in qualche modo prepara l'avvento del romanticismo
28:59–29:05
infatti rousseau xxx non è un fautore tout court del progresso
29:05–29:11
perché appunto dobbiamo anche ricordare una cosa adesso leggiamo una xxxxx che è funzionale a questa
29:12–29:15
dobbiamo anche ritornare un attimo sul discorso fatto ieri
29:16–29:18
sui critici della modernità
29:19–29:27
la modernità è stata critica anche come diciamo dispositivo di controllo dispositivo di discipline
29:27–29:31
dispositivo di di di disciplinamento in qualche modo
29:31–29:38
una delle altre critiche che è stata fatta alla modernità è una critica che si ripete ciclicamente diciamo
29:38–29:41
e arriva fino a pasolini
29:41–29:44
arriva fino ai verdi più estremisti
29:45–29:52
cioè quell'immagine che noi abbiamo perduto un'età dell'oro esistita nel passato
29:52–29:57
e siamo andati poi sempre verso una più profonda barbarie
29:58–30:03
questa è un'idea che già comincia a emergere in rousseau
30:03–30:06
ed è un'idea che appunto ancora oggi
30:06–30:07
poi uno a pasolini gli diceva
30:07–30:13
scusa pasoli' però ehm io nel mondo antico l'ospedale non ce l'avevo se mi devo fare una penicellina preferisco
30:13–30:15
tanto per dire cioè
30:16–30:21
tra gli avanzamenti della modernità possiamo discutere se siamo più liberi o meno liberi
30:21–30:25
però che stiamo più in salute è difficile negarlo
30:25–30:28
già la mia generazione rispetto a quella dei miei genitori
30:28–30:32
se io confronto un quarantenne di oggi con un quarantenne di venti trent'anni fa
30:32–30:35
il quarantenne di ven~ trent'anni fa sembrava un vecchio bacucco
30:36–30:39
pure io so' vecchietto ma inso~ ci manteniamo un pochettino meglio
30:42–30:47
e quindi vuol dire che c'è un avanzamento anche nelle condizioni di vita
30:48–30:53
allora per esempio anche le forze estremistiche ecologiste
30:53–30:56
che vanno verso orientamenti reazionari ci dicono
30:56–30:58
eh prima era tutto pulito
30:58–31:00
l'aria era tutta salubre
31:01–31:05
non avendo la più pallida idea di che cosa fosse il passato
31:06–31:09
allora per esempio è stato molto criticato un libro
31:10–31:17
questa storiografia degli annales questa storiografia francese a un certo punto siamo arrivati a una storia degli odori
31:18–31:21
dice madonna mo' addirittura la storia degli odori ma che scemenze sono
31:21–31:31
invece la storia degli odori ci dimostra che il passato tanto amato da rousseau tanto amato da pasolini e tanto amato da determinate forze ecologiste
31:31–31:37
era un passato in cui non potevi camminare per strada per il fetore tremendo che c'era
31:37–31:39
era una fogna a cielo aperto
31:39–31:41
il nostro territorio
31:41–31:44
non c'era nessuna cognizione ecologista
31:44–31:47
quindi i rifiuti si buttavano nei fiumi
31:47–31:50
quando si dovevano fare le tinture gli abiti
31:50–31:51
tanto per dire
31:52–31:55
erano dei procedimenti che intanto creavano una puzza micidiale
31:55–32:03
poi tutto questi ehm residui si sversavano nei fiumi si sversavano nelle fonti
32:03–32:12
ancora fino a 'na cinquantina d'anni fa capitava che dovevi stare attento a camminare per strada che uno ti buttava il vasino con la pipì in testa
32:12–32:16
perché ancora si usava una cinquantina d'anni fa figuriamoci all'epoca
32:17–32:26
quindi voglio dire poi ci rendiamo conto che questo passatismo è un passatismo del tutto ideologizzato
32:26–32:30
noi saremmo pure ideologici a difendere le conquiste della modernità
32:30–32:34
eh però mi devi rispondere con delle conquiste altrettanto importanti
32:35–32:41
se la risposta è andarcene in un posto che è una cloaca a cielo aperto
32:41–32:42
francamente insomma
32:42–32:44
cioè voi considerate
32:44–32:46
non so se lo sape~ montparnasse
32:46–32:51
tanto famosa ci stava picasso ci stavano gli artisti xxx i surrealisti xxx
32:54–32:56
montparnasse nasce come discarica
32:57–32:58
è una discarica di monnezza
32:59–33:03
che per secoli e secoli si è accumulata e poi è diventata una collinetta
33:03–33:05
quindi cioè xxx
33:06–33:07
di quello stiamo parlando
33:08–33:12
e questi atteggiamenti già li troviamo nell'illuminismo
33:12–33:18
perché per esempio rousseau contrariamente al suo amico d'alembert diceva che il rinascimento cito
33:18–33:26
ha corrotto i nostri costumi ha danneggiato la purezza del gusto non ha aggiunto nulla alla nostra felicità
33:28–33:30
ma ben peggio diciamo
33:32–33:34
il poeta herder
33:34–33:36
poeta intellettuale diciamo
33:36–33:38
scriveva nel settecento
33:38–33:39
filosofo scusate
33:40–33:41
scriveva nel settecento
33:41–33:49
se alle nostre spalle non avessimo i tempi barbarici se questi non avessero durato così a lungo povera europa
33:49–33:53
incivilita che saresti tu mai con tutta la tua sapienza
33:54–34:02
ridateci la nostra devozione e superstizione l'oscurità e l'ignoranza il disordine e la rozzezza dei costumi
34:02–34:11
e prendetevi la luce e l'incredulità la snervata freddezza e la raffinatezza la filosofica rilassatezza dell'umana miseria nostra
34:11–34:18
un tranquillo processo nello spirito umano che tende al miglioramento del mondo non è altro che un fantasma della vostra mente
34:19–34:22
e non rappresenta il corso di dio e della natura
34:24–34:26
fanta~ voi pensate che migliorate un fantasma
34:28–34:32
tanti hanno portato avanti queste sirene nell'ottocento
34:32–34:34
ieri vi citavo ratzinger
34:34–34:38
il nemico principale di ratzinger era l'illuminismo
34:38–34:40
che portava il relativismo dei valori
34:41–34:42
che cosa brutta
34:43–34:44
il relativismo dei valori
34:47–34:49
queste sono diciamo le critiche
34:50–34:52
che non sono solo critiche al rinascimento
34:53–34:59
sono critiche al rinascimento sono critiche all'illuminismo sono critiche al mondo moderno
34:59–35:04
ma sono critiche che vengono portate avanti in nome di ideologie
35:05–35:08
spesso e volentieri sulla base
35:08–35:10
del sì non l'avete letto tranquilli
35:11–35:15
sulla base del discorso punto religioso meramente religioso
35:19–35:25
dicevamo insom~ il rinascimento comunque si caratterizza per questa riscoperta dell'antichità
35:25–35:31
la riscoperta dell'antichità noi non la dobbiamo considerare come una mera imitazione servile
35:32–35:36
perché se fosse così non avremmo avuto la cappella sistina
35:36–35:39
la cappella sistina insomm~ non è un'imitazione di niente
35:39–35:41
la cappella sistina è un capolavoro assoluto e basta
35:42–35:50
e per esempio diciamo eh se questo discorso nell'antichità in alcune discipline poté funzionare di più
35:50–35:56
per esempio nell'architettura si disponeva del trattatato de architectura di vitruvio
35:56–36:05
e allora da brunelleschi a palladio si poté in qualche modo cercare di riprendere quegli stilemi classici
36:05–36:07
soprattutto al di là dei trattati
36:08–36:12
c'era roma c'era il colosseo c'era il pantheon
36:12–36:17
cioè c'erano gli edifici i resti della roma antica
36:17–36:28
che si proponevano come modelli da imitare da riprendere contro la barbarie gotica di quegli archi acuti e tutte quelle cose complicate una sull'altra
36:28–36:32
diciamo come si esprimeva leon battista alberti
36:33–36:39
però diciamo se nell'architettura questo noi lo vediamo in qualche modo lo vediamo anche nella scultura
36:39–36:41
perché c'erano i modelli
36:41–36:44
ancora una volta roma ma insomma non solo
36:46–36:54
diciamo le corti i principi si dotano di statue dell'antichità statue romane che cominciano a riemergere
36:54–36:58
e allora diciamo gli scultori potevano avere un modello
36:59–37:03
da andare a riguardare così com'era cicerone per la lingua
37:03–37:05
però il discorso della pittura è più complicato
37:06–37:12
la pittura che diciamo è la cosa diciamo la verità è la cosa più famosa del nostro rinascimento
37:13–37:22
donatello raffaello botticelli leonardo michelangelo e quanto di più sommo nel campo della pittura noi abbiamo
37:22–37:27
questi personaggi non è che avevano degli esempi a cui andare a guardare
37:27–37:29
c'era qualcosina nella domus aurea
37:29–37:32
ma non era stata ancora riscoperta pompei
37:32–37:34
ci vorrà il settecento per riscoprire pompei
37:35–37:36
e quindi i pittori
37:37–37:39
contrariamente agli architetti e agli scultori
37:40–37:44
non c'avevano diciamo un esempio da imitare
37:44–37:50
certo per esempio botticelli eh fece la la calunnia
37:52–38:00
un dipinto di botticelli è esemplato sul racconto di un quadro di apelle che fa lo scrittore antico luciano
38:00–38:04
però è 'na descrizione è una descrizione verbale
38:05–38:13
per cui nella pittura questo discorso già questo discorso dell'imitazione si vede che vale fino a un certo punto
38:13–38:16
perché se fosse solo un fenomeno di imitazione
38:16–38:19
non ci sarebbe quasi nulla o nulla di creatività
38:20–38:23
dove sarebbe la grandezza della stagione rinascimentale
38:23–38:26
invece la pittura ci dimostra che eccome
38:27–38:35
eccome se ci fo se ci fu un diciamo eh una creatività che portò versa un'età nuova
38:35–38:39
poi per carità botticelli ha fatto la venere
38:40–38:44
pallade eh venere e marte pallade il centauro
38:44–38:46
cioè ci sono i temi mitologici
38:46–38:51
e questi li vedremo diffondersi nel quattrocento nel cinquecento nel seicento
38:51–38:56
ma temi mitologici dipinti da loro
38:56–38:57
dipinti ex novo
38:57–39:02
non dipinti guardando un modello e copiandolo
39:03–39:07
era tutto quel percorso della pittura italiana che era iniziato
39:07–39:08
come ci spiegò già vasari
39:09–39:14
cioè ne avevano già cognizione nel cinquecento gli stessi umanisti di questo fenomeno
39:14–39:16
era il fenomeno che era cominciato con giotto
39:17–39:21
e che aveva dato vita poi alla dai primitivi in poi all'arte
39:22–39:25
alla meravigliosa stagione dell'arte italiana
39:26–39:31
in cui diciamo la creatività emerge eccome
39:32–39:36
e per esempio se andiamo a guardare diciamo la ritrattistica
39:37–39:42
che è uno è uno degli elementi tipicamente caratteristici del rinascimento
39:43–39:44
ieri ve l'accennavo
39:45–39:47
anche perché mette l'uomo al centro
39:47–39:48
l'essere umano
39:49–39:52
anche la donna comunque l'essere umano mette al centro
39:53–40:00
quindi l'essere umano che sempre più emerge come il protagonista di questa vita uma~ di questa vita sulla terra
40:00–40:06
e allora se però andiamo a vedere questo dato noi vediamo come nel quattrocento
40:06–40:09
la ritrattistica tendesse
40:09–40:13
a riprodurre immagini di profilo
40:14–40:19
e allora lì noi cogliamo il nesso con la classicità con le monete
40:20–40:29
i grandi imperatori xxx nel verso delle monete c'era sempre la testa dell'imperatore con cui è stata all'epoca di cui era stata coniata la moneta
40:29–40:39
e quindi diciamo quello era l'unico in qualche modo modello più reale che potevano avere i pittori da guardare rispetto all'iconografia dell'antichità
40:40–40:45
ma quando poi arriviamo a a a a leonardo
40:49–40:51
a leonardo raffaello e ancora oltre
40:51–40:53
tiziano eccetera
40:53–40:55
finirà questo discorso
40:55–40:58
e quindi non c'abbiamo più solo i profili
40:58–41:03
ma c'abbiamo pure il frontale il mezzobusto un po' a tre quarti
41:04–41:10
e anche lì è una creatività è un mettere qualcosa di nuovo che gli artisti fanno
41:11–41:14
ancor meno diciamo imitazione
41:20–41:21
no c'arriviamo c'arriviamo dopo
41:22–41:31
altro carattere scusatemi altro carattere eh fondamentale come vi accennavo ieri è il discorso dell'eccellenza della dignità dell'uomo
41:32–41:40
dopo un medioevo in cui la figura dell'individuo era totalmente diciamo eh messa da parte
41:41–41:48
a confronto al cosmo generale in cui tutto quanto doveva tendere ad unità
41:48–41:53
nell'umanesimo e nel rinascimento questo fenomeno si inverte
41:53–42:01
allora vi leggo un breve passo dalla orazione de dignitate et excellentia hominis di pico della mirandola
42:01–42:06
che fa dire a dio dio sta parlando
42:07–42:13
da nessun limite costretto secondo il tuo arbitrio alla cui potestà ti affidai
42:13–42:15
io dio ti affidai
42:15–42:17
ti posi al centro del mondo
42:17–42:22
perché di lì ti potessi meglio osservare tutto ciò che è nel mondo
42:22–42:26
e non ti feci né celeste né terrestre né mortale né immortale
42:26–42:34
perché tu liberamente come artefice di te stesso possa foggiarti e plasmarti nella forma che avrai preferito
42:35–42:38
ora qui vediamo come appunto diciamo l'individuo
42:41–42:44
la libertà dell'individuo diventa il centro
42:45–42:47
dell'esistenza
42:48–42:52
non è più dio ma è dio stesso che dice all'uomo
42:52–42:54
riprenditi quello che è tuo
42:54–42:55
riprenditi il tuo destino
42:56–43:01
riprenditi la tua vita decidi tu se arriverai o non arriverai alla salvezza eterna
43:03–43:05
sii artefice di te stesso
43:07–43:08
cioè è l'individuo
43:08–43:12
ora questo in effetti c'era stato già un po' nel medioevo
43:13–43:16
nel medioevo qualche autobiografia c'era per esempio
43:16–43:20
l'autobiografia segnala che l'individuo ha coscienza di sé stesso
43:21–43:27
però erano poche le autobiografie nel medioevo invece nel rinascimento sono tante le autobiografie
43:28–43:36
nel rinascimento c'è la ritrattistica nel rinascimento ritorna al centro o si pone al centro l'essere umano
43:36–43:41
questo non sarebbe potuto bastare per creare l'individuo moderno
43:41–43:48
e allora quando i critici del rinascimento osservano questo c'hanno pure ragione
43:48–43:55
però i critici del rinascimento si dimenticano che più o meno contestualmente c'è stata pure la riforma protestante
43:55–44:01
l'individuo la coscienza individuale richiamata dalla riforma protestante
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legata con la coscienza individuale richiamata dal rinascimento
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crea l'individuo moderno
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ci ritorneremo quando parleremo della riforma protestante
44:11–44:15
però ancora una volta i fenomeni si rinforzano l'un l'altro
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la modernità non è figlia di un fenomeno
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è un percorso estremamente complicato
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in cui le cose poi si possono rafforzare l'una all'altra
44:26–44:29
rinascimento e riforma sono uno di quei casi
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in modo evidente e lapalissiano nonostante molti storici del rinascimento ormai non lo dicano più
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perché i grandi storici del passato come edelio candimori
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che si studiavano il rinascimento e si studiavano la riforma
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non ci sono più
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siccome la storia è diventata patrimonio degli iperspecialismi
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ci sono colleghi che sanno tutto della rivoluzione francese ma se gli vai a chiedere machiavelli leonardo dice
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mh fammi pensa' quand'è vissuto
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non hanno la più pallida idea
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questo è molto grave ma è un fenomeno della del degli studi che va avanti da una trentina d'anni
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e quindi allora se voi vi leggevate di i testi di una cinquantina d'anni fa
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era scontato mettere in relazione rinascimento e riformismo
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oggi non ci trovate manco un riferimento
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voi vi leggete una storia del rinascimento e la riforma semplicemente non c'è
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eppure ve lo ridirò dopo e ci ritorneremo più volte
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due fra i grandi nomi diciamo soprattutto fra i radicali religiosi
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su cui ritorneremo
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sono erasmo da rotterdam e lorenzo valla
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cioè quando questi vanno a fare la critica religiosa dicono
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ma erasmo ha detto valla ha detto
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non lutero ha detto
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cioè sono poi degli umanisti che prendono anche un percorso di riforma religiosa
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e questo comincia già all'interno dell'umanesimo stesso
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quindi come facciamo a distinguere
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come diceva brodelli i muri degli orti
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perché poi questo è
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è potere acccademico alla base
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le distinzioni le partizioni disciplinari con cu~ che se ci sembrano cose naturali attraverso cui il sapere è articolato
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molto spesso dietro non hanno niente altro che potere
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discorsi di potere
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perché se io poi mi faccio un corso di storia del rinascimento i rinascimentisti poi magari li controllo io e decido io chi entra e chi non entra all'università
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di questo stiamo parlando
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molto spesso dietro eh contese dietro cose che sembrano culturali
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c'è il greve potere
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e l'accademia è uno dei posti dove questo al massimo livello si esprime
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in maniera veramente mortificante perché vorrei capire quale potere abbiamo
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cioè forse una volta i professori universitari avevano potere accademico oggi come oggi non contano niente
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oggi come oggi non contano niente i professori universitari
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eppure pure per tenersi una cosetta così xxx l'iperspecialista
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così controlla tutto lui
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controlla tutto lui e poi dice fesserie
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comunque vabbè
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scusatemi diciamo la la deviazione dal rinascimento
47:31–47:33
però questo vi deve essere chiaro perché uno si chiede dice vabbè
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ma allora se le interpretazioni dicono che il rinascimento con la riforma non centra niente negli ultimi tempi perché il professore dice ste cose
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e ve lo devo dire che questo dipende o da ignoranza oppure proprio peggio da dinamiche di potere
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perché se no non ci capite niente
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cioè anche questo è elemento storiografico
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anche capire queste cose è elemento storiografico
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nel mio campanella vedrete che proprio pure per miserie personali miseriucce personali
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spingevano questo o quello studioso a pigliare una via piuttosto che un'altra
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non la convinzione filologica dello studio matto e disperato delle cose
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perché uno magari un professore era stato un poco offensivo nei confronti di un altro
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mentre si pigliavano il caffè che ne so
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allora dice mo te la faccio pagare
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e te la faccio pagare con qualche noticina
48:33–48:34
nei miei libri
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purtroppo questo bisogna averlo sempre presente
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magari diciamo la cultura fosse del tutto avulsa da questioni di potere da miserie personali
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magari ma non lo è per niente
48:51–48:53
non lo è per niente
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questo dev'essere chiarissimo diciamo eh
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ed è una tipica tara una tipica tara dell'italia questa
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quindi diciamo eh l'individuo abbiamo detto la rinascita della classicità
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un altro fondamentale aspetto del rinascimento che spingerà diciamo i suoi effetti fino all'illuminismo e anche fino a noi
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è quello finalmente di un'educazione laica
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cioè la ripresa di questi studiae humanitatis da cui vi è studi di umanità da cui viene il termine umanista
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porta alla creazione di tutta una serie di scuole
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e dovete avere ben presente che fino a quel momento l'educazione era monopolio esclusivo della chiesa
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non c'erano scuole laiche diciamo
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per cui la nascita del movimento umanistico ha un effetto storico portentoso
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anche per questo motivo
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si diffonde enormemente anche per questo
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perché le scuole sono piene di questi grammatici che vanno a insegnare queste cose
50:00–50:03
quindi i giovani mano mano le nuove generazioni
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sempre più riescono in qualche modo a distaccarsi dal mondo medioevale
50:09–50:14
e a porsi nei confronti dell'età nuova in maniera innovativa
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fattore fondamentale sul piano proprio strumentale ma non solo
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è il fatto che viene inventata la stampa a caratteri mobili
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diciamo fin quando c'era petrarca ancora c'erano i manoscritti
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l'invenzione della stampa a caratteri mobili consente una diffusione dei testi
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che prima era inconcepibile i manoscritti erano pochissimi
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di una singola opera quanti ce ne potevano essere
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invece là cominciamo ad avere tirature da duecento trecento cinquecento mille copie di un libro
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e allora il libro comincia a circolare enormemente
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e circola non solo perché se ne possono stampare di più
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ma circola perché costa di meno
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questo è un dato fondamentale che spesso si dimentica
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cioè l'invenzione della stampa non solo permette di produrre mo~ infinitamente di più
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ma permette di abbattere pesantissimamente i costi della stampa
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perché paga' un monaco che ti ricopiava tutto un trattato a penna insomma eh
51:31–51:34
invece coi caratteri mobili tutto cambia
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e si cominciano ad affermare diciamo ricordiamo forse il più grande editore del rinascimento
51:41–51:43
l'italiano alzo manuzio
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delle vicinanze di roma ma agiva operava a venezia
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le famose aldine
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con il loro frontespizio con un'ancora circondata da un delfino
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sono il massimo dell'eleganza tipografica
51:57–52:03
e infatti costano ogg~ all'epoca costavano poco oggi costano un sacco di soldi se uno se la vuole comprare un'aldina
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però diventano veramente il modello dell'eleganza della stampa
52:08–52:13
e aiutano la diffusione maggiore dei testi perché aldo si inventa il tascabile
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cioè prima eh erano delle bestie così diciamo i volumi no
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quindi pure da trasportare non era così semplice
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invece cominciano a comparire dei forma~ dei piccoli formati
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aldo è il primo che diciamo insiste molto su questo
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e anche questo favorisce non solo la diffusione legale
52:38–52:42
ma anche la diffusione illegale
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non ancora all'epoca di aldo
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ma dopo una cinquantina d'anni un po' di meno
52:51–52:53
c'è l'indice dei libri proibiti
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quindi comincia ad esserci il problema dei libri che non si possono vendere
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e ovviamente dato che non si possono vendere si vendono tantissimo
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no la cosa proibita è sempre quella verso cui uno sbava eh
53:10–53:11
perché se no se fosse disponibile
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machiavelli che era odiato eccetera
53:16–53:19
eh le opere di machiavelli hanno avuto nell'età moderna un successo spettacolare
53:19–53:24
c'è la bibliografia delle ristampe di machiavelli
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son quattro volumi così
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in cui ci sono solo i titoli delle ristampe
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dal millecinquecentotrentuno in avanti
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saranno cinquecento seicento ristampe
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solo di machiavelli
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e allora il formato no aiutava
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scusate le mie xx
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i colporteurs come si chiamavano camminavano col mantello
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e allora sotto il mantello il xxx libro di nascondeva meglio
54:02–54:08
e quindi c'era questa proprio questa espressione gergale che viene dalla francia sous le manteau sotto il mantello
54:08–54:10
che significa il trasporto dei libri proibiti
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andatevi a portare un xxxxx insomma come si fa
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invece col tascabile anche il contrabbando ha un enorme sviluppo
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ed è uno di quei contrabbandi che a noi ci piacciono insomma
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poi tante altre cose sono illegali per carità
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ma il contrabbando dei libri proibiti insomma sarà 'na cosa
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almeno dei libri proibiti dell'epoca
54:34–54:37
poi il contrabbando del mein kampf non ci piace
54:37–54:41
ma insomma il contrabbando dei libri dell'epoca invece è una cosa importante
54:42–54:47
manuzio va anche ricordato perché iniziò a stampare i caratteri greci
54:47–54:52
e quindi quel ritorno del greco poté anche avvenire grazie alla stampa
54:52–54:54
si stampava in caratteri greci
54:55–55:00
e manuzio inventò il carattere che all'estero chiamano italico
55:01–55:03
il carattere italico è il nostro corsivo
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quando noi sul computer ci mettia~ adesso c'è ci una volta c'era i
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quando mettevamo il corsivo no selezioniamo a mettiamo in corsivo
55:13–55:17
quel carattere se l'è inventato aldo manuzio in italia all'inizio del cinquecento
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è un nostro un nostro una delle nostre grandi grandi scoperte
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è l'epoca del predominio del latino della lingua
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delle lingue colte però anche questo diciamo
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inizia in modo prodigioso
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l'affermarsi delle lingue volgari
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nel millecinquecentoventicinque in italia pietro bembo scrive le prose della volgar lingua
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e diciamo il fiorentino
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diventa la base del linguaggio italiano
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e questo ancora una volta si lega moltissimo con la riforma
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se noi andiamo a vedere la nascita del volgare tedesco
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la nascita del volgare tedesco deve moltissimo alla traduzione
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uscita in quegli anni proprio delle prose della volgar lingua di bembo
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alla traduzione della bibbia in tedesco fatta da lutero
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ora è chiaro voi sapete benissimo diciamo che la stragrande maggioranza della popolazione europea era analfabeta
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'sti libri a che servivano
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ma c'era una pratica che oggi non esiste più
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e invece all'epoca era estremamente diffusa
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che era quella della lettura comunitaria diciamo
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c'era uno che sapeva leggere leggeva ad alta voce e trasmetteva e faceva circolare le idee
56:42–56:48
noi così cominciano a capire com'è possibile che soprattutto diciamo nel radicalismo religioso
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c'abbiamo così tante persone di umilissime origini
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che è evidente che non sapevano leggere
56:55–57:00
non sempre perché c'abbiam pure il caso celeberrimo del mugnaio menocchio
57:00–57:02
e menocchio sapeva leggere
57:02–57:04
ma normalmente non sapevano leggere
57:04–57:07
quindi come facevano a sapere quelle idee
57:07–57:12
c'era la predicazione orale c'era la circolazione delle idee orale ma c'era la lettura ad alta voce
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che favoriva la diffusione delle idee e favoriva anche la diffusione del linguaggio anche la diffusione del volgare
57:19–57:25
man mano che il cinquecento procede sempre più i testi saranno scritti in volgare
57:25–57:32
diciamo fin quando non prevarrà tra sette ottocento insomma ci vuole perché prevalgano le lingue volgari
57:32–57:35
che è un altro dei caratteri fondamentali della modernità
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l'uso della lingua volgare e non più del latino
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in ogni caso come vi accennavo ieri diciamo
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il portato forse maggiore del del rinascimento al al al nostro mondo moderno viene dalla filologia
57:50–57:53
e non tanto dalla filologia in se stessa
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quanto dall'attitudine alla critica che la filologia porta
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il verificare le lezioni tra i testi che ci erano stati tratti dalla tradizione
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e i testi diciamo che cominciano ad affluire in greco i testi originali oppure manoscritti riscoperti
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c'erano st'umanisti che andavano
58:15–58:18
quando si comincia a capire qual è il discorso
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ci sono una serie di umanisti che vanno girando per abbazie
58:22–58:27
qua in piemonte c'era questa di bobbio che aveva una spettacolare biblioteca
58:28–58:30
e gli umanisti andavano e fregavano
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cioè si comincia questo è un fenomeno proprio di massa
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questi umanisti che vanno girando per sti conventi
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dice q'avete qualcosa e poi se lo mettono in tasca
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questo ha permesso che molti di quei testi si salvassero
58:47–58:50
cioè all'origine c'è un crimine diciamo
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che insom~ il furto è sempre è sempre un crimine orribile anche all'epoca era furto
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mo non è che all'epoca non si concepisse così
58:58–59:03
però quel furto ha permesso a tutta una serie di autori
59:04–59:07
della classicità che erano rimasti ormai confinati dentro polverosi
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gli umanis~ spesso li descrivono dice ho trovato sto codice che era pieno di muffa pieno di polvere che nessuno apriva da secoli
59:16–59:17
gli umanisti gli danno nuova vita
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li ristampano fanno nuove edizioni fanno ri~ ri~ ritornare diciamo tutta la classicità
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la fanno ritornare in auge nella cultura europea grazie a quest'opera
59:30–59:33
quest'opera di f~ filologica però appunto
59:35–59:38
innesca un'attitudine alla cri~
59:38–59:39
di~ c'è qualcosa che non è chiaro
59:40–59:41
c'è qualcosa che non è chiaro
???59:42–59:45
l'opera filologica di cui sta parlando
TO06959:46–59:47
la filologia in generale
???59:47–59:50
ah okay xxx
TO06959:52–59:57
eh proprio come attitudine alla filologia come metodo di studio diciamo
59:57–1:00:00
il metodo di studio per cui tu c'hai un testo manoscritto
1:00:00–1:00:02
c'hai un manoscritto in greco
1:00:02–1:00:09
vai a confrontare e ti rendi conto ci so' salti di righe ci sono parole capite male
1:00:10–1:00:12
quest~ è piena a me sta mattina m'è arrivata 'na cosa
1:00:12–1:00:17
c'era una citazione che avevo preso di un x monsignor dati
1:00:17–1:00:21
c'avrò perso un mese a capire chi cacchio era sto monsignor dati
1:00:22–1:00:24
poi so' andato a controllare il manoscritto
1:00:26–1:00:27
ed è monsignor datario
1:00:28–1:00:32
il datario pontificio era una carica importante all'interno del pontificato
1:00:33–1:00:37
e non c'entra niente con il supposto monsignor dati
1:00:37–1:00:39
però c'è uno che ha letto male
1:00:39–1:00:41
l'ha trascritta male
1:00:41–1:00:47
n'altra cosa mi so' trovato l'altro giorno sempre con una x su cui sto impazzendo per la treccani
1:00:48–1:00:50
c'era un certo monsignor diserve
1:00:50–1:00:54
insomma non si capiva chi era sto benedetto monsignor diserve ci stavo impazzendo
1:00:55–1:00:58
su una vicenda di uno che era andato in un convento bernardino telesio
1:00:59–1:01:03
non si capisce c'ho perso non avete idea di quanto tempo
1:01:04–1:01:05
a un certo punto
1:01:06–1:01:10
vedo che questa abbazia che era di un certo monsignor campeggi
1:01:11–1:01:16
apro il file e mi esce monsignor campeggi vescovo di feltre
1:01:17–1:01:19
e mi è venuto un lampo negli occhi
1:01:19–1:01:20
selve feltre
1:01:21–1:01:23
si era sbagliato a leggere
1:01:24–1:01:25
era monsignor di feltre
1:01:26–1:01:32
cioè la esse che possa sembrare una effe nella scrittura cinquecentesca è il minimo che possa accadere
1:01:32–1:01:34
perché so' scritte quasi uguali
1:01:34–1:01:37
e che una ti erre possa dare una vi
1:01:38–1:01:40
allora ti erre
1:01:40–1:01:41
non ci vuole niente
1:01:41–1:01:48
e però da questi errorucci poi xxx infiniti errori seguono
1:01:49–1:01:54
e questo è proprio il classico esempio che è appunto del discorso della filologia
1:01:54–1:01:57
il copista poteva capire una parola male
1:01:58–1:02:00
e ti ribaltava il senso
1:02:01–1:02:03
della cosa che aveva scritto
1:02:03–1:02:08
quindi è stata un'attività fondamentale per la cultura occidentale
1:02:08–1:02:16
ma vi ripeto non è solo il discorso di riportare il cicerone l'ovidio orazio tibullo e catullo e tutti quelli che volete
1:02:17–1:02:18
alla versione originaria
1:02:19–1:02:20
non è stato solo quello
1:02:20–1:02:28
perché appunto quest'attitudine alla critica porterà ben presto all'estensione della critica nei confronti del fatto religioso
1:02:29–1:02:31
oppure nei confronti del fatto politico
1:02:31–1:02:40
ed entrambe le cose sono per esempio presenti nella celeberrima dimostrazione della falsità della cosiddetta donazione di costantino
1:02:40–1:02:44
da parte del più grande di tutti gli umanisti che è stato lorenzo valla
1:02:45–1:02:47
lorenzo valla in questo testo
1:02:48–1:02:51
de falso ed ementita donatione costantini
1:02:52–1:02:53
di che cosa parla
1:02:53–1:02:55
sapete che cos'è la donazione di costantino
1:02:56–1:02:57
allora a un certo punto
1:02:59–1:03:02
nel medioevo c'è la lotta fra papato e impero
1:03:02–1:03:03
questo ce l'avete presente diciamo no
1:03:04–1:03:05
guelfi e ghibellini
1:03:07–1:03:14
il papato reclama la proprietà dell'impero d'occidente
1:03:15–1:03:16
di tutto l'occidente
1:03:17–1:03:19
non solo di roma non solo dell'italia
1:03:19–1:03:21
tutto l'occidente
1:03:21–1:03:23
e perché la reclama
1:03:23–1:03:27
perché c'è un testo la donazione di costantino
1:03:27–1:03:31
era evidente che a un certo punto l'imperatore costantino
1:03:33–1:03:35
a un certo punto s'era ammalato di lebbra
1:03:36–1:03:40
si era ammalato di lebbra stava morendo arriva il papa
1:03:41–1:03:45
silvestro primo quello che celebriamo la notte di capodanno la notte di san silvestro
1:03:46–1:03:48
e lo guarisce dalla lebbra
1:03:49–1:03:52
allora costantino che era tanto generoso
1:03:52–1:03:57
dice guarda sai che c'è grazie che mi hai guarito dalla lebbra ti regalo l'impero d'occidente
1:04:02–1:04:04
ebbene per qualche secolo
1:04:05–1:04:12
ci sono tomi e tomi e tomi in cui diciamo i difensori della potestà papale
1:04:12–1:04:15
e allora qua non c'è discorso ce l'avete donata voi
1:04:15–1:04:22
cioè l'imperatore laico c'ha donato a noi al capo religioso l'impero d'occidente quindi qual è il problema
1:04:22–1:04:23
che vi ritirate il regalo
1:04:25–1:04:28
questa è una cosa che va avanti per secoli
1:04:29–1:04:30
fin quando
1:04:30–1:04:33
già diciamo il cardinale nicolò cusano
1:04:34–1:04:35
l'umanista anche se vogliamo
1:04:37–1:04:38
gli venne qualche dubietto
1:04:38–1:04:43
dice ma siamo sicuri che è vera che è autentica questa donazione di costantino
1:04:44–1:04:47
fin quando non arrivò lorenzo valla
1:04:48–1:04:53
e allora lorenzo valla utilizzò semplicemente gli strumenti della filologia
1:04:55–1:04:57
e dimostrò che era un falso
1:04:58–1:05:00
un falso clamoroso
1:05:00–1:05:04
un falso probabilmente risalente al nono secolo
1:05:04–1:05:08
l'ottavo secolo l'ottocento il novecento dopo cristo
1:05:10–1:05:11
e come se ne accorge
1:05:12–1:05:15
se ne accorge semplicemente perché
1:05:15–1:05:19
comincia a fare un'analisi linguistica per esempio
1:05:20–1:05:21
e allora si rende conto
1:05:21–1:05:23
dice a un certo punto il baglivo gli ha da~
1:05:23–1:05:24
dice no quale baglivo
1:05:24–1:05:29
il baglivo è un una carica amministrativa
1:05:29–1:05:31
che viene inventata nel medioevo
1:05:31–1:05:33
non c'era ai tempi di costantino
1:05:35–1:05:37
dice poi sono andati a costantinopoli
1:05:37–1:05:40
dice no quale costantinopoli quella si chiamava bisanzio
1:05:40–1:05:43
poi dopo si è chiamata costantinopoli
1:05:43–1:05:45
ma se il documento risale all'epoca di costantino
1:05:45–1:05:50
bisanzio si deve chiamare se non chiama bisanzio c'è qualcosa che non va
1:05:50–1:05:52
andando avanti
1:05:52–1:05:55
parola per parola parola per parola
1:05:55–1:05:58
valla dimostra che è impossibile
1:05:59–1:06:03
che quel testo possa risalire all'antichità romana
1:06:03–1:06:04
è impossibile
1:06:05–1:06:07
ed è 'na bomba termonucleare
1:06:08–1:06:09
non è 'na cosetta così
1:06:10–1:06:16
e valla lo sa bene guardate vi leggo giusto per capire cosa volesse dire criticare la te~ la la chiesa
1:06:16–1:06:22
vi leggo come comincia valla il suo favoloso pamphlet
1:06:23–1:06:24
ci sono di que~
1:06:25–1:06:27
è una traduzione italiana naturalmente era scritto in latino
1:06:27–1:06:30
ci sono di quelli che mal mi sopportano
1:06:31–1:06:33
e mi accusano di sacrilega temerarietà
1:06:33–1:06:36
perché nei moltissimi libri da me pubblicati
1:06:36–1:06:41
io dissento da non pochi grandi autori già da tempo apprezzati
1:06:42–1:06:43
e quindi già qui che cosa c'è
1:06:43–1:06:45
è il rovesciamento del principio d'autorità
1:06:46–1:06:50
è il principio d'autortià quello che valeva ve lo dicevo ieri
1:06:50–1:06:53
siccome l'ha detto un autore precendete ipse dixit
1:06:54–1:06:59
e il valla sa perfettamente a me non mi sopportano perché a me dell'ipse dixit non me ne frega niente
1:06:59–1:07:02
i miei colleghi non mi tollerano
1:07:02–1:07:04
e lui lo sa perfettamente
1:07:08–1:07:11
e con quante cose dobbiamo pensare farà adesso certa gente
1:07:11–1:07:13
dice di se stesso
1:07:13–1:07:14
quando si sfogherà contro di me
1:07:14–1:07:22
e con quanta impaziente avidità mi trascinerebbe se lo potesse al supplizio ora che non scrivo soltanto contro i morti
1:07:22–1:07:24
ma anche contro i vivi
1:07:24–1:07:27
né contro questo o quello ma contro molti
1:07:27–1:07:33
né solo contro privati ma anche contro magistrati e quali magistrati
1:07:33–1:07:35
il sommo pontefice stesso
1:07:35–1:07:39
che non è armato soltanto come i re ed i principi della spada temporale
1:07:39–1:07:41
ma pure di quella ecclesiastica
1:07:41–1:07:43
che non puoi difenderti da esso
1:07:43–1:07:46
nemmeno riparando sotto lo scudo medesimo di un principe
1:07:46–1:07:51
onde non essere colpito dalla scomunica dall'anatema dalla maledizione
1:07:54–1:07:59
e allora dice qua io ho parlato liberamente sarò accusato d'aver parlato liberamente
1:07:59–1:08:02
ma contro l'ingiuria del pontefice
1:08:05–1:08:11
qual tribuno quale governatore quale re potrà strapparmi dalle mani del sommo sacerdote
1:08:11–1:08:12
quando mi abbia afferrato
1:08:14–1:08:20
quindi lo sa mamma io sto scrivendo sta cosa sto rischiando la morte sto rischiando
1:08:20–1:08:22
e all'epoca non s'andava per il sottile diciamo
1:08:23–1:08:25
lui lo sa perfettamente
1:08:26–1:08:27
e dice tuttavia
1:08:27–1:08:30
non c'è ragione perché questo duplice esempio del rischio
1:08:30–1:08:33
xx mi turbi e mi allontani dal proposito
1:08:33–1:08:35
nemmeno al sommo pontefice
1:08:35–1:08:41
è permesso sciogliere e legare chicchessia contro il diritto e il lecito
1:08:41–1:08:46
e gettare la propria anima per difendere la verità e la giustizia è cosa sommamente virtuosa
1:08:47–1:08:49
degna di somma lode e di sommo premio
1:08:49–1:08:53
molti hanno affontato il rischio della morte per difendere la patria terrena
1:08:53–1:08:57
temerò io di arrischiare la morte per ottenere la patria celeste
1:08:57–1:09:03
la causa della verità la causa della giustizia va difesa con forte con grande fiducia con buona speranza
1:09:03–1:09:07
e non va considerato vero oratore chi sa parlare bene
1:09:07–1:09:09
se non ha anche il coraggio di parlare
1:09:10–1:09:16
si abbia dunque il coraggio di accusare chiunque compia azioni degne di essere fatte oggetto d'accusa
1:09:17–1:09:18
e chi pecca contro tutti
1:09:19–1:09:22
sia ripreso dalla voce di uno in nome di tutti
1:09:22–1:09:29
ecco lui proprio ce l'ha chiaro chiaro chiaro
1:09:29–1:09:36
ci sarà forse qualcuno che vorrà tappare a me la bocca o a sè le orecchie o addirittura propormi per il supplizio capitale
1:09:40–1:09:44
ecc~ dice mi stavate chiedendo qual è il crimine
1:09:45–1:09:48
che io sto per rinfacciare ai sommi pontefici
1:09:48–1:09:52
semplicemente che la donazione di costantino è inventata e falsa
1:09:53–1:09:55
questo continua continua
1:09:55–1:09:57
dice ma questo asino
1:09:57–1:09:59
che alza un raglio
1:09:59–1:10:05
cioè ha tutto questo tono di una polemica micidiale
1:10:11–1:10:16
è tutto co~ è un testo che xxx è di una violenza
1:10:18–1:10:19
senza confronti
1:10:19–1:10:27
e valla sa perfettamente che se gli sta togliendo quella donazione di costantino il papa non avrà più nessun titolo a rivendicare su di sé
1:10:27–1:10:30
su di sé dell'impero d'occidente
1:10:30–1:10:36
quindi questa è un'opera in cui la filologia diventa politica pesante
1:10:40–1:10:51
dimostra che non si può rivendicare il potere secolare sull'occidente perché voi ci avete dato un documento falso
1:10:51–1:10:53
come vi dobbiamo trattare
1:10:53–1:10:55
a voi che ci avete dato un documento falso
1:10:55–1:10:58
e che avete fatto uccidere tanta gente
1:10:58–1:11:01
in battaglie in guerre in nome di un documento falso
1:11:01–1:11:04
e su questo valla non fa nessuno sconto
1:11:04–1:11:06
nessuno sconto
1:11:06–1:11:11
e questi sconti non li fa nemmeno nei confronti della religione
1:11:11–1:11:15
però non riuscirà a portare a termine il progetto di fare una nuova edizione
1:11:15–1:11:17
del nuovo testamento
1:11:17–1:11:22
ci riuscirà il grande erede di questa tradizione filologica umanistica
1:11:22–1:11:24
che nel cinquecento emigra dall'italia
1:11:25–1:11:26
e va in europa
1:11:26–1:11:33
e il più grande esponente dell'umanesimo di quell'epoca sarà il grande erasmo da rotterdam
1:11:34–1:11:38
che tanto per dire gli faceva il correttore di bozze ad alzo manuzio
1:11:39–1:11:47
erasmo a un certo punto utilizza il metodo filologico per fare una nuova edizione del nuovo testamento
1:11:47–1:11:52
ci ritorneremo ma intanto qui già vi basti questo
1:11:52–1:11:57
lui si rende conto va a vede~ noi c'avevamo la vulgata di san girolamo la bibbia diciamo viene
1:11:58–1:12:03
portata avanti dal quinto secolo avanti cristo nella versione latina fornita da san girolamo
1:12:04–1:12:05
la bibbia non è stata scritta in latino
1:12:07–1:12:12
allora erasmo da buon filologo si va a vedere le edizioni precedenti
1:12:12–1:12:14
x in particolar modo
1:12:15–1:12:17
e cosa trova trova che nel vangelo di giovanni
1:12:20–1:12:23
manca giusto un pezzettino
1:12:23–1:12:27
che poi è stato aggiunto da girolamo guarda caso
1:12:27–1:12:30
quello che viene chiamato il comma
1:12:32–1:12:33
cos'è il comma johanneum
1:12:34–1:12:40
il comma johanneum è quella parte del vangelo di giovanni che dice xxx
1:12:41–1:12:48
xxxxxx il padre il figlio e lo spirito santo quindi c'è la xx
1:12:48–1:12:54
è l'unico luogo della bibbia in cui sembra che insomma sta trinità c'è
1:12:56–1:13:02
solo che erasmo si rende conto che guarda un po' proprio quel pezzetto nelle versioni greche originali non c'era
1:13:05–1:13:08
quindi la dimostrazione della trinità
1:13:08–1:13:09
nella bibbia
1:13:11–1:13:13
allora siamo sicuri che la trinità c'è
1:13:14–1:13:20
passo immediatamente successivo il passo dalla critica filologica alla critica religiosa
1:13:21–1:13:22
è immediato
1:13:22–1:13:24
non a caso
1:13:24–1:13:29
i grandi eretici del cinquecento su cui ritorneremo in una prossima lezione
1:13:30–1:13:35
terranno erasmo e valla come propria bandiera
1:13:36–1:13:39
valla una serie di cose su questo le aveva dette
1:13:40–1:13:43
lo sapete la trinità è composta da tre persone
1:13:44–1:13:46
e valla gli diceva ma che vol dì persone
1:13:46–1:13:48
ma persona de che
1:13:48–1:13:49
valla era pure romano
1:13:49–1:13:54
ma persona de che che significa persona persona in latino significa maschera
1:13:55–1:13:56
non significa niente
1:13:57–1:13:58
il dogma trinitario
1:13:59–1:14:02
viene sancito nel quarto secolo dopo cristo
1:14:02–1:14:04
mica quando c'è la chiesa di gesù
1:14:04–1:14:09
gesù dice oh io sono la seconda persona della trinità eh l'avete capito
1:14:09–1:14:10
eh questo non esiste
1:14:12–1:14:14
e non lo dice nessuno
1:14:15–1:14:17
salvo finché
1:14:17–1:14:23
il vescovo avio comincia la disputa ariana che ovviamente non centra niente con gli ariani dei nazisti
1:14:24–1:14:26
comincia la disputa ariana
1:14:26–1:14:28
e dice non è vero che gesù è dio
1:14:29–1:14:30
quella della trinità è una fesseria
1:14:31–1:14:32
e allora insorge
1:14:33–1:14:35
una parte della chiesa
1:14:35–1:14:37
al concilio di nicea
1:14:37–1:14:40
trecentoventicinque dopo cristo dovrebbe essere
1:14:40–1:14:41
al concilio di nicea
1:14:44–1:14:48
il vescovo atanasio propone il credo avete presente credo in solo signo~
1:14:49–1:14:55
che è n'invenzione quindi di quattro secoli dopo di trecentocinquant'anni dopo che è vissuto cristo trecento anni dopo
1:14:57–1:14:58
in cui dice che la trinità
1:15:00–1:15:02
dio è uno e trino
1:15:02–1:15:09
è n'invenzione dell'epoca diciamo della presunta donazione di costantino
1:15:10–1:15:11
e allora erasmo
1:15:12–1:15:14
che è uno iper prudente
1:15:14–1:15:15
non è che lo dice
1:15:16–1:15:18
erasmo toglie solo il comma johanneum
1:15:19–1:15:26
toglie diciamo nella sua edizione del vangelo elimina quella parte che sembrava ammettere il pensiero trinitario
1:15:27–1:15:29
non vi dico le reazioni
1:15:29–1:15:32
tanto che in una successiva edizione erasmo dice vabbé
1:15:33–1:15:35
considerate le reazioni che ci sono state
1:15:36–1:15:37
io lo rimetto
1:15:37–1:15:40
ma lo dice in una nota dice guardate so' state le reazioni
1:15:40–1:15:45
quindi pe' carità se tanto vi dà scandalo eccovi il comma johanneum
1:15:45–1:15:48
però io vi ripeto nella nota che quello non c'è
1:15:49–1:15:52
e quindi è una forma anche di dissimulazione
1:15:53–1:15:54
quello che vi dicevo ieri
1:15:54–1:15:56
il lettore che sapeva leggere
1:15:56–1:16:01
s'interessava alla nota non s'interessava alla presenza del comma johanneum nel testo
1:16:02–1:16:03
è stato costretto a farlo
1:16:04–1:16:08
ma gli eretici successivi sapranno bene
1:16:08–1:16:11
trarre le conseguenze teologiche
1:16:11–1:16:12
da quel discorso
1:16:13–1:16:17
e coloro che negheranno la trinità si spingeranno ancora oltre
1:16:18–1:16:23
lo vedremo più avanti diciamo sono proprio quelle correnti anche figlie dell'umanesimo
1:16:23–1:16:26
figlie dell'umanesimo e figlie della riforma
1:16:26–1:16:30
che porranno le basi diciamo delle libertà moderne
1:16:31–1:16:36
vediamo come diciamo i percorsi poi portano anche a delle
1:16:37–1:16:41
eh accelerazioni rispetto alle intenzioni originarie
1:16:41–1:16:44
che magari erasmo non aveva proprio st'intenzioni
1:16:44–1:16:47
però nel momento in cui la filologia dimostra
1:16:47–1:16:49
la falsità di qualcosa
1:16:49–1:16:50
è facile poi
1:16:50–1:16:56
che ci sia qualcuno che ne trae le conseguenze in termini politici che ne trae le conseguenze in termini religiosi
1:16:57–1:17:00
quindi la critica entra ormai a pieno titolo
1:17:01–1:17:03
nella concezione degli europei
1:17:03–1:17:05
e ben presto quella critica
1:17:05–1:17:06
diventa critica religiosa
1:17:07–1:17:10
e la critica religiosa ben presto si affianca alla critica politica
1:17:10–1:17:14
e si preparano le basi per le grandi stagioni rivoluzionarie
1:17:15–1:17:18
da noi sono cose che 'nsomma avvengono in modo complicato
1:17:19–1:17:23
dopo di che dedicheremo il resto della lezione
1:17:23–1:17:25
a uno dei massimi autori
1:17:26–1:17:33
sono più interessato ad argomenti politici e culturali che sono quelli che più tratteremo nel corso
1:17:33–1:17:35
degli argomenti economici o di altro tipo e allora
1:17:36–1:17:43
uno dei massimi autori indubbiamente della stagione rinascimentale è niccolò machiavelli
1:17:44–1:17:47
qual è la frase simbolo di machiavelli
1:17:50–1:17:51
me la dite voi
1:17:53–1:17:53
non ho sentito
1:17:57–1:17:59
qualcuno se la ricorda meglio
1:18:03–1:18:05
il fine giustifica i mezzi
1:18:06–1:18:08
dove l'ha scritta sta frase machivelli
1:18:09–1:18:10
non l'ha mai scritta
1:18:11–1:18:12
non esiste questa frase
1:18:13–1:18:18
questa frase l'ha formulata lo storico della letteratura ottocentesca francesco de sanctis
1:18:18–1:18:20
per parlare di machiavelli
1:18:20–1:18:23
n'ata vota diciamo come dicono i napo~
1:18:23–1:18:25
invenzione ottocentesca
1:18:26–1:18:32
machiavelli non ha mai scritto il fine giustifica i mezzi
1:18:32–1:18:38
c'è una locuzione nel capitolo diciotto del principe che vagamente
1:18:39–1:18:41
diciamo va in questa direzione
1:18:42–1:18:45
il problema però è che quella
1:18:45–1:18:47
vaga affermazione
1:18:48–1:18:52
va contestualizzata e machiavelli come fa sempre
1:18:52–1:18:57
spiega sempre qual è il contesto in cui determinate sue idee
1:18:57–1:18:59
debbano essere intese
1:18:59–1:19:01
e allora poi dopo ci ritorno
1:19:01–1:19:04
quando machiavelli fa questo ragionamento
1:19:04–1:19:09
in cui dice qualcosa di simile vagamente al fine giustifica i mezzi
1:19:09–1:19:12
ha presente delle circostanze
1:19:12–1:19:14
ben precise
1:19:14–1:19:16
molto specifiche
1:19:16–1:19:24
solo a determinate condizioni allora si può eventualmente pensare a ciò
1:19:25–1:19:32
però diciamo eh machiavelli è universalmente noto come l'autore del principe
1:19:33–1:19:36
e come il maestro di ogni nefandezza
1:19:36–1:19:44
dell'inganno del cinismo della violazione dei patti dello stato assolutistico e arbitrario e di tante altre carinerie
1:19:45–1:19:47
tanto che diciamo spesso
1:19:47–1:19:49
il nome di machiavelli
1:19:49–1:19:51
è stato affiancato a quello del diavolo
1:19:52–1:19:56
the old nick in inglese il vecchio nick
1:19:57–1:19:58
che indica il diavolo
1:19:58–1:20:00
è nick niccolò machiavelli
1:20:01–1:20:09
è una una eh una rappresentazione diffusissima questa del diavolo come machiavelli
1:20:12–1:20:19
eppure diciamo il machiavelli del senso comune il machiavelli dei manuali è un machiavelli largamente inventato
1:20:19–1:20:24
ed è un machiavelli inventato in particolar modo
1:20:27–1:20:29
eh la chiuda però perché c'è rimasta
1:20:33–1:20:35
lei mi ha scritto stamattin~ venga
1:20:39–1:20:40
no la chiuda però la porta per cortesia
1:20:42–1:20:52
un machiavelli inventato dopo ci ritorno dall'antimachiavellismo che è un fenomeno che emerge già quando è vivo machiavelli
1:20:53–1:21:00
allora comunque diciamo noi sappiamo benissimo che machiavelli è il maestro della immoralità
1:21:01–1:21:02
basta dare
1:21:02–1:21:09
senza andare a guardare i manuali sono ancora più significativi e rappresentativi i dizionari della lingua
1:21:09–1:21:13
basta vedere i termini diciamo che per antonomasia
1:21:15–1:21:19
sono de~ derivati dal nome di machiavelli e allora per esempio il gabrielli
1:21:19–1:21:24
xxx le monnier machiavelli codice ispirato a principi che esaltano l'astuzia
1:21:25–1:21:26
e la mancanza di ogni scrupolo
1:21:27–1:21:29
il dizionario di gabrielli dice
1:21:29–1:21:33
astuto sleale senza scrupoli subdolo
1:21:35–1:21:36
però andiamo a vedere
1:21:37–1:21:43
il dizionario battaglia della utet che è la lingua italiana conoscete il dizionario battaglia
1:21:43–1:21:45
tantissimi volumi eccetera
1:21:45–1:21:49
dà ventuno parole
1:21:49–1:21:54
che derivano da machiavelli credo che sia il massimo caso di antonomasia almeno della lingua italiana
1:21:55–1:22:05
machiavellaggine machiavellare machiavelleggiante machiavelleggiare machiavelleria machiavellescamente machiavellesco machiavellianamente machiavellisticamente
1:22:06–1:22:13
machiavelliero machiavellino machiavvelista machiavellistico machiavellizzante machiavellizzare machiavellizzato
1:22:14–1:22:15
fino a machiavello
1:22:15–1:22:18
che è un sostantivo romanesco che è un trucco
1:22:18–1:22:22
un espediente un inganno uno stratagemma oh mo te faccio un machiavello
1:22:25–1:22:29
che comunque vuol dire sempre persona astuta doppia spregiudicata ~nsomma
1:22:29–1:22:31
ventuno parole
1:22:31–1:22:38
derivano nel battaglia a cui ce ne possiamo aggiungere una ventiduesima perché c'è una variante del gioco di carte xx
1:22:38–1:22:40
che si chiama machiavelli
1:22:41–1:22:47
quindi sono ben ventidue parole e tutte hanno questo questa questo significato
1:22:48–1:22:49
tranne uno diciamo
1:22:50–1:22:51
machiavelliano
1:22:52–1:22:56
che è un termine che aveva introdotto croce a quanto pare benedetto croce
1:22:56–1:23:00
e machiavelliano vuol dire seguace delle dottrine politiche di machiavelli
1:23:01–1:23:06
senza nulla di senza nessun giudizio di valore
1:23:07–1:23:12
è l'unico termine che non rimanda alla spregiudicatezza
1:23:14–1:23:17
questo questa distinzione è
1:23:18–1:23:24
vagamente presente diciamo ben agli studiosi che si occupano ai machiavellisti che sono una corrente insomma
1:23:25–1:23:27
molto molto forte
1:23:28–1:23:35
è ben presente ai machiavellisti ma al di fuori dei machiavellisti non è che sia tanto presente questa distinzione fra machiavellico e machiavelliano
1:23:36–1:23:38
e nelle altre lingue non esiste
1:23:38–1:23:43
in francese machiavélique c'è almeno dal millecinquecentosettantotto
1:23:43–1:23:51
e conforme alla dottrina politica di machiavelli considerata come priva di ogni senso morale di onestà e di integrità
1:23:54–1:24:03
idem machiavellian in inglese che vuol dire astuto furbo scaltro senza scrupoli specialmente in polemica
1:24:03–1:24:07
in tedesco c'è machiavellistisch lo spagnolo ha maquiavélico
1:24:07–1:24:17
tutti tutti i termini rinviano inviariabilmente a quello che un famoso libro del secolo scorso chiamava il volto demoniaco del potere
1:24:18–1:24:20
eppure appunto diciamo
1:24:20–1:24:23
gli studi gli studi
1:24:23–1:24:26
machiavelli considerate che insieme a dante
1:24:27–1:24:36
dante alighieri è l'autore italiano più studiato al mondo su cui ci sono il maggior numero diciamo proprio migliaia e migliaia di studi machiavelliani diciamo
1:24:36–1:24:41
dante e machiavelli sul piano proprio quantitativo sono gli autori più studiati in assoluto
1:24:42–1:24:43
tra gli autori italiani
1:24:44–1:24:46
e allora sulla base degli studi
1:24:47–1:24:49
della fortuna o meglio della sfortuna
1:24:49–1:24:51
della della figura di machiavelli
1:24:51–1:24:56
si è pervenuti a comprendere come quella immagine di machiavelli
1:24:56–1:24:57
spregiudicato
1:24:59–1:25:01
affondasse le radici
1:25:02–1:25:04
già all'epoca di machiavelli
1:25:05–1:25:06
già all'epoca di machiavelli
1:25:07–1:25:09
però diciamo siccome
1:25:10–1:25:14
l'immagine è sempre quella per vedere se riusciamo a porla
1:25:15–1:25:17
in discussione l'immagine
1:25:17–1:25:19
del machiavelli
1:25:19–1:25:26
scaltro del machiavelli soprattutto fautore del principe assolutistico senza nessuna nessuno scrupolo
1:25:27–1:25:33
può ammazzare avvelenare chiunque voglia il massimo del principato assoluto
1:25:33–1:25:35
poi uno si va a leggere
1:25:35–1:25:36
l'altra grande opera
1:25:37–1:25:41
principale opera di machiavelli che sono i discorsi sopra la prima deca di tito livio
1:25:42–1:25:45
e apre tipo al capitolo cinquantotto e legge
1:25:46–1:25:47
questo titolo
1:25:47–1:25:48
la moltitudine
1:25:49–1:25:50
cioè la plebe
1:25:52–1:25:55
è più savia e più costante che uno principe
1:25:56–1:25:58
ma come machiavelli ha scritto il principe
1:25:58–1:26:01
e qua viene a scrivere che la moltitudine è meglio del principe
1:26:02–1:26:06
comincia ad emergere qualche problema sull'immagine di machiavelli
1:26:06–1:26:12
e leggiamo un po' di questo capitoletto che è molto istruttivo e sintetizza moltissime delle idee
1:26:13–1:26:16
chiave cardine di machiavelli del vero machiavelli
1:26:17–1:26:21
nessuna cosa essere più vaga e più incostante che la moltitudine
1:26:22–1:26:24
così tito livio nostro
1:26:25–1:26:27
questi sono i commenti sui libri di livio
1:26:27–1:26:29
come tutti gli altri storici affermano
1:26:35–1:26:39
questo dovete aver presente che machiavelli quasi sempre
1:26:40–1:26:44
dice c'è sta tesi che è diffusissima
1:26:44–1:26:46
io la conosco benissimo
1:26:47–1:26:51
io lo so che dirò una cosa totalmente nuova
1:26:51–1:26:52
ma la dico
1:26:52–1:26:53
è quello che voglio fare
1:26:53–1:27:02
cioè lui ha una totale coscienza della profondissima innovazione che apporta alla cultura politica europea
1:27:03–1:27:09
machiavelli è il vero e proprio fondatore della politica moderna del discorso politico moderno
1:27:10–1:27:14
sia per la sua enorme diffusione a cui vi accennavo prima
1:27:14–1:27:20
tutti hanno letto machiavelli nell'età moderna tutti quelli che contavano tutti quello che diciamo avevano qualcosa da dire tutti
1:27:22–1:27:29
e soprattutto pone una serie di questioni che fino a quel momento nessuno aveva mai posto
1:27:29–1:27:35
dire all'epoca che la plebe la moltitudine quanto di peggio ci fosse al mondo
1:27:35–1:27:42
tutti xxx degli umanisti ma anche la vile plebe che all'epoca erano veramente delle bestie insomma eh
1:27:43–1:27:47
machiavelli dice tutti dicono così
1:27:48–1:27:49
vediamo come va avanti
1:27:50–1:27:54
io non so se mi prenderò una provincia nel senso una tema
1:27:55–1:28:00
dura e piena di tanta difficoltà che mi convenga o abbandonarla con vergogna
1:28:00–1:28:02
o seguirla con carico con difficoltà
1:28:02–1:28:06
volendo difendere una cosa la quale come ho detto
1:28:06–1:28:08
da tutti gli scrittori è accusata
1:28:08–1:28:10
cioè l'incostanza della plebe
1:28:11–1:28:12
ma comunque si sia
1:28:12–1:28:16
io non giudico né giudicherò mai essere diffetto
1:28:16–1:28:18
difendere alcuna opinione
1:28:18–1:28:20
opinione con le ragioni
1:28:20–1:28:22
senza volervi usare l'autorità o la forza
1:28:23–1:28:26
anche questo vedete quest'uso del termine ragione
1:28:26–1:28:27
noi di solito
1:28:29–1:28:32
riallacciamo il razionalismo all'illuminismo
1:28:32–1:28:35
ma ancora qui durante il rinascimento
1:28:35–1:28:37
il termine ragione compare moltissimo
1:28:38–1:28:42
cioè che gli uomini si mettano a ragionare con la propria testa
1:28:43–1:28:47
è uno dei caratteri del rinascimento e lo vediamo qua
1:28:48–1:28:52
come machiavelli ci dice ma io difendo un'opinione con le ragioni e non con la forza
1:28:52–1:28:55
e su questo io non mi tiro mai indietro
1:28:57–1:29:02
e allora dico adunque come di quello difetto di cui accusano gli scrittori la moltitudine
1:29:04–1:29:06
se ne possono accusare tutti gli uomini
1:29:08–1:29:09
e massimi i principi
1:29:10–1:29:17
perché ciascuno che non sia regolato dall leggi farebbe quelli medesimi errori che la moltitudine sciolta
1:29:18–1:29:19
e già qui c'è un elemento
1:29:20–1:29:23
come le leggi ma machiavelli è l'autore del principe
1:29:24–1:29:26
e della violazione della norma sistematica
1:29:27–1:29:28
e invece no
1:29:29–1:29:34
machiavelli è uno dei primissimi autori del pensiero politico europeo
1:29:35–1:29:41
che ricomincia a porre al centro del proprio discorso la supremazia della legge
1:29:42–1:29:47
le legge è sovrana è suprema e tutti devono obbedire alla leggi
1:29:49–1:29:53
comincia quel discorso a cui vi accennavo ieri cioè per la tutela della stessa libertà
1:29:54–1:29:55
c'è bisogno di leggi
1:29:57–1:29:58
se no ognuno può fare quello che vuole
1:30:00–1:30:02
e quello che vuole può voler dire pure che uno m'ammazza
1:30:02–1:30:06
questo non è che sia proprio il massimo della tutela dell'individuo diciamo no
1:30:11–1:30:12
allora dice
1:30:16–1:30:19
possono errare sia gli uni che gli altri
1:30:19–1:30:26
sia la moltitudine che i principi già comincia a mettere un po' in crisi sto fatto che la moltitudine è vana e incostante
1:30:27–1:30:29
e allora dice quando succedono dei
1:30:31–1:30:36
problemi dice quello che racconta tito livio sulla natura della moltitudine
1:30:36–1:30:39
non dice di quella che è regolata dalle leggi
1:30:40–1:30:41
ma della sciolta
1:30:43–1:30:47
la quale fa gli errori che fanno gli uomini infiurati e sciolti
1:30:47–1:30:50
però non è da incolpare la natura della moltitudine
1:30:50–1:30:52
perché tutti possono errare
1:30:53–1:30:59
quando tutti hanno la possibilità di farlo nel senso che non ci sono le leggi e quindi gli è lecito fare qualunque cosa
1:31:04–1:31:05
conchiudo dunque
1:31:06–1:31:08
contro alla comune opinione
1:31:09–1:31:14
la quale dice come i popoli quando sono principi cioè quando hanno il potere quando c'è la democrazia sono vari
1:31:15–1:31:17
mutabili ed ingrati
1:31:17–1:31:23
io dico che non ci siano questi difetti in loro altrimenti che non siano nei principi particolari
1:31:25–1:31:28
e accusando alcuni popoli ed i principi insieme
1:31:28–1:31:32
potrebbe dire il vero ma traendone i principi si inganna
1:31:33–1:31:39
perché un popolo che comandi e sia bene ordinato sarà stabile prudente e grato
1:31:39–1:31:41
non altrimenti che un principe
1:31:41–1:31:43
o meglio che un principe
1:31:43–1:31:48
e dall'altra parte un principe sciolto dalle leggi sarà ingrato vario ed imprudente
1:31:49–1:31:50
più che il popolo
1:31:51–1:31:55
quindi la variazione non nasce dalla natura diversa
1:31:55–1:31:57
perché in tutti è in un modo e se vi è vantaggio di bene
1:31:58–1:31:59
è nel popolo
1:31:59–1:32:08
ma la variazione nasce dall'avere più o meno rispetto alle leggi dentro le quali l'uno e l'altro vive
1:32:10–1:32:13
e insomma per conchiudere questa materia
1:32:15–1:32:20
dico come hanno durato assai gli stati dei principi hanno durato assai gli stati delle repubbliche
1:32:21–1:32:25
e l'uno e l'altro ha avuto bisogno di essere regolato dalle leggi
1:32:27–1:32:30
un principe che può fare ciò che vuole
1:32:32–1:32:34
un popolo che può fare ciò che vuole
1:32:34–1:32:35
non è savio
1:32:37–1:32:39
già la differenza quello è proprio pazzo
1:32:39–1:32:41
il popolo non è savio
1:32:41–1:32:43
vedete come emerge questo
1:32:43–1:32:46
favore di machiavelli per il popolo non per il principe
1:32:50–1:32:52
e quando si vedrà diciamo
1:32:52–1:33:01
se adunque si ragionerà di un principe obbligato alle leggi ed un popolo incatenato da quelli si vedrà più virtù nel pri~ nel popolo che nel principe
1:33:01–1:33:05
se si ragionerà dell'uno e dell'altro sciolto dalle leggi
1:33:05–1:33:08
si vedranno meno errori nel popolo che nel principe
1:33:09–1:33:12
e quelli minori ed avranno maggiori rimedi
1:33:13–1:33:15
e continua su questo tema
1:33:18–1:33:21
eh col principe
1:33:23–1:33:25
c'è qualcosa che non va
1:33:26–1:33:28
se noi leggiamo l'inizio del principe
1:33:28–1:33:35
il principe dice tutti gli stati tutti i domini che hanno e che hanno avuto imperi sopra gli uomini sono stati e sono
1:33:35–1:33:38
o repubbliche o principati
1:33:40–1:33:42
celeberrimo esordio del principe
1:33:42–1:33:45
machiavelli rompe con la tradizione classica
1:33:45–1:33:47
aristotelica ancora una volta
1:33:47–1:33:50
che classificava le forme di governo in
1:33:50–1:33:57
monarchia aristocrazia e democrazia con le forme corrotte tirannia oligarchia oclocrazia
1:34:00–1:34:06
ma quella era una tipologia che andava bene per l'antichità nell'epoca di machiavelli
1:34:07–1:34:09
o ci sono monarchie o ci sono repubbliche
1:34:09–1:34:13
quindi diciamo intanto parte da un dato di realtà
1:34:13–1:34:16
quello è uno dei concetti fondamentali
1:34:16–1:34:22
essendo l'intenzione mia andare dritto non all'immaginazione della cosa ma alla verità di essa
1:34:22–1:34:26
machiavelli fonda l'indagine realistica della politica
1:34:26–1:34:32
lo dice espressamente molti si sono immaginati repubbliche che non si sono mai viste essere
1:34:32–1:34:34
pensa alla repubblica di platone
1:34:34–1:34:39
probabilmente già pensa all'utopia di thomas more che è del millecinquecentosedici diciassette
1:34:40–1:34:44
successiv~ eh precedente all'uscita dei libri di machiavelli
1:34:44–1:34:49
però lui lo dice chiaramente a me non mi interessa niente di immaginare
1:34:49–1:34:55
eh cose che non stanno né in cielo né in terra a me interessa l'analisi reale
1:34:55–1:35:00
e con questo fonda proprio l'analisi scientifica della politica
1:35:00–1:35:04
i politologi diciamo quelli che analizzano la politica scientificamente
1:35:05–1:35:08
hanno il loro antenato in machiavelli
1:35:11–1:35:16
elevando la repubblica a tipo ideale insieme alla monarchia
1:35:16–1:35:22
machiavelli non fa solo un'operazione analitica che è più corrispondente alla realtà
1:35:23–1:35:28
ripeto all'epoca c'è la repubblica di venezia la repubblica di genova la repubblica di lucca la repubblica di ragusa
1:35:30–1:35:35
in germania xxx le terre dell'impero non esiste ancora la germania
1:35:35–1:35:36
è pieno di repubbliche
1:35:37–1:35:39
quindi all'epoca di machiavelli le repubbliche ci sono
1:35:39–1:35:41
ma non è solo un criterio analitico
1:35:41–1:35:44
è un criterio ideologico politico
1:35:44–1:35:46
nel senso che attraverso
1:35:46–1:35:48
quella scelta
1:35:49–1:35:58
analitica machiavelli fa discendere il fatto che la repubblica è una forma di governo e che la repubblica magari è una forma di governo auspicabile
1:35:59–1:36:02
dobbiamo sempre ricordarci che machiavelli diciamo
1:36:02–1:36:06
era stato secreta~ machiavelli viene chiamato segretario fiorentino no
1:36:06–1:36:08
viene chiamato il segretario fiorentino perché
1:36:08–1:36:12
lui era stato secretario di una xxx seconda cancelleria
1:36:12–1:36:14
della repubblica fiorentina
1:36:15–1:36:21
sapete mo c'è pure sta sta sciochezza dei medici che va in onda non so se qualcuno se lo sta vedendo
1:36:21–1:36:25
l'altro giorno ridevano con un amico mio che è un machiavellista
1:36:25–1:36:27
mo c'abbiamo lorenzo dei medici che c'ha il fine
1:36:28–1:36:30
della repubblica a firenze proprio
1:36:30–1:36:31
si scompiscia dalle risate
1:36:33–1:36:38
lorenzo dei medici è stato poi di fatto il principe di firenze quindi l'esatto opposto
1:36:39–1:36:40
della repubblica
1:36:40–1:36:43
però mo al di là di ste scemenze appunto
1:36:43–1:36:45
morto lorenzo dei medici
1:36:45–1:36:48
il figlio viene scacciato quasi subito da savonarola
1:36:48–1:36:52
a firenze alla fine del quattrocento viene proclamata di nuovo la repubblica
1:36:54–1:37:02
e machiavelli un giovanissimo machiavelli viene chiamato a far parte degli uffici diciamo del governo della repubblica
1:37:03–1:37:05
un uomo d'azione
1:37:05–1:37:13
spesso a cavallo fa facendo ambascerie e qui e lì e lui lì diciamo in quella occasione
1:37:13–1:37:18
quando sta dentro la stanza dei bottoni come dire come diremmo oggi
1:37:18–1:37:19
si rende conto
1:37:20–1:37:21
di un tema
1:37:23–1:37:29
e questo diciamo poi lo porterà avanti sempre cioè quando lui fa quel discorso filopopolare
1:37:29–1:37:33
è implicito altro invece è esplicito vi leggerò dei passi
1:37:33–1:37:39
una ferocissima critica nei confronti dell'aristocrazia
1:37:40–1:37:46
perché diciamo firenze appunto è caratterizzata da una serie di grandissime famiglie nobili
1:37:46–1:37:47
xxx gli strozzi
1:37:48–1:37:53
gli strozzi c'avevano metà del debito pubblico dello stato francese
1:37:53–1:37:56
il signor strozzi banchiere strozzi
1:37:56–1:37:58
diciamo deteneva solo lui
1:37:58–1:38:01
la metà del debito pubblico di uno stato
1:38:02–1:38:05
i banchieri fiorentini erano famosi
1:38:05–1:38:06
per la loro ricchezza
1:38:07–1:38:08
ma come se l'erano fatta sta ricchezza
1:38:09–1:38:12
machiavelli comincia a intuire su questo che qualcosa non va
1:38:13–1:38:15
succede in particolar modo
1:38:16–1:38:17
un problema
1:38:20–1:38:28
come tutti gli altri comuni italiani del medioevo firenze xxx e aveva acquisito tutta una serie di terre della attuale toscana tra cui pisa
1:38:29–1:38:32
che era andata sotto il suo dominio da che era un libero comune
1:38:33–1:38:36
a un certo punto pisa si ribella e c'è la guerra contro pisa
1:38:36–1:38:39
machiavelli è uno di quelli che si occupa di sta guerra
1:38:39–1:38:42
sta guerra contro pisa non finisce mai
1:38:42–1:38:45
non si riesce mai a xxxxx
1:38:45–1:38:48
a un certo punto machiavelli capisce che sta succedendo
1:38:50–1:38:51
e che succede
1:38:52–1:38:53
succede questo
1:38:54–1:38:57
per fare la guerra contro pisa come qualunque guerra
1:38:59–1:39:02
all'epoca diciamo gli eserciti erano eserciti mercenari
1:39:04–1:39:07
i lanzichenecchi gli svizzeri eccetera eccetera
1:39:07–1:39:09
si pagav~ lo stato
1:39:09–1:39:13
pagava e quelli venivano a combattere per te
1:39:15–1:39:16
chi li pagava
1:39:17–1:39:19
allora lo stato fiorentino
1:39:20–1:39:22
non c'aveva tutti sti soldi
1:39:22–1:39:24
e allora c'era un'istituzione
1:39:25–1:39:26
che si chiamava il monte
1:39:27–1:39:30
che xxx oggi sarebbe una banca
1:39:30–1:39:34
che era in mano all'aristocrazia fiorentina ai banchieri fiorentini
1:39:36–1:39:37
i quali stavano pure nel governo
1:39:39–1:39:41
quindi diciamo pigliavano le decisioni
1:39:41–1:39:45
sui generali da chiamare sulle truppe da coinvolgere
1:39:46–1:39:51
allora machiavelli si comincia a rendere conto dice ma perché non la finiamo mai sta guerra contro pisa
1:39:52–1:39:53
che sta succedendo
1:39:53–1:39:55
comincia a capire che il meccanismo
1:39:56–1:39:58
era un meccanismo truffaldino
1:40:01–1:40:02
per pagare i mercenari
1:40:03–1:40:08
la repubblica si faceva prestare i soldi dal monte
1:40:09–1:40:14
da questa banca degli artistocratici cioè si faceva prestare i soldi dai nobili
1:40:16–1:40:20
ne ricevevano un interesse tra il tredici e il quattordici per cento
1:40:20–1:40:21
da quei soldi
1:40:22–1:40:25
per cui machiavelli capisce ah ecco perché la tirano per le lunghe
1:40:26–1:40:27
perché più dura la guerra
1:40:28–1:40:34
più l'aristocrazia fiorentina finanzia lo stato fiorentino facendolo indebitare e arricchendosi
1:40:34–1:40:36
alle spese dello stato
1:40:37–1:40:38
ecco perché machiavelli
1:40:38–1:40:41
diciamo ha la grande intuizione
1:40:41–1:40:42
del cittadino soldato
1:40:43–1:40:48
ecco perché machiavelli comincia a pensare alle truppe proprie una delle grandi idee innovative
1:40:49–1:40:52
sarà un'idea rivoluzionaria fino alla rivoluzione francese
1:40:52–1:40:55
machiavelli è la critica furibonda
1:40:56–1:40:58
contro gli eserciti dei mercenari
1:40:58–1:41:06
e la insomma il portare avanti gli eserciti fatti da cittadini soldati che difendano la patria
1:41:06–1:41:11
cioè ce l'abbiamo avuto questo fino ah ancora io ho dovuto fare il militare
1:41:11–1:41:14
fino a vent'anni fa c'era l'obbligo militare in italia
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eh da quello deriva
1:41:18–1:41:19
dal cittadino soldato
1:41:19–1:41:22
e il cittadino soldato che deve difendere la patria
1:41:23–1:41:24
deriva da machiavelli
1:41:24–1:41:27
perché all'inizio machiavelli si è reso conto
1:41:27–1:41:30
badate che so' cose che succedono ancora oggi
1:41:30–1:41:34
che le armi ai gruppi terroristici
1:41:35–1:41:36
non gliele danno
1:41:36–1:41:43
xx bin laden l'isis c'hanno le industrie belliche per farsi i kalashnikov per farsi le armi che tengono
1:41:44–1:41:45
chi gliele dà le armi
1:41:48–1:41:50
non lo sapete l'occiden~ gliele diamo noi pure l'italia
1:41:51–1:41:52
pure l'italia
1:41:53–1:41:55
all'isis chi gliele dà le armi
1:41:58–1:42:01
quindi diciamo continua ad essere un problema questo
1:42:02–1:42:04
esistente c'è qualcuno che ci guadagna
1:42:05–1:42:06
dalle guerre
1:42:06–1:42:08
c'è sempre qualcuno che si guadagna
1:42:08–1:42:12
noi persone normali magari perdiamo i nostri cari i nostri beni
1:42:14–1:42:17
ma qualcuno che ci guadagna c'è sempre
1:42:17–1:42:19
ed era così già ai tempi di machiavelli
1:42:20–1:42:24
allora nel momento in cui machiavelli si rende conto di questa cosa
1:42:25–1:42:31
comincia a dire sta frase che all'epoca sembra 'na follia dice i denari non sono il nervo della guerra
1:42:32–1:42:34
non è con i denari che noi vinciamo la guerra
1:42:35–1:42:38
è con gli eserciti motivati che noi vinciamo la guerra
1:42:38–1:42:45
con gli eserciti ben disposti in armi con le tattiche militari con le armi giuste e soprattutto con gente motivata
1:42:45–1:42:47
che difende la patria
1:42:48–1:42:49
che va a combattere
1:42:49–1:42:54
per difendere se stesso per difendere i propri cari per difendere la propria patria
1:42:54–1:42:56
non perché viene pagato
1:42:58–1:43:00
e questo è un problema
1:43:02–1:43:04
che immediatamente diciamo
1:43:04–1:43:07
gli aristocratici fiorentini colgono
1:43:07–1:43:10
da lì comincia l'antimachiavellismo
1:43:10–1:43:16
la repubblica era retta da un gonf~ gonfaloniere si chiamava come se fosse un presidente della repubblica
1:43:17–1:43:23
di cui machiavelli era segretario e allora gli aristocratici cominciano a dire machiavelli si vuole fare mannerino
1:43:23–1:43:29
mandarino no il mandarino cinese di soderini che vuole prendere l'impero vuole prendere
1:43:29–1:43:35
cominciano a diffondere voci false noi queste cose le sappiamo perché so' documentate non è che lo riteniamo
1:43:36–1:43:37
voci false
1:43:37–1:43:38
su machiavelli
1:43:38–1:43:40
già quando egli è in vita
1:43:41–1:43:44
che alimentano l'antimachiavellismo
1:43:44–1:43:51
che comincia a diffondersi in maniera sempre più pesante durante il cinquecento quando poi dopo la sua morte
1:43:52–1:43:53
dopo la sua morte
1:43:53–1:43:57
escono il principe e i discorsi sopra la prima deca di tito livio
1:43:57–1:43:59
che lui non pubblicherà mai
1:43:59–1:44:04
l'unico testo famoso di machiavelli pubblicato in vita è l'arte della guerra
1:44:04–1:44:09
della guerra in cui appunto porta avanti questa sua idea delle armi proprie
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del cittadino soldato
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contro contro gli eserciti dei mercenari
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uscito dalla repubblica machiavelli cerca
1:44:21–1:44:25
di diciamo ingraziarsi il favore dei medici
1:44:25–1:44:28
tornati a firenze
1:44:29–1:44:31
cerca di ingraziarselo perché
1:44:31–1:44:34
lui va in esilio appena finisce la repubblica viene mandato in esilio
1:44:35–1:44:36
ci sono delle lettere sue meravigliose
1:44:39–1:44:43
l'unica come dire consolazione
1:44:43–1:44:52
c'è una lettera meravigliosa su questo sono le letture dice la sera quando finalmente torna a casa mi metto abiti puriali ed entro nelle antique corti
1:44:53–1:44:57
e loro m'accolgono ed io mi pasco di quel cibo che solum è mio
1:44:58–1:45:00
cioè ci mostra come lo studio
1:45:01–1:45:03
lo studio possa essere
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un balsamo
1:45:04–1:45:06
risanatore di tanti mali
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dell'animo
1:45:08–1:45:10
però lui è un uomo d'azione
1:45:10–1:45:12
non ce la fa e quindi vorrebbe cercare insomma
1:45:12–1:45:16
in qualche modo di lavorare e a un certo punto gli viene st'idea folle
1:45:17–1:45:18
ci spiega perché diciamo
1:45:19–1:45:23
partiamo da una premessa così siamo chiari machiavelli era un repubblicano
1:45:24–1:45:27
machiavelli voleva la repubblica
1:45:27–1:45:29
e allora cerchiam~ ma il principe l'ha scritto
1:45:30–1:45:33
cerchiamo di capire meglio perché ha scritto il principe
1:45:33–1:45:37
il principe è un'opera veramente d'occasione
1:45:39–1:45:45
è un'opera d'occasione perché come lui racconta nella famosa lettera cui vi accennavo adesso
1:45:45–1:45:48
famosa lettera in cui parla della composizione del principe
1:45:49–1:45:54
è un libro d'occasione perché lui come scriveva a un amico dice guarda mi facessero pure xxx un sasso
1:45:54–1:45:58
questi signori medici fatemi fare qualche cosa che non ce la faccio più
1:45:58–1:46:01
a giocare a tric e trac e ad altre scemenze tutta la giornata
1:46:03–1:46:04
per le campagne
1:46:04–1:46:09
quindi diciamo c'è un aspetto fra virgolette un poco cortigianesco
1:46:09–1:46:10
se vogliamo
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non a caso i medici non gli faranno fa' quasi niente
1:46:14–1:46:21
però quando ri~ risarà di nuovo proclamata la repubblica nel millecinquecentoventisette con la scacciata dei medici
1:46:22–1:46:26
i fiorentini non lo vorranno a machiavelli e machiavelli ci morirà
1:46:26–1:46:29
non lo vorranno come di nuovo segretario della repubblica
1:46:29–1:46:35
perché dice ma tu sei un poco coi medici ci hai un po' ciurlato nel manico e mo ti freghi
1:46:35–1:46:36
e quindi diciamo non tornerà
1:46:36–1:46:41
però questo tentativo non è tanto un tentativo di tipo
1:46:43–1:46:44
cortigianesco
1:46:45–1:46:49
il tentativo è ~n' idea pazza che gli viene perché a un certo punto lui si rende conto
1:46:50–1:46:53
che forse ci sono delle condizioni oggettive
1:46:53–1:46:55
che permettono un ideale
1:46:55–1:46:56
qual è l'idea
1:46:59–1:47:00
come ci ha spiegato
1:47:01–1:47:03
xxxx xxx xxx xxx
1:47:05–1:47:11
a un certo punto mo machiavelli è un uomo dopo vi leggerò un paio di passi comunque contro la chiesa ehm ma di una violenza
1:47:16–1:47:18
a un certo punto nel capitolo undicesimo del principe
1:47:19–1:47:24
lui parla dei cosiddetti principati ecclesiastici cioè appunto in primo luogo lo stato della chiesa
1:47:25–1:47:27
e dice sono gli unici a essere felici
1:47:28–1:47:29
dice ma com'è possibile sta cosa
1:47:31–1:47:39
facendo tutta una serie di legami xxx xxx si è reso conto che si è vero lo pensava quello perché lo pensava che succede
1:47:40–1:47:43
nel dodici mi pare sale al soglio pontificio
1:47:45–1:47:48
un de medici giovanni de medici che diventa leone decimo
1:47:49–1:47:50
nel momento in cui
1:47:51–1:47:54
i medici rientrano a firenze
1:47:57–1:47:59
una diciamo congiuntura
1:48:00–1:48:01
molto particolare
1:48:02–1:48:04
tutto il centro italia
1:48:04–1:48:06
sotto le mani di una dinastia
1:48:06–1:48:11
se noi usiamo uniamo la toscana medicea
1:48:11–1:48:13
con lo stato pontificio
1:48:13–1:48:17
che prendeva le marche la romagna il lazio
1:48:18–1:48:20
diventava un enorme
1:48:22–1:48:24
avete presente all'epoca l'italia era divisa in tanti stati insomma
1:48:25–1:48:28
non c'è bisogno che ve lo ricordo ma si cominciava a creare
1:48:29–1:48:31
un blocco forte
1:48:31–1:48:34
e allora qual è l'idea che viene a machiavelli
1:48:34–1:48:36
siccome siamo negli anni delle guerre d'italia
1:48:36–1:48:39
siamo negli anni in cui l'italia perde la sua indipendenza
1:48:39–1:48:43
a partire dal millequattrocentonovantaquattro novantacinque il re di francia carlo ottavo
1:48:43–1:48:44
è sceso in italia
1:48:45–1:48:47
e dall'ora l'italia è solo teatro
1:48:47–1:48:50
delle guerre fra francia e spagna per chi se la piglia
1:48:52–1:48:54
da cui poi ci sarà pure il famoso detto
1:48:54–1:48:58
tipico dei nostri italiani francia e spagna purché se magna
1:48:59–1:49:00
qualunque va bene
1:49:00–1:49:01
ma insomma c'è questa
1:49:02–1:49:08
continua guerra continua guerra tra la francia e la spagna e l'italia non conta più niente
1:49:09–1:49:12
e machiavelli questo lo soffre fortemente
1:49:12–1:49:14
e allora gli viene st'idea pazza
1:49:14–1:49:15
dice scusate ma
1:49:15–1:49:18
nel momento in cui noi c'abbiamo tutto il centro italia
1:49:19–1:49:22
non è che la possiamo riunificare tutta l'italia
1:49:23–1:49:28
cioè questo è talmente tanto pazzesco pensarlo nel cinquecento
1:49:28–1:49:30
che xx a lungo
1:49:30–1:49:33
la storiografia ottocentesca e novecentesca
1:49:33–1:49:34
ha detto no vabbè
1:49:35–1:49:39
è impossibile qualcuno addirtittura ha suggerito che fosse stato aggiunto dopo
1:49:40–1:49:41
quel capitolo
1:49:42–1:49:51
perché in effetti noi per parlare di unità di italia ci vuole il risorgimento ci vuole la fine del settencento e soprattutto l'ottocento
1:49:51–1:49:54
qua siamo nel millecinquecentotredici
1:49:54–1:49:56
è la data di composizione del principe
1:49:57–1:49:58
com'è possibile
1:49:59–1:50:02
però poi se uno si va a leggere il capitolo ventisei del principe
1:50:03–1:50:04
che dà il senso
1:50:06–1:50:07
quello di xx
1:50:07–1:50:10
a chi si negherà la bandiera
1:50:11–1:50:17
a ognuno puzza questo barbaro dominio la italia deve essere liberata dai barbari ognuno vi seguirà
1:50:17–1:50:19
e sarà liberata tutta
1:50:19–1:50:21
ne parla in termini espliciti
1:50:22–1:50:26
tanto che la più recente storiografia machiavellistica
1:50:26–1:50:29
è tornata pesantemente sui propri passi
1:50:31–1:50:32
come ha scritto uno studioso
1:50:32–1:50:34
a prenderlo sul serio
1:50:35–1:50:37
quel capitolo ventiseiesimo che chiude il principe
1:50:37–1:50:41
perché in quel capitolo ventiseiesimo machiavelli scrive
1:50:41–1:50:43
che vuole l'unità dell'italia
1:50:45–1:50:48
che l'italia si riunisca in un'unica nazione
1:50:50–1:50:52
siccome questo è vero
1:50:53–1:50:56
lui poi si rende conto che le condizioni
1:50:56–1:50:59
immediatamente dopo poi finiscono basta
1:51:02–1:51:06
i medici non si prendono xxx un'iniziativa del genere
1:51:06–1:51:11
il regno di napoli era uno stato gigantesco ti vai a mettere contro i francesi contro gli spagnoli
1:51:11–1:51:14
l'unità e l'indipendenza dell'italia
1:51:15–1:51:17
in qualche modo poi questa idea
1:51:17–1:51:19
la abbandona completamente
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però non è che non se ne accorgeranno diciamo
1:51:22–1:51:24
quando a fine settecento
1:51:24–1:51:26
il problema italiano
1:51:26–1:51:30
diventerà veramente un problema politico e inizierà il risorgimento
1:51:31–1:51:32
è il periodo delle repubbliche
1:51:33–1:51:37
che dominano che si diffondono in italia durante la rivoluzione francese
1:51:37–1:51:40
a un certo punto su uno dei più famosi giornali
1:51:41–1:51:43
di quel periodo nel millesettecentonovantasei
1:51:44–1:51:47
compare n'articolo il cittadino machiavelli al direttore
1:51:47–1:51:50
il direttore era quello che governava la francia
1:51:50–1:51:52
e c'è l'ultimo capitolo del principe
1:51:53–1:51:58
solo diciamo depurato da quelle pochissime frasette che lo
1:51:59–1:52:01
xxxx al cinquecento
1:52:02–1:52:04
tolte quelle poche frasi
1:52:04–1:52:06
tolto il riferimento alla casa dei de medici
1:52:07–1:52:09
è sempre un testo scritto a fine settecento
1:52:09–1:52:11
in piena età di xxx
1:52:11–1:52:12
fa impressione
1:52:13–1:52:14
fa impressione
1:52:14–1:52:19
quindi diciamo non è che solo gli storici poi successivi
1:52:19–1:52:24
si sono resi conto di queste cose no no il primo movimento politico che porta avanti
1:52:25–1:52:28
l'unificazione dell'italia come progetto politico
1:52:28–1:52:32
mette machiavelli al centro e usa quel capitolo
1:52:32–1:52:35
in funzione politica sulla politica attuale
1:52:35–1:52:39
di fine settecento per raggiungere l'unificazione dell'italia
1:52:39–1:52:45
allora dato che questo è vero cominciamo a capire meglio perché machiavelli ha scritto il principe
1:52:45–1:52:48
perché ci fornisce anche diciamo da questo punto di vista
1:52:49–1:52:50
ci dà degli elementi
1:52:50–1:52:55
anche nei discorsi che è la sua opera di maggiore rilievo teorico
1:52:56–1:52:57
perché lui ci dice
1:52:59–1:53:00
se si vuole introdurre
1:53:01–1:53:04
un regime repubblicano che è un regime libero
1:53:04–1:53:06
in un luogo dove
1:53:07–1:53:12
si è corrotti dal servaggio non si è abituati alla libertà
1:53:13–1:53:15
una colonia eccetera
1:53:18–1:53:24
ma quell'era la condizione dell'italia l'italia lo scrive machiavelli stesso è tutta ehm
1:53:24–1:53:29
dominata dai baroni da questi feudatari che machiavelli odia
1:53:30–1:53:32
contro cui scrive ferocemente
1:53:32–1:53:35
che è tutta disgregata
1:53:36–1:53:37
in questi casi
1:53:38–1:53:39
in questi casi
1:53:40–1:53:42
non va bene la repubblica
1:53:42–1:53:45
in questi casi ci vuole il principato assoluto
1:53:47–1:53:49
ci vuole il fondatore dello stato
1:53:50–1:53:53
che dia i suoi ordini allo stato nuovo
1:53:53–1:53:56
usando mezzi eccezionali
1:53:56–1:53:58
perché è la situazione che è eccezionale
1:53:59–1:54:01
cioè non è machiavelli
1:54:01–1:54:03
che è cinico
1:54:04–1:54:07
machiavelli si trova di fronte ad una realtà che è cinica
1:54:07–1:54:10
e siccome la vuole modificare
1:54:10–1:54:15
sa che in alcuni casi purtroppo ci voglioni strumenti anche cinici
1:54:15–1:54:20
ma non perché lui è cinico è la realtà che analizza realisticamente
1:54:21–1:54:22
che gli impone
1:54:24–1:54:27
di orientarsi verso determinate scelte
1:54:27–1:54:33
e allora il principe ha significato così come il principato assoluto ha significato
1:54:33–1:54:40
nel pensiero di machiavelli so lo come atto fondativo dello stato
1:54:40–1:54:45
cioè lui fa l'esempio dei grandi legislatori dell'antichità come licurgo
1:54:45–1:54:47
che diede le leggi a sparta
1:54:47–1:54:48
e i grandi
1:54:49–1:54:54
legistlatori dell'uma~ dell~ dell'antichità sono il modello a cui il principe nuovo si deve
1:54:54–1:54:57
si deve adeguare
1:55:00–1:55:05
quindi il principe deve dare gli ordini nuovi delle dare le leggi
1:55:05–1:55:07
e una volta che ha costruito allo stato
1:55:08–1:55:09
se ne deve anda'
1:55:09–1:55:11
questa è la chiave
1:55:11–1:55:15
con cui si capisce il principe perché anche in quei casi
1:55:15–1:55:19
in cui lui giustifica quei rari casi
1:55:19–1:55:23
che lui elenca in modo dettagliato
1:55:24–1:55:26
quando ci vuole il principe
1:55:27–1:55:29
anche in quei casi
1:55:29–1:55:33
lui dice solo il momento fondativo
1:55:33–1:55:38
poi non c'è nessuna ereditarietà delle cariche
1:55:38–1:55:41
una monarchia ereditaria anzi
1:55:42–1:55:45
finalmente si può arrivare alla repubblica
1:55:45–1:55:48
dopo che uno stato è stato fondato di nuovo
1:55:48–1:55:51
e allora ecco perché lui vedeva l'esempio di cesare borgia
1:55:53–1:55:54
come positivo
1:55:54–1:56:04
in quel contesto in quel contesto terrificante in quella italia così corsa lacera e battuta come scrive lui nel nel nel principe
1:56:04–1:56:08
in quel contesto per creare uno stato nuovo
1:56:08–1:56:11
ci vogliono mezzi eccezionali sì
1:56:11–1:56:15
hanno una situazione eccezionale
1:56:15–1:56:18
ci vogliono mezzi eccezionali ma solo
1:56:18–1:56:21
in una situazione eccezionale
1:56:21–1:56:24
la norma è la repubblica
1:56:25–1:56:30
il regime politico favorito da machiavelli è una repubblica
1:56:32–1:56:35
per il machiavelli al centro
1:56:35–1:56:39
c'è il tema della libertà
1:56:39–1:56:45
una libertà che innanzitutto è intesa come libertà dello stato
1:56:45–1:56:49
come indipendenza dello stato nei confronti di altri
1:56:50–1:56:53
sono temi estremamente attuali nella sua epoca
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l'italia sta finendo sotto l'orbita della spagna
1:56:57–1:57:00
ancora non si sa se la stanno giocando francia e spagna
1:57:00–1:57:05
ma è chiaro che o con uno o con un altro noi finiamo la nostra indipendenza
1:57:06–1:57:09
e per machiavelli questo è centrale
1:57:09–1:57:11
si vede per esperienza
1:57:12–1:57:17
che le città non hanno mai ampliato né di dominio né di ricchezza
1:57:17–1:57:20
se non mentre sono state in libertà
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l'ampliamento di dominio
1:57:23–1:57:28
e l'aumento della ricchezza pubblica sono elementi cardinali nel discorso di machiavelli
1:57:30–1:57:32
lui lo dice ad ogni piè sospinto
1:57:32–1:57:36
ad ogni piè sospinto la libertà
1:57:36–1:57:40
la libertà dello stato è ciò a cui dobbiamo mirare
1:57:40–1:57:44
e questo si lega alla centralità
1:57:44–1:57:47
del concetto di bene comune
1:57:47–1:57:50
che è un altro dei concetti cardini dei machiavelli
1:57:51–1:57:56
non il bene particolare ma il bene comune è quello che fa grandi le città
1:57:58–1:58:04
e sanza dubbio questo bene comune non è osservato se non nelle repubbliche
1:58:04–1:58:07
al contrario interviene quando vi è un principe
1:58:07–1:58:09
cioè le sue critiche
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al principato sono infinite reiterate ripetute e chiarissime
1:58:16–1:58:23
lui non è un fautore del principato salvo in quei casi dove la materia è troppo corrotta
1:58:23–1:58:29
se la materia è troppo corrotta come si dice il medico pietoso fa la la piaga xxx
1:58:29–1:58:31
c'è un proverbio in dialetto da noi
1:58:31–1:58:33
un medico pietoso fa la piaga verminosa
1:58:34–1:58:38
eh quando il medico vede 'na situazione terrificante deve taglia' a gamba
1:58:38–1:58:43
punto perché se no la la la gamba va in cancrena e poi si estende a tutto il corpo
1:58:43–1:58:45
verminosa in questo senso la cancrena
1:58:46–1:58:48
e machiavelli questo pensava
1:58:48–1:58:54
di fronte al corpo così diciamo distrutto de~ devastato
1:58:54–1:58:56
della della della nazione italiana
1:58:56–1:59:00
scusate la nazione è un anacronismo dell'italia
1:59:00–1:59:03
allora lì ci volevano mezzi assolutamente eccezionali
1:59:03–1:59:05
ma non è quello il suo ideale
1:59:06–1:59:08
e quella stessa unificazione
1:59:09–1:59:11
nell'arco di un mattino
1:59:11–1:59:14
si rende poi conto che il contesto
1:59:14–1:59:15
non permette
1:59:15–1:59:16
quel sogno
1:59:17–1:59:18
visionario
1:59:19–1:59:21
che c'è nell'ultimo capitolo del principe
1:59:21–1:59:23
non lo permette e quindi si ritorna
1:59:23–1:59:29
si ritorna sempre sempre diciamo al al discorso della repubblica
1:59:31–1:59:38
eh felice si può chiamare quella repubblica dalla quale sortisce un uomo sì prudente che gli dia leggi ordinate
1:59:39–1:59:42
in modo che non si debba poi ricollegerle e vivere poi
1:59:42–1:59:45
necessa~ sicuramente sotto di quelle
1:59:46–1:59:53
tra diciamo la eh gli elementi cardinali del discorso machiavelliano ieri vi ho accennato
1:59:54–1:59:55
il discorso del conflitto
1:59:56–1:59:59
ribadiamolo machiavelli è il primo
1:59:59–2:00:03
che dice ma era del tutto appunto
2:00:03–2:00:05
lui lo sa sempre io lo s~ guarda eh
2:00:05–2:00:07
vediamo se ritrovo proprio il passo
2:00:08–2:00:10
è simpatico diciamo il suo
2:00:11–2:00:13
il suo argomentare ehm
2:00:16–2:00:20
contro l'opinione di tutti che dice roma è stata una
2:00:21–2:00:27
una repubblica tumultuaria io dico che no quei tumulti hanno portato la libertà a roma
2:00:28–2:00:29
il conflitto
2:00:29–2:00:31
non è il male
2:00:31–2:00:38
come si era ritenuto in modo incontrastato da tutto il pensiero europeo fino a quel momento no il conflitto è il bene
2:00:38–2:00:40
perché il conflitto fa parte
2:00:41–2:00:48
non è un'unica mappa l'uomo è fatto da tante individualità che poi si aggregano fra di loro in città in consigli
2:00:50–2:00:54
non possiamo pensare che vanno tutti d'accordo e che c'è sempre l'unanimità
2:00:54–2:01:00
il conflitto è umano è in sé allora il problema sta nel regolamentare quel conflitto
2:01:01–2:01:08
a roma secondo lui con gli ordini che si era data la repubblica con il tribunato della plebe con le magistrature
2:01:08–2:01:11
che diciamo sostenevano gli interessi del popolo
2:01:11–2:01:16
a roma si era riusciti ad ottenere quella configurazione almeno nella roma repubblicana
2:01:17–2:01:22
il conflitto aveva fatto maturare una maggiore libertà
2:01:23–2:01:27
è un conflitto che dobbiamo riportare alle arene discorsive
2:01:27–2:01:31
è il fondamento di quello che sarà il parlamentarismo
2:01:31–2:01:34
non a caso il grande teorico
2:01:34–2:01:37
della separazione dei poteri cioè montesquieu
2:01:38–2:01:45
eh nel suo libro sulle cause della grandezza e decadenza dei romani riprenderà para para para para l'idea di machiavelli
2:01:46–2:01:47
sull'elogio del conflitto
2:01:48–2:01:54
è il nervo diciamo del liberalismo politico che non centra col liberismo economico è n'altra cosa
2:01:54–2:01:55
tra la limitazione dei poteri
2:01:56–2:01:57
il conflitto
2:01:57–2:01:58
il parlamentarismo
2:01:59–2:02:01
il conflitto si esercita in parlamento
2:02:03–2:02:04
verbalmente
2:02:05–2:02:09
poi boh ci so' sempre i parlamentari che pigliano e menano ma insomma sono delle eccezioni
2:02:09–2:02:11
non è non è questo che volev~
2:02:12–2:02:14
e quello è un discorso fondamentale
2:02:14–2:02:16
altro discorso fondamentale
2:02:17–2:02:24
e qui~ non è un caso che machiavelli sia stato considerato empio che sia stato vietato come autore di prima classe
2:02:24–2:02:26
dell'indice dei libri proibiti
2:02:26–2:02:28
è il discorso religioso
2:02:30–2:02:32
il discorso religioso
2:02:35–2:02:38
che è stato fondamentale nell'antica roma
2:02:39–2:02:41
è stata la religione dei romani
2:02:42–2:02:43
che li ha portati
2:02:43–2:02:45
al diciamo
2:02:45–2:02:48
a quella forza anche a quell'amore per la patria
2:02:48–2:02:52
perché era una religione che esaltava l'amore della patria
2:02:57–2:02:59
dice espressamente
2:03:00–2:03:01
è necessario
2:03:01–2:03:03
anche quando è giudicata falsa
2:03:04–2:03:08
cioè lui lu~ lo dice che insomma per lui è falsa la religione
2:03:08–2:03:10
sostanzialmente lo dice
2:03:11–2:03:16
però ci vuole lo stesso e quindi emerge quel concetto che sarà fondamentale
2:03:16–2:03:18
durante tutta l'età moderna
2:03:18–2:03:20
per l'impostura politica delle religioni
2:03:21–2:03:22
per esempio machiavelli
2:03:23–2:03:26
racconta un esempio che tutti poi riporteranno
2:03:26–2:03:32
eh dice quand~ dopo romolo come si chiama il seco~ servio tullio come si chiama il secondo re di roma
2:03:33–2:03:34
servo tullio
2:03:36–2:03:38
dice servo tullio fingeva
2:03:39–2:03:45
di nascondersi con una ni con una ninfa dice che parla~ fingeva di parlare con una ninfa
2:03:46–2:03:52
poi quando ritornava diciamo in pubblico dice eh la ninfa mi ha detto di fare così e colì e aveva credito perché
2:03:52–2:03:54
anche se era finto
2:03:54–2:03:56
quel discorso religioso
2:03:56–2:04:00
però era un discorso religioso e in quanto tale aveva credito
2:04:01–2:04:03
cioè la religione serve
2:04:05–2:04:07
rende gli uomini più ubbidienti
2:04:07–2:04:10
spinge gli uomini a non violare le leggi
2:04:10–2:04:13
perché col timore poi delle pene eterne
2:04:13–2:04:14
anche se false
2:04:17–2:04:19
e invece non così la nostra
2:04:21–2:04:23
la nostra religione
2:04:27–2:04:31
se nei principi della repubblica cristiana si fosse mantenuta
2:04:32–2:04:35
secondo che dal datore d'essa ne fu ordinato
2:04:35–2:04:40
vi sarebbero stati gli stati e le repubbliche cristiane più unite e più felici
2:04:42–2:04:43
il discorso
2:04:43–2:04:45
che noi ritroveremo poi negli eretici il discorso
2:04:48–2:04:50
del ritornare al cristianesimo delle origini
2:04:51–2:04:53
erasmo lo porterà avanti
2:04:53–2:04:57
tutti avevano presente che la chiesa era diventata
2:04:57–2:05:00
potere e basta
2:05:01–2:05:03
potere gozzoviglie
2:05:05–2:05:10
i fratacchioni che si umbria~ si mbriacavano facevano sesso mangiavano eh
2:05:11–2:05:12
facevano solo quello invece di
2:05:14–2:05:16
alla salute delle anime
2:05:16–2:05:21
di queste polemiche ne è piena l'italia e l'europa in quegli anni fra quattro e cinquecento
2:05:21–2:05:24
e machiavelli lo sa perfettamente
2:05:24–2:05:25
e allora comincia
2:05:25–2:05:32
a circolare questo discorso del ritorno alle origini al cristianesimo delle origini
2:05:32–2:05:33
al cristianesimo
2:05:33–2:05:36
che non aveva nessuna ricchezza in cui tutto era in comune
2:05:36–2:05:39
e gli apostoli vivevano così
2:05:39–2:05:44
non la chiesa che è diventata una potenza mondana
2:05:45–2:05:48
fondata sullo sfarzo sul lusso
2:05:51–2:05:52
e allora dice
2:05:52–2:05:55
e perché molti sono d'opinione
2:05:55–2:05:59
che il benessere delle città d'italia nasce dalla chiesa romana
2:05:59–2:06:01
voglia contro essa discorrere
2:06:02–2:06:05
e ne allegherò due ragioni potentissime
2:06:06–2:06:10
la prima è che per gli esempi rei di quella corte la corte di roma
2:06:10–2:06:11
gli esempi rei
2:06:11–2:06:17
cioè la corte romana è un esempio di nequizia è un esempio di reità
2:06:17–2:06:21
è un esempio opposto all'esempio cristiano
2:06:22–2:06:24
per gli esempi rei di quella corte
2:06:25–2:06:27
questa provincia l'italia
2:06:27–2:06:29
ha perduto ogni religione
2:06:31–2:06:33
e poi lucien febvre
2:06:33–2:06:35
in un libro famoso sbagliatissimo
2:06:36–2:06:42
ci verrà a dire che nel cinquecento non era proprio concepibile uscire dal cristianesimo non era concepibile non si poteva pensare
2:06:43–2:06:48
quindi forse un po' un incubo sarà stato machiave~ chissà come gli è venuto invece machiavelli lo scrive proprio espressamente
2:06:49–2:06:53
questa provincia ha perduto ogni religione più chiaro di così
2:06:54–2:06:57
e secondo febvre non si poteva nemmeno pensare questo
2:06:58–2:07:01
nel famoso libro la religion de rabelais in cui dice
2:07:02–2:07:04
il cinquecento era un secolo
2:07:04–2:07:06
qui veut croire che vuole credere
2:07:07–2:07:08
tutto cristiano
2:07:08–2:07:14
non si può uscire dalla dimensio~ non è pensablie uscire dalla dimensione della religione
2:07:14–2:07:16
poi uno si legge un testo che è stato scritto
2:07:17–2:07:18
negli anni dieci del cinquecento
2:07:19–2:07:22
e dice xx come è che questo l'ha scritto
2:07:25–2:07:29
il che si tira dietro infiniti inconvenienti che siamo senza religione e disordine
2:07:30–2:07:33
perché così come dov'è religione di presuppone ogni bene
2:07:33–2:07:36
dove quella manca si presuppone il contrario
2:07:37–2:07:39
abbiamo dunque noi italiani
2:07:40–2:07:41
con la chiesa e con i preti
2:07:42–2:07:46
questo primo obbligo di essere diventati senza religione e cattivi
2:07:47–2:07:49
ma ne abbiamo ancora uno maggiore
2:07:49–2:07:52
il quale è la seconda cagione della rovina nostra
2:07:54–2:07:57
e qua vedete come sono pochi anni dopo il principe
2:08:00–2:08:04
è che la chiesa ha tenuto e tiene questa provincia l'italia
2:08:06–2:08:12
e ancora lui ce l'ha presente è un problema la divisione dell~ la disunione dell'italia è un problema gravissimo
2:08:13–2:08:16
lui ci aveva provato a dire pure pal papa
2:08:16–2:08:19
piglia 'na bandiera in mano e vedi che tutta l'italia ti seguirà
2:08:20–2:08:22
ma il papa non l'ha ascoltato
2:08:22–2:08:23
e qua gliela fa pagare
2:08:24–2:08:32
questa chiesa tiene la provincia divisa e veramente alcuna provincia non fu mai unita o felice se non la viene tutta all'obbedienza
2:08:32–2:08:33
di una repubblica
2:08:33–2:08:36
o d'uno principe come avvenuto alla francia e alla spagna
2:08:37–2:08:44
è la cagione che in italia non sia non sia venuto questo stesso principe o una sola repubblica è solamente la chiesa
2:08:45–2:08:49
perché avendovi quell'abitato e tenuto imperio temporale
2:08:49–2:08:52
non è stata sì potente e di tanta virtù
2:08:52–2:08:54
che l'abbia occupato la tirannide d'italia
2:08:54–2:08:58
quindi non ha avuto la forza di occupare tutta l'italia
2:08:59–2:09:04
e d'altra parte non è stata tanto debole che per paura di perdere il dominio delle sue cose
2:09:04–2:09:10
non abbia potuto convocare uno potente che la difenda contro a quello che in italia fosse diventato troppo potente cioè
2:09:11–2:09:18
non essendo dunque stata la chiesa potente da occupare la italia né avendo permesso che un altro la occupi
2:09:18–2:09:20
è stata cagione
2:09:20–2:09:24
che non è potuta venire sotto un capo ma è stata sotto più principi e signori
2:09:24–2:09:27
dai quali è nata tanta disunione e tanta debolezza
2:09:27–2:09:28
che le sia condotta
2:09:28–2:09:31
ad essere preda solame~ non solamente
2:09:31–2:09:33
dei barbari potenti
2:09:33–2:09:34
ma di chiunque l'assalta
2:09:34–2:09:38
di che noi altri italiani abbiamo obbligo con la chiesa
2:09:38–2:09:39
e non con altri
2:09:41–2:09:44
nel mille a inizio del cinquecento dire una cosa del genere
2:09:44–2:09:49
però vedete come ancora una volta ritorna sotto traccia quel discorso dell'unificazione dell'italia
2:09:50–2:09:53
cioè il problema della chiesa con gli esempi rei
2:09:53–2:09:57
la chiesa ci ha reso senza religione quindi gli italiani
2:09:57–2:09:58
sono senza religione
2:09:59–2:10:00
dice machiavelli
2:10:00–2:10:02
ma soprattutto
2:10:02–2:10:07
non ha permesso non è stata tanto potente da occupare tutta l'italia
2:10:07–2:10:14
e non è stata abbastanza potente però abbastanza debole per permettere che qualcun altro la riunificasse
2:10:15–2:10:22
e quindi noi con la chiesa abbiamo quest~ questo bel questo bel come dire questo bel debito
2:10:23–2:10:24
quindi diciamo
2:10:27–2:10:30
l'interesse fondamentale la libertà
2:10:32–2:10:34
il concetto di civile
2:10:37–2:10:38
cioè uguaglianza
2:10:39–2:10:45
in machiavelli comincia già a diffondersi il discorso non solo della libertà ma pure dell'uguaglianza
2:10:46–2:10:48
che anche lì ci sembrano degli anacronismi
2:10:48–2:10:55
poi vedremo leggendo qualche altro testo del cinquecento che non so' acronismi anacronismi per niente ma è ignoranza di chi studia i secoli seguenti
2:10:56–2:10:58
che non conosce gli autori rinascimentali
2:10:58–2:11:03
quando ci dice che gli ideali di libertà e uguaglianza poi ci vorrà la rivoluzione francese e al massimo l'illuminismo
2:11:04–2:11:06
machiavelli ci dimostra che non è così
2:11:06–2:11:09
e quelle qualità civile equalità
2:11:10–2:11:12
l'uguaglianza come la chiama lui
2:11:13–2:11:18
vuole che tenda anche ad una maggiore equlità di sustanze come la chiama
2:11:18–2:11:22
cioè machiavelli lancia un'idea che sarà molto
2:11:24–2:11:27
molto portata avanti durante la rivoluzione francese
2:11:27–2:11:29
cioè il fatto che
2:11:30–2:11:33
l'eccessivo squilibrio di ricchezze
2:11:34–2:11:35
fa male alla repubblica
2:11:35–2:11:36
quando ci sono
2:11:36–2:11:42
pochi che hanno quasi tutto e la stragrande maggioranza che non hanno quasi niente
2:11:42–2:11:44
la repubblica va in rovina
2:11:44–2:11:49
prima v'ho citato la rivoluzione francese ma pensate a quel movimento di pochi anni fa occupò wall street
2:11:50–2:11:54
siamo il novantanove per cento contro l'uno per cento che detiene la ricchezza
2:11:54–2:11:56
il concetto è identico
2:11:57–2:11:59
è il concetto di machiavelli
2:11:59–2:12:02
che porteranno avanti tanti altri dopo di lui
2:12:03–2:12:04
bisogna livellare
2:12:05–2:12:09
è la repubblica è lo stato che deve essere ricco
2:12:09–2:12:10
non i singoli
2:12:11–2:12:14
ciò non vuol dire fare un machiavelli comunista sia chiaro
2:12:15–2:12:19
machiavelli non ci pensa proprio e né mai dà vagamente
2:12:19–2:12:25
infatti neanche i grandi interpreti marxisti di machiavelli hanno mai sostenuto una cosa del genere
2:12:25–2:12:29
però è estremamente significativo questo riferimento all'uguaglianza
2:12:30–2:12:32
che vuole anche
2:12:34–2:12:35
sul piano economico
2:12:36–2:12:41
non perché tutti dobbiamo avere lo stesso ma non ci deve essere l'eccessivo squilibrio di ricchezze
2:12:42–2:12:44
come oggi esattamente come oggi
2:12:49–2:12:55
tutto questo discorso machiavelli lo fa per portare avanti il soggetto politico che più gli sta a cuore
2:12:55–2:12:58
e cioè quella moltitudine che citavamo prima
2:13:00–2:13:01
è il popolo
2:13:01–2:13:02
che per machiavelli
2:13:02–2:13:05
è dev'essere a guardia della libertà
2:13:06–2:13:08
e dev'essere il cardine della repubblica
2:13:09–2:13:11
senza dubbio
2:13:11–2:13:13
se si considererà il x machiavelli
2:13:14–2:13:17
se si considererà il fine dei nobili e degli ignobili
2:13:18–2:13:19
si vedrà in quelli
2:13:19–2:13:23
i nobili desiderio grande di dominare
2:13:23–2:13:24
ed in questi
2:13:24–2:13:31
solo desiderio di non essere dominati e per conseguente maggiore volontà di vivere liberi
2:13:33–2:13:35
e anche quando
2:13:35–2:13:37
parla del principato stesso
2:13:38–2:13:39
machiavelli nel principe
2:13:39–2:13:41
gli dice al principe
2:13:41–2:13:42
ti devi fondare
2:13:43–2:13:47
sull'appoggio degli aristocratici dei grandi di quei pochi che tengono la ricchezza
2:13:48–2:13:49
o del popolo
2:13:51–2:13:57
dico che si ascende a questo principato o con il favore del popolo o con quello dei grandi
2:13:57–2:14:04
perché in ogni città si trovano questi due umori diversi queste due classi sociali diciamo x nasce da questo
2:14:04–2:14:08
che il popolo desidera non essere comandato né oppresso da grandi
2:14:08–2:14:10
e i grandi desiderano comandare e opprimere il popolo
2:14:10–2:14:13
vedete questa frase è molto simile a quella che avevo letto prima
2:14:13–2:14:15
qui c'è il principe prima c'erano i discorsi
2:14:15–2:14:22
cioè c'è una intima coerenza di machiavelli che spesso viene considerato contraddittorio ma se lo si legge bene non è
2:14:23–2:14:27
e allora colui che viene al principato con l'aiuto dei grandi dell'aristocrazia
2:14:27–2:14:30
si mantiene con più difficoltà
2:14:30–2:14:32
che quello che lo diventa con l'aiuto del popolo
2:14:33–2:14:40
perché quello del popolo è più onesto fine che quello dei grandi di nuovo volendo questi opprimere e quello non essere oppresso
2:14:41–2:14:45
del popolo inimico uno principe non si può mai assicurare
2:14:45–2:14:46
per essere troppi
2:14:47–2:14:49
dei grandi si può assicurare per essere pochi
2:14:50–2:14:56
debbe per tanto uno che diventi principe mediante il favore del popolo mantenerselo amico
2:14:56–2:14:57
il che gli sia facile
2:14:57–2:15:01
non domandando lui se non di essere di non essere oppresso
2:15:02–2:15:03
quindi diciamo
2:15:03–2:15:06
popolo supremazia della legge
2:15:06–2:15:09
repubblica libertà equalità conflitto
2:15:12–2:15:15
critica della religione cristiana
2:15:17–2:15:23
ma necessità politica della religione questi sono tutti ideali diciamo
2:15:23–2:15:25
critica della feudalità
2:15:25–2:15:27
critica dell'aristocrazia
2:15:27–2:15:30
critica dell'ereditarietà delle cariche
2:15:30–2:15:34
analisi realistica questi sono tutti elementi
2:15:34–2:15:37
che al di là delle critiche che si faranno a machiavelli
2:15:37–2:15:41
molto spesso inventate ieri vi acccennavo a capannella
2:15:41–2:15:44
che si inventava un machiavelli inesistente
2:15:44–2:15:47
ma già diciamo in altri testi
2:15:47–2:15:51
e così un famosissimo testo francese il contre-machiavel
2:15:52–2:15:55
è fondato cioè sembra dice ma questo l'ha letto machiavelli
2:15:55–2:15:56
ma forse non l'ha letto
2:15:57–2:16:01
no erano istanze polemiche che bisognava portare avanti
2:16:01–2:16:03
a un certo punto in francia
2:16:03–2:16:05
strozzi c'aveva mezzo debito pubblico
2:16:06–2:16:11
la regina la reggente era una de medici e i francesi a un certo punto hanno pensato dice
2:16:11–2:16:13
qua è venuto machiavelli che ci sta governando
2:16:14–2:16:18
e allora hanno cominciato anche in francia e quindi dall'italia si è diffusa anche in francia
2:16:19–2:16:22
questa immagine deteriore demoniaca
2:16:22–2:16:25
completamente inventata
2:16:25–2:16:31
del machiavelli subdolo cinico indagato~ xxx ingannatore il machiavelli machiavellico
2:16:31–2:16:33
che è un'immagine polemica
2:16:33–2:16:36
che nulla ha a che fare con machiavelli
2:16:36–2:16:42
un grande grandissimo personaggio e soprattutto un grande pensatore della libertà
2:16:43–2:16:44
grazie ci fermiamo qui
2:16:45–2:16:48
se ci sono ovviamente
2:16:49–2:16:53
richieste di charimenti ditemi pure diciamo
2:16:53–2:16:55
vi è tutto chiaro
TO0690:01–0:04
dunque oggi iniziamo a entrare in medias res
0:04–0:07
>diciamo< entriamo negli argomenti più specifici.
0:07–0:10
ieri abbiamo fatto una panoramica un po' a volo d'uccello,
0:10–0:15
abbiamo visto (.) alcuni dei caratteri fondanti dell'età moderna,
0:15–0:21
oggi iniziamo (.) appunto iniziamo dal rinasc~ dall'umanesimo e rinascimento.
0:21–0:29
e già questo inizio, ci rivela come il discorso sulle periodizzazioni sia ancora una volta arbitrario.
0:29–0:35
perché io inizierò, (.) con una citazione, (.) che è del trecento,
0:36–0:42
allora se l'età moderna comincia nel millequattrocentonovantadue, c'è un problema.
0:42–0:48
come vi ho spiegato l'età moderna non è che comincia nel millequattrocentonovantadue perché a un certo punto arriva dio e dice,
0:48–0:50
oggi è l'età moderna
0:50–0:53
ah eh benissimo. e spegniamo le candeline
0:55–1:00
i fenomenti storici, le periodizzazioni, sono nostre creazioni
1:00–1:04
e i fenomeni storici, sfuggono alle nostre periodizzazioni.
1:05–1:08
e allora se, come vedremo la settimana prossima,
1:08–1:13
la scoperta, o conquista (.) a seconda del punto di vista, (.) dell'america
1:13–1:20
è sicuramento un elemento fondamentale, periodizzante e tutto quanto si vuole,
1:21–1:27
vedremo che sia la scoperta dell'america, sia::: (.) la riforma protestante,
1:27–1:32
so~ cioè quegli avvenimenti fondamentali che sono all'inizio dell'età moderna,
1:32–1:39
sono essi stessi difficilmente comprensibili, se non sappiamo che alle spalle ci sono umanesimo e rinascimento,
1:39–1:49
lo stesso sviluppo di umanesimo e rinascimento, da un certo momento in poi, diventa incomprensibile se noi non abbiamo presente che c'è stata la scoperta dell'america
1:50–1:52
tanto per dire, un grande autor~
1:52–1:53
poi ci ritornerò su questo,
1:54–2:00
un grande autore del rinascimento, come il grande storico e politico, francesco guicciardini,
2:00–2:01
l'amico di machiavelli,
2:02–2:09
nel momento in cui ci fu la scoperta dell'america, (.) eh cominciò a notare, fu tra i primi che si rese conto, dice
2:10–2:11
ma qua c'è qualche problemuccio
2:12–2:13
perché, (.) la bibbia,
2:14–2:18
e la bibbia non è che era un libro. la bibbia era la parola di dio
2:19–2:20
quindi, incontestabile
2:21–2:24
la bibbia dice la buona novella è arrivata in tutto il mondo
2:24–2:28
e qua c'è un mondo nuovo di cui non avevamo la più pallida idea
2:29–2:31
allora qualche problemuccio c'è.
2:31–2:34
sulla veridicità della bibbia
2:35–2:38
ma questo tipo di approccio mentale,
2:38–2:42
che utilizza guicciardini di fronte alla scoperta dell'america,
2:42–2:44
guicciardini come altri,
2:45–2:54
è inconcepibile senza alle spalle la stagione dell'umanesimo, la stagione del rinascimento, la stagione che pone al centro la critica
2:55–2:59
come vi ho accennato ieri e oggi vedremo vedremo ancora meglio.
3:00–3:06
per cui diciamo, i fenomeni storici noi li isoliamo, periodizziamo,
3:06–3:12
parliamo di rinascimento, poi parliamo separandolo di scoperta dell'america, poi di riforma, poi di illuminismo,
3:13–3:21
ma sono tutti fenomeni, (.) che non possono essere ben compresi se non capiamo pure che si sovrappongono, (.) che si intrecciano
3:23–3:27
che un grande umanista può essere anche un grande riformatore religioso
3:31–3:35
quindi anche questo diciamo ci mostra sempre la complessità,
3:35–3:39
e il fatto che appunto la storia è sporca, è materia,
3:39–3:42
diciamo come diceva::, (.) il cantante, diciamo
3:43–3:49
noi stiamo per terra con i maiali a mangiare le ghiande, a vedere la terra, a vedere le cose sode e concrete.
3:50–3:53
che possono essere anche le idee astratte,
3:53–4:02
ma, quando valutiamo le idee astratte non facciamo come i filosofi che confrontiamo solamente le paroline, solo le idee e la <coerenza> di quelle idee
4:02–4:04
la realtà non è così.
4:05–4:06
la realtà è imperfetta
4:07–4:10
la realtà non è uno schemino in cui tutto si tiene
4:10–4:13
la realtà è molto più complicata,
4:13–4:16
la realtà che viviamo noi, figuriamoci quella dell'epoca
4:17–4:23
e allora per introdurre il discorso del rinascimento, (.) vi partirò con una citazione
4:23–4:27
e vi partirò con una citazione perché, (.) normalmente,
4:27–4:33
e lo leggerete anche sul: (.) sui manuali, (.) xxx
4:34–4:41
si tende a dire che il rinascimento diciamo come corrente, è po' un'invenzione storiografica,
4:43–4:44
compiuta nell'ottocento
4:45–4:51
si ricorda sempre un grande libro di un grande xxx svizzero della civiltà del rinascimento italiano,
4:52–4:59
si ricorda un volume della storia di francia del grande storico jules michelet, (.) michelet
5:00–5:04
xxx della renaissance, l'età del rinascimento,
5:05–5:08
e si considera un po' come un discorso ottocentesco
5:08–5:11
questo, questo discorso del rinascimento
5:11–5:14
però, questo, non è vero, perché cioè
5:14–5:23
sicuramente è vero che queste e altre ebbero (.) un carattere fondamentale poi nello sviluppo degli studi rinascimentali
5:23–5:30
però se noi ci poniamo di fronte a un famossimo saggio di un ancor più famoso storico francese
5:32–5:34
febvre, fe:b:vr:e
5:35–5:38
coofondatore con marc bloch della rivista les annales,
5:38–5:42
che fu nel novecento la più importante rivista storica del mondo,
5:43–5:49
lucien febvre scrisse in un suo celebre articolo diciamo un titolo
5:49–5:54
come jules michelet (.) inventò (.) il rinascimento
5:55–6:04
ora, inventare, (.) è un termine che (.) i colleghi adesso usano con molta meno:: facilità.
6:04–6:09
perché inventare, (.) è un qualche cosa che prima non c'era
6:09–6:12
è un qualche cosa che prima non esisteva
6:13–6:16
inventare un qualcosa di assolutamente nuovo
6:17–6:23
ed è (.) anche un termine che può essere ambiguo in termini storiografici
6:23–6:29
perché nel momento in cui febvre ci dice come michelet inventò il rinascimento,
6:29–6:33
sembra che voglia sottendere che il rinascimento non c'è stato.
6:34–6:42
non è solo l'invenzione storiografica di uno storico che a un certo punto si rende conto del fenomeno storico per la prima volta
6:42–6:47
ma è come se fosse un fenomeno che nemmeno c'è sta~ che in qualche modo si mette in dubbio
6:47–6:50
il che è francamente un po' troppo diciamo
6:50–6:56
ma non è solo quest~ non è solo il discorso che se è esistito o non esistito il rinasciment~.
6:56–7:00
il problema è che se vogliamo parlare di invenzione del rinascimento,
7:01–7:05
i primi a inventare il rinascimento son stati i protagonisti del rinascimento
7:06–7:09
perché c'è una totale, pie:na consapevolezza
7:10–7:14
da parte degli autori rinascimentali di vivere in un'età nuova
7:14–7:19
in un'età, (.) che dovrà riprendere l'età aurea appunto
7:19–7:23
vi cito, (.) vi cito petrarca,
7:23–7:25
una poesia famosa di petrarca
7:25–7:31
anime belle, e di virtute (°di virtù°) amiche, terranno il mondo.
7:31–7:35
e poi vedrem lui farsi, aureo tutto
7:35–7:37
e pien de l'opre antiche
7:38–7:42
c'abbiamo qui, (.) l'anime belle, gli uomini virtuosi
7:43–7:47
l'uomo virtuoso, che è artefice del proprio destino
7:47–7:50
che è uno dei cardini del rinascimento,
7:52–7:58
è abbiamo qui, (.) la:, (.) come dire, (.) la prospettiva dell'età dell'oro
7:58–8:01
il mondo diverrà aureo tutto
8:03–8:09
questa prospettiva diciamo di un ritorno, dell'antichità
8:09–8:12
pien de l'opre antiche, delle opere antiche
8:12–8:18
cioè già petrarca, già nel pieno trecento, noi abbiamo un intellettuale,
8:18–8:21
il termine è del tutto anacronistico,
8:21–8:26
intellettuale è termine che emerge alla fine dell'ottocento con l'affaire dreyfus in francia
8:28–8:33
ma, insomma possiamo usarlo con un, come si chiama? un anacronismo controllato,
8:33–8:36
per farvi capire, un uomo di lettere, un uomo di cultura diciamo
8:37–8:41
però dovete aver ben presente sem~ all'epoca questi si chiama~ letterati
8:43–8:45
quelli che noi adesso chiamiamo intellettuali
8:46–8:51
però diciamo (.) se il nome non c'è, (.) la co:sa:,
8:52–8:54
il fenomeno dell'intellettuale,
8:54–8:56
il fenomeno dell'uomo di cultura,
8:58–8:59
che conosciamo oggi,
8:59–9:02
in qualche modo ha le sue radici proprio nel rinascimento.
9:04–9:06
anche in figure come petrarca,
9:07–9:11
ah xx facciamo una e mezzo che è meglio, che dici?
9:11–9:12
è troppo presto.
9:14–9:16
undici e mezzo per cortesia?
9:17–9:18
qua ci stanno registrando
9:22–9:26
vada vada che già m'(ha distratto e non mi ricordo che stavo dice~ ah l'intellettuale
9:27–9:29
quin~ l'uomo di cultura,
9:31–9:36
diciamo ci sarà un mondo in cui l'uomo di cult~ l'uomo di cultura dominerà,
9:38–9:42
la rinascita delle opere antiche di fronte alla barbarie
9:42–9:49
già petrarca ha presente di essere di fronte a un mondo che era barbaro,
9:49–9:52
che era divenuto barbaro rispetto alla latinità
9:52–9:55
all'età aurea della latinità
9:55–9:57
petrarca riscopre cicerone,
9:57–10:04
cicerone da quel momento diventa l'esempio fondamentale, per la lingua da utilizzare
10:04–10:10
il latino si diffonde di nuovo sempre di più in europa, e diventa la lingua universale dei colti
10:10–10:15
con cui possono diciamo corrispondere i colti di tutta europa
10:15–10:18
ma non è più il latino medievale barbaro,
10:18–10:23
è il latino che gli umanisti riscoprono dalla latinità classica.
10:25–10:29
e insieme alla riscoperta del latino, c'è la riscoperta del greco,
10:30–10:34
perché ieri vi dicevo dell'afflusso di codici greci,
10:34–10:39
che poi permetteranno agli umanisti di fare il confronto con i testi xx
10:39–10:44
per vedere dove ci fossero delle scorrettezze, delle imperfezioni,
10:44–10:46
cioè tutta la nascita della filologia
10:47–10:50
però per leggerlo il greco bisognava conoscerlo il greco
10:52–10:58
cioè prima ancora che noi avessimo la disponibilità dei testi originali,
10:59–11:02
ci voleva gente che li sapesse leggere
11:02–11:10
e allora tanto per dire, sia petrarca, sia boccaccio fanno venire due monaci dalla ~la dalla mia calabria,
11:11–11:17
perché la calabria del sud era rimasta in dominio dei greci bizantini,
11:18–11:21
e nella calabria del sud ancora si parlava greco nel trecento
11:23–11:26
ma in europa quasi in nessun luogo si parlava più greco
11:27–11:35
la latinizzazione che c'era stata nel basso medioevo aveva fatto un po' piazza pulita della conoscenza del greco
11:36–11:42
tanto che due grandissimi come petrarca e boccaccio hanno dovuto chiamare due monaci calabresi,
11:42–11:45
per andare a firenze, ad insegnargli il gre:co
11:47–11:54
questo man mano poi con l'afflusso degli esuli e:h dalle terre invase dai turchi ottomani,
11:54–11:57
diventerà un fenomeno più vasto,
11:57–12:01
non ci sarà più bisogno di rivolgersi ai calabresi del sud che conoscevano,
12:02–12:03
per altro un greco bizantino,
12:04–12:06
quindi non era proprio il greco classico.
12:07–12:11
però diciamo questo fenomeno è un fenomeno da tenere ben presente,
12:11–12:13
anche perché se no non si capisce il rinascimento,
12:14–12:17
c'è la riscoperta del latino classico,
12:18–12:21
contro il latino:: barba:rico:,
12:21–12:23
dell'età di mezzo,
12:23–12:27
c'è la riscoperta della lingua greca
12:27–12:33
e c'è proprio la cognizione piena che si sta andando in un'epoca nuova
12:34–12:36
ieri vi dicevo del tema delle periodizzazioni
12:37–12:45
per cui, per la storia:: (.) cristiana, non aveva senso periodizzare salvo mettere il discorso della nascita di gesù.
12:45–12:51
e poi nel futuro, (.) il ritorno di gesù sulla terra per giudicare eccetera
12:52–12:58
in questo caso, diciamo, con gli umanisti, comincia anche una storiografia più laica
12:58–13:02
allora lo storico, chiamiamolo così, l'erudito biondo flavio,
13:02–13:04
nel quattrocento,
13:04–13:07
propone, una periodizzazione,
13:07–13:09
che ancora in qualche modo oggi ci portiamo dietro
13:09–13:12
cioè dice, c'è questa:, età di mezzo
13:13–13:15
tra la classicità latina,
13:16–13:19
e l'epoca moderna che loro sentono di vivere,
13:20–13:25
che biondo flavio, diciamo, (.) pone tra il quattrocentododici dopo cristo,
13:25–13:27
con la caduta dell'impero romano,
13:27–13:28
al millequattrocento dodici.
13:29–13:31
ora, biondo flavio è un autore quattrocentesco,
13:31–13:35
quindi non possiamo pretendere che utilizzasse altre date
13:36–13:37
poi più:: imposte,
13:37–13:42
siccome la conquista di costantinopoli, del millecinquecentocinquantatré,
13:42–13:45
che spesso si utilizza come data iniziale dell'età moderna,
13:45–13:48
e ancora più, ovviamente, la scoperta dell'america,
13:48–13:50
quando biondo flavio era pure morto.
13:50–13:57
quindi diciamo, (.) è chiaro che non possiamo pretendere la identica periodizzazione che c'abbiamo noi oggi
13:58–13:59
perché sarebbe impossibile.
13:59–14:01
biondo flavio non era più vivo
14:01–14:05
però è il primo che già si rende conto (.) pienamente,
14:07–14:10
che c'è un periodo lungo mille anni
14:10–14:13
che grossomodo è il nostro medioevo
14:14–14:16
il nostro medioevo dura poco di più di mille anni
14:17–14:21
e quindi già li comincia diciamo anche nella storia,
14:21–14:24
questo continuerà con machiavelli, con guicciardini,
14:24–14:31
anche diciamo un iniziare a stivere eh a scrivere una storia di tipo più laico.
14:32–14:38
che si dis~ differenzi dalla storia dalla storia:: religiosa, dalla storia sacra.
14:39–14:42
cioè sono fenomeni che poi arriveranno a precipitazione,
14:43–14:46
e diventeranno fon~ mh fondanti della civiltà europea,
14:47–14:49
tre secoli dopo, con l'illuminismo
14:49–14:53
sarà voltaire poi diciamo a creare la storiografia moderna,
14:53–15:00
e sarà voltaire, (.) però ad indicare nel rinascimento, l'inizio, (.) della nuova epoca.
15:00–15:08
ecco cioè, l'illuminismo stesso, (.) assume come propria data d'inizio il rinascimento.
15:09–15:10
e anche questo è molto significativ~
15:10–15:16
e allora proprio a questo proposito, vi leggo due passi (.) dal discorso preliminare,
15:16–15:20
che::, jean baptiste d'alambert pone all'encyclopédie
15:21–15:24
l'encyclopédie di diderot e d'alembert che conoscete tutti,
15:25–15:27
ne parleremo nella lezione sull'illuminismo,
15:27–15:31
ma insomma è questa grande:, operazione editoriale,
15:31–15:33
che caratterizza l'illuminismo,
15:33–15:37
tanti volumi, che è diretta appunto da diderot e da d'alambert
15:37–15:41
allora il celeberrimo discorso preliminare dell'encyclopédie
15:41–15:45
che è un vero e proprio programma, diciamo, dell'illuminismo
15:45–15:49
contiene anche dei riferimenti proprio al rinascimento
15:51–16:00
il genere umano, per uscire dalla barbarie, ebbe bisogno di una di quelle rivoluzioni che rinnovano completamente la faccia della terra. ((legge))
16:01–16:08
l'impero bizantino è distrutto. la sua rovina fa fluire in europa quel poco di conoscenze che restavano ancora nel mondo. ((legge))
16:08–16:14
l'invenzione della stampa, la produzione dei medici e di francesco primo rianimano gli spiriti ((legge))
16:15–16:17
la luce rinasce da ogni parte. ((legge))
16:17–16:21
vedete, la luce, (.) cioè l'illuminismo
16:22–16:27
la metafora della luce che così tanto caratterizza l'illuminismo,
16:28–16:34
è utilizzata da uno dei principali illuministi per, (.) spiegare il rinascimento
16:35–16:36
non l'illuminismo stesso
16:37–16:41
cioè o meglio, (.) pone un evidente legame,
16:41–16:45
tra il rinascimento e quello che gli illuministi stanno perseguendo.
16:47–16:49
la luce rinasce da ogni parte ((legge))
16:49–16:53
finalmente non ci si attiene più alla copia o imitazione dei greci e dei romani ((legge))
16:54–16:56
ci si sforzò di superarli se possibile ((legge))
16:56–16:59
di pensare con la propria testa. ((legge))
16:59–17:03
così l'immaginazione dei moderni rinacque a poco a poco da quella degli antichi, ((legge))
17:04–17:09
e si videro quasi contemporaneamente fiorire quasi tutti i capolavori del secolo scorso. ((legge))
17:09–17:17
sarebbe ingiusto, da parte nostra, (.) noi francesi, (.) non riconoscere il nostro debito verso l'italia. ((legge))
17:17–17:22
la quale ci ha donato le scienze che in seguito hanno fruttificato con tanta abbondanza in tutta europa ((legge))
17:23–17:29
soprattutto all'italia dobbiamo le belle arti e il buon gusto e innumeri modelli di ineguagliabile perfezione. ((legge))
17:29–17:34
ora, badate che questo è un:: mh come dire, è un discorso che ancora oggi è attivo.
17:34–17:37
io ho vissuto per lavoro tanto tempo a parigi,
17:37–17:41
>e allora< i francesi a noi ci temono, non ci possono vedere,
17:42–17:47
da secoli e secoli c'è un anti italianismo che comincia proprio nel periodo rinascimentale
17:47–17:49
dopo ci faccio un altro cenno a questo,
17:50–17:52
anche perché ci temono,
17:52–17:56
cioè c'è un rapporto mo:lto particolare nei confronti di noi italiani,
17:56–17:58
salvo per tre cose,
17:59–18:05
la cucina, (.) su cui ci ammirano, diciam~ cioè riconoscono la nostra grandezza.
18:07–18:17
e basta andare al faubourg saint honoré o all'avenue montaigne, per le strade del grande lusso parigino per vedere quasi sono diciamo le grandi griffe e quanto l'italia conta,
18:18–18:20
e infine appunto, il rinascimento
18:21–18:25
se noi vediamo diciamo, il posto d'onore del museo del louvres,
18:25–18:28
è occupato dalla galleria degli italiani
18:28–18:31
da giotto, fino al settecento.
18:32–18:36
quello dicia~ mh vari ce li hanno pure fregati di questi quadri, no?
18:37–18:38
sfatiamo un mito,
18:38–18:40
questo lo saprete, spesso si ripete,
18:41–18:43
la gioconda non è fra quelli.
18:43–18:47
nel senso che la gioconda, leonardo, gliel'ha venduta,
18:47–18:48
quindi diciamo è loro
18:49–18:53
ma per esempio le nozze di cana di paolo veronese,
18:53–18:56
che è un quadro che è molto più grande di questa lavagna qua dietro,
18:56–18:58
prende quasi tutta sta parete, è 'na co:sa meraviglio:sa,
18:59–19:05
è uno dei furti che si sono fatti allegramente quando le truppe napoleoniche sono venute in italia alla fine del settecento.
19:06–19:09
e ancora varie cose ce l'hanno nostre,
19:09–19:13
però poi vi confesso, più volte ho fatto la riflessione,
19:13–19:15
passando per quella galleria,
19:15–19:19
dico, qua almeno però sono messi al massimo livello in tutto il mondo.
19:19–19:25
cioè la nostra cultura è mostrata nel massimo del suo splendore in tutto il mondo.
19:25–19:32
quindi questo forse va bene, perché noi italiani non siamo sempre così bravi a valorizzare le nostre bellezze
19:32–19:34
basta pens~ basta pensare a pompei
19:35–19:42
o basta pensare a quanta r:rob:a sta ne::i:: caveaux ne ne nelle cantine dei musei italiani.
19:42–19:46
quanti capolavori del rinascimento noi non vediamo
19:47–19:49
e invece insomma così almeno,
19:49–19:53
quand'uno dall'estero va in francia, va a vedere il louvres,
19:54–19:55
non può mancare dal vedere il louvres,
19:55–19:59
e vede che diciamo, al posto d'onore ci stiamo noi
20:00–20:03
non è ta:nto:: tanto tanto male diciamo
20:03–20:08
però appunto è un discorso che già affonda le radici in d'alambert,
20:08–20:11
già affonda le radici nell'illuminismo,
20:11–20:15
ripeto è voltaire, che porta moltissimo avanti questo discorso.
20:15–20:21
nella sua opera essai sur les mœurs, saggio sui costumi e sullo spirito delle nazioni,
20:21–20:27
voltaire vede una vera e propria svolta nell'epoca rinascimentale.
20:27–20:32
cioè pone un momento periodizzante nell'epoca rinascimentale.
20:32–20:38
e qualche anno dopo, quando questa visione storiografica si perfezionerà,
20:38–20:43
nel xxxx tradotto, (.) non è tradotto molto, un'opera di condorcet
20:43–20:49
esquisse d'un tableau historique, schizzo di una::: m:h mh (.) una tavolozza storica insomma,
20:50–20:58
il libro di condorcet è quello che fornisce una periodizzazione in da::~ mh (.) in blocchi,
20:58–20:59
dice condorcet,
21:00–21:04
la storia umana è stata divisa grossomodo in dieci grossi periodi,
21:05–21:08
e anche lì, il rinascimento è l'inizio.
21:09–21:11
un mondo nuovo
21:11–21:15
l'inizio del mondo nuovo che porterà, all'emergere delle arti,
21:16–21:19
della scultura, della pittura::,
21:19–21:23
e tutte le grandi glorie::, (.) glorie del rinascimento,
21:24–21:25
non solo le arti, perché,
21:26–21:30
poi dopo ci accenno e però ci ritornerò poi in un'altra lezione,
21:30–21:37
il rinascimento è molto importante anche per aver dato il via, diciamo la premessa a quella che sarà poi la rivoluzione scientifica.
21:39–21:42
scusate, però sta nel rinascimento nella testa dei francesi,
21:43–21:47
anche questo ci riconoscono nel senso che galileo, giordano bruno,
21:47–21:51
so' perso~, loro che sono veramente (.) chiusi al loro interno,
21:51–21:56
e per leggersi un'opera che non sia francese ce ne vuo:le:,
21:56–21:59
qua hanno a che fa' con galileo, con giordano bruno,
21:59–22:05
quantomeno, continuano in quel riconoscere la grandezza del nostro rinascimento,
22:05–22:08
continuano a riconoscere la nostra grandezza, anche su quel piano
22:09–22:13
perché uno dei caratteri fondamentali del rinascimento,
22:13–22:15
è proprio lo studio della natura,
22:17–22:26
nella mondanizzazione, nello scendere da::, quel mondo popolato da spiriti, spiritelli, demoni, e quant'altro, che era il medioevo,
22:27–22:31
col rinascimento si ritorna sulla terra in quache modo,
22:31–22:35
quel ritorno sulla terra noi lo vediamo per esempio nella pittura,
22:35–22:39
la pittura diciamo, già nella nascita della prospettiva,
22:40–22:46
noi vediamo come la realtà sia in modo più efficace ritratta,
22:46–22:51
e questo diciamo anche proprio nelle forme, al di là della prospettiva,
22:52–22:56
se noi facciamo un paragone con la pittura bizantina,
22:56–22:59
quegli umu:ncoli, come li chiamava vasari,
22:59–23:04
gli omiccini, senza prospettiva, senza nessuna, (.) realtà::,
23:04–23:09
e la confrontiamo co' un quadro di michelangelo, il quadro di michelangelo ci pare una cosa reale,
23:09–23:10
con tutti quei fasci di muscoli,
23:10–23:13
quella, quella realtà che prorompe,
23:13–23:18
quella realtà naturale che prevede anche degli studi anatomici,
23:18–23:22
cioè, anche qui, i fenomeni sono sempre intrecciati,
23:22–23:26
e allora, lo studio, della pittura, porta anche,
23:26–23:27
e della scultura,
23:28–23:31
porta anche ad uno studio dell'anatomia umana
23:31–23:37
non a caso il cinquecento, il rinascimento è l'epoca del grande anatomista andrea vesalio,
23:37–23:40
che comincia diciamo a fare le dissezioni,
23:40–23:42
le le le l~ le autopsi::e::,
23:43–23:44
come diremmo oggi,
23:44–23:49
per cominciare a capire come è realmente formato il corpo umano,
23:49–23:49
in quell'epoca,
23:50–23:55
un grande eretico, (.) che sarà condannato a morte, serveto,
23:57–24:01
a un certo punto, intuisce la circolazione del sangue,
24:01–24:06
cioè c'è tutto anche un filone appunto naturalistico,
24:06–24:07
nel rinascimento,
24:08–24:11
che è legato al discorso generale,
24:11–24:14
quindi lo vediamo nella pittura, nella scultura eccetera.
24:14–24:17
ma diventa vera e propria filosofia naturale,
24:18–24:19
diventa ricerca,
24:20–24:22
di come dirà poi bernardino telesio,
24:22–24:25
della natura iuxta propria principia,
24:25–24:28
la natura va studiata per se stessa, in sé
24:28–24:32
analizzando una formica, analizzando un filo d'erba, un albero,
24:32–24:38
non analizzando quello che dice dio o quello che dice aristotele sulla natura.
24:39–24:45
la natura va studiata per sé stessa. e questa la premessa necessaria per l'indagine scientifica
24:45–24:47
se non ci fosse stato prima quello,
24:47–24:54
a galileo, di pigliare e costruirsi il suo telescopio, di puntarlo verso il cielo e scoprire i satelliti di giove,
24:55–24:57
non gli sarebbe venuto proprio in mente,
24:57–24:58
probabilmente.
24:59–25:01
ma alle spalle, galileo,
25:01–25:05
e tutta la generazione seicentesca della rivoluzione scientifica,
25:06–25:09
c'aveva la filosofia naturale del rinascimento.
25:09–25:11
lo studio della natura.
25:11–25:16
ora, francis bacon, grandissimo autore molto amato dagli illuministi,
25:17–25:20
dirà che queste erano, filosofie pastorali,
25:20–25:28
dirà che per esempio telesio, era stato molto più bravo nel distruggere, quello che c'era prima che nel costruire
25:29–25:34
dirà che si erano rifatti agli autori antichi, e anche qui vediamo il rinascimento però.
25:34–25:43
nel riproporre lucrezio, nel riproporre democrito, nel riproporre parmenide, nel riproporre tutta una serie di autori presocratici,
25:45–25:51
gli umanisti, i protagonisti del rinascimento, si sottraggono alla dittatura come era di aritstotele,
25:52–25:58
e trovano dei modi, alternativi di vedere il mondo, che sono più aderenti alla natura,
25:58–26:00
democrito aveva parlato degli atomi,
26:03–26:07
poi diciamo diviene un vero e proprio discorso scientifico.
26:07–26:10
nel seicento, quando c'è già la rivoluzione scientifica in atto,
26:10–26:14
e quindi gli esperime:nti, per verificare le teorie eccetera,
26:15–26:25
ma, anche lì, ha il precedente importantissimo nel rinascimento della rinascita delle filosofie dell'antichità, tra cui, (.) l'atomismo,
26:25–26:27
portato avanti anche da lucrezio,
26:29–26:32
eh quando, (.) telesio scrive de rerum natura,
26:33–26:38
ce l'avrà avuto presente che un certo lucrezio aveva scritto il de rerum natura,
26:39–26:45
chiaro che, (.) diciamo in qualche modo è proprio una citazione, un omaggio, a quelle tradizioni dell'antichità
26:46–26:50
perché in quelle tradizioni dell'antichità trovano nuova linfa:,
26:50–26:57
e lo stesso bacon però riconoscerà, (.) a telesio, il ruolo di primus homini novi.
26:57–26:59
primo degli uomini nuovi.
26:59–27:01
ora, anche questa è una forzatura,
27:01–27:11
perché probabilmente in questo discorso scientifico dovremmo vedere già leonardo da vinci come primo degli uomini nuovi, che viene molto prima di telesio
27:12–27:13
dovremmo vedere copernico,
27:14–27:23
che scrive prima di telesio, e che per la prima volta finalmente, fa uscire diciamo l'occidente da questo mito per cui la terra è il centro di tutto l'universo,
27:24–27:27
mentre copernico si dimostr~ riesce a dimostrare,
27:27–27:29
sul piano solo matematico,
27:29–27:31
per dimostrarlo empiricamente ci vorrà galilei,
27:32–27:39
ma copernico già sul piano matematico dimostra che è la terra che gira intorno al sole, non il sole che gira intorno alla terra
27:39–27:41
come tutti ritenevano,
27:41–27:43
come la bibbia riteneva
27:44–27:46
nella bibbia ci so' vari passi,
27:46–27:47
a un certo punto dice,
27:47–27:49
si è fermato il so:le.
27:49–27:52
allora se s'(è fermato il sole, vuol dire che il sole si muove,
27:52–27:55
e allora anche lì la bibbia dice sciocchezze
27:56–28:00
a un certo punto, gli occidentali, gli europei, si rendono conto,
28:00–28:04
anche da questo punto di vista la bibbia dice sciocchezze,
28:05–28:15
in ogni caso, comunque, al di là de:::lla:: del discorso della pittura, al di là del discorso (.) e:::h della filosofia naturale,
28:16–28:23
mi interessa, diciamo leggervi anche un altro (.) passettino che è più o meno contemporaneo,
28:23–28:29
a quello di:, a quello di:: m::h (.) di d'alembert.
28:30–28:36
prima, però vi leggo poche righe che sono tratte da un altro grande illuminista che è rousseau.
28:37–28:41
lo vedremo meglio, quando studieremo l'illuminismo,
28:42–28:47
si pone in maniera, (.) mo:lto particolare rispetto all'illuminismo
28:48–28:52
ha una, (.) diciamo, infatti si è parlato di sensibilità preromantica.
28:53–28:58
rousseau in qualche modo prepara, l'avvento del romanticismo
28:59–29:05
infatti, rousseau, xxx non è un fautore::, (.) tout court del progresso.
29:05–29:11
perché appunto dobbiamo anche ricordare una cosa, adesso leggiamo una xxxxx che è funzionale a questa
29:12–29:15
dobbiamo anche ritornare un attimo sul discorso fatto ieri
29:16–29:18
sui critici della modernità
29:19–29:27
la modernità è stata critica anche come:, diciamo dispositivo di controllo, dispositivo di discipline,
29:27–29:31
dispositivo di di di disciplinamento: in qualche modo.
29:31–29:38
una delle altre critiche che è stata fatta alla modernità, è una critica che si ripete ciclicamente diciamo.
29:38–29:41
e arriva fino a pasolini,
29:41–29:44
arriva fino ai verdi:, più estremisti,
29:45–29:52
cioè quell'immagine che noi abbiamo perduto un'età dell'oro esistita nel passato,
29:52–29:57
e siamo andati poi sempre verso una più profonda barbarie.
29:58–30:03
questa è un'ide:a, (.) che già comincia a emergere in rousseau,
30:03–30:06
ed è un'idea che appunto, ancora oggi,
30:06–30:07
poi uno a pasolini gli diceva,
30:07–30:13
scusa pasoli' però ehm io nel mondo antico l'ospedale non ce l'avevo. se mi devo fare una penicellina preferisco
30:13–30:15
tanto per dire, cioè::,
30:16–30:21
tra gli avanzamenti della modernità, possiamo discutere se siamo più liberi o meno liberi,
30:21–30:25
però, che stiamo più in salute, è difficile negarlo
30:25–30:28
già, la mia generazione rispetto a quella dei miei genitori,
30:28–30:32
se io confronto un quarantenne di oggi, con un quarantenne di venti trent'anni fa,
30:32–30:35
il quarantenne di ven~ trent'anni fa, sembrava un vecchio bacucco
30:36–30:39
pure io so' vecchietto, ma inso~ ci manteniamo un pochettino meglio
30:42–30:47
e quindi, vuol dire che c'è un avanzamento anche nelle condizioni di vita.
30:48–30:53
allora per esempio anche le forze estremistiche, ecologiste,
30:53–30:56
che vanno verso orientamenti reazionari, ci dicono
30:56–30:58
e::h prima era tutto pulito,
30:58–31:00
l'aria era tutta sa:lubre,
31:01–31:05
non avendo la più pa:llida ide::a, di che cosa fosse il passato
31:06–31:09
allora per esempio, è stato molto criticato un libro,
31:10–31:17
questa storiografia degli annales, questa storiografia francese, a un certo punto siamo arrivati a una storia degli odori
31:18–31:21
dice madonna, mo' addirittura la storia degli odori, ma che scemenze sono,
31:21–31:31
invece la storia degli odori, ci dimostra, che, il passato tanto amato da rousseau, tanto amato da pasolini e tanto amato da determinate forze ecologiste,
31:31–31:37
era un passato in cui non potevi camminare per strada per il fe:tore tremendo che c'era
31:37–31:39
era una fogna a cielo aperto,
31:39–31:41
il nostro territorio.
31:41–31:44
non c'era nessuna cognizione ecologista
31:44–31:47
quindi i rifiuti si buttavano nei fiumi
31:47–31:50
quando si dovevano fare le: tintu:re gli abiti,
31:50–31:51
tanto per dire,
31:52–31:55
erano dei procedimenti, che intanto creavano una puzza micidiale,
31:55–32:03
poi tutto, (.) questi ehm residui si sversavano nei fiumi, si sversavano nelle fonti,
32:03–32:12
ancora fino a 'na cinquantina d'anni fa, capitava che dovevi stare attento a camminare per strada che uno ti buttava il vasino con la pipì in testa.
32:12–32:16
perché ancora si usava una cinquantina d'anni fa, figuriamoci all'epoca
32:17–32:26
quindi, voglio dire, poi, ci rendiamo conto che questo passatismo, (.) è un passatismo del tutto ideologizzato.
32:26–32:30
noi saremmo pure ideologici a difendere le conquiste della modernità,
32:30–32:34
eh però mi devi rispondere con delle conquiste altrettanto importanti.
32:35–32:41
se la risposta è, andarcene in un posto che è una cloaca a cielo aperto,
32:41–32:42
francamente insomma
32:42–32:44
cioè voi considerate,
32:44–32:46
non so se lo sape~, montparnasse,
32:46–32:51
tanto famosa, ci stava picasso, ci stavano gli artisti, xxx, i surrealisti, xxx,
32:54–32:56
montparnasse nasce come discarica,
32:57–32:58
è una discarica di monnezza,
32:59–33:03
che per secoli e secoli si è accumulata, e poi è diventata una collinetta.
33:03–33:05
quindi cioè xxx
33:06–33:07
di quello stiamo parlando.
33:08–33:12
e questi atteggiamenti, (.) già li troviamo nell'illuminismo
33:12–33:18
perché per esempio rousseau contrariamente al suo amico d'alembert, diceva che il rinascimento, cito
33:18–33:26
ha corrotto i nostri costumi, ha danneggiato la purezza del gusto, non ha aggiunto nulla alla nostra felicità. ((legge))
33:28–33:30
ma, (.) ben peggio diciamo,
33:32–33:34
il poeta herder,
33:34–33:36
poeta intellettuale diciamo
33:36–33:38
scriveva nel settecento,
33:38–33:39
filosofo, scusate.
33:40–33:41
scriveva nel settecento,
33:41–33:49
se alle nostre spalle, non avessimo i tempi barbarici, se questi non avessero durato così a lungo, povera europa, ((legge))
33:49–33:53
incivilita, che saresti tu mai con tutta la tua sapienza? ((legge))
33:54–34:02
ridateci la nostra devozione e superstizione, l'oscurità e l'ignoranza, il disordine e la rozzezza dei costumi ((legge))
34:02–34:11
e prendetevi la luce e l'incredulità, la snervata freddezza e la raffinatezza, la filosofica rilassatezza dell'umana miseria nostra ((legge))
34:11–34:18
un tranquillo processo nello spirito umano che tende al miglioramento del mondo non è altro che un fantasma della vostra mente. ((legge))
34:19–34:22
e non rappresenta il corso di dio e della natura. ((legge))
34:24–34:26
fanta~ voi pensate che migliorate, un fantasma.
34:27–34:28
diceva herder.
34:28–34:32
tanti hanno portato avanti queste sirene nell'ottocento,
34:32–34:34
ieri vi citavo ratzinger,
34:34–34:38
il nemico principale di ratzinger era l'illuminismo,
34:38–34:40
che portava il relativismo dei valori,
34:41–34:42
che cosa brutta.
34:43–34:44
il relativismo dei valori.
34:47–34:49
queste sono diciamo le critiche.
34:50–34:52
che non sono solo critiche al rinascimento,
34:53–34:59
sono critiche al rinascimento, sono critiche all'illuminismo, sono critiche al mondo moderno.
34:59–35:04
ma sono critiche che vengono portate avanti in nome di ideologie.
35:05–35:08
spesso, e volentieri, sulla base,
35:08–35:10
del, (.) sì non l'avete letto. tranquilli.
35:11–35:15
sulla base del discorso punto religioso. meramente religioso.
35:19–35:25
dicevamo insom~ il rinascimento, comunque si caratterizza per questa riscoperta dell'antichità.
35:25–35:31
la riscoperta dell'antichità noi non la dobbiamo considerare come una me:ra, imitazione, servile,
35:32–35:36
perché se fosse così, non avremmo avuto la cappella sistina.
35:36–35:39
la cappella sistina insomm~ non è un'imitazione di niente
35:39–35:41
la cappella sistina è un capolavoro assoluto e basta.
35:42–35:50
e, (.) per esempio, diciamo, eh se, questo discorso nell'antichità, in alcune discipline, poté funzionare di più,
35:50–35:56
per esempio nell'architettura, si disponeva del trattatato de architectura di vitruvio,
35:56–36:05
e allora da brunelleschi a palladio, (.) si poté, in qualche modo, cercare di riprendere, quegli stilemi classici.
36:05–36:07
soprattutto, al di là dei trattati,
36:08–36:12
c'era roma, c'era il colosseo, c'era il pantheon,
36:12–36:17
cioè c'erano gli edifici, i resti, della roma antica,
36:17–36:28
che, si proponevano come modelli da imitare, da riprendere contro la barbarie gotica: di quegli archi acuti e tutte quelle cose complicate una sull'altra,
36:28–36:32
diciamo come si esprimeva leon battista alberti.
36:33–36:39
però diciamo, se nell'architettura questo noi lo vediamo, in qualche modo lo vediamo anche nella scultura,
36:39–36:41
perché c'erano i modelli,
36:41–36:44
ancora una volta, roma, ma insomma non solo
36:46–36:54
diciamo le corti, i principi, si dotano di statue:: dell'antichità, statue romane, che cominciano a riemergere,
36:54–36:58
e allora diciamo gli scultori potevano avere un modello,
36:59–37:03
da andare a riguardare, così com'era cicerone per la lingua,
37:03–37:05
però il discorso della pittura è più complicato,
37:06–37:12
la pittura che diciamo è la cosa, diciamo la verità, è la cosa più famosa del nostro rinascimento,
37:13–37:22
donatello, raffaello, botticelli, leonardo, michelangelo, e quanto di più::: sommo nel campo della pittura noi abbiamo,
37:22–37:27
questi personaggi non è che avevano degli esempi a cui andare a guardare,
37:27–37:29
c'era qualcosina nella domus aurea,
37:29–37:32
ma non era stata ancora riscoperta pompei,
37:32–37:34
ci vorrà il settecento per riscoprire pompei,
37:35–37:36
e quindi i pittori,
37:37–37:39
contrariamente agli architetti e agli scultori,
37:40–37:44
non c'avevano, diciamo, un esempio da imitare.
37:44–37:50
certo, per esempio, botticelli, e::h fece la la calunnia,
37:52–38:00
un dipinto di botticelli è esemplato sul racconto di un quadro di apelle, (.) che fa lo scrittore antico luciano.
38:00–38:04
però è 'na descrizione, è una descrizione verbale,
38:05–38:13
per cui nella pittura, questo discorso, già questo discorso dell'imitazione si vede che vale fino a un certo punto,
38:13–38:16
perché se fosse solo un fenomeno di imitazione,
38:16–38:19
non ci sarebbe quasi nulla o nulla di creatività,
38:20–38:23
dove sarebbe la grandezza della stagione rinascimentale?
38:23–38:26
invece la pittura ci dimostra che eccome,
38:27–38:35
eccome se ci fo se ci fu un diciamo (.) e::h una creatività che portò versa un'età nuova
38:35–38:39
poi per carità, (.) botticelli:: ha fatto la venere.
38:40–38:44
pallade::: e::h venere e marte, pallade (il) centauro,
38:44–38:46
cioè ci sono i temi mitologici,
38:46–38:51
e questi li vedremo diffondersi nel quattrocento, nel cinquecento, nel seicento.
38:51–38:56
ma temi mitologici, (.) dipinti da loro.
38:56–38:57
dipinti ex novo,
38:57–39:02
non dipinti guardando un modello e copiandolo.
39:03–39:07
era tutto quel percorso della pittura italiana che era iniziato,
39:07–39:08
come ci spiegò già vasari,
39:09–39:14
cioè ne avevano già cognizione nel cinquecento gli stessi umanisti di questo fenomeno,
39:14–39:16
era il fenomeno che era cominciato con giotto,
39:17–39:21
e che aveva dato vita poi alla, dai primitivi in poi, all'arte::,
39:22–39:25
alla meravigliosa stagione dell'arte italiana.
39:26–39:31
in cui diciamo la, creatività::, (.) emerge, eccome.
39:32–39:36
e per esempio, se andiamo a guardare, diciamo (.) la ritrattistica,
39:37–39:42
che è uno, è uno degli elementi (.) tipicamente caratteristici del rinascimento,
39:43–39:44
ieri ve l'accennavo,
39:45–39:47
anche perché mette l'uomo al centro,
39:47–39:48
l'essere umano,
39:49–39:52
anche la donna, comunque l'essere umano, mette al centro,
39:53–40:00
quindi l'essere umano che sempre più (.) emerge come il protagonista di questa vita uma~ di questa vita sulla terra.
40:00–40:06
e allora, se però andiamo a vedere questo dato, noi vediamo come (.) nel quattrocento,
40:06–40:09
la ritrattistica tendesse,
40:09–40:13
a, (.) riprodurre immagini di profilo.
40:14–40:19
e allora lì noi cogliamo, il nesso con la classicità con le monete.
40:20–40:29
i grandi imperatori, xxx (.) nel verso delle monete c'era sempre la testa dell'imperatore con cui è stata all'epoca di cui era stata coniata la moneta,
40:29–40:39
e quindi diciamo quello era l'unico in qualche modo modello più reale che potevano avere i pittori da guardare rispetto all'iconografia dell'antichità.
40:40–40:45
ma, quando poi arriviamo a a a::: a leonardo,
40:45–40:48
((tossisce)) scusatemi.
40:49–40:51
a leonardo, raffaello e ancora oltre,
40:51–40:53
tiziano, eccetera,
40:53–40:55
finirà questo discorso.
40:55–40:58
e quindi non c'abbiamo più solo i profili,
40:58–41:03
ma c'abbiamo pure il frontale, il:: mezzobusto un po' a tre quarti,
41:04–41:10
e anche lì è una creatività, è un mettere qualcosa di nuovo che gli artisti fanno.
41:11–41:14
ancor meno diciamo, (.) imitazione,
41:20–41:21
no, c'arriviamo c'arriviamo dopo.
41:22–41:31
altro carattere, scusatemi. altro carattere eh fondamentale, come vi accennavo ieri, è il discorso dell'eccellenza, della dignità dell'uomo.
41:32–41:40
dopo un medioevo in cui, la figura dell'individuo era, totalmente diciamo, e::h (.) messa da parte,
41:41–41:48
a confronto al cosmo generale::, in cui tutto quanto doveva tendere ad unità::,
41:48–41:53
nell'umanesimo e nel rinascimento questo fenomeno si inverte.
41:53–42:01
allora vi leggo un breve passo, dalla orazione de dignitate et excellentia hominis di::: pico della mirandola,
42:01–42:06
che::, (.) fa dire a dio:, (.) dio sta parlando
42:07–42:13
da nessun limite costretto, secondo il tuo arbitrio alla cui potestà ti affidai, ((legge))
42:13–42:15
io dio ti affidai,
42:15–42:17
ti posi al centro del mondo. ((legge))
42:17–42:22
perché di lì ti potessi meglio osservare tutto ciò che è nel mondo. ((legge))
42:22–42:26
e non ti feci né celeste né terrestre, né mortale né immortale, ((legge))
42:26–42:34
perché tu liberamente, come artefice di te stesso, possa foggiarti e plasmarti nella forma che avrai preferito. ((legge))
42:35–42:38
ora qui vediamo come appunto diciamo, l'individuo,
42:41–42:44
la libertà dell'individuo, diventa il centro,
42:45–42:47
dell'esistenza.
42:48–42:52
non è più dio, (.) ma è dio stesso che dice all'uomo,
42:52–42:54
riprenditi quello che è tuo,
42:54–42:55
riprenditi il tuo destino,
42:56–43:01
riprenditi la tua vita, decidi tu se arriverai o non arriverai alla salvezza eterna.
43:03–43:05
sii artefice di te stesso,
43:07–43:08
>cioè< è l'individuo,
43:08–43:12
ora questo in effetti c'era stato già un po' nel medioevo,
43:13–43:16
nel medioevo qualche autobiografia c'era per esempio.
43:16–43:20
l'autobiografia segnala che l'individuo ha coscienza di sé stesso.
43:21–43:27
però erano poche le autobiografie nel medioevo, invece nel rinascimento sono tante le autobiografie.
43:28–43:36
nel rinascimento c'è la ritrattistica, nel rinascimento ritorna al centro o si pone al centro l'essere umano.
43:36–43:41
questo non sarebbe potuto bastare per creare l'individuo moderno.
43:41–43:48
e allora quando i critici del rinascimento, osservano questo c'hanno pure ragione,
43:48–43:55
però i critici del rinascimento, si dimenticano, che più o meno contestualmente, c'è stata pure la riforma protestante,
43:55–44:01
l'individuo, la coscienza individuale richiamata dalla riforma protestante,
44:01–44:05
legata con la coscienza individuale richiamata dal rinascimento,
44:05–44:07
crea l'individuo moderno.
44:07–44:11
ci ritorneremo quando parleremo della riforma protestante,
44:11–44:15
però, ancora una volta, i fenomeni si rinforzano l'un l'altro,
44:15–44:18
la modernità non è figlia di un, fenomeno.
44:18–44:22
è un percorso estremamente complicato.
44:22–44:26
in cui le cose poi si possono rafforzare l'una all'altra.
44:26–44:29
rinascimento e riforma sono uno di quei casi.
44:29–44:36
in modo, (.) evidente, e lapalissiano. nonostante molti storici del rinascimento ormai, non lo dicano più.
44:36–44:39
perché i grandi storici del passato come edelio candimori,
44:40–44:43
che si studiavano il rinascimento, e si studiavano la riforma,
44:43–44:44
non ci sono più,
44:44–44:49
siccome la storia è diventata patrimonio degli iperspecialismi,
44:49–44:55
ci sono colleghi che sanno tutto, della rivoluzione francese, ma se gli vai a chiedere machiavelli, leonardo, dice,
44:55–44:57
m:h fammi pensa' quand'è vissuto,
44:57–44:59
non hanno la più pallida idea.
45:01–45:08
questo è molto grave, ma è un fenomeno::: della del degli studi::: che va avanti da una trentina d'anni,
45:08–45:14
e quindi allora, (.) se, voi vi leggevate di i te:sti: di una cinquantina d'anni fa,
45:14–45:18
era scontato mettere in relazione rinascimento e riformismo.
45:20–45:23
oggi, non ci trovate manco un riferimento,
45:23–45:28
voi vi leggete una storia del rinascimento e la riforma semplicemente non c'è,
45:29–45:34
eppure, (.) ve lo ridirò dopo e ci ritorneremo più volte,
45:35–45:40
due fra i grandi nomi, diciamo, soprattutto fra i radicali religiosi,
45:41–45:42
su cui ritorneremo,
45:42–45:45
sono erasmo da rotterdam e lorenzo valla,
45:45–45:48
cioè quando questi vanno a fare la critica religiosa, dicono,
45:48–45:52
ma erasmo ha detto, valla ha detto,
45:52–45:54
non lutero ha detto.
45:55–46:01
cioè, sono poi degli umanisti, che prendono anche un percorso di riforma religiosa,
46:01–46:04
e questo comincia già all'interno dell'umanesimo stesso,
46:04–46:06
quindi come facciamo a distinguere,
46:07–46:08
questi a:mbiti,
46:08–46:11
come diceva brodelli, i muri degli orti,
46:11–46:13
perché poi que:sto è,
46:13–46:16
è potere acccademico alla base.
46:16–46:25
le distinzioni, le partizioni disciplinari, (.) con cu~ che se ci sembrano cose naturali, attraverso cui il sapere è articolato,
46:25–46:30
molto spesso, dietro, non hanno niente altro che, potere.
46:31–46:32
discorsi di, potere.
46:34–46:42
perché se io poi mi faccio un corso di storia del rinascimento, i rinascimentisti poi magari li controllo io, e decido io chi entra e chi non entra all'università
46:42–46:44
di questo stiamo parlando.
46:44–46:50
molto spesso, dietro, e:h co:nte:se, dietro cose che sembrano culturali,
46:50–46:53
c'è il gre:ve, potere.
46:53–46:58
e l'accademia è uno dei posti dove questo al massimo livello si esprime,
46:58–47:02
in maniera veramente mortificante, perché vorrei capire quale potere abbiamo,
47:03–47:07
cioè forse una volta, i professori universitari avevano potere accademico. oggi come oggi non contano niente.
47:07–47:10
oggi come oggi non contano niente i professori universitari.
47:11–47:18
eppure pure per tenersi una cosetta così, xxx l'iperspecialista,
47:18–47:20
così controlla tutto lui.
47:21–47:23
controlla tutto lui e poi dice fesserie.
47:23–47:24
comunque vabbè
47:25–47:30
scusatemi diciamo la::, (.) la deviazione dal rinascimento,
47:31–47:33
però questo vi deve essere chiaro, perché uno si chiede dice vabbè,
47:34–47:42
ma allora, se le interpretazioni dicono che il rinascimento con la riforma non centra niente, negli ultimi tempi perché il professore dice ste cose.
47:42–47:49
e ve lo devo dire che questo dipende, o da ignoranza, (.) oppure proprio peggio, da dinamiche di potere.
47:51–47:53
perché se no non ci capite niente,
47:53–47:56
cioè anche questo è elemento storiografico,
47:57–48:00
anche capire queste cose è elemento storiografico,
48:00–48:07
nel mio (campanella) vedrete che proprio pure per miserie perso:na:li, miseriucce personali,
48:09–48:13
spingevano questo o quello studioso a pigliare una via piuttosto che un'altra,
48:13–48:19
non la convinzione filologica dello studio, (.) matto e disperato delle cose.
48:20–48:25
perché uno magari, un professore, era stato un poco offensivo nei confronti di un altro,
48:25–48:27
mentre si pigliavano il caffè, che ne so.
48:27–48:29
allora dice, mo te la faccio pagare.
48:30–48:33
e te la faccio pagare con qualche noticina.
48:33–48:34
nei miei libri.
48:35–48:39
purtroppo, questo, bisogna averlo, sempre, presente.
48:42–48:49
magari, diciamo la cultura, fosse del tutto avulsa da questioni di potere, da miserie personali,
48:49–48:51
magari, ma non lo è per niente.
48:51–48:53
non lo è per niente.
48:53–48:55
questo dev'essere chiarissimo diciamo eh
48:55–49:00
ed è una tipica tara, (.) una tipica tara dell'italia questa.
49:01–49:07
quindi diciamo e::h l'individuo, (.) abbiamo detto la rinascita della classicità,
49:07–49:14
un altro fondamentale aspetto del rinascimento che spingerà, diciamo i suoi effetti fino all'illuminismo e anche fino a noi,
49:14–49:17
è quello finalmente di un'educazione laica,
49:17–49:23
cioè la ripresa di questi studiae humanitatis, da cui vi è studi di umanità, da cui viene il termine umanista,
49:24–49:27
porta alla creazione di tutta una serie di scuole,
49:28–49:36
e dovete avere ben presente, che fino a quel momento, l'educazione era monopolio esclusivo della chiesa.
49:37–49:40
non c'erano scuole laiche diciamo,
49:41–49:48
per cui, la nascita del movimento umanistico, ha un effetto storico portentoso,
49:48–49:49
anche per questo motivo,
49:50–49:54
si diffonde enormemente anche per questo,
49:54–49:59
perché le scuole sono piene di questi grammatici che vanno a insegnare queste cose,
50:00–50:03
quindi i giovani, mano mano le nuove generazioni,
50:04–50:09
sempre più, riescono in qualche modo, a distaccarsi dal mondo medioevale,
50:09–50:14
e a porsi nei confronti dell'età nuova, in maniera innovativa.
50:16–50:20
fattore fondamentale, sul piano proprio strumentale, ma non solo,
50:20–50:24
è il fatto che, (.) viene inventata la stampa a caratteri mobili,
50:25–50:28
diciamo fin quando c'era petrarca ancora c'erano i manoscritti
50:30–50:36
l'invenzione della stampa a caratteri mobili consente una diffusione dei testi,
50:38–50:42
che prima era inconcepibile, i manoscritti erano pochissimi,
50:44–50:46
di una singola opera, quanti ce ne potevano essere,
50:47–50:54
invece là cominciamo ad avere tirature da duecento, trecento, cinquecento, mille copie, (.) di un libro.
50:54–50:57
e allora il libro comincia a circolare enormemente.
50:58–51:04
e circola non solo, (.) perché se ne possono stampare di più,
51:05–51:07
ma circola perché costa di meno.
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questo è un dato fondamentale, che spesso si dimentica
51:12–51:19
cioè l'invenzione della stampa non solo permette di produrre mo:~ infinitamente di più,
51:20–51:24
ma permette di abbattere pesantissimamente i costi della stampa,
51:24–51:29
perché paga' un monaco che ti ricopiava tutto un trattato a penna, insomma eh.
51:31–51:34
invece, coi caratteri mobili, (.) tutto cambia,
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e si cominciano ad affermare, diciamo, ricordiamo, (.) forse il più grande editore del rinascimento,
51:41–51:43
l'italiano alzo manuzio
51:44–51:48
delle vicinanze di roma, ma agiva operava, a venezia,
51:48–51:50
le famose a:ldi:ne,
51:50–51:55
con il loro frontespizio con un'ancora circondata da un delfino,
51:55–51:57
sono il massimo dell'eleganza tipografica,
51:57–52:03
e infatti costano ogg~ all'epoca costavano poco. oggi costano un sacco di soldi se uno se la vuole comprare un'aldina
52:03–52:07
però diventano veramente il modello dell'eleganza della stampa,
52:08–52:13
e aiutano la diffusione maggiore dei testi, perché aldo si inventa il tascabile.
52:14–52:18
cioè prima e::h ((ride)) erano delle bestie così diciamo, i volumi, no,
52:18–52:22
quindi pure da trasportare, (.) non era così semplice.
52:22–52:27
invece, cominciano a comparire dei forma~ dei piccoli formati,
52:28–52:31
aldo è il primo che diciamo insiste molto su questo,
52:32–52:37
e anche questo favorisce, (.) non solo la diffusione legale,
52:38–52:42
ma anche, la diffusione, (.) i:llegale
52:44–52:47
non ancora all'epoca di aldo,
52:47–52:50
ma, dopo una cinquantina d'anni, un po' di meno,
52:51–52:53
c'è l'indice dei libri proibiti,
52:53–52:58
quindi comincia ad esserci il problema, (.) dei libri che non si possono vendere
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e ovviamente, dato che non si possono vendere, si vendono tantissimo,
53:04–53:09
no? la cosa proibita, (.) è sempre quella verso cui uno sbava eh
53:10–53:11
perché se no se fosse disponibile,
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machiavelli che era odiato, eccetera,
53:16–53:19
eh le opere di machiavelli hanno avuto nell'età moderna un successo spettacolare,
53:19–53:24
c'è la bibliografia delle ristampe di machiavelli,
53:25–53:28
son quattro volumi così
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in cui ci sono solo i titoli delle ristampe,
53:31–53:33
dal millecinquecentotrentuno in avanti
53:36–53:39
saranno cinquecento, seicento ristampe,
53:40–53:41
solo di machiavelli
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e allora il formato, no, aiutava,
53:46–53:48
scusate (le mie xx)
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i colporteurs, come si chiamavano, camminavano, (.) col mantello
53:55–54:01
e allora sotto il mantello, il xxx libro di nascondeva meglio.
54:02–54:08
e quindi c'era questa proprio questa espressione gergale che viene dalla francia, sous le manteau, sotto il mantello,
54:08–54:10
che significa il trasporto dei libri proibiti.
54:11–54:14
andatevi a portare un xxxxx insomma come si fa?
54:14–54:21
invece col tascabile, anche, il contrabbando, (.) ha un enorme sviluppo.
54:22–54:25
ed è uno di quei contrabbandi che a noi ci piacciono insomma.
54:25–54:27
poi tante altre cose sono illegali, per carità
54:27–54:31
ma il contrabbando dei libri proibiti insomma. sarà 'na cosa,
54:31–54:33
almeno dei libri proibiti dell'epoca,
54:34–54:37
poi il contrabbando del mein kampf non ci piace,
54:37–54:41
ma insomma il contrabbando dei libri dell'epoca invece è una cosa importante
54:42–54:47
manuzio va anche ricordato perché iniziò, a stampare i caratteri greci,
54:47–54:52
e quindi quel ritorno del greco poté anche avvenire grazie alla stampa
54:52–54:54
si stampava in caratteri greci.
54:55–55:00
e manuzio, inventò il carattere che all'estero chiamano italico.
55:01–55:03
il carattere italico è il nostro corsivo.
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quando noi sul computer ci mettia~, adesso c'è ci, una volta c'era i
55:08–55:12
quando mettevamo il corsivo no? selezioniamo a mettiamo in corsivo.
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quel carattere se l'è inventato aldo manuzio, in italia, all'inizio del cinquecento.
55:18–55:23
è un no:stro:, un nostro, una delle no:stre:: grandi grandi scoperte.
55:24–55:29
è l'epoca, del predominio, del latino, della lingua,
55:29–55:33
delle lingue colte, però anche questo diciamo
55:33–55:37
inizia, (.) in modo prodigioso,
55:38–55:40
l'affermarsi delle lingue volgari
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nel millecinquecentoventicinque, in italia, pietro bembo, scrive le prose della volgar lingua,
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e diciamo il fiorentino,
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diventa la base del linguaggio italiano
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e, questo, ancora una volta si lega moltissimo con la riforma.
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se noi andiamo a vedere la nascita del volgare tedesco,
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la nascita del volgare tedesco deve moltissimo alla traduzione,
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uscita in quegli anni proprio delle prose della volgar lingua di bembo,
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alla traduzione della bibbia in tedesco, fatta da lutero.
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ora è chiaro, voi sapete benissimo diciamo, che la stragrande maggioranza della popolazione europea era analfabeta.
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'sti libri a che servivano?
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ma c'era una pratica, che oggi non esiste più,
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e invece all'epoca era estremamente diffusa,
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che era quella della lettura comunitaria diciamo
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c'era uno che sapeva leggere, leggeva ad alta voce, e trasmetteva e faceva circolare le idee.
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noi così cominciano a capire, com'è possibile che, soprattutto diciamo nel radicalismo religioso,
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c'abbiamo così tante persone di u:milissime origini,
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che è evidente che non sapevano leggere.
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non sempre, perché c'abbiam pure il caso celeberrimo, del mugnaio menocchio,
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e menocchio sapeva leggere.
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ma normalmente non sapevano leggere.
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quindi come facevano a sapere quelle idee?
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c'era la predicazione orale, c'era la circolazione delle idee orale, ma c'era la lettura ad alta voce.
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che favoriva la diffusione delle idee, e favoriva anche la diffusione del linguaggio, anche la diffusione del volgare,
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man mano che il cinquecento procede, sempre più i testi saranno scritti in volgare.
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diciamo fin quando non prevarrà tra sette ottocento insomma ci vuole perché prevalgano le lingue volgari,
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che è un altro dei caratteri fondamentali, della modernità.
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l'uso della lingua volgare e non più del latino.
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in ogni caso come vi accennavo ieri, diciamo,
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il portato forse maggio:re del del rinascimento al al al nostro mondo moderno, viene dalla filologia,
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e non tanto dalla filologia in se stessa,
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quanto dall'attitudine alla critica che la filologia porta.
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il verificare le lezioni tra i testi che ci erano stati tratti dalla tradizione,
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e i testi diciamo che cominciano ad affluire in greco, i testi originali, oppure manoscritti riscoperti,
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c'erano st'umanisti che andavano,
58:15–58:18
quando si comincia a capire qual è il discorso,
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ci sono una serie di umanisti che vanno girando per abbazie,
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qua in piemonte c'era questa di bobbio che aveva una spettacolare biblioteca,
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e gli umanisti andavano e fregavano
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cioè si comincia, (.) questo è un fenomeno proprio di massa.
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questi umanisti che vanno girando per sti conventi,
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dice, q'avete qualco::sa e poi se lo mettono in tasca.
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questo ha permesso che molti di quei testi si salvassero.
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cioè all'origine c'è un crimine diciamo.
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che insom~ il furto è sempre:: è sempre un crimine orribile. anche all'epoca era furto.
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mo non è che all'epoca non si concepisse così
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però, quel furto, ha permesso, a tutta una serie di autori,
59:04–59:07
della classicità, che erano rimasti ormai confinati dentro polverosi,
59:08–59:15
gli umanis~ spesso li descrivono, dice ho trovato sto codice che era pieno di muffa, pieno di polvere, che nessuno apriva da secoli
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gli umanisti gli danno nuova vita.
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li ristampano, fanno nuove edizioni, fanno ri~ ri~ ritornare, diciamo tutta la classicità,
59:25–59:29
la fanno ritornare in auge, nella cultura europea, grazie a quest'opera.
59:30–59:33
quest'opera, di f~ filologica, però appunto,
59:35–59:38
innesca un'attitudine alla cri~
59:38–59:39
di~ c'è qualcosa che non è chiaro?
59:40–59:41
c'è qualcosa che non è chiaro?
???59:42–59:45
l'opera filologica di cui sta parlando,
TO06959:46–59:47
la filologia in generale
???59:47–59:50
ah okay xxx
TO06959:52–59:57
e:h proprio come attitudine alla filologia, come metodo di studio diciamo.
59:57–1:00:00
il metodo di studio per cui tu c'hai un testo manoscritto,
1:00:00–1:00:02
c'hai un manoscritto in greco,
1:00:02–1:00:09
vai a confrontare e ti rendi conto, ci so' salti di righe, ci so::no:: paro:le: capite male,
1:00:10–1:00:12
quest~ è piena, a me sta mattina m'(è arrivata 'na co:sa,
1:00:12–1:00:17
c'era una citazione che avevo preso (di un x) monsignor dati,
1:00:17–1:00:21
c'avrò perso un mese a capire chi cacchio era sto monsignor dati
1:00:22–1:00:24
poi so' andato a controllare il manoscritto,
1:00:26–1:00:27
ed è monsignor datario,
1:00:28–1:00:32
il datario pontificio era una carica importante all'interno del pontificato,
1:00:33–1:00:37
e non c'entra niente con il supposto monsignor dati.
1:00:37–1:00:39
però c'è uno che ha letto male,
1:00:39–1:00:41
l'ha trascritta male,
1:00:41–1:00:47
n'altra cosa, mi so' trovato l'altro giorno, sempre con una x su cui sto impazzendo, per la treccani,
1:00:48–1:00:50
c'era un certo monsignor (diserve)
1:00:50–1:00:54
°insomma non si capiva chi era sto benedetto monsignor (diserve),° ci stavo impazzendo
1:00:55–1:00:58
su una vicenda di uno che era andato in un convento, bernardino telesio.
1:00:59–1:01:03
(non si capisce) c'ho perso, non avete idea di quanto tempo.
1:01:04–1:01:05
a un certo punto,
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vedo che questa abbazia (che) era di un certo monsignor campeggi,
1:01:11–1:01:16
apro il file, (.) e mi esce, monsignor campeggi, vescovo di fe:ltre
1:01:17–1:01:19
e mi è venuto un lampo negli occhi.
1:01:19–1:01:20
selve, feltre.
1:01:21–1:01:23
si era sbagliato a leggere
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era monsignor di feltre.
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cioè la esse, che possa sembrare una effe, (.) nella scrittura cinquecentesca, è il minimo che possa accadere.
1:01:32–1:01:34
perché so' scritte quasi uguali
1:01:34–1:01:37
e che una ti erre, possa dare una vi,
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allora ti erre,
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non ci vuole niente.
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e però da questi errorucci, (.) poi, (.) xxx infini:ti, erro:ri seguono
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e questo è proprio il classico, esempio, che è appunto del discorso della filologia.
1:01:54–1:01:57
il copista, poteva capire una parola male.
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e ti ribaltava il senso
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della cosa che aveva scritto
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quindi, è stata un'attività fondamentale, per la cultura occidentale,
1:02:08–1:02:16
ma vi ripeto, non è solo il discorso di riportare il cicerone, l'ovidio:, orazio::, tibullo e catullo e tutti quelli che volete
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alla versione originaria
1:02:19–1:02:20
non è stato solo quello.
1:02:20–1:02:28
perché appunto quest'attitudine alla critica, porterà ben presto all'estensione della critica nei confronti del fatto religioso,
1:02:29–1:02:31
oppure nei confronti del fatto politico,
1:02:31–1:02:40
ed entrambe le cose sono per esempio presenti nella celeberrima dimostrazione della falsità della cosiddetta donazione di costantino,
1:02:40–1:02:44
da parte del più grande di tutti gli umanisti, che è stato lorenzo valla.
1:02:45–1:02:47
lorenzo valla, in questo testo,
1:02:48–1:02:51
de falso ed ementita donatione costantini,
1:02:52–1:02:53
di che cosa parla?
1:02:53–1:02:55
sapete che cos'è la donazione di costantino,
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allora a un certo punto,
1:02:59–1:03:02
nel medioevo c'è la lotta fra papato e impero,
1:03:02–1:03:03
questo ce l'avete presente diciamo no,
1:03:04–1:03:05
guelfi e ghibellini,
1:03:07–1:03:14
il papato, (.) reclama, (.) la proprietà, (.) dell'impero d'occidente.
1:03:15–1:03:16
di tutto l'occidente.
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non solo di roma, non solo dell'italia
1:03:19–1:03:21
tutto, l'occidente.
1:03:21–1:03:23
e perché la reclama?
1:03:23–1:03:27
perché c'è un testo, (.) la donazione di costantino,
1:03:27–1:03:31
era evidente, che a un certo punto, l'imperatore costantino,
1:03:33–1:03:35
a un certo punto s'(era ammalato di lebbra,
1:03:36–1:03:40
si era ammalato di lebbra, stava morendo, arriva il papa,
1:03:41–1:03:45
silvestro primo, quello che celebriamo la notte di capodanno, la notte di san silvestro,
1:03:46–1:03:48
e lo guarisce dalla lebbra.
1:03:49–1:03:52
allora costantino, (.) che era tanto generoso,
1:03:52–1:03:57
dice, guarda sai che c'è, grazie che mi hai guarito dalla lebbra, ti regalo l'impero d'occidente.
1:04:02–1:04:04
ebbene, per qualche secolo,
1:04:05–1:04:12
ci sono tomi e tomi e tomi in cui diciamo i difensori della potestà papale,
1:04:12–1:04:15
e allora qua non c'è discorso, ce l'avete donata voi,
1:04:15–1:04:22
cioè l'imperatore laico, c'ha donato a noi, al capo religioso l'impero d'occidente, quindi qual è il problema?
1:04:22–1:04:23
che vi ritirate il regalo?
1:04:25–1:04:28
questa è una cosa che va avanti per secoli
1:04:29–1:04:30
fin quando,
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già diciamo il cardinale nicolò cusano,
1:04:34–1:04:35
(l'umanista anche se vogliamo)
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gli venne qualche dubietto,
1:04:38–1:04:43
dice, ma siamo sicuri che è vera, che è autentica, questa donazione di costantino.
1:04:44–1:04:47
fin quando, non arrivò, lorenzo valla.
1:04:48–1:04:53
e allora lorenzo valla, utilizzò, semplicemente gli strumenti della filologia,
1:04:55–1:04:57
e dimostrò, che era un falso.
1:04:58–1:05:00
un falso clamoroso
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un falso probabilmente risalente, (.) al nono secolo,
1:05:04–1:05:08
l'ottavo secolo, l'ottocento, il novecento, dopo cristo,
1:05:10–1:05:11
e come se ne accorge?
1:05:12–1:05:15
se ne accorge, semplicemente perché,
1:05:15–1:05:19
comincia a fare un'analisi linguistica, per esempio.
1:05:20–1:05:21
e allora si rende conto,
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dice a un certo punto, il baglivo gli ha da~,
1:05:23–1:05:24
dice no quale baglivo
1:05:24–1:05:29
il baglivo è u:n:, una carica amministrativa,
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che viene inventata nel medioevo,
1:05:31–1:05:33
non c'era ai tempi di costantino.
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dice, poi sono andati a costantinopoli,
1:05:37–1:05:40
dice, no quale costantinopoli, quella si chiamava bisanzio.
1:05:40–1:05:43
poi dopo, si è chiamata costantinopoli
1:05:43–1:05:45
ma se il documento risale all'epoca di costantino,
1:05:45–1:05:50
bisanzio, si deve chiamare, se non chiama bisanzio, c'è qualcosa che non va.
1:05:50–1:05:52
andando avanti,
1:05:52–1:05:55
parola per parola, parola per parola,
1:05:55–1:05:58
valla dimostra che è impossibile,
1:05:59–1:06:03
che quel testo possa risalire all'antichità romana.
1:06:03–1:06:04
è impossibile.
1:06:05–1:06:07
ed è 'na bomba termonucleare,
1:06:08–1:06:09
non è 'na cosetta così,
1:06:10–1:06:16
e valla lo sa bene, guardate vi leggo, giusto per capire cosa volesse dire criticare la te~ la la chiesa,
1:06:16–1:06:22
vi leggo come comincia valla il suo, (.) favoloso pamphlet.
1:06:23–1:06:24
ci sono di que~
1:06:25–1:06:27
è una traduzione italiana naturalmente era scritto in latino,
1:06:27–1:06:30
ci sono di quelli che mal mi sopportano, ((legge))
1:06:31–1:06:33
e mi accusano di sacrilega temerarietà, ((legge))
1:06:33–1:06:36
perché nei moltissimi libri da me pubblicati, ((legge))
1:06:36–1:06:41
io dissento da non pochi grandi autori, già da tempo apprezzati. ((legge))
1:06:42–1:06:43
e quindi già qui che cosa c'è?
1:06:43–1:06:45
è il rovesciamento del principio d'autorità,
1:06:46–1:06:50
è il principio d'autortià quello che valeva, ve lo dicevo ieri,
1:06:50–1:06:53
siccome l'ha detto un autore precendete, ipse dixit
1:06:54–1:06:59
e il valla sa perfettamente, a me non mi sopportano, perché a me dell'ipse dixit non me ne frega niente.
1:06:59–1:07:02
i miei colleghi, non mi tollerano.
1:07:02–1:07:04
e lui lo sa perfettamente.
1:07:08–1:07:11
(e con quante cose) dobbiamo pensare farà adesso certa gente?
1:07:11–1:07:13
dice di se stesso,
1:07:13–1:07:14
quando si sfogherà contro di me,
1:07:14–1:07:22
e con quanta impaziente avidità mi trascinerebbe se lo potesse al supplizio, ora che non scrivo soltanto contro i morti, ((legge))
1:07:22–1:07:24
ma anche contro i vivi, ((legge))
1:07:24–1:07:27
né contro questo o quello, ma contro molti, ((legge))
1:07:27–1:07:33
né solo contro privati, ma anche contro magistrati, e quali magistrati, ((legge))
1:07:33–1:07:35
il sommo pontefice stesso. ((legge))
1:07:35–1:07:39
che non è armato soltanto come i re ed i principi della spada temporale, ((legge))
1:07:39–1:07:41
ma pure di quella ecclesiastica, ((legge))
1:07:41–1:07:43
che non puoi difenderti da esso, ((legge))
1:07:43–1:07:46
nemmeno riparando sotto lo scudo medesimo di un principe, ((legge))
1:07:46–1:07:51
onde non essere colpito dalla scomunica, dall'anatema, dalla maledizione, ((legge))
1:07:54–1:07:59
e allora dice, qua io ho parlato liberamente, sarò accusato d'aver parlato liberamente,
1:07:59–1:08:02
ma contro l'ingiuria del pontefice,
1:08:05–1:08:11
qual tribuno, quale governatore, quale re potrà strapparmi dalle mani del sommo sacerdote,
1:08:11–1:08:12
quando mi abbia afferrato.
1:08:14–1:08:20
quindi lo sa, (.) mamma io sto scrivendo sta cosa, sto rischiando la morte, sto rischiando.
1:08:20–1:08:22
e all'epoca non s'(andava per il sottile diciamo
1:08:23–1:08:25
lui lo sa perfettamente.
1:08:26–1:08:27
e dice, tuttavia,
1:08:27–1:08:30
non c'è ragione perché questo duplice esempio del rischio,
1:08:30–1:08:33
xx mi turbi e mi allontani dal proposito.
1:08:33–1:08:35
nemmeno al sommo pontefice,
1:08:35–1:08:41
è permesso sciogliere e legare chicchessia, contro il diritto e il lecito, ((legge))
1:08:41–1:08:46
e gettare la propria anima per difendere la verità e la giustizia è cosa sommamente virtuosa, ((legge))
1:08:47–1:08:49
degna di somma lode e di sommo premio. ((legge))
1:08:49–1:08:53
molti hanno affontato il rischio della morte per difendere la patria terrena. ((legge))
1:08:53–1:08:57
temerò io di arrischiare la morte per ottenere la patria celeste, ((legge))
1:08:57–1:09:03
la causa della verità, la causa della giustizia, va difesa con forte, con grande fiducia, con buona speranza. ((legge))
1:09:03–1:09:07
e non va considerato vero oratore chi sa parlare bene, ((legge))
1:09:07–1:09:09
se non ha anche il coraggio di parlare. ((legge))
1:09:10–1:09:16
si abbia dunque il coraggio di accusare chiunque compia azioni degne di essere fatte oggetto d'accusa. ((legge))
1:09:17–1:09:18
e chi pecca contro tutti, ((legge))
1:09:19–1:09:22
sia ripreso dalla voce di uno, in nome di tutti. ((legge))
1:09:22–1:09:29
ecco. (.) lui proprio ce l'ha, (.) chiaro, chiaro, chiaro.
1:09:29–1:09:36
ci sarà forse qualcuno che vorrà tappare a me la bocca, (o a sè) le orecchie, o addirittura propormi per il supplizio capitale,
1:09:38–1:09:39
lui, lo sa.
1:09:40–1:09:44
ecc~, (.) dice mi stavate chiedendo qual è il crimine,
1:09:45–1:09:48
che io sto per rinfacciare ai sommi pontefici,
1:09:48–1:09:52
semplicemente che la donazione di costantino è inventata e falsa.
1:09:53–1:09:55
questo continua, continua,
1:09:55–1:09:57
dice, ma questo a:sino:,
1:09:57–1:09:59
che alza un raglio,
1:09:59–1:10:05
cioè ha tutto questo tono, di una polemica, (.) mi:cidia:le,
1:10:05–1:10:06
micidiale,
1:10:11–1:10:16
è tutto co~, è un testo che xxx è di una vio:le:nza,
1:10:18–1:10:19
senza confronti,
1:10:19–1:10:27
e valla sa perfettamente che se gli sta togliendo quella donazione di costantino, il papa non avrà più nessun titolo a rivendicare su di sé.
1:10:27–1:10:30
su di sé dell'impero d'occidente.
1:10:30–1:10:36
quindi questa è un'opera in cui la filologia, diventa politica, (.) pesante.
1:10:40–1:10:51
dimostra, (.) che non si può rivendicare, il potere, secolare, sull'occidente, perché, (.) voi ci avete dato un documento falso.
1:10:51–1:10:53
come vi dobbiamo trattare?
1:10:53–1:10:55
a voi che ci avete dato un documento falso,
1:10:55–1:10:58
e che avete fatto uccidere tanta gente,
1:10:58–1:11:01
in battaglie, in guerre, in nome di un documento falso.
1:11:01–1:11:04
e su questo valla non fa nessuno sconto.
1:11:04–1:11:06
nessuno sconto.
1:11:06–1:11:11
e, questi sconti, non li fa nemmeno nei confronti della religione.
1:11:11–1:11:15
però non riuscirà a portare a termine il progetto di fare una nuova edizione.
1:11:15–1:11:17
del nuovo testamento.
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ci riuscirà, il grande erede di questa tradizione filologica umanistica,
1:11:22–1:11:24
che nel cinquecento emigra dall'italia,
1:11:25–1:11:26
e va in europa.
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e il più grande esponente dell'umanesimo di quell'epoca, sarà, il grande erasmo da rotterdam.
1:11:33–1:11:34
ed erasmo,
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che tanto per dire gli faceva il correttore di bozze ad alzo manuzio,
1:11:39–1:11:47
erasmo, a un certo punto, utilizza il metodo, (.) filologico, per fare una nuova edizione del nuovo testamento.
1:11:47–1:11:52
ci ritorneremo, ma intanto qui, già, vi basti questo.
1:11:52–1:11:57
lui si rende conto, va a vede~, noi c'avevamo la vulgata, di san girolamo, la bibbia diciamo viene,
1:11:58–1:12:03
portata avanti dal quinto secolo avanti cristo nella versione latina fornita da san girolamo.
1:12:04–1:12:05
la bibbia non è stata scritta in latino.
1:12:07–1:12:12
allora erasmo, da buon filologo, si va a vedere, le edizioni precedenti.
1:12:12–1:12:14
x in particolar modo.
1:12:15–1:12:17
e cosa trova? trova che nel vangelo di giovanni,
1:12:20–1:12:23
manca, giusto un pezzettino,
1:12:23–1:12:27
che poi è stato aggiunto da girolamo, guarda caso.
1:12:27–1:12:30
quello che viene chiamato il comma,
1:12:30–1:12:31
johanneum.
1:12:32–1:12:33
cos'è il comma johanneum?
1:12:34–1:12:40
il comma johanneum è quella parte del vangelo di giovanni, che dice xxx
1:12:41–1:12:48
xxxxxx il padre il figlio e lo spirito santo (quindi c'è la) xx
1:12:48–1:12:54
è l'unico luogo, della bibbia, (.) in cui, sembra che, insomma sta trinità c'è.
1:12:56–1:13:02
solo che erasmo si rende conto che guarda un po', proprio quel pezzetto nelle versioni greche originali, non c'era.
1:13:05–1:13:08
quindi, la dimostrazione della trinità,
1:13:08–1:13:09
nella bibbia,
1:13:11–1:13:13
allora siamo sicuri che la trinità, c'è.
1:13:14–1:13:20
passo immediatamente successivo, il passo dalla critica filologica, alla critica religiosa,
1:13:21–1:13:22
è immediato.
1:13:22–1:13:24
non a caso,
1:13:24–1:13:29
i grandi eretici del cinquecento, su cui ritorneremo in una prossima lezione,
1:13:30–1:13:35
terranno, erasmo e valla, come propria bandiera.
1:13:36–1:13:39
valla una serie di cose su questo le aveva dette,
1:13:40–1:13:43
lo sapete la trinità è composta da tre persone,
1:13:44–1:13:46
e valla gli diceva, ma che vol dì persone?
1:13:46–1:13:48
ma persona de che?
1:13:48–1:13:49
valla era pure romano.
1:13:49–1:13:54
ma persona de che? che significa persona? persona in latino significa maschera.
1:13:55–1:13:56
non significa niente,
1:13:57–1:13:58
il dogma trinitario,
1:13:59–1:14:02
viene sancito nel quarto secolo dopo cristo,
1:14:02–1:14:04
mica quando c'è la chiesa di gesù,
1:14:04–1:14:09
gesù dice, oh io sono la seconda persona della trinità eh, l'avete capito?
1:14:09–1:14:10
eh questo non esiste.
1:14:12–1:14:14
e non lo dice nessuno.
1:14:15–1:14:17
salvo finché,
1:14:17–1:14:23
il vescovo (avio), comincia la disputa ariana, che ovviamente non centra niente con gli ariani dei nazisti,
1:14:24–1:14:26
comincia la disputa ariana,
1:14:26–1:14:28
e dice, non è vero che gesù è dio,
1:14:29–1:14:30
quella della trinità è una fesseria,
1:14:31–1:14:32
e allora insorge,
1:14:33–1:14:35
una parte della chiesa,
1:14:35–1:14:37
al concilio di nicea,
1:14:37–1:14:40
trecentoventicinque dopo cristo dovrebbe essere,
1:14:40–1:14:41
al concilio di nicea,
1:14:44–1:14:48
il vescovo atanasio propone il credo. avete presente? credo in solo signo~,
1:14:49–1:14:55
che è n'invenzione quindi di quattro secoli dopo, di trecentocinquant'anni dopo che è vissuto cristo, trecento anni dopo.
1:14:57–1:14:58
in cui dice che la trinità,
1:15:00–1:15:02
dio è uno, e trino.
1:15:02–1:15:09
è n'invenzione, (.) dell'epoca, diciamo, della presunta donazione di costantino.
1:15:10–1:15:11
e allora, erasmo,
1:15:12–1:15:14
che è uno iper prudente,
1:15:14–1:15:15
non è che lo dice.
1:15:16–1:15:18
erasmo toglie solo il comma johanneum.
1:15:19–1:15:26
toglie diciamo nella sua edizione del vangelo, elimina, quella parte che sembrava ammettere il pensiero trinitario.
1:15:27–1:15:29
non vi dico le reazioni,
1:15:29–1:15:32
tanto che in una successiva edizione, erasmo dice, vabbé,
1:15:33–1:15:35
considerate le reazioni che ci sono state,
1:15:36–1:15:37
io lo rimetto.
1:15:37–1:15:40
ma lo dice in una nota, dice, guardate so' state le reazioni.
1:15:40–1:15:45
quindi pe' carità, se tanto vi dà scandalo, eccovi il comma johanneum,
1:15:45–1:15:48
però io vi ripeto nella nota, che quello non c'è.
1:15:49–1:15:52
e quindi è una forma anche di dissimulazione,
1:15:53–1:15:54
quello che vi dicevo ieri,
1:15:54–1:15:56
il lettore che sapeva leggere,
1:15:56–1:16:01
s'(interessava alla nota. non s'(interessava alla presenza del comma johanneum nel testo.
1:16:02–1:16:03
è stato costretto a farlo,
1:16:04–1:16:08
ma, gli eretici successivi sapranno bene,
1:16:08–1:16:11
trarre le conseguenze, teologiche,
1:16:11–1:16:12
da quel discorso.
1:16:13–1:16:17
e, (.) coloro che negheranno la trinità, si spingeranno ancora oltre,
1:16:18–1:16:23
lo vedremo, (.) più avanti, diciamo, sono proprio quelle correnti, anche figlie dell'umanesimo,
1:16:23–1:16:26
figlie dell'umanesimo, e figlie della riforma,
1:16:26–1:16:30
che porranno le basi, diciamo delle libertà moderne.
1:16:31–1:16:36
vediamo come diciamo i percorsi, poi portano anche a delle,
1:16:37–1:16:41
e:::h, accelerazioni rispetto alle intenzioni originarie,
1:16:41–1:16:44
che magari erasmo non aveva proprio st'intenzioni,
1:16:44–1:16:47
però nel momento in cui la filologia dimostra,
1:16:47–1:16:49
la falsità di qualcosa,
1:16:49–1:16:50
è facile poi,
1:16:50–1:16:56
che ci sia qualcuno che ne trae le conseguenze in termini politici, che ne trae le conseguenze in termini religiosi.
1:16:57–1:17:00
quindi la critica, entra ormai a pieno titolo,
1:17:01–1:17:03
nella concezione degli europei,
1:17:03–1:17:05
e ben presto quella critica,
1:17:05–1:17:06
diventa critica religiosa,
1:17:07–1:17:10
e la critica religiosa ben presto si affianca alla critica politica,
1:17:10–1:17:14
e si preparano le basi per le grandi stagioni rivoluzionarie,
1:17:15–1:17:18
da noi sono cose che 'nsomma avvengono, in modo complicato.
1:17:19–1:17:23
dopo di che, dedicheremo il resto della lezione,
1:17:23–1:17:25
a uno dei massimi, autori,
1:17:26–1:17:33
sono più interessato ad argomenti politici e culturali, che sono quelli che più tratteremo nel corso,
1:17:33–1:17:35
degli argomenti economici, o di altro tipo, e allora,
1:17:36–1:17:43
uno dei massimi autori, indubbiamente, della stagione rinascimentale, è, (.) niccolò machiavelli.
1:17:44–1:17:47
qual è la frase, simbolo, di machiavelli?
1:17:50–1:17:51
me la dite voi?
1:17:53–1:17:53
non ho sentito.
1:17:57–1:17:59
qualcuno se la ricorda meglio?
1:18:03–1:18:05
il fine giustifica i mezzi.
1:18:06–1:18:08
dove l'ha scritta sta frase machivelli?
1:18:09–1:18:10
non l'ha mai scritta.
1:18:11–1:18:12
non esiste questa frase.
1:18:13–1:18:18
questa frase l'ha formulata lo storico della letteratura ottocentesca francesco de sanctis.
1:18:18–1:18:20
per parlare di machiavelli.
1:18:20–1:18:23
(n'ata vo:ta), diciamo come dicono i napo~
1:18:23–1:18:25
invenzione ottocentesca.
1:18:26–1:18:32
machiavelli non ha MAI scritto, il fine giustifica i mezzi.
1:18:32–1:18:38
c'è una locuzione, nel capitolo diciotto del principe che vagamente,
1:18:39–1:18:41
diciamo, va in questa direzione.
1:18:42–1:18:45
il problema però è che quella,
1:18:45–1:18:47
vaga, affermazione,
1:18:48–1:18:52
va contestualizzata, e machiavelli, (.) come fa sempre,
1:18:52–1:18:57
spiega sempre qual è il contesto in cui determinate sue idee,
1:18:57–1:18:59
debbano essere intese.
1:18:59–1:19:01
e allora, (.) poi dopo ci ritorno,
1:19:01–1:19:04
quando machiavelli fa questo ragionamento,
1:19:04–1:19:09
in cui dice qualcosa di simile, vagamente, al fine giustifica i mezzi,
1:19:09–1:19:12
ha presente delle circostanze,
1:19:12–1:19:14
ben precise.
1:19:14–1:19:16
molto specifiche.
1:19:16–1:19:24
so:lo:, a determina:te, condizio:ni, allo:ra, si può: eventualmente pensare a ciò.
1:19:25–1:19:32
però diciamo e:::h machiavelli è universalmente noto come, (.) l'autore del principe,
1:19:33–1:19:36
e come il maestro di ogni nefandezza,
1:19:36–1:19:44
dell'inganno, del cinismo, della violazione dei patti, dello stato assolutistico, e arbitrario, e di tante altre carinerie,
1:19:45–1:19:47
tanto che, diciamo spesso,
1:19:47–1:19:49
il nome di machiavelli,
1:19:49–1:19:51
è stato affiancato a quello del diavolo.
1:19:52–1:19:56
the old nick, (.) in inglese, il vecchio nick,
1:19:57–1:19:58
che indica il diavolo,
1:19:58–1:20:00
è nick, niccolò, machiavelli.
1:20:01–1:20:09
è una una::: e:::h una rappresentazione diffusissima questa del (.) diavolo, (.) come machiavelli.
1:20:12–1:20:19
eppure diciamo il, machiavelli del senso comune, il machiavelli dei manuali, è un machiavelli largamente inventato,
1:20:19–1:20:24
ed è un machiavelli inventato, in particolar modo,
1:20:27–1:20:29
eh la chiuda però perché c'è rimasta:,
1:20:33–1:20:35
lei mi ha scritto stamattin~, venga
1:20:39–1:20:40
no la chiuda però la porta per cortesia,
1:20:42–1:20:52
un machiavelli, inventato, (.) dopo ci ritorno, dall'antimachiavellismo, che è un fenomeno che, emerge già quando è vivo machiavelli.
1:20:53–1:21:00
allora, comunque, diciamo, noi sappiamo benissimo, che machiavelli, è il maestro della, immoralità.
1:21:01–1:21:02
basta dare,
1:21:02–1:21:09
senza andare a guardare i manuali, sono ancora più significativi e rappresentativi i dizionari della lingua.
1:21:09–1:21:13
basta vedere i termini diciamo che per antonomasia,
1:21:15–1:21:19
sono de~ derivati, dal nome di machiavelli, e allora, per esempio il gabrielli,
1:21:19–1:21:24
xxx le monnier, machiavelli codice, ispirato a principi che esaltano l'astuzia,
1:21:25–1:21:26
e la mancanza di ogni scrupolo.
1:21:27–1:21:29
il dizionario di gabrielli dice,
1:21:29–1:21:33
astuto, sleale, senza scrupoli, (.) subdolo,
1:21:35–1:21:36
però, andiamo a vedere,
1:21:37–1:21:43
il dizionario battaglia della utet, che è la lingua italiana. conoscete il dizionario battaglia?
1:21:43–1:21:45
tantissimi volumi, eccetera,
1:21:45–1:21:49
dà, ventuno, (.) parole.
1:21:49–1:21:54
che derivano da machiavelli. credo che sia il massimo caso di antonomasia, almeno della lingua italiana.
1:21:55–1:22:05
machiavellaggine, machiavellare, machiavelleggiante, machiavelleggiare, machiavelleria, machiavellescamente, machiavellesco, machiavellianamente, machiavellisticamente,
1:22:06–1:22:13
machiavelliero, machiavellino, machiavvelista, machiavellistico, machiavellizzante, machiavellizzare, machiavellizzato.
1:22:14–1:22:15
fino a machiavello.
1:22:15–1:22:18
che è un sostantivo romanesco, che è un trucco.
1:22:18–1:22:22
un espediente, un inganno, uno stratagemma, oh mo te faccio un machiavello.
1:22:25–1:22:29
che comunque vuol dire sempre persona astuta, doppia, spregiudicata ~nsomma
1:22:29–1:22:31
ventuno parole,
1:22:31–1:22:38
derivano nel battaglia. a cui ce ne possiamo aggiungere una ventiduesima, perché c'è una variante del gioco di carte xx
1:22:38–1:22:40
che si chiama, machiavelli.
1:22:41–1:22:47
quindi sono ben ventidue parole e tutte hanno questo, questa, questo significato.
1:22:48–1:22:49
tranne uno, diciamo.
1:22:50–1:22:51
machiavelliano.
1:22:52–1:22:56
che è un termine che aveva introdotto croce a quanto pare, benedetto croce,
1:22:56–1:23:00
e machiavelliano, vuol dire seguace delle dottrine politiche di machiavelli.
1:23:01–1:23:06
senza nulla di, (.) senza nessun giudizio di valore.
1:23:07–1:23:12
è l'unico termine, che non rimanda, alla spregiudicatezza.
1:23:14–1:23:17
questo, questa distinzione è,
1:23:18–1:23:24
vagamente presente diciamo ben agli studiosi che si occupano ai machiavellisti, che sono una corrente:, (i)nsomma
1:23:25–1:23:27
molto:, (.) molto forte.
1:23:28–1:23:35
è:::, ben presente ai machiavellisti, ma al di fuori dei machiavellisti non è che sia tanto presente questa distinzione fra machiavellico e machiavelliano.
1:23:36–1:23:38
e nelle altre lingue, (.) non esiste.
1:23:38–1:23:43
in francese, machiavélique, (.) c'è almeno dal millecinquecentosettantotto,
1:23:43–1:23:51
e conforme alla dottrina politica di machiavelli, considerata come priva di ogni senso morale, di onestà, e di integrità.
1:23:54–1:24:03
i:de:m, machiavellian in inglese, (.) che vuol dire, astuto, furbo, scaltro, senza scrupoli, specialmente in polemica,
1:24:03–1:24:07
in tedesco c'è machiavellistisch, lo spagnolo ha maquiavélico,
1:24:07–1:24:17
tutti, tutti i termini rinviano inviariabilmente, a quello che un famoso libro del secolo scorso chiamava il volto demoni:aco del potere.
1:24:18–1:24:20
eppure, appunto, diciamo,
1:24:20–1:24:23
gli studi, (.) gli studi,
1:24:23–1:24:26
machiavelli considerate che insieme a dante,
1:24:27–1:24:36
dante alighieri, è l'autore italiano più studiato al mondo. su cui ci sono il maggior numero diciamo proprio migliaia, e migliaia di studi machiavelliani diciamo
1:24:36–1:24:41
dante e machiavelli, (sul piano proprio) quantitativo, sono gli autori più studiati in assoluto.
1:24:42–1:24:43
tra gli autori italiani.
1:24:44–1:24:46
e allora, sulla base degli studi,
1:24:47–1:24:49
della fortuna, o meglio della sfortuna,
1:24:49–1:24:51
della della figura di machiavelli,
1:24:51–1:24:56
si è pervenuti a comprendere, come quella immagine di machiavelli,
1:24:56–1:24:57
spregiudicato,
1:24:59–1:25:01
affondasse le radici,
1:25:02–1:25:04
già all'epoca di machiavelli.
1:25:05–1:25:06
già all'epoca di machiavelli.
1:25:07–1:25:09
però diciamo, siccome,
1:25:10–1:25:14
l'immagine è sempre quella, per vedere se riusciamo a porla,
1:25:15–1:25:17
in discussione, l'immagine,
1:25:17–1:25:19
del machiavelli,
1:25:19–1:25:26
scaltro, del machiavelli soprattutto fautore del principe, assolutistico, senza nessuna:::, nessuno:: scrupolo:,
1:25:27–1:25:33
può ammazzare, avvelenare, chiunque voglia, il massimo del principato assoluto.
1:25:33–1:25:35
poi uno si va a leggere,
1:25:35–1:25:36
l'altra grande opera,
1:25:37–1:25:41
principale opera di machiavelli, che sono i discorsi sopra la prima deca di tito livio,
1:25:42–1:25:45
e apre tipo al capitolo cinquantotto, e legge,
1:25:46–1:25:47
questo titolo,
1:25:47–1:25:48
la moltitudine,
1:25:49–1:25:50
(cioè la plebe)
1:25:52–1:25:55
è più savia, e più costante, (.) che uno principe.
1:25:56–1:25:58
ma come machiavelli ha scritto il principe,
1:25:58–1:26:01
e qua viene a scrivere che la moltitudine è meglio del principe?
1:26:02–1:26:06
comincia ad emergere qualche problema sull'immagine di machiavelli,
1:26:06–1:26:12
e leggiamo un po' di questo capitoletto, che è molto istruttivo e sintetizza moltissime, delle idee,
1:26:13–1:26:16
chiave, cardine, di machiavelli, (.) del vero machiavelli.
1:26:17–1:26:21
nessuna cosa, essere più vaga e più incostante che la moltitudine.
1:26:22–1:26:24
così, tito livio nostro,
1:26:25–1:26:27
questi sono i commenti sui libri di livio,
1:26:27–1:26:29
come tutti gli altri storici affermano.
1:26:35–1:26:39
questo dovete aver presente, che machiavelli quasi sempre,
1:26:40–1:26:44
dice, (.) c'è sta tesi che, è diffusissima.
1:26:44–1:26:46
io la conosco benissimo,
1:26:47–1:26:51
io lo so, (.) che dirò una cosa totalmente nuova.
1:26:51–1:26:52
ma la dico.
1:26:52–1:26:53
è quello che voglio fare.
1:26:53–1:27:02
cioè lui ha una totale, coscienza, della profondissima innovazione, che apporta alla cultura politica europea.
1:27:03–1:27:09
machiavelli è il vero, e proprio fondatore, della politica moderna. del discorso, politico moderno.
1:27:10–1:27:14
sia per la sua eno:rme diffusione, a cui vi accennavo prima.
1:27:14–1:27:20
tutti, hanno letto machiavelli nell'età moderna, tutti quelli che contavano, tutti quello che diciamo avevano qualcosa da dire. tutti.
1:27:22–1:27:29
e soprattutto pone una serie di questioni, che fino a quel momento, nessuno aveva mai posto.
1:27:29–1:27:35
dire all'epoca, che la plebe, la moltitudine, quanto di peggio ci fosse al mondo,
1:27:35–1:27:42
tutti, xxx degli umanisti, (ma anche) la vile plebe, che all'epoca erano veramente delle bestie (i)nsomma eh
1:27:43–1:27:47
machiavelli, (.) dice, (.) tutti dicono così.
1:27:48–1:27:49
vediamo come va avanti.
1:27:50–1:27:54
io non so se mi prenderò una provincia, nel senso una tema,
1:27:55–1:28:00
dura, e piena di tanta difficoltà che mi convenga, o abbandonarla con vergogna, ((legge))
1:28:00–1:28:02
o seguirla con carico, con difficoltà.
1:28:02–1:28:06
volendo difendere una cosa, la quale, come ho detto, ((legge))
1:28:06–1:28:08
da tutti gli scrittori è accusata. ((legge))
1:28:08–1:28:10
cioè l'incostanza della plebe.
1:28:11–1:28:12
ma comunque si sia,
1:28:12–1:28:16
io non giudico, né giudicherò mai essere diffetto, ((legge))
1:28:16–1:28:18
difendere alcuna opinione, ((legge))
1:28:18–1:28:20
opinione, con le ragioni. ((legge))
1:28:20–1:28:22
senza volervi usare l'autorità o la forza. ((legge))
1:28:23–1:28:26
anche questo, vedete quest'uso del termine ragione.
1:28:26–1:28:27
noi di solito,
1:28:29–1:28:32
riallacciamo il razionalismo all'illuminismo.
1:28:32–1:28:35
ma ancora qui, durante il rinascimento,
1:28:35–1:28:37
il termine ragione compare moltissimo,
1:28:38–1:28:42
cioè che gli uomini si mettano a ragionare con la propria testa,
1:28:43–1:28:47
è uno dei caratteri del rinascimento. e lo vediamo qua,
1:28:48–1:28:52
come machiavelli ci dice, ma io difendo un'opinione con le ragioni, e non con la forza,
1:28:52–1:28:55
e su questo io non mi tiro mai indietro.
1:28:57–1:29:02
e allora dico adunque, come di quello difetto, di cui accusano gli scrittori la moltitudine,
1:29:04–1:29:06
se ne possono accusare tutti gli uomini,
1:29:08–1:29:09
e massimi i principi.
1:29:10–1:29:17
perché ciascuno che non sia regolato dall leggi, farebbe quelli medesimi errori che la moltitudine sciolta.
1:29:18–1:29:19
e già qui c'è un elemento,
1:29:20–1:29:23
come le leggi? ma machiavelli è l'autore del principe,
1:29:24–1:29:26
e della violazione della norma sistematica,
1:29:27–1:29:28
e invece no.
1:29:29–1:29:34
machiavelli è uno dei primissimi autori del pensiero politico europeo,
1:29:35–1:29:41
che ricomincia a porre al centro del proprio discorso, la supremazia della legge.
1:29:42–1:29:47
le legge è sovrana, è suprema, (.) e tutti, devono obbedire alla leggi.
1:29:49–1:29:53
comincia quel discorso a cui vi accennavo ieri, cioè per la tutela della stessa libertà,
1:29:54–1:29:55
c'è bisogno di leggi.
1:29:57–1:29:58
se no ognuno può fare quello che vuole.
1:30:00–1:30:02
e quello che vuole può voler dire pure che uno m'(ammazza.
1:30:02–1:30:06
questo non è che sia proprio il massimo della tutela dell'individuo diciamo no?
1:30:11–1:30:12
allora dice,
1:30:16–1:30:19
possono errare, (.) sia gli uni, (.) che gli altri.
1:30:19–1:30:26
sia la moltitudine, che i principi. già comincia a mettere un po' in crisi, sto fatto che la moltitudine è vana e incostante.
1:30:27–1:30:29
e allora dice, quando succedono de:i,
1:30:31–1:30:36
problemi, dice quello che racconta tito livio sulla natura della moltitudine,
1:30:36–1:30:39
non dice di quella che è regolata dalle leggi,
1:30:40–1:30:41
ma della sciolta,
1:30:43–1:30:47
la quale fa gli errori, che fanno gli uomini (infiurati) e sciolti.
1:30:47–1:30:50
però non è da incolpare la natura della moltitudine,
1:30:50–1:30:52
perché tutti possono errare,
1:30:53–1:30:59
quando tutti, hanno la possibilità di farlo. nel senso che non ci sono le leggi e quindi gli è lecito fare qualunque cosa.
1:31:04–1:31:05
(conchiudo) dunque,
1:31:06–1:31:08
contro alla comune opinione,
1:31:09–1:31:14
la quale dice come i popoli quando sono principi, cioè quando hanno il potere, quando c'è la democrazia, sono vari, ((legge))
1:31:15–1:31:17
mutabili ed ingrati, ((legge))
1:31:17–1:31:23
io dico che non ci siano questi difetti in loro, altrimenti che non siano nei principi particolari, ((legge))
1:31:25–1:31:28
e accusando alcuni popoli ed i principi insieme, ((legge))
1:31:28–1:31:32
potrebbe dire il vero, ma traendone i principi, si inganna. ((legge))
1:31:33–1:31:39
perché, un popolo, che comandi e sia bene ordinato, sarà stabile, prudente e grato, ((legge))
1:31:39–1:31:41
non altrimenti che un principe, ((legge))
1:31:41–1:31:43
o meglio, che un principe. ((legge))
1:31:43–1:31:48
e dall'altra parte, un principe sciolto dalle leggi, sarà ingrato, vario ed imprudente, ((legge))
1:31:49–1:31:50
più che il popolo. ((legge))
1:31:51–1:31:55
quindi, la variazione, non nasce dalla natura diversa,
1:31:55–1:31:57
perché in tutti è in un modo. e se vi è vantaggio di bene,
1:31:58–1:31:59
è nel popolo.
1:31:59–1:32:08
ma la variazione nasce, dall'avere più o meno rispetto alle leggi, dentro le quali, l'uno e l'altro vive.
1:32:10–1:32:13
e insomma, per (conchiudere) questa materia,
1:32:15–1:32:20
dico, come hanno durato assai gli stati dei principi, hanno durato assai gli stati delle repubbliche.
1:32:21–1:32:25
e l'uno e l'altro ha avuto bisogno di essere regolato dalle leggi.
1:32:27–1:32:30
un principe, (.) che può fare ciò che vuole,
1:32:32–1:32:34
un popolo che può fare ciò che vuole,
1:32:34–1:32:35
non è savio.
1:32:37–1:32:39
già la differenza, quello è proprio pazzo.
1:32:39–1:32:41
il popolo non è savio,
1:32:41–1:32:43
vedete come emerge questo,
1:32:43–1:32:46
favore di machiavelli per il popolo, non per il principe.
1:32:50–1:32:52
e quando si vedrà, diciamo,
1:32:52–1:33:01
se adunque si ragionerà di un principe obbligato alle leggi ed un popolo incatenato da quelli, si vedrà più virtù nel pri~ nel popolo, che nel principe.
1:33:01–1:33:05
se si ragionerà dell'uno e dell'altro sciolto dalle leggi,
1:33:05–1:33:08
si vedranno meno errori nel popolo che nel principe,
1:33:09–1:33:12
e quelli minori, (.) ed avranno maggiori rimedi,
1:33:13–1:33:15
e continua su questo tema.
1:33:18–1:33:21
eh, (.) col principe,
1:33:23–1:33:25
c'è qualcosa che non va,
1:33:26–1:33:28
se noi leggiamo l'inizio del principe,
1:33:28–1:33:35
il principe dice, tutti gli stati, tutti i domini che hanno, e che hanno avuto, imperi sopra gli uomini, sono stati e sono,
1:33:35–1:33:38
o repubbliche, (.) o principati.
1:33:39–1:33:40
in questo,
1:33:40–1:33:42
celeberrimo esordio del principe.
1:33:42–1:33:45
machiavelli rompe, con la tradizione classica,
1:33:45–1:33:47
aristotelica, ancora una volta,
1:33:47–1:33:50
che classificava le forme di governo in,
1:33:50–1:33:57
monarchia, aristocrazia, e democrazia, con le forme corrotte. tirannia, oligarchia, oclocrazia.
1:34:00–1:34:06
ma, quella era una tipologia, che andava bene per l'antichità. nell'epoca di machiavelli,
1:34:07–1:34:09
o ci sono monarchie, o ci sono repubbliche.
1:34:09–1:34:13
quindi diciamo, intanto, parte da un dato di realtà,
1:34:13–1:34:16
quello è uno dei concetti fondamentali,
1:34:16–1:34:22
(esse)ndo l'intenzione mia, andare dritto non all'immaginazione della cosa ma alla verità di essa,
1:34:22–1:34:26
machiavelli fonda l'indagine realistica, della politica.
1:34:26–1:34:32
lo dice espressamente. mo:lti si sono immaginati repubbliche che non si sono mai viste essere,
1:34:32–1:34:34
pensa alla repubblica di platone,
1:34:34–1:34:39
probabilmente già pensa all'utopia di thomas more, che è del millecinquecentosedici, diciassette.
1:34:40–1:34:44
successiv~ e:h precedente all'uscita dei libri di machiavelli.
1:34:44–1:34:49
però lui lo dice chiaramente, a me non mi interessa niente di immaginare,
1:34:49–1:34:55
e:h co::se: che non stanno né in cielo né in terra. a me interessa l'analisi reale,
1:34:55–1:35:00
e con questo fonda proprio l'analisi scientifica, della politica.
1:35:00–1:35:04
i politologi, diciamo quelli che analizzano la politica scientificamente,
1:35:05–1:35:08
hanno il loro, (.) antenato, in machiavelli.
1:35:11–1:35:16
elevando la repubblica, a tipo ideale, insieme alla monarchia,
1:35:16–1:35:22
machiavelli non fa solo un'operazione analitica, che è più corrispondente alla realtà.
1:35:23–1:35:28
ripeto all'epoca c'è la repubblica di venezia, la repubblica di genova, la repubblica di lucca, la repubblica di ragusa,
1:35:30–1:35:35
in germania, xxx le terre dell'impero, non esiste ancora la germania
1:35:35–1:35:36
è pieno di repubbliche,
1:35:37–1:35:39
quindi all'epoca di machiavelli le repubbliche ci sono,
1:35:39–1:35:41
ma non è solo un criterio analitico.
1:35:41–1:35:44
è un criterio ideologico politico.
1:35:44–1:35:46
nel senso che attraverso,
1:35:46–1:35:48
quella, scelta,
1:35:49–1:35:58
analitica, machiavelli fa discendere il fatto che la repubblica è una forma di governo, e che la repubblica magari è una forma di governo (.) auspicabile.
1:35:59–1:36:02
dobbiamo sempre ricordarci, (.) che machiavelli, diciamo,
1:36:02–1:36:06
era stato, secreta~ machiavelli viene chiamato segretario fiorentino no?
1:36:06–1:36:08
viene chiamato il segretario fiorentino, perché,
1:36:08–1:36:12
lui era stato secretario, di una xxx seconda:, cancelleria,
1:36:12–1:36:14
della repubblica, fiorentina.
1:36:15–1:36:21
sapete, mo c'è pure sta sta sciochezza dei medici, che va:: in onda, non so se qualcuno se lo sta vedendo,
1:36:21–1:36:25
l'altro giorno ridevano con un amico mio che è un machiavellista,
1:36:25–1:36:27
mo c'abbiamo lorenzo dei medici che c'ha il fine,
1:36:28–1:36:30
della repubblica a firenze, proprio:
1:36:30–1:36:31
si scompiscia dalle risate.
1:36:33–1:36:38
lorenzo dei medici è stato poi, di fatto, il principe di firenze. quindi l'esatto opposto.
1:36:39–1:36:40
della repubblica.
1:36:40–1:36:43
però mo al di là di ste scemenze, appunto,
1:36:43–1:36:45
morto lorenzo dei medici,
1:36:45–1:36:48
il figlio viene scacciato quasi subito da savonarola,
1:36:48–1:36:52
a firenze, alla fine del quattrocento, viene proclamata di nuovo la repubblica.
1:36:54–1:37:02
e machiavelli, un giovanissimo machiavelli, viene chiamato a far parte, (.) degli uffici diciamo, del governo, della repubblica.
1:37:03–1:37:05
un uomo d'azione,
1:37:05–1:37:13
spesso a cavallo, fa facendo ambascerie::, e qui e lì, e lui, lì diciamo, in quella occasione,
1:37:13–1:37:18
quando sta dentro la stanza dei bottoni, come dire, come diremmo oggi,
1:37:18–1:37:19
si rende conto.
1:37:20–1:37:21
di un te:ma.
1:37:23–1:37:29
e questo diciamo, poi lo porterà avanti sempre, cioè quando lui fa quel discorso filopopolare,
1:37:29–1:37:33
è implicito, altro invece è esplicito, vi leggerò dei passi,
1:37:33–1:37:39
una ferocissima, critica, nei confronti dell'aristocrazia.
1:37:40–1:37:46
perché diciamo, firenze appunto è caratterizzata da una serie di grandissime, famiglie nobili.
1:37:46–1:37:47
xxx gli strozzi,
1:37:48–1:37:53
gli strozzi c'avevano, (.) metà del debito pubblico dello stato francese.
1:37:53–1:37:56
il signor strozzi, banchiere strozzi,
1:37:56–1:37:58
diciamo deteneva solo lui,
1:37:58–1:38:01
la metà del debito pubblico di uno stato.
1:38:02–1:38:05
i banchieri fiorentini erano famosi,
1:38:05–1:38:06
per la loro ricchezza.
1:38:07–1:38:08
ma come se l'erano fatta sta ricchezza?
1:38:09–1:38:12
machiavelli comincia a intuire su questo che qualcosa non va.
1:38:13–1:38:15
succede, in particolar modo,
1:38:16–1:38:17
un problema.
1:38:17–1:38:19
cioè e::h,
1:38:20–1:38:28
come tutti gli altri comuni italiani del medioevo, firenze xxx e aveva acquisito tutta una serie di terre della attuale toscana, tra cui pisa.
1:38:29–1:38:32
che era andata sotto il suo dominio, da che era un libero comune.
1:38:33–1:38:36
a un certo punto pisa si ribella, e c'è la guerra contro pisa.
1:38:36–1:38:39
machiavelli è uno di quelli che si occupa di sta guerra.
1:38:39–1:38:42
sta guerra contro pisa (non finisce mai)
1:38:42–1:38:45
non si riesce mai a °xxxxx°
1:38:45–1:38:48
a un certo punto machiavelli, capisce che sta succedendo.
1:38:50–1:38:51
e che succede?
1:38:52–1:38:53
succede questo.
1:38:54–1:38:57
per fare la guerra contro pisa, come qualunque guerra,
1:38:59–1:39:02
all'epoca diciamo gli eserciti, erano eserciti mercenari.
1:39:04–1:39:07
i lanzichenecchi, gli svizzeri, eccetera, eccetera
1:39:07–1:39:09
si pagav~ lo stato.
1:39:09–1:39:13
paga:va, (.) e quelli venivano a combattere per te.
1:39:15–1:39:16
chi li pagava?
1:39:17–1:39:19
allora, lo stato fiorentino,
1:39:20–1:39:22
non c'aveva tutti sti soldi,
1:39:22–1:39:24
e allora, c'era un'istituzione,
1:39:25–1:39:26
che si chiamava, il monte,
1:39:27–1:39:30
che xxx oggi (.) sarebbe una banca,
1:39:30–1:39:34
che era in mano all'aristocrazia fiorentina, ai banchieri fiorentini,
1:39:36–1:39:37
i quali stavano pure nel governo,
1:39:39–1:39:41
quindi diciamo pigliavano le decisioni,
1:39:41–1:39:45
sui generali da chiamare, sulle truppe da coinvolgere,
1:39:46–1:39:51
allora machiavelli si comincia a rendere conto, dice, ma perché non la finiamo mai sta guerra contro pisa?
1:39:52–1:39:53
che sta succedendo?
1:39:53–1:39:55
comincia a capire che il meccanismo,
1:39:56–1:39:58
era un meccanismo, truffaldino,
1:40:01–1:40:02
per pagare i mercenari,
1:40:03–1:40:08
la repubblica si faceva prestare i soldi, (.) dal monte.
1:40:09–1:40:14
da questa banca degli artistocratici, cioè si faceva prestare i soldi, dai nobili.
1:40:16–1:40:20
ne ricevevano un interesse, (.) tra il tredici e il quattordici per cento.
1:40:20–1:40:21
da quei soldi.
1:40:22–1:40:25
per cui machiavelli capisce, ah ecco perché la tirano per le lunghe
1:40:26–1:40:27
perché più dura la guerra,
1:40:28–1:40:34
più l'aristocrazia fiorentina finanzia lo stato fiorentino facendolo indebitare e arricchendosi.
1:40:34–1:40:36
alle spese dello stato.
1:40:37–1:40:38
ecco perché machiavelli,
1:40:38–1:40:41
diciamo ha la grande, intuizione,
1:40:41–1:40:42
del cittadino soldato.
1:40:43–1:40:48
ecco perché machiavelli comincia a pensare alle truppe proprie. una delle grandi idee, innovative,
1:40:49–1:40:52
sarà un'idea rivoluzionaria, fino alla rivoluzione francese,
1:40:52–1:40:55
machiavelli è la critica furibonda,
1:40:56–1:40:58
contro gli eserciti dei mercenari,
1:40:58–1:41:06
e, (.) la, (i)nsomma, il portare avanti, gli eserciti fatti da cittadini soldati, che difendano la patria
1:41:06–1:41:11
cioè ce l'abbiamo avuto questo fino a:::h ancora io ho dovuto fare il militare.
1:41:11–1:41:14
fino a vent'anni fa c'era l'obbligo militare in italia.
1:41:16–1:41:17
eh da quello deriva.
1:41:18–1:41:19
dal cittadino soldato.
1:41:19–1:41:22
e il cittadino soldato che deve difendere la patria,
1:41:23–1:41:24
deriva da machiavelli.
1:41:24–1:41:27
perché all'inizio machiavelli si è reso conto,
1:41:27–1:41:30
badate che so' cose che succedono ancora oggi.
1:41:30–1:41:34
che le armi, (.) a:::i gruppi terroristici,
1:41:35–1:41:36
non gliele danno.
1:41:36–1:41:43
xx bin laden, l'isis, c'hanno le industrie belliche, per farsi i kalashnikov, per farsi le armi che tengono.
1:41:44–1:41:45
chi gliele dà le armi?
1:41:48–1:41:50
non lo sapete? l'occiden~, gliele diamo noi, pure l'italia.
1:41:51–1:41:52
pure l'italia.
1:41:53–1:41:55
all'isis, chi gliele dà le armi?
1:41:58–1:42:01
quindi diciamo, continua ad essere un problema questo.
1:42:02–1:42:04
esistente, c'è qualcuno che ci guadagna.
1:42:05–1:42:06
dalle guerre,
1:42:06–1:42:08
c'è sempre qualcuno che si guadagna.
1:42:08–1:42:12
noi persone normali, magari perdiamo i nostri cari, i nostri beni,
1:42:14–1:42:17
ma qualcuno che ci guadagna c'è sempre.
1:42:17–1:42:19
ed era così già ai tempi di machiavelli.
1:42:20–1:42:24
allora nel momento in cui machiavelli si rende conto, (.) di questa cosa,
1:42:25–1:42:31
comincia a dire sta frase che all'epoca sembra 'na follia. dice, i denari, non sono il nervo della guerra.
1:42:32–1:42:34
non è con i denari che noi vinciamo la guerra.
1:42:35–1:42:38
è con gli eserciti motivati, che noi vinciamo la guerra.
1:42:38–1:42:45
con gli eserciti ben disposti in armi, con le tattiche militari, con le armi giuste, e soprattutto con gente motivata.
1:42:45–1:42:47
che difende la patria.
1:42:48–1:42:49
che va a combattere,
1:42:49–1:42:54
per difendere se stesso, per difendere i propri cari, per difendere la propria patria.
1:42:54–1:42:56
non perché viene pagato.
1:42:58–1:43:00
e questo è un problema,
1:43:02–1:43:04
che immediatamente diciamo,
1:43:04–1:43:07
gli aristocratici fiorentini colgono,
1:43:07–1:43:10
da lì comincia l'antimachiavellismo.
1:43:10–1:43:16
la repubblica era retta da un gonf~ gonfaloniere, si chiamava come se fosse un presidente della repubblica,
1:43:17–1:43:23
di cui machiavelli era segretario, e allora gli aristocratici cominciano a dire, machiavelli si vuole fare mannerino,
1:43:23–1:43:29
(mandarino), no il mandarino cinese. (di soderini) che vuole prendere l'impero, vuole prendere,
1:43:29–1:43:35
cominciano a diffondere voci false, noi queste cose le sappiamo perché so' documentate non è che lo riteniamo.
1:43:36–1:43:37
voci false.
1:43:37–1:43:38
su machiavelli.
1:43:38–1:43:40
già quando egli è in vita.
1:43:41–1:43:44
che alimentano, l'antimachiavellismo,
1:43:44–1:43:51
che comincia a diffondersi in maniera sempre più pesante durante il cinquecento, quando poi dopo la sua morte,
1:43:52–1:43:53
dopo la sua morte,
1:43:53–1:43:57
escono il principe, e i discorsi sopra la prima deca di tito livio.
1:43:57–1:43:59
che lui non pubblicherà mai.
1:43:59–1:44:04
l'unico testo famoso di machiavelli pubblicato in vita, è l'arte della guerra,
1:44:04–1:44:09
della guerra, in cui appunto porta avanti questa sua idea delle armi proprie,
1:44:09–1:44:11
del cittadino soldato,
1:44:11–1:44:15
contro, contro, gli eserciti dei mercenari.
1:44:18–1:44:21
uscito dalla repubblica, machiavelli cerca,
1:44:21–1:44:25
di, (.) diciamo ingraziarsi, il favore dei medici,
1:44:25–1:44:28
tornati, (.) a firenze.
1:44:29–1:44:31
cerca di ingraziarselo perché,
1:44:31–1:44:34
lui va in esilio, appena finisce la repubblica viene mandato in esilio,
1:44:35–1:44:36
ci sono delle lettere sue meravigliose,
1:44:39–1:44:43
l'unica:::, come dire, consolazione,
1:44:43–1:44:52
c'è una lettera meravigliosa, su questo, sono le lettu:re:, dice, la sera, quando finalmente torna a casa, mi metto abiti puriali, ed entro nelle (antique) corti
1:44:53–1:44:57
e loro m'(accolgono, ed io mi pasco di quel cibo che solum è mio,
1:44:58–1:45:00
cioè ci mostra come lo studio,
1:45:01–1:45:03
lo studio possa essere,
1:45:03–1:45:04
un balsamo,
1:45:04–1:45:06
risanatore di tanti mali,
1:45:07–1:45:07
dell'animo.
1:45:08–1:45:10
però, lui è un uomo d'azione,
1:45:10–1:45:12
non ce la fa, e quindi vorrebbe cercare insomma,
1:45:12–1:45:16
in qualche modo di lavorare, e a un certo punto gli viene st'idea folle,
1:45:17–1:45:18
ci spiega, perché diciamo,
1:45:19–1:45:23
partiamo da una premessa, così siamo chiari, machiavelli, era un repubblicano,
1:45:24–1:45:27
machiavelli voleva, (.) la repubblica.
1:45:27–1:45:29
e allora cerchiam~ ma il principe l'ha scritto,
1:45:30–1:45:33
cerchiamo di capire meglio perché ha scritto il principe.
1:45:33–1:45:37
il principe, (.) è un'opera, (.) veramente d'occasione,
1:45:39–1:45:45
è un'opera d'occasione perché, (.) come lui racconta nella famosa lettera cui vi accennavo adesso,
1:45:45–1:45:48
famosa lettera in cui, parla della composizione del principe,
1:45:49–1:45:54
è un libro d'occasione perché lui come scriveva a un amico dice guarda, mi facessero pure xxx (un sasso)
1:45:54–1:45:58
questi signori medici, fatemi fare qualche cosa che non ce la faccio più,
1:45:58–1:46:01
a giocare a tric e trac e ad altre scemenze tutta la giornata.
1:46:03–1:46:04
per le campagne.
1:46:04–1:46:09
quindi diciamo, c'è, un aspetto fra virgolette, un poco cortigianesco.
1:46:09–1:46:10
se vogliamo.
1:46:10–1:46:14
non a caso, (.) i medici non gli faranno fa' quasi niente,
1:46:14–1:46:21
però quando ri~ (.) risarà di nuovo proclamata la repubblica, nel millecinquecentoventisette, con la scacciata dei medici,
1:46:22–1:46:26
i fiorentini non lo vorranno a machiavelli, (.) e machiavelli ci morirà.
1:46:26–1:46:29
non lo vorranno come di nuovo segretario della repubblica.
1:46:29–1:46:35
perché dice ma tu, sei un poco, coi medici (ci hai un po' ciurlato nel manico), e mo ti freghi
1:46:35–1:46:36
e quindi diciamo non tornerà.
1:46:36–1:46:41
però questo tentativo, non è tanto un tentativo di tipo,
1:46:43–1:46:44
cortigianesco.
1:46:45–1:46:49
il tentativo è ~n' idea pazza che gli viene, perché a un certo punto, lui si rende conto,
1:46:50–1:46:53
che forse ci sono delle condizioni, (.) oggettive,
1:46:53–1:46:55
che permettono un ideale.
1:46:55–1:46:56
qual è l'idea?
1:46:59–1:47:00
come ci ha spiegato,
1:47:01–1:47:03
xxxx xxx xxx xxx
1:47:05–1:47:11
a un certo punto, mo machiavelli è un uomo, dopo vi leggerò un paio di passi. comunque contro la chiesa, e:hm ma di una violenza,
1:47:16–1:47:18
a un certo punto, nel capitolo undicesimo del principe,
1:47:19–1:47:24
lui parla dei cosiddetti principati ecclesiastici. cioè appunto in primo luogo, lo stato della chiesa,
1:47:25–1:47:27
e dice sono gli unici a essere felici.
1:47:28–1:47:29
dice ma com'è possibile sta cosa?
1:47:31–1:47:39
facendo tutta una serie di legami, xxx xxx si è reso conto, che si è vero, lo pensava quello. perché lo pensava? che succede?
1:47:40–1:47:43
nel dodici mi pare, sale al soglio pontificio,
1:47:45–1:47:48
un de medici, giovanni de medici, che diventa leone decimo.
1:47:49–1:47:50
nel momento in cui,
1:47:51–1:47:54
i medici rientrano a firenze,
1:47:57–1:47:59
una, diciamo, (.) congiuntura,
1:48:00–1:48:01
molto particolare.
1:48:02–1:48:04
tutto il centro italia,
1:48:04–1:48:06
sotto le mani di una dinastia.
1:48:06–1:48:11
se noi usiamo, uniamo, (.) la toscana, (.) medicea,
1:48:11–1:48:13
con lo stato pontificio,
1:48:13–1:48:17
che prendeva le marche, la romagna, il lazio,
1:48:18–1:48:20
diventava, (.) un enorme,
1:48:22–1:48:24
avete presente, all'epoca l'italia era divisa in tanti stati insomma,
1:48:25–1:48:28
non c'è bisogno che ve lo ricordo, (.) ma si cominciava a creare,
1:48:29–1:48:31
un blocco, forte.
1:48:31–1:48:34
e allora qual è l'idea che viene a machiavelli?
1:48:34–1:48:36
siccome siamo negli anni delle guerre d'italia,
1:48:36–1:48:39
siamo negli anni in cui l'italia perde la sua indipendenza,
1:48:39–1:48:43
a partire dal millequattrocentonovantaquattro, novantacinque, il re di francia carlo ottavo,
1:48:43–1:48:44
è sceso in italia,
1:48:45–1:48:47
e dall'ora l'italia è solo teatro,
1:48:47–1:48:50
delle guerre fra francia e spagna per chi se la piglia.
1:48:52–1:48:54
da cui poi ci sarà pure il famoso detto.
1:48:54–1:48:58
tipico dei nostri italiani, francia e spagna, (.) purché se magna.
1:48:59–1:49:00
qualunque va bene.
1:49:00–1:49:01
ma insomma c'è questa,
1:49:02–1:49:08
continua guerra, continua guerra, tra la francia e la spagna, e l'italia non conta più niente.
1:49:09–1:49:12
e machiavelli questo lo soffre fortemente.
1:49:12–1:49:14
e allora gli viene st'idea pazza,
1:49:14–1:49:15
dice scusate, ma,
1:49:15–1:49:18
nel momento in cui noi c'abbiamo tutto il centro italia,
1:49:19–1:49:22
non è che la possiamo riunificare tutta l'italia.
1:49:23–1:49:28
cioè questo è talmente tanto pazzesco, pensarlo nel cinquecento,
1:49:28–1:49:30
che xx (a lungo)
1:49:30–1:49:33
la storiografia ottocentesca, e novecentesca,
1:49:33–1:49:34
ha detto, no:: vabbè::,
1:49:35–1:49:39
è impossibile. qualcuno addirtittura ha suggerito che fosse stato aggiunto dopo,
1:49:40–1:49:41
quel capitolo.
1:49:42–1:49:51
perché in effetti, noi per parlare, (.) di unità di italia, ci vuole il risorgimento, ci vuole, (.) la fine del settencento, e soprattutto l'ottocento.
1:49:51–1:49:54
qua siamo nel millecinquecentotredici,
1:49:54–1:49:56
è la data di composizione del principe.
1:49:57–1:49:58
com'è possibile?
1:49:59–1:50:02
però poi se uno si va a leggere il capitolo ventisei del principe,
1:50:03–1:50:04
che dà il senso,
1:50:06–1:50:07
quello di xx
1:50:07–1:50:10
a chi, si negherà, la bandie:ra,
1:50:11–1:50:17
a ognuno puzza questo barbaro dominio, la italia deve essere liberata dai barbari, ognuno vi seguirà,
1:50:17–1:50:19
e sarà liberata tutta
1:50:19–1:50:21
ne parla in termini espliciti
1:50:22–1:50:26
tanto che, la più recente storiografia, (.) machiavellistica,
1:50:26–1:50:29
è tornata pesantemente, sui propri passi,
1:50:31–1:50:32
come ha scritto uno studioso,
1:50:32–1:50:34
a prenderlo sul serio,
1:50:35–1:50:37
quel capitolo ventiseiesimo che chiude il principe.
1:50:37–1:50:41
perché in quel capitolo ventiseiesimo machiavelli scrive,
1:50:41–1:50:43
che, vuole l'unità dell'italia.
1:50:45–1:50:48
che l'italia si riunisca, in un'unica nazione.
1:50:50–1:50:52
siccome questo è vero,
1:50:53–1:50:56
lui poi si rende conto che le condizioni,
1:50:56–1:50:59
immediatamente dopo poi finiscono, basta,
1:51:02–1:51:06
(i medici non si prendono xxx un'iniziativa del genere,)
1:51:06–1:51:11
il regno di napoli era uno stato gigantesco, (ti vai a mettere) contro i francesi, contro gli spagnoli,
1:51:11–1:51:14
l'unità e l'indipendenza dell'italia,
1:51:15–1:51:17
in qualche modo poi questa idea,
1:51:17–1:51:19
la abbandona completamente,
1:51:20–1:51:22
però non è che non se ne accorgeranno diciamo,
1:51:22–1:51:24
quando a fine settecento,
1:51:24–1:51:26
il problema, (.) italiano,
1:51:26–1:51:30
diventerà veramente un problema politico, (.) e inizierà il risorgimento,
1:51:31–1:51:32
è il periodo delle repubbliche,
1:51:33–1:51:37
che dominano, (.) che si diffondono in italia durante la rivoluzione francese,
1:51:37–1:51:40
a un certo punto, (.) su uno dei più famosi giornali,
1:51:41–1:51:43
di quel periodo, nel millesettecentonovantasei,
1:51:44–1:51:47
compare n'articolo, il cittadino machiavelli al direttore,
1:51:47–1:51:50
il direttore era quello che governava la francia,
1:51:50–1:51:52
e c'è l'ultimo capitolo del principe,
1:51:53–1:51:58
solo, diciamo, depurato, da quelle pochissime frasette che lo,
1:51:59–1:52:01
xxxx al cinquecento,
1:52:02–1:52:04
tolte quelle poche frasi,
1:52:04–1:52:06
tolto il riferimento alla casa dei de medici,
1:52:07–1:52:09
è sempre un testo scritto a fine settecento,
1:52:09–1:52:11
(in piena età di) xxx
1:52:11–1:52:12
fa impressione,
1:52:13–1:52:14
fa impressione,
1:52:14–1:52:19
quindi, diciamo, non è che solo gli storici poi successivi,
1:52:19–1:52:24
si sono resi conto di queste cose. no no. il primo movimento politico, che porta avanti,
1:52:25–1:52:28
l'unificazione dell'italia, come progetto politico,
1:52:28–1:52:32
mette machiavelli al centro. e usa quel capitolo,
1:52:32–1:52:35
in funzione politica, sulla politica attuale.
1:52:35–1:52:39
di fine settecento, per raggiungere l'unificazione dell'italia.
1:52:39–1:52:45
allora dato che questo è vero, cominciamo a capire meglio perché machiavelli ha scritto il principe.
1:52:45–1:52:48
perché ci fornisce anche diciamo, da questo punto di vista,
1:52:49–1:52:50
ci dà degli elementi,
1:52:50–1:52:55
anche nei discorsi, che è la sua opera, di maggiore, rilievo, teorico.
1:52:56–1:52:57
perché, lui ci dice,
1:52:59–1:53:00
se si vuole introdurre,
1:53:01–1:53:04
un regime repubblicano, che è un regime lib:ero,
1:53:04–1:53:06
in un luogo, dove,
1:53:07–1:53:12
si è corrotti dal servaggio, non si è abituati alla libertà,
1:53:13–1:53:15
una colo:nia, eccetera,
1:53:15–1:53:16
è inutile,
1:53:16–1:53:17
è inutile,
1:53:18–1:53:24
ma quell'era la condizione dell'italia. l'italia, lo scrive machiavelli stesso, è tutta:::, ehm
1:53:24–1:53:29
dominata dai baroni, da questi feudatari che machiavelli odia,
1:53:30–1:53:32
contro cui scrive ferocemente,
1:53:32–1:53:35
che, (.) è tutta disgregata,
1:53:36–1:53:37
in questi ca:si,
1:53:38–1:53:39
in questi ca:si,
1:53:40–1:53:42
non va bene la repubblica,
1:53:42–1:53:45
in questi casi, ci vuole il principato assoluto.
1:53:47–1:53:49
ci vuole il fondatore dello stato,
1:53:50–1:53:53
che dia i suoi ordini, allo stato nuovo,
1:53:53–1:53:56
usando mezzi eccezionali,
1:53:56–1:53:58
perché è la situazione, che è eccezionale.
1:53:59–1:54:01
cioè, non è machiavelli,
1:54:01–1:54:03
che è cinico.
1:54:04–1:54:07
machiavelli si trova di fronte ad una realtà che è cinica.
1:54:07–1:54:10
e siccome la vuole modificare,
1:54:10–1:54:15
sa che in alcuni casi purtroppo, ci voglioni strumenti anche cinici.
1:54:15–1:54:20
ma non perché lui è cinico, è la realtà che analizza, (.) realisticamente,
1:54:21–1:54:22
che gli impone,
1:54:24–1:54:27
di, (.) orientarsi verso determinate scelte.
1:54:27–1:54:33
e allora, il principe ha significato, così come il principato assoluto, ha significato,
1:54:33–1:54:40
nel pensiero di machiavelli, (.) so lo come atto, (.) fo:ndativo, dello stato.
1:54:40–1:54:45
cioè lui fa l'esempio dei grandi legislatori dell'antichità come licurgo,
1:54:45–1:54:47
che diede le leggi a sparta,
1:54:47–1:54:48
e i grandi,
1:54:49–1:54:54
legistlatori dell'uma~ dell~ dell'antichità, sono il modello a cui il principe nuovo si deve,
1:54:54–1:54:57
si deve:::, adeguare.
1:55:00–1:55:05
quindi il principe deve dare gli ordini nuovi, delle dare le leggi.
1:55:05–1:55:07
e una volta che ha costruito allo stato,
1:55:08–1:55:09
se ne deve anda'.
1:55:09–1:55:11
questa è la, (.) chiave,
1:55:11–1:55:15
con cui si capisce il principe. perché, anche in quei casi,
1:55:15–1:55:19
in cui lui giustifica, quei rari casi,
1:55:19–1:55:23
che lui, (.) elenca, in modo, (.) dettagliato,
1:55:24–1:55:26
quando ci vuole il principe,
1:55:27–1:55:29
a::nche in quei casi,
1:55:29–1:55:33
lui dice, so::lo, il momento, fondativo.
1:55:33–1:55:38
po:i, (.) non c'è nessuna ereditarietà delle cariche,
1:55:38–1:55:41
una monarchia ereditaria, (.) anzi,
1:55:42–1:55:45
finalmente si può arrivare alla repubblica.
1:55:45–1:55:48
dopo che uno stato è stato fondato di nuovo.
1:55:48–1:55:51
e allora ecco perché, lui vedeva l'esempio di cesare borgia.
1:55:53–1:55:54
come positivo.
1:55:54–1:56:04
in quel contesto, in quel contesto terrificante, in quella italia così corsa, lacera e battuta, come scrive lui nel: nel nel principe.
1:56:04–1:56:08
in quel contesto, per creare uno stato nuovo,
1:56:08–1:56:11
ci vogliono mezzi eccezionali, (.) sì.
1:56:11–1:56:15
hanno una situazione eccezionale,
1:56:15–1:56:18
ci vogliono mezzi eccezionali. ma so:lo,
1:56:18–1:56:21
in una situazione eccezionale.
1:56:21–1:56:24
la norma, è, la repubblica.
1:56:25–1:56:30
il regime politico favorito (.) da machiavelli, è, una, repubblica.
1:56:32–1:56:35
per il machiavelli, (.) al centro,
1:56:35–1:56:39
c'è, (.) il tema, (.) della libertà.
1:56:39–1:56:45
una libertà che innanzitutto è intesa, (.) come libertà dello stato.
1:56:45–1:56:49
come indipendenza dello stato, (.) nei confronti di altri.
1:56:50–1:56:53
sono temi estremamente attuali nella sua epoca,
1:56:53–1:56:57
l'italia, sta finendo, sotto l'orbita della spagna,
1:56:57–1:57:00
ancora non si sa, se la stanno giocando francia e spagna,
1:57:00–1:57:05
ma è chiaro che o con uno o con un altro, noi finiamo la nostra indipendenza,
1:57:06–1:57:09
e per machiavelli questo è centrale,
1:57:09–1:57:11
si vede per esperienza,
1:57:12–1:57:17
che le città non hanno mai, ampliato. né di dominio, né di ricchezza,
1:57:17–1:57:20
se non, mentre sono state in libertà.
1:57:22–1:57:23
l'ampliamento di dominio,
1:57:23–1:57:28
e l'aumento della ricchezza pubblica, sono elementi cardinali, nel discorso di machiavelli.
1:57:30–1:57:32
lui lo dice ad ogni piè sospinto,
1:57:32–1:57:36
ad ogni piè sospinto, la libertà,
1:57:36–1:57:40
la libertà dello stato, è ciò a cui dobbiamo mirare.
1:57:40–1:57:44
e questo, si lega, alla centralità,
1:57:44–1:57:47
del concetto di, bene comune.
1:57:47–1:57:50
che è un altro dei concetti cardini, dei machiavelli.
1:57:51–1:57:56
non il bene particolare, ma il bene comune, è quello che fa grandi le città.
1:57:58–1:58:04
e sanza dubbio, (.) questo bene comune, non è osservato se non nelle repubbliche.
1:58:04–1:58:07
al contrario interviene quando vi è un principe.
1:58:07–1:58:09
cioè le sue critiche,
1:58:09–1:58:16
al principato, sono infinite, reiterate, ripetute, e chiarissime.
1:58:16–1:58:23
lui non è un fautore del principato. salvo in quei casi dove la materia è troppo corrotta.
1:58:23–1:58:29
se la materia è troppo corrotta, come si dice, il medico pietoso, fa la::: la piaga xxx
1:58:29–1:58:31
c'è un proverbio in dialetto da noi,
1:58:31–1:58:33
un medico pietoso fa la piaga verminosa.
1:58:34–1:58:38
e:h quando il medico vede 'na situazione (.) terrificante deve taglia'=a gamba,
1:58:38–1:58:43
punto, perché se no la la la gamba va in cancrena, e poi si estende a tutto il corpo,
1:58:43–1:58:45
verminosa in questo senso. la cancrena.
1:58:46–1:58:48
e machiavelli questo pensava,
1:58:48–1:58:54
di fronte, al corpo, (.) così, diciamo, (.) distrutto, de~ devastato,
1:58:54–1:58:56
della della della nazione italiana,
1:58:56–1:59:00
scusate, la nazione è un anacronismo. dell'italia,
1:59:00–1:59:03
allora lì ci volevano mezzi assolutamente eccezionali.
1:59:03–1:59:05
ma non è quello il suo ideale,
1:59:06–1:59:08
e quella stessa unificazione,
1:59:09–1:59:11
nell'arco di un mattino,
1:59:11–1:59:14
si rende poi co:nto, che il contesto,
1:59:14–1:59:15
non permette,
1:59:15–1:59:16
quel sogno,
1:59:17–1:59:18
visionario,
1:59:19–1:59:21
che c'è nell'ultimo capitolo del principe.
1:59:21–1:59:23
non lo permette, e quindi si ritorna,
1:59:23–1:59:29
si ritorna, sempre, sempre, diciamo, al al discorso, (.) della repubblica.
1:59:31–1:59:38
e:h felice si può chiamare quella repubblica, dalla quale sortisce un uomo sì prudente che gli dia leggi, ordinate,
1:59:39–1:59:42
in modo che non si debba poi ricollegerle e vivere poi,
1:59:42–1:59:45
necessa~ sicuramente, sotto di quelle.
1:59:46–1:59:53
tra, diciamo, la::=e::h gli elementi, cardinali, del discorso machiavelliano, ieri vi ho accennato,
1:59:54–1:59:55
il discorso del conflitto,
1:59:56–1:59:59
ribadiamolo, (.) machiavelli, è il primo,
1:59:59–2:00:03
che, dice, (.) ma era del tutto: appunto,
2:00:03–2:00:05
lui lo sa sempre, io lo s~, guarda eh
2:00:05–2:00:07
vediamo se ritrovo proprio il passo,
2:00:08–2:00:10
è simpatico, diciamo, il su:o::,
2:00:11–2:00:13
il suo: argomenta:re:: ehm
2:00:16–2:00:20
contro l'opinione di tutti, (.) che dice, roma è stata: una:,
2:00:21–2:00:27
una:: repubblica tumultuaria, io dico che no, quei tumulti hanno portato la libertà a roma.
2:00:28–2:00:29
il conflitto,
2:00:29–2:00:31
non è il male,
2:00:31–2:00:38
come si era ritenuto in modo incontrastato, da tutto il pensiero europeo fino a quel momento. no il conflitto è il bene.
2:00:38–2:00:40
perché il conflitto fa parte,
2:00:41–2:00:48
non è un'unica mappa, l'uomo è fatto da tante:: individualità che poi si aggregano fra di loro, in città, in consigli,
2:00:50–2:00:54
non possiamo pensare che vanno tutti d'accordo e che c'è sempre l'unanimità.
2:00:54–2:01:00
il conflitto è umano, è in sé. (.) allora il problema sta nel regolamentare quel conflitto,
2:01:01–2:01:08
a roma, secondo lui, con gli ordini che si era data la repubblica, con il tribunato della plebe, con le magistrature,
2:01:08–2:01:11
che diciamo sostenevano gli interessi del popolo,
2:01:11–2:01:16
a roma, si era riusciti ad ottenere, quella configurazione, almeno nella roma repubblicana.
2:01:17–2:01:22
il conflitto, aveva, fatto maturare, una maggiore libertà.
2:01:23–2:01:27
è un conflitto che dobbiamo riportare alle arene discorsive,
2:01:27–2:01:31
è il fondamento, di quello che sarà il parlamentarismo,
2:01:31–2:01:34
non a caso, il grande teorico,
2:01:34–2:01:37
della separazione dei poteri, cioè montesquieu,
2:01:38–2:01:45
eh nel suo libro sulle cause della grandezza e decadenza dei romani, riprenderà para para para para, l'idea di machiavelli,
2:01:46–2:01:47
sull'elogio del conflitto,
2:01:48–2:01:54
è il nervo, diciamo, del liberalismo politico, che non centra col=liberismo economico è n'altra cosa.
2:01:54–2:01:55
tra la limitazione dei poteri,
2:01:56–2:01:57
il conflitto,
2:01:57–2:01:58
il parlamentarismo,
2:01:59–2:02:01
il conflitto si esercita in parlamento.
2:02:03–2:02:04
verbalmente.
2:02:05–2:02:09
poi boh, (.) ci so' sempre i parlamentari che pigliano e menano, ma insomma sono delle eccezioni
2:02:09–2:02:11
non è, non è questo che volev~,
2:02:12–2:02:14
e quello, è un discorso, fondamentale,
2:02:14–2:02:16
altro discorso fondamentale,
2:02:17–2:02:24
e qui~ non è un caso, che machiavelli sia stato considerato empio, che sia stato vietato come autore di prima classe,
2:02:24–2:02:26
dell'indice dei libri proibiti,
2:02:26–2:02:28
è il discorso religioso.
2:02:30–2:02:32
il discorso religioso,
2:02:35–2:02:38
che, (.) è stato fondamentale, nell'antica roma.
2:02:39–2:02:41
è stata la religione dei romani,
2:02:42–2:02:43
che li ha portati,
2:02:43–2:02:45
al, diciamo,
2:02:45–2:02:48
a quella forza, anche a quell'amore per la patria,
2:02:48–2:02:52
perché era una religione che esaltava l'amore della patria.
2:02:57–2:02:59
dice espressamente,
2:03:00–2:03:01
è necessario,
2:03:01–2:03:03
anche quando è giudicata falsa.
2:03:04–2:03:08
cioè, (.) lui lu~ (.) lo dice che, (.) (i)nsomma per lui è falsa, la religione.
2:03:08–2:03:10
sostanzialmente lo dice.
2:03:11–2:03:16
però, ci vuole lo stesso. e quindi emerge quel concetto che sarà fondamentale,
2:03:16–2:03:18
durante tutta l'età moderna,
2:03:18–2:03:20
per l'impostura politica delle religioni.
2:03:21–2:03:22
per esempio machiavelli,
2:03:23–2:03:26
racconta un esempio che tutti, poi riporteranno,
2:03:26–2:03:32
eh dice quand~ dopo romolo::, come si chiama il seco~, servio tullio, come si chiama il secondo: re di roma?
2:03:33–2:03:34
servo tullio.
2:03:36–2:03:38
dice, servo tullio, fingeva,
2:03:39–2:03:45
di nascondersi con una ni::, (.) con una ninfa, dice che parla~ fingeva di parlare con una ninfa.
2:03:46–2:03:52
poi quando ritornava:, diciamo in pubblico, dice, eh la ninfa mi ha detto di fare così e colì. e aveva credito, perché,
2:03:52–2:03:54
anche se era finto,
2:03:54–2:03:56
quel discorso religioso,
2:03:56–2:04:00
però era un discorso religioso. e in quanto tale, aveva credito,
2:04:01–2:04:03
cioè la religione serve,
2:04:04–2:04:04
pe:erché:,
2:04:05–2:04:07
rende gli uomini più ubbidienti,
2:04:07–2:04:10
spinge gli uomini, (.) a non violare le leggi,
2:04:10–2:04:13
perché col timore poi delle pene eterne,
2:04:13–2:04:14
anche se false.
2:04:17–2:04:19
e invece, (.) non così, la nostra.
2:04:21–2:04:23
la nostra religione.
2:04:27–2:04:31
se nei principi della repubblica cristiana si fosse mantenuta,
2:04:32–2:04:35
secondo che dal datore d'essa ne fu ordinato,
2:04:35–2:04:40
vi sarebbero stati gli stati e le repubbliche cristiane più unite e più felici.
2:04:42–2:04:43
il discorso,
2:04:43–2:04:45
che noi ritroveremo poi negli eretici, il discorso,
2:04:48–2:04:50
del ritornare al cristianesimo delle origini.
2:04:51–2:04:53
erasmo, lo porterà avanti
2:04:53–2:04:57
tutti, avevano presente, che la chiesa, era diventata
2:04:57–2:05:00
potere, (.) e basta.
2:05:01–2:05:03
potere, gozzoviglie.
2:05:05–2:05:10
i fratacchioni, che si umbria~ si=mbriacavano, facevano sesso, mangiavano, e::h
2:05:11–2:05:12
facevano solo quello, invece di,
2:05:14–2:05:16
alla salute delle anime.
2:05:16–2:05:21
di queste polemiche, ne è piena, l'italia e l'europa, in quegli anni, fra quattro e cinquecento.
2:05:21–2:05:24
e machiavelli, (.) lo sa perfettamente.
2:05:24–2:05:25
e allora comincia,
2:05:25–2:05:32
a circolare, questo discorso, del ritorno alle origini, al cristianesimo delle origini,
2:05:32–2:05:33
al cristianesimo,
2:05:33–2:05:36
che non aveva nessuna ricchezza, in cui tutto era in comune,
2:05:36–2:05:39
e gli apostoli vivevano così,
2:05:39–2:05:44
non la chiesa, che è diventata una potenza mondana,
2:05:45–2:05:48
fondata sullo sfarzo, sul lusso,
2:05:51–2:05:52
e allora, dice,
2:05:52–2:05:55
e perché molti sono d'opinione,
2:05:55–2:05:59
che il benessere delle città d'italia nasce dalla chiesa romana,
2:05:59–2:06:01
voglia contro essa discorrere.
2:06:02–2:06:05
e ne allegherò due ragioni potentissime.
2:06:06–2:06:10
la prima è che per gli esempi rei di quella corte, la corte di roma,
2:06:10–2:06:11
gli esempi rei,
2:06:11–2:06:17
cioè la corte romana è un esempio di nequizia, è un esempio::, (.) di reità,
2:06:17–2:06:21
è un esempio:: opposto all'esempio cristiano,
2:06:22–2:06:24
per gli esempi rei di quella corte,
2:06:25–2:06:27
questa provincia, l'italia,
2:06:27–2:06:29
ha perduto ogni religione.
2:06:31–2:06:33
e poi lucien febvre,
2:06:33–2:06:35
in un libro famoso, sbagliatissimo,
2:06:36–2:06:42
ci verrà a dire che nel cinquecento non era proprio concepibile uscire dal cristianesimo, non era concepibile, non si poteva pensare,
2:06:43–2:06:48
quindi forse un po' un incubo sarà stato, machiave~ chissà come gli è venuto, invece machiavelli lo scrive proprio espressamente
2:06:49–2:06:53
questa provincia, ha perduto ogni religione, più chiaro di così,
2:06:54–2:06:57
e secondo febvre non si poteva nemmeno pensare, questo.
2:06:58–2:07:01
nel famoso libro la religion de rabelais, (.) in cui dice,
2:07:02–2:07:04
il cinquecento era un secolo,
2:07:04–2:07:06
qui veut cro:ire, che vuole credere,
2:07:07–2:07:08
tutto cristiano,
2:07:08–2:07:14
non si può uscire, dalla dimensio~, non è pensab::lie, uscire dalla dimensione della religione.
2:07:14–2:07:16
poi uno si legge un testo che è stato scritto,
2:07:17–2:07:18
negli anni dieci del cinquecento,
2:07:19–2:07:22
e dice, xx (come=è) che questo l'ha scritto?
2:07:25–2:07:29
il che si tira dietro infiniti inconvenienti, che siamo senza religione e disordine,
2:07:30–2:07:33
perché così come dov'è religione di presuppone ogni bene,
2:07:33–2:07:36
dove quella manca, (.) si presuppone il contrario.
2:07:37–2:07:39
abbiamo dunque, noi italiani,
2:07:40–2:07:41
con la chiesa e con i preti,
2:07:42–2:07:46
questo primo obbligo, di essere diventati, senza religione, e cattivi.
2:07:47–2:07:49
ma ne abbiamo ancora uno maggiore.
2:07:49–2:07:52
il quale è la seconda cagione della rovina nostra.
2:07:54–2:07:57
e qua vedete come, (.) sono pochi anni dopo il principe.
2:08:00–2:08:04
è che la chiesa ha tenuto e tiene, questa provincia, l'italia,
2:08:06–2:08:12
e ancora lui ce l'ha, presente. è un problema, la divisione dell~, la disunione dell'italia, (.) è un problema gravissimo,
2:08:13–2:08:16
lui ci aveva provato, a dire pure pal papa,
2:08:16–2:08:19
piglia 'na bandiera in mano, e vedi che tutta l'italia ti seguirà,
2:08:20–2:08:22
ma il papa non l'ha ascoltato,
2:08:22–2:08:23
e qua gliela fa pagare.
2:08:24–2:08:32
questa chiesa tiene la provincia divisa, e veramente, alcuna provincia, non fu mai unita o felice se non la (viene) tutta all'obbedienza,
2:08:32–2:08:33
di una repubblica,
2:08:33–2:08:36
o d'uno principe, come avvenuto alla francia e alla spagna.
2:08:37–2:08:44
è la cagione che in italia non sia, non sia venuto (.) questo stesso principe o una sola repubblica, è solamente la chiesa.
2:08:45–2:08:49
perché avendovi quell'abitato e tenuto imperio temporale,
2:08:49–2:08:52
non è stata, (.) sì potente e di tanta virtù,
2:08:52–2:08:54
che l'abbia occupato la tirannide d'italia.
2:08:54–2:08:58
quindi non ha avuto la forza di occupare tutta l'italia,
2:08:59–2:09:04
e d'altra parte non è stata tanto debole, che per paura di perdere il dominio delle sue cose,
2:09:04–2:09:10
non abbia potuto convocare uno potente che la difenda, contro a quello che in italia fosse diventato troppo potente cioè,
2:09:11–2:09:18
non essendo dunque stata la chiesa, potente da occupare la italia, né avendo permesso che un altro la occupi,
2:09:18–2:09:20
è stata cagione,
2:09:20–2:09:24
che non è potuta venire sotto un capo. ma è stata sotto più principi e signori,
2:09:24–2:09:27
dai quali è nata tanta disunione e tanta debolezza,
2:09:27–2:09:28
che le sia condotta,
2:09:28–2:09:31
ad essere preda, solame~ non solamente,
2:09:31–2:09:33
dei barbari potenti,
2:09:33–2:09:34
ma di chiunque l'assalta.
2:09:34–2:09:38
di che noi altri italiani, abbiamo obbligo con la chiesa.
2:09:38–2:09:39
e non con altri.
2:09:41–2:09:44
(nel mille) a inizio del cinquecento, dire una cosa del genere,
2:09:44–2:09:49
però vedete come ancora una volta ritorna, sotto traccia quel discorso dell'unificazione dell'italia.
2:09:50–2:09:53
cioè il problema della chiesa, con gli esempi re:i,
2:09:53–2:09:57
la chiesa ci ha reso senza religione. quindi gli italiani,
2:09:57–2:09:58
sono senza religione.
2:09:59–2:10:00
dice machiavelli.
2:10:00–2:10:02
ma soprattutto,
2:10:02–2:10:07
non ha permesso, non è stata tanto potente, da occupare tutta l'italia.
2:10:07–2:10:14
e non è stata abbastanza potente, (però) abbastanza debole, per permettere che qualcun altro, la riunificasse.
2:10:15–2:10:22
e quindi noi con la chiesa, abbiamo quest~ questo, bel, (.) questo be:::l come dire, questo bel debito.
2:10:23–2:10:24
quindi diciamo,
2:10:27–2:10:30
l'interesse, (.) fondamentale, (.) la libertà,
2:10:32–2:10:34
il concetto di civi::le,
2:10:34–2:10:35
è qualità,
2:10:37–2:10:38
cioè uguaglianza,
2:10:39–2:10:45
in machiavelli, comincia, già a diffondersi il discorso, non solo della libertà, ma pure dell'uguaglianza,
2:10:46–2:10:48
che anche lì ci sembrano degli anacronismi,
2:10:48–2:10:55
poi vedremo leggendo qualche altro testo del cinquecento, che non so' acronismi, anacronismi per niente, ma è ignoranza di chi studia i secoli seguenti,
2:10:56–2:10:58
che non conosce gli autori rinascimentali,
2:10:58–2:11:03
quando ci dice che gli ideali di libertà e uguaglianza, poi ci vorrà la rivoluzione francese e al massimo l'illuminismo.
2:11:04–2:11:06
machiavelli ci dimostra che non è così.
2:11:06–2:11:09
e quelle qualità civile, (equalità,)
2:11:10–2:11:12
l'uguaglianza, come la chiama lui,
2:11:13–2:11:18
vuole che tenda anche ad una maggiore equlità di sustanze, come la chiama,
2:11:18–2:11:22
cioè, machiavelli, lancia un'idea, che sarà molto,
2:11:24–2:11:27
molto portata avanti durante la rivoluzione francese,
2:11:27–2:11:29
cioè, (.) il fatto che,
2:11:30–2:11:33
l'eccessivo squilibrio di ricchezze,
2:11:34–2:11:35
fa male alla repubblica.
2:11:35–2:11:36
quando ci sono,
2:11:36–2:11:42
pochi, (.) che hanno quasi tutto, (.) e la stragrande maggioranza, (.) che non hanno quasi niente,
2:11:42–2:11:44
la repubblica va in rovina,
2:11:44–2:11:49
prima v'ho citato la rivoluzione francese, ma pensate a quel movimento di pochi anni fa, occupò wall street,
2:11:50–2:11:54
siamo il novantanove per cento, contro l'uno per cento che detiene la ricchezza,
2:11:54–2:11:56
il concetto, (.) è identico.
2:11:57–2:11:59
è il concetto di machiavelli.
2:11:59–2:12:02
che porteranno avanti tanti altri dopo di lui.
2:12:03–2:12:04
bisogna livellare,
2:12:05–2:12:09
è la repubblica, è lo stato, che deve essere ricco.
2:12:09–2:12:10
non i singoli,
2:12:11–2:12:14
(ciò) non vuol dire fare un machiavelli comunista, sia chiaro
2:12:15–2:12:19
machiavelli non ci pensa proprio, e né mai dà vagamente:::,
2:12:19–2:12:25
infatti, (.) neanche, i grandi interpreti marxisti di machiavelli, hanno mai sostenuto una cosa del genere,
2:12:25–2:12:29
però è estremamente significativo questo riferimento all'uguaglianza,
2:12:30–2:12:32
che vuole, anche,
2:12:34–2:12:35
sul piano economico.
2:12:36–2:12:41
non perché tutti dobbiamo avere lo stesso, ma non ci deve essere l'eccessivo squilibrio di ricchezze.
2:12:42–2:12:44
come oggi, (.) esattamente come oggi.
2:12:46–2:12:48
e, (.) diciamo,
2:12:49–2:12:55
tutto questo discorso, machiavelli lo fa, per portare avanti il soggetto politico che più gli sta a cuore,
2:12:55–2:12:58
e cioè, (.) quella moltitudine che citavamo prima,
2:12:59–2:12:59
il popolo.
2:13:00–2:13:01
è il popolo,
2:13:01–2:13:02
che per machiavelli,
2:13:02–2:13:05
è, (.) dev'essere a guardia della libertà,
2:13:06–2:13:08
e dev'essere, (.) il cardine, della repubblica.
2:13:09–2:13:11
senza dubbio,
2:13:11–2:13:13
se si considererà il x, machiavelli,
2:13:14–2:13:17
se si considererà il fine dei nobili, e degli ignobili,
2:13:18–2:13:19
si vedrà in quelli,
2:13:19–2:13:23
i nobili, desiderio grande di dominare,
2:13:23–2:13:24
ed in questi,
2:13:24–2:13:31
solo desiderio di non essere dominati, e per conseguente maggiore volontà, di vivere, (.) liberi.
2:13:33–2:13:35
e anche, (.) quando,
2:13:35–2:13:37
parla del principato stesso,
2:13:38–2:13:39
machiavelli, nel principe,
2:13:39–2:13:41
gli dice al principe,
2:13:41–2:13:42
ti devi fondare,
2:13:43–2:13:47
sull'appoggio degli aristocratici, dei grandi, di quei pochi che tengono la ricchezza,
2:13:48–2:13:49
o del popolo,
2:13:51–2:13:57
dico che si ascende a questo principato, o con il favore del popolo, o con quello dei grandi,
2:13:57–2:14:04
perché in ogni città si trovano questi due umori diversi, queste due classi sociali diciamo, x nasce da questo
2:14:04–2:14:08
che il popolo desidera non essere comandato né oppresso da grandi,
2:14:08–2:14:10
e i grandi desiderano comandare e opprimere il popolo,
2:14:10–2:14:13
vedete questa frase è molto simile a quella che avevo letto prima,
2:14:13–2:14:15
qui c'è il principe, prima c'erano i discorsi.
2:14:15–2:14:22
cioè c'è, (.) una intima coerenza di machiavelli che spesso viene considerato contraddittorio, ma se lo si legge bene non è.
2:14:23–2:14:27
e allora colui che viene al principato con l'aiuto dei grandi, dell'aristocrazia,
2:14:27–2:14:30
si mantiene con più difficoltà,
2:14:30–2:14:32
che quello che lo diventa con l'aiuto del popolo,
2:14:33–2:14:40
perché quello del popolo è più onesto fine, che quello dei grandi. di nuovo, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso.
2:14:41–2:14:45
del popolo inimico, uno principe, non si può mai assicurare,
2:14:45–2:14:46
per essere troppi.
2:14:47–2:14:49
dei grandi si può assicurare, per essere pochi.
2:14:50–2:14:56
debbe per tanto, uno che diventi principe, mediante il favore del popolo, mantenerselo, (.) amico.
2:14:56–2:14:57
il che gli sia facile
2:14:57–2:15:01
non domandando lui, se non, di essere, di non essere, oppresso.
2:15:02–2:15:03
quindi diciamo,
2:15:03–2:15:06
popolo, supremazia della legge,
2:15:06–2:15:09
repubblica, libertà, equalità, conflitto,
2:15:11–2:15:12
religione,
2:15:12–2:15:15
critica della religione cristiana,
2:15:17–2:15:23
ma, (.) necessità politica della religione, questi sono tutti (.) ideali, diciamo
2:15:23–2:15:25
critica della feudalità,
2:15:25–2:15:27
critica dell'aristocrazia,
2:15:27–2:15:30
critica dell'ereditarietà delle cariche,
2:15:30–2:15:34
analisi realistica, questi sono tutti elementi,
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che al di là delle critiche, (.) che si faranno a machiavelli,
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molto spesso inventate, ieri vi acccennavo a capannella,
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che si inventava un machiavelli inesistente
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ma già diciamo in altri testi
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e così, un famosissimo testo francese, il contre-machiavel,
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è fondato, (.) cioè, sembra dice, ma questo l'ha letto machiavelli?
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ma forse non l'ha letto
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no erano, (.) istanze polemiche, che bisognava portare avanti.
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a un certo punto in francia,
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strozzi c'aveva mezzo debito pubblico,
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la regina, la reggente, era una de medici, e i francesi a un certo punto, hanno pensato, dice,
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qua è venuto machiavelli che ci sta governando,
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e allora hanno cominciato anche in francia, e quindi dall'italia si è diffusa anche in francia,
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questa immagine deteriore, demoniaca,
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completamente inventata,
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del machiavelli, subdolo, cinico, indagato~ xxx, ingannatore, il machiavelli, machiavellico,
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che è un'immagine polemica,
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che nulla ha a che fare, (.) con machiavelli.
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un grande, grandissimo, personaggio, e soprattutto un grande pensatore della, (.) libertà.
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grazie. ci fermiamo qui.
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se ci sono::: ovviamente::::,
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richieste di charimenti, (.) ditemi pure diciamo
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vi è tutto chiaro:::?