BO1020:00–0:02
credevo fosse il vostro esaminatore invece è il mio
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verremo registrati per capire che utilizzo facciamo della lingua italiana
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quindi ci saran degli esiti catastrofici no
0:11–0:20
nei prossimi nei prossimi anni e giorni è qua ma noi non ci saremo come diceva il grandissimo i~
0:24–0:26
guccini francesco
0:28–0:32
è molto freddo i motorini non partono la gente ritarda quindi
0:35–0:40
con tranquillitá ci accingiamo alle nostre lezioni
0:41–0:43
ci sono delle domande
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sulle su ció che abbiamo detto la volta scorta scorsa
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rossi bianchi queste persone eh han fatto quattro assenze
0:57–0:59
se non vengono non vengono
1:05–1:07
domande questioni
1:08–1:18
allora mentre ci pensate un attimo visto che oggi è il cinque quindi prossima settimana ci sará l'esame il quattordici come arcinoto e come arcinoto occorre inscriversi
1:19–1:31
eh che significa niente perché dato fondamentale è la nostra classe le presenze e queste cose ma ormai è tutto digitalizzato e quindi bisogna iscriversi
1:33–1:39
peró bisogna anche studiare per superare l'esame perché se poi ci sará un altro sciopero quando si dà l'esame
1:43–1:49
per cui i consigli che vi ho dato sono stati proprio pragmatici anche per voi
1:51–1:59
e ve lo dissi a settembre e quindi bene sono contento che noi non incorreremo in questa ennesima
2:02–2:07
disefficienza generata dalla classe politica
2:08–2:09
intera si puó dire
2:12–2:21
per cui studiamo studiamo bene superiamo l'esame e andiamo per la nostra strada noi insieme e gli altri vadano per la loro
2:22–2:24
peró per studiare bisogna aver capito
2:25–2:30
e per capire bisogna dialogare checché ne pensano taluni
2:31–2:35
egocentrici che dominano le nostre vite
2:36–2:37
private e pubbliche
2:41–2:44
per sant'agostino era il problema numero uno
2:44–2:52
per morgenthau anche sappiamo tesi antropologica da lí derivano tanti problemi noi non abbando~ ho abbandonato le tesi antropologiche
2:52–2:56
noi abbiamo studiato con xx xx degli scenari
2:58–3:03
alternativi al sistema degli stati niente popó di meno quindi
3:04–3:10
al terzo quarto della nostre lezioni siamo arrivati i~ al punto
3:10–3:20
per cui non solo noi conosciamo il le il gergo il linguaggio diplomatico gli interlocutori le teorie i concetti gli autori
3:22–3:24
abbiamo una teoria dell'ordine
3:24–3:30
quindi l'impalcatura fondamentale appunto non esclusiva non finale ma fondamentale
3:31–3:33
per pensare in modo autonomo
3:33–3:41
le relazioni internazionali e la politica internazionale non solo noi tutto questo sappiamo fare a differenza degli altri
3:44–3:50
noi siamo anche in grado appunto di immaginare degli scenari alternativi mh
3:51–3:54
e questo abbiamo fatto studiando la societá anarchica
3:54–3:57
per esempio noi siamo in grado
3:57–4:02
di domandarci ma il fatto che noi si sia passati l'altra estate
4:03–4:09
la st~ l'anno più secco dal milleottocento in italia no due secoli mh
4:12–4:15
porta a domandarci se il sistema degli stati ancora
4:15–4:26
lo strumento politico essendo questo in realtá la societá internazionale noi lo sappiamo modello organizzativo della comunitá umana è ancora funzionante
4:28–4:31
c'entra o non c'entra con questo fatto
4:31–4:37
le questioni ambientali per esempio che sono l'ultima parola che vuole dire bull
4:38–4:42
sulla congruenza del sistema degli stati con una realtá globale
4:43–4:46
di questa natura è ancora una strumento
4:47–4:53
ehm plausibile per affrontare i problemi politici dell'umanitá sì o no
4:54–5:00
attorno a questa domanda si addensano questioni che noi l'ultima volta abbiamo affrontato
5:00–5:12
nei punti nodali teoretici alcune le abbiamo chiarite altre spetta a voi come sempre studiare studiare non leggere no studiare
5:15–5:18
e con ció abbiamo chiuso la nostra
5:23–5:26
il nostro percorso è compiuto adesso
5:26–5:29
per cui d'ora in poi adesso facciamo quello che vogliamo
5:29–5:30
come previsto no
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abbiamo altre tre aree tematiche due tre non mi ricordo quante ce ne abbiamo
5:36–5:46
abbandoniamo i numeri come abbiam sempre fatto e stiamo alla sostanza abbiamo questioni da affrontare che affrontiamo con massima libertá in base alle alle urgenze
5:46–5:49
che vogliamo dedurre dalla nostra fase
5:50–5:59
anche in contemporanea in realtá ogni volta che affrontiamo l'argomento basta no aprire un giornale e troviamo temi di cui ci occupiamo
6:04–6:08
il territorio lo spazio siamo partiti da quello
6:09–6:15
la nostra il nostro sillabus parla di spazio politico internazionale vero
6:15–6:20
siccome le macchine mi hanno stancato non le non le uso più recupero la memoria
6:22–6:28
non c'è un'immagine sullo schermo ve la riproduco io mentalmente la fantasia la creativitá il fondamento della politica
6:29–6:31
gli scenari no di bull
6:33–6:35
parte degli scenari sono un esercizio di creativitá
6:36–6:42
mh e un esercizio di grandissima intelligenza quando no
6:42–6:46
dice e poi esistono scenari neanche immaginabili
6:48–6:50
questioni di esercizio di fantasia
6:53–7:00
noi dovremmo affrontare se siete daccordo in questa discesa verso la gloria
7:04–7:10
del quattordici dicembre giorno fatale per altri invece per voi è di gloria
7:11–7:21
affrontiamo tutto se siete daccordo un tema centralissimo perché da quando ci siamo conosciuti ormai un po' di tempo fa molto tempo fa
7:22–7:24
a settembre era caldo se non sbaglio
7:26–7:31
da lí siamo partiti dal territorio dall'elemento base della politica
7:32–7:34
quello contestato ormai da
7:35–7:38
per anni e anni nella nostra crescita
7:39–7:51
io un po' più grande voi meno ma sempre in grado di intendere e di volere fino all'anno scorso la retorica del post-moderno del post-territoriale la globalizzazione
7:51–7:54
e questa gamma di affermazioni
7:55–8:04
che nessuno ha più il coraggio di fare semplicemente perché com'era noto a chiunque avesse acquisito i fondamentali di relazioni internazionali
8:08–8:11
la politica internazionale e la politica mondiale
8:11–8:16
entri in una fase in cui il territorio perde la sua rilevanza è ridicolo
8:17–8:19
è semplicemente ridicolo
8:21–8:23
ma non c'è limite al ridicolo
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e ormai si vive di ridicolo
8:37–8:39
il territorio è centrale
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nella politica è centralissimo se volete usare superlativi assoluti come ama fare diciamo kampf
8:47–8:52
nella realazione internazionale e ogni studente di relazioni internazionali
8:53–9:00
appena entra in una classe a set~ in un giorno di settembre se sta in questo emisfero o di gennaio se sta in australia
9:03–9:10
lo impara intuitivamente no vede una mappa sul muro e l'altro gli spiega no o l'altra in questo caso se sono io
9:11–9:12
quello che sa giá
9:12–9:14
ma che non ha messo a fuoco
9:16–9:21
non l'ha messo a fuoco perché non è come il primo ministro ex di yemen no
9:22–9:31
ali abdullah saleh che se ne accorge e lo sa bene che potrebbe esser colpito da un missile erre pi gi in qualsiasi momento in cui no il suo sistema di alleanze
9:32–9:34
quelle che studieremo collassa no
9:34–9:37
quindi potrebbe crepare per strada perché deve passare per strada
9:38–9:45
puó blindare le macchine le guardie del corpo ma il territorio va attraversato il territorio puó essere interrotto
9:45–9:48
il territorio puó essere spezzato il territorio è ruvido
9:50–9:53
lo spazio politico internazionale non è liscio
9:55–9:57
è ruvido è sempre stato ruvido
9:58–10:06
se se qualcuno tra noi che crede che il punto di osservazione del mondo sia stare in questa piccola provincia
10:06–10:16
decadente per certi versi di alcuni demografi cioé quel branco di pseudoscienziati che immaginano il futuro fra cinquant'anni sbagliando sempre no
10:16–10:21
da nos~ da nostradamus in poi si fanno proiezioni demografiche che non contano niente in politica no
10:22–10:24
perché non conta il la popolazione
10:25–10:27
contano altre risorse
10:27–10:28
dal punto di vista del potere
10:28–10:36
ma dicono decadente dicono non decadente resta il fatto che il nostro punto di osservazione è parziaissimo
10:36–10:41
originale storicamente cioé l'europa quella incarnata dalla beatrice no
10:42–10:54
l'europa è un a esigua porzione del mondo collocata in un s~ posizione specifica diremmo geopolitica
10:54–10:58
cosí incominciamo a introdurre gli argomenti
11:04–11:06
non ha neanche un deserto
11:06–11:11
per esempio no non hai un deserto ti manca un elemento di varietá tipico
11:11–11:13
della politica mondiale no
11:13–11:15
territorio pieno di deserti
11:16–11:32
la civiltá del deserto è una civiltá significativa no non capita ovviamente come tante altre civiltá ma osservare lo spazio politico internazionale la sua importanza decadenza dall'europa è cialtronesco
11:34–11:43
perché l'europa l'abbiamo studiata produce addirittura nella sua evoluzione storica la societá internazionale globale
11:43–11:51
quella in cui viviamo oggi il sistema degli stati globali lo produce ma questa realizzazione finale quella che noi abbiamo studiato
11:52–12:01
costruendo una teoria dell'ordine è il prodotto di appunto sfide e risposte con gli altri stati no è il prodotto extraeuropei per primi
12:03–12:09
è il prodotto di incontri e scontri se volete eh anzi non se volete è cosi
12:10–12:17
con non solo gli altri stati extraeuropei ma gli altri popoli le altre civiltà mh
12:20–12:37
popoli civiltá sono parole pfff faticose da usare per chi studia come voi cose con la pretesa di insomma padroneggiare il linguaggio perché sono mh mh come dire mh ehm raggruppamenti politici molto poco definibili
12:37–12:43
giá gli stati faticosamente riusciamo a definirli no cos'è l'italia cos'è la germania
12:44–12:50
con fatica li governano no come vediamo figuriamoci le civiltá e i popoli
12:51–12:53
ma ci capiamo quando parliamo di questo
12:55–13:10
allora nell'osservare lo spazio politico internazionale il rapporto che ha l'uomo e le donne ovviamente col territorio in chiave politica perché poi è questo l'elemento da cui siamo partiti a settembre
13:10–13:14
occorre conoscerlo il territorio da qui la geografia no
13:15–13:30
se uno non ha la minima percezione della varietá della societá internazionale non solo dal punto di vista politico del suo pluralismo che abbiamo discusso persino insistendo sugli scenari no impero mondiale cosmopolis mh
13:31–13:40
critica bulliana e la critica no che viene mossa a quelle costruzioni scenaristiche da tutta la la vicenda del sistema degli stati opprimono la libertá
13:40–13:44
il sistema degli stati la societá internazionale è pluralismo
13:46–13:59
questo è la tesi di quello scenario che non a caso è stato respinto dagli stati grazie a una istituzione della società internazionale direbbe bull cioè l'equilibrio di potenza mh
14:00–14:04
il preservare la societá internazionale quindi il pluralismo e la libertá
14:05–14:12
la differenza questo elemento politico ha un contraltare geopolitico
14:15–14:19
che a sua volta ha un fondamento essenziale nella geografia
14:21–14:23
quindi nel territorio
14:24–14:26
che non è quello dell'europa
14:26–14:38
e non si capisce nella differenziazione nella riflessione fra lo stato europeo e il territorio e gli uomini e le donne in europa no la si capisce se si studiano le relazioni internazionali e quindi il mondo
14:38–14:39
il mondo il mondo
14:40–14:43
perché si dà il caso che il rapporto tra spazio e territorio che c'è in europa
14:44–14:46
osservato dal punto di vista nostro cioé politico
14:46–14:49
internazionalistico ça va sans dire
14:51–14:57
non ha nessuna analogia per molti aspetti con ció che accade fuori dall'europa
14:58–15:00
dove i confini son controllati con le armi
15:00–15:17
il sangue viene versato tranquillamente per impedire che li si attraversi e infatti si ritrova alla frontiera dell'europa ció che accade fuori dall'europa e gli europei si sconvolgono perché gli altri sistematicamente fanno quello che loro fanno ai confini dell'europa no
15:17–15:22
affogare la gente sparargli adosso impedirgli i movimenti cose di questo genere
15:22–15:26
questo è un dato invece centrale della maggioranza del mondo
15:28–15:34
ed è il rapporto fondamentale fra uomo donna e territorio che passa attraverso lo
15:37–15:42
lo schema delle relazioni internazionali che noi abbiamo cosí bene studiato
15:43–15:51
allora per capire il rapporto per capire lo spazio politico internazionale ancora una volta bisogna avere consapevolezza del mondo
15:55–15:59
essendo il mondo ció che resta della nuda terra
16:02–16:08
la mappa fisica per noi dice poco quando la osserviamo
16:10–16:17
perché è tutta confinata sezionata definita dalla mappa politica
16:18–16:22
per cui a noi interessa il mondo appunto la rappresentazione che c'è
16:24–16:30
della geografia e del rapporto fra uomo donna e territorio e la rappresentazione guarda caso è una rappresentazione politica
16:30–16:42
la terra non è quella che è stata rappresentata in settembre da me colla col mappamondo e non è nessun tipo nessuna versione delle mappe che incontrate qualsiasi esse siano
16:44–16:47
sono tutte rappresentazioni politiche dunque ideologiche
16:48–16:54
perché non esiste la possibilitá di riproporre in due dimensioni la multidimensionalitá della terra
16:54–17:03
dell'acqua del cielo dello spazio dello op~ operat~ mh operositá degli uomini e delle donne nella terra
17:04–17:10
nelle fiji a vanatu in australia in canada a vancouver eh
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a ulan bator a parigi
17:19–17:20
non trattiamoci male mh
17:28–17:30
a tutti gli angoli del mondo
17:34–17:41
col territorio è ipotecata dalla societá internazionale
17:42–17:46
dagli schemi delle relazioni internazionale dall'ordine che noi abbiamo studiato
17:48–17:53
di questo noi ci interesseremo intanto
17:54–18:04
oggi che vogliamo interessarci appunto di ció che chiamiamo lo spazio politico internazionale
18:06–18:14
siamo partiti in questa riflessione che sto sviluppando io dal territorio perché è evidentemente il l'elemento
18:16–18:19
fondamentale intuibile quello che ci permette una connessione
18:24–18:34
il punto di partenza dal quale eravamo partiti quando siamo entrati in aula è il terriorio che è l'elemento più platealmente sotto agli occhi
18:35–18:42
e più comprensibile di un concetto moto più largo cioé quello di spazio
18:42–18:56
spazio politico internazionale noi ogni volta abbiamo no delle dobbiamo po~ fornire delle prestazioni aggravate perché non solo politica ma internazionale
18:56–19:01
quindi a noi occorre capire i tratti fondamentali dello spazio politico internazionale
19:02–19:05
cosa vuol dire spazio politico perché è importante
19:06–19:08
che cosa ne vogliamo capire ora
19:10–19:12
sono queste le domande
19:13–19:19
e a queste risposta a queste domande cercheremo di dare delle delle risposte
19:19–19:22
intando intanto
19:22–19:28
cercando di capire fondamentalmente di che cosa si parla quando si parla di spazio politico
19:29–19:31
e quali sono gli elementi fondamentali
19:32–19:35
di ció che chiamiamo spazio politico
19:35–19:37
chiaro che avremo bisogno
19:38–19:39
abbiamo bisogno
19:40–19:51
di immagini di riferimenti quindi vale la pena come vedete sto parlando e e sistemando alcune cose vale la pena usare i nostri potenti mezzi
19:52–19:58
quando decidiamo come stiamo decidendo di parlare di spazio politico internazionale ora
20:06–20:08
abbiamo fatto una tirata polemica
20:10–20:12
abbiamo innescato una premessa metodologica
20:14–20:16
contro l'idea della decadenza del territorio no
20:17–20:19
del rapporto e quindi
20:20–20:23
questa ipotesi del declino degli stati no
20:23–20:30
sì sì certo gli stati declinano se esaurisci la tua vita oh nell'attraversare
20:30–20:38
l'italia e la francia forse non t'accorgi se non quando c'è qualche partita a rischio o qualcuno si fa saltare per aria a parigi
20:38–20:45
forse non t'accorgi che quei confini possono essere richiusi come sono stati aperti no
20:46–20:49
se la beatrice viene licenziata si fa cosí
20:50–20:56
se non c'è più la commissione gli stati ricominciano a controllare i loro confini bene male non lo so
20:58–21:00
non stiamo a interrogarci sul bene e il male
21:01–21:08
dato di fatto altrettanto effettivo quanto quello che ci segnala che invece altrove quella è la regola
21:09–21:18
quindi se qualcuno ha sotto gli occhi qualche declino di qualche stato probabilmente non ha attraversato i confini dell'asia centrale
21:19–21:25
per esempio quelli diciamo dal luogo più lontano della terra dal mare cioé tashkent a samarcanda
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eh e poi giú in tagikistan no
21:29–21:35
a xxx si accorgerebbe che quei confini sono chiusi ci sono i visti
21:36–21:37
ci sono i controlli
21:37–21:40
e alcune zono sono inaccessibili mh
21:41–21:42
gli stati sono quindi forti
21:44–21:46
dipende di sicuro
21:46–21:56
il rapporto fra territorio e uomo e donna quindi fra persona assomiglia a quello della europa del delle dinastie seicentesche
22:01–22:05
se uno va in australia a un certo punto si accorge che è intrappolato
22:06–22:13
cioé che se per qualsiasi ipotesi le rotte marittime le rotte aeree venissero occluse per qualsiasi motivo
22:14–22:16
che non ci interessa
22:16–22:19
vivi su un'isola su un continente in larga parte inospitale
22:20–22:23
quasi tutto inospitale tranne che sulle coste
22:24–22:33
costretto a scalciare a quel punto con tutti coloro che vengono adesso confinati nelle isole per i cosidetti clandestini no asiatici eccetera
22:37–22:41
uomo donna rapporti particolari con questo spazio
22:43–22:44
stessa cosa è lo spazio virtuale
22:45–22:57
cioè uno vive qua non sa neanche che quando si sposta dalla repubblica popolare cinese non puó neanche vedere a ascoltare i podcast miracolosi di cui sempre vi tesso le lodi di rai tre
22:57–22:58
perché il sito è bloccato
22:59–23:01
mh quindi lo spazio viruale
23:02–23:08
quello che chiamiamo cosi è uno s~ che è uno spazio evidentemente politico non è accessibile
23:16–23:18
queste sono le grandi differenze storiche
23:19–23:21
da dove nascono
23:24–23:31
come facciamo a accalappiare gli elementi fondamentali dello spazio politico internazionale
23:31–23:33
appunto con la teoria no
23:35–23:36
dopo una lunga premessa
23:37–23:45
sulla differenza storica anche in s~ in termini di storia ben presente contemporanea fra un punto e un altro della terra
23:46–23:47
tra un luogo e un altro della terra
23:47–23:49
noi ci dedichiamo a capire
23:51–23:52
il punto centrale
23:53–23:57
il riferimento allo spazio come riferimento
23:59–24:02
sí naturale della politica
24:02–24:09
e naturale della politica internazionale senza riferimento allo spazio non esiste politica punto
24:09–24:15
esistono solo quelli che la immaginano infatti come post no postmoderna post
24:23–24:24
è che lo spazio
24:25–24:28
trattare lo spazio non è affatto semplice
24:30–24:33
perché lo spazio è soggetto
24:33–24:35
naturalmente n~ ho detto
24:36–24:41
ad una rappresentazione per essere compreso
24:41–24:45
e la rappresa~ e la rappresentazione non puó che essere cartografica
24:48–24:53
che vada su internet quindi se sia in pixel o sulla carta è irrilevante
24:54–24:55
sempre cartografia è
24:56–25:05
che sia quella devastante invenzione che appunto genera ignoranza nel sapere geografico detta google maps
25:06–25:09
o altri marchingegni del genere
25:09–25:15
sempre di cartografia si tratta e chi controlla la cartografia controlla la rappresentazione dello spazio
25:19–25:21
la rappresentazione dello spazio
25:28–25:30
posta in palio nella politica internazionale
25:34–25:40
come lo è posta in palio in modo molto più banale nella nostra semplice vita
25:42–25:43
quale mappa usiamo
25:48–25:50
i nostri spostamenti il nostro atteggiamento no
25:51–25:57
il rapporto che abbiamo colla mappa influenza il nostro comportamento talvolta anche in modo deterministico no
26:00–26:07
vai al ristorante tre ics perché senno faccio pubblicitá a ferrara lo chiedo a google maps e finisco in un fosso con la macchina
26:08–26:11
perché c'è la nebbia e io mi affido alla macchina caso storico no
26:11–26:16
è un rapporto specifico con la mappa di sottomissione alla mappa
26:16–26:21
poi che la mappa sia parlante chi se ne frega che si disconnetta non cambia
26:22–26:25
è come aver seguito questo è il no induce questo
26:26–26:35
la mappa con determinismo mh la mappa dice e io assumo mh determinismo geografico sei andato nel fosso a ferrara
26:36–26:47
seguendo google maps perché sei un determinista non ti chiedi non guardi il territorio non ti chiedi staró facendo bene o male non riesci a leggere la mappa sul territorio eh
26:48–26:50
cosa c'entra c'entra
26:52–26:53
perché appunto
26:55–27:03
affidarsi a una rappresentazione politica significa sem~ a una rappresentazione scusate cartografica significa sempre affidarsi
27:04–27:05
a un rapporto di potere
27:06–27:09
e i rapporti di potere sono relazionali
27:09–27:21
per cui chiunque si relazioni con una mappa non è sconfitto dalla mappa in sé perché è lei che rappresenta il mondo no se ha gli strumenti concettuali
27:21–27:26
il rapporto di potere fra la mappa cioé la rappresentazione politica e noi puó cambiare
27:27–27:29
puó essere appunto bidirezionale creativo
27:31–27:34
non esistendo un rapporto di potere assoluto mai
27:35–27:36
e dunque neanche fra la mappa e noi
27:37–27:41
se sappiamo leggere la mappa se siamo in grado di capire la mappa
27:42–27:47
quindi se abbiamo conoscenza autonoma noi
27:49–27:58
siamo in grado di gestire quel rapporto di potere in modo bilaterale non subendo in modo unilaterale
27:58–28:04
l'esempio sciocchino che vi ho appena fatto questo voleva trasmettere
28:04–28:09
che invece una formalizzazione teoretica più sviluppata
28:09–28:11
di ció che è rilevante
28:12–28:16
cioé la rappresentazione dello spazio
28:17–28:21
ora la rappresentazione dello spazio
28:21–28:24
è centrale nelle relazioni internazionali
28:24–28:26
è centrale nella vita dell'uomo
28:30–28:37
la rappresentazione dello spazio porta con sè appunto un dato politico fondamentale che è quello che vi ho detto il potere
28:39–28:44
noi non abbiamo bisogno di dilungarci neanche un secondo sul potere perché è il cuore del nostro sapere
28:45–28:52
ogni vvolta che incontriamo qualche cosa essendo noi studiosi di scienze politiche sappiamo che c'è il potere
28:52–28:58
come dice frankie hi energy in un disco che non mi ricordo io ero piccolo ma l'avró scoperto tre q~ tre giorni fa
28:58–29:00
avete presente quel disco
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si chiama verba manent mh me l'han dato usato
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cinque euro una grande fase per comprare i dischi perché nessuno li vuole e tutti prendono il digitale te vai cinque e e ti rifai la discografia
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penso di ripeterlo sei sette volte al giorno quindi non so che ve lo dico lo sto ripetendo anche a voi
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questo ha fatto un disco che si chiama verba manent e c'è una traccia eh in cui c'è si sente zzz tipo così mh z un'interferenza audio
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è una tizia con accento napoletano ma lui è piemontese penso adesso è famoso un pesonaggio
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e l'altra dice ma cos'è questo rumore in napoletano che non so fare e l'altro gli fa è il potere è il potere e inizia un'eco no è il potere è il potere è il potere allude
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al potere dei media
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perché lui è un paroliere è un gigante no dell'uso della lingua quindi
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lo diciamo perché
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ricercheranno nel nostro uso della lingua
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lo elaboreranno quindi diciamo dovreste andare a emarginare frankie hi energy parliamo in differita agli studiosi che ci ascolteranno
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che cos'è questo rumore lui dice il potere
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noi ci chiediamo che cos'è questa rappresentazione
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che abbiamo della mappa
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è la critica del potere
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siam partiti da questo giusto
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tutti sì sì e nessuno dice niente qui la conosciamo
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la carta del mondo
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solo che non è quella di mercatore
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quella di peters
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la mappa di peters
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una rappresentazione del mondo alternativa a quella tradizionale a quella consolidata in cui secondo peters
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secondo la proiezione
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che come tutte le proiezioni è ideologica
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cioè orientata ad uno scopo
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rappresenta più fedelmente il mondo
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rappresenta le proporzioni dei continenti come sono
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non come li hanno rappresentati gli europei che hanno inventato la rappresentazione cartografica o meglio hanno dominato
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percgè di rappresentazioni cartografiche le civiltà ne hanno fatte tante
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per cui l'italia e l'europa finalmente dice peters tornano ad essere quello che sono niente
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dal punto di vista spaziale territoriale
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un'inezia del mondo
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e quindi diventa ancora più sorprendente no
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l'assetto delle relazioni internazionali
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la rappresentazione dello spazio è la posta in palio in del potere internazionale l'elemento più evidente
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il tema centrale dello spazio politico internazionale ovviamente sono le relazioni di potere
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modo più percepibile in un'aula
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mostrare la competizione
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politica sulla rappresentazione del mondo
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peters e i suoi
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propongono appunto una rappresentazione alternativa
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che contrasta colla rappresentazione tradizionale quella di mercatore e quindi contrasta la relazione di potere
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che si genera tra la mappa e noi
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per esempio noi non pensiamo più guardando questa mappa di essere al centro del mondo
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intanto perché è spostata c'è l'africa al centro del mondo
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uno due perché non si fa neanche quasi vedere questa piccola penisola i~ italiana malgrado ci siano tre stati no viene ridimensionata a un oggetto minimo
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come direbbe il presidente prodi come giustamente è no son cinquanta sei stati cinquantaquattro in africa
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no lì ce n'è uno
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su quella penisola piú altri due piccoli no
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anche dal punto di vista delle relazioni internazionali egli direbbe
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questa mappa è utile
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utile di sicuro ma come l'altra quella di mercatore
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infatti la carta si chiama carta politica
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noi abbiamo due carte una politica e una fisica
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e questo è già in sè un problema di potere
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quale dev'essere la mappa di riferimento
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per ragionare nello spazio politico
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domanda che ha angosciato i geografi da cui noi traiamo una parte del nostro sapere internazionalistico
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è lotta politica sulla risposta a questa domanda e cioè ma è chiaro che dev'essere una rappresentazione politica quella del mondo
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perché viceversa non potremmo chiamare le cose
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come lo chiami maledizione quella perzione dell'rub' al-khali il quarto vuoto il deserto piú importante del pianeta terra dopo il sahara che noi chiamiamo arabia saudita
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che nome gli dai
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che nome gli dai
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non c'è il nome
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arabia saudita
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e quella è la porzione poi eremira~ emirati arabi uniti oman yemen
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abbiamo capito dove siamo sulla mappa
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ma se io ti dico rub' al-khali te dove vai
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le unitá politiche sovrapposte alla terra gli stati
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permettono la una localizzazione politica della terra
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direte ce ne sono si possono localizzar lo stesso i punti no certo
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quattordicesimo meridiano no tredicesimo eccetera
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le coordinate geografiche ma le coordinate geografiche
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le cordinate geografiche
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parlano solo di punti sulla mappa che nessuno è in grado di controllare se non hai
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una coscienza geografica così sviluppata da essersi appropriato
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chiunque di voi non saprebbe neanche inserire probabilmente il tropico del cancro
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peró tutti voi sapete dov'è new york
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gli stati uniti d'america
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ma se uno dice lhasa
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giá incominciano a cadere un po' di teste in platea no
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se uno dice timbuktu
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figuriamoci localizzare
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la porta del sangue
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definizione non politica di una zona geografica mh
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offre un criterio di lettura della terra
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e guarda caso è un criterio di lettura internazionalistico internazionale
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e sopravvive per questo
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per cui i grandi teorici anarchici della geografia
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bellissimo libro c'è di federico che non mi ricordo il cognome il mondo senza la mappa il mondo senza la mappa non esiste
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esiste la terra
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il mondo è politico internazionale per questo la spazio politico internazionale va capito e compreso
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perché se non si capisce lo spazio politico internazionale e le sue dinamiche centrali non si capisce niente
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della nostra esistenza intanto sulla terra ma neanche del residuo umano della nostra vita sulla terra senza
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ipoteca politica che è sempre presente è è difficile scrollarsela di dosso è dura è dura è dura è dura è dura
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trovare un punto nella terra depoliticizzato
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imbocca al lupo ci si può provare ma insomma
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ora la mappa per noi è dunque centrale è centrale
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per quello che vi ho detto
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ed è centrale perché la rappresentazione di qualsiasi cosa
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che noi vogliamo discutere nelle relazioni internazionali prima o poi affiora su una mappa
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la mappa è quellache franjo trudman e slobodan milosevic visto che siamo no agli onori delle cronache ancora con la fatale guerra di bosnia
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gente che si avvelena no indagini lo sappiamo
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le a mappa è quella che loro all'ultima riunione a xxx ma non mi ricordo quella localitá hanno segnato sul foglio di carta
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dicendo questo è il fiume
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destra sinistra
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a destra questi a sinistra gli altri
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quella è una mappa
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quella di roosvelt e degli altri a yalta è quella fatta a mosca tre giorni fa
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la partizione è il prodotto diretto dell'impatto della mappa politica sulla terra la partizione
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e noi da questo eravamo partiti dalla partizione del mondo in settori politici detti stati
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e da li torniamo
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slobodan milosevic franjo trudman roosvelt stalin
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vladimir putin
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con balshir al assad è ~n~ e è andato via mi pare ha sbattuto anche la porta
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ma insomma erano lì
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al centro di una mappa
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non con una mappa al centro
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al centro di una mappa
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senza la mappa non c'è il mondo
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e infatti sovvertire la mappa significa sovvertire il mondo e la sua organizzazione
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per questo i confini faticosamente vengono mutati i confini sono sacri in europa
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dice angela merkel e tutti gli altri dietro non si possono modificare barcellona dai
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non è così facile vai in piazza no ah sono indipendente no perché c'è un problema di confine
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del territorio del rapporto con lo spazio e quello è un problema fatale perché è la mappa al centro della politica internazionale
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ed è l'uomo e la donna in politica che sono al centro della mappa non è tanto che
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la mappa è al centro dei tavoli
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di discussione mh
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in questo c'è il rapporto di potere fondamentale col territorio
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noi abbiamo una ricorrente rappresentazione
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come è scorsa qua sotto gli occhi
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del mondo no questa la co~ riconoscete dov'è questa statua
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piazza navona ottimo
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la fontana dei quattro fiumi no i turisti van lì fan le foto e
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alcuni mi pare coi quali interloquire ma lei sa co~ no
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è importante i quattro fiumi no
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quali sono i grandi quattro fiumi
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aparte il ganje
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manca il quarto
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rio delle amazzoni che classe geniale
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se esci di fuori
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non c'arrivano
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neanche no scherzo
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dovremmo far sessanta ore sulla statua ma bisogna andare a storia dell'arte come sapete dove i professori entrano gratis ai musei no noi non entriam gratis nei musei perché non facciam storia dell'arte quindi ci fermiamo
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a una rappresentazione
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tutta geografica
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qui di politico c'è il contrasto fra l'autore no e l'altro quello che davanti fa la chiesa come sapete ma quello è un conflitto politico di altra natura
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questa rappresentazione
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non è per noi rilevante
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perché noi ci occupiamo appunto dello spazio politico internazionale
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e di questo vogliamo discutere
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discutendo di questo
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abbandoniamo la mappa e passiamo sui concetti
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gli uomini e le donne possono prescindere da una definizione politica del territorio
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la politica internazionale
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quindi la politica internazionale la politica mondiale non puó prescindere dalla concezione dello spazio concezione ho detto
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no rappresentazione quella ve l'ho già spiegata
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quella investe tutti dalla concezione dello spazio
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fare la politica oltre che per pensarla naturalmente occorre percepire lo spazio
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come si conc~ come l'architetto e il designer concepiscono lo spazio interno interior design
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che vuol dire semplicemente come metti i mobili in casa
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così è necessario avere una concezione dello spazio su scala mondiale per capire le relazioni internazionali
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perché occorre collocare collocare
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l'origine latina no inchioda
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quello di cui uno parla quando dice collocare allo spazio
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occorre collocare i fenomeni politici internazionali
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per cui senza padroneggiare lo spazio
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non si padroneggia la comprensione della politica mondiale e tanto meno la sua definizione
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la sua concezione
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quindi senza concezione dello spazio non c'è concezione della politica amen
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c'è solo astrazione
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astrazione ah siamo in una fase postmoderna
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ma perché perché sono andato a prendere il tè a parigi e non ci sono più confini
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vai su ryanair novanta euro e sei a parigi
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lo spazio è liscio
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dipende il fotografo siriano che portava il bambino
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che è morto per strada con sette pallottole nella schiena non ha incontrato lo spazio liscio lo spazio ruvido ha incontrato
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il missile che è arrivato a riad l'altro giorno sparato da alcune postazioni al nord di xx no
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non ha incontrato uno spazio liscio ha fatto seicentottanta miglia cioè u~ un migliaio di chilometri per andare a colpire
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il gate dei voli domestici di riad
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per far sentire sul collo dei sauditi quanto fa male
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si è spezzato loro dicono di averlo intercettato ma è difficile intercettare i missili coi missili
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gli scooter no non funzionano eh il missile sembra arrivato
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mille chilometri
47:00–47:01
mille chilometri
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lo spazio attraversato
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allora lo spazio diviso lo spazio attraversato lo spazio penetrato partizionato
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non c'è lo spazio oggettivo
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nella politica internzionale lo spazio è soggetto del potere solo e sempre non esiste più
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non esiste più intanto non esiste neanche nella rappresentazione geografica perché neanche il geografo può può pretendere di parlare di uno spazio oggettivo
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lo spazio è collocato e noi veni~ ci collochiamo nello spazio
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lo spazio oggettivo è quello vuoto davvero ma non esiste piú
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slobodan e rafragno
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stalin roosvelt loro
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vladimir putin e bashir al assad assieme agli altri
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se hanno i fiumi in siria non ci sono fiumi per fare l'operazione di divisione
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ma quando incontrano elementi naturali allora sì che li si coglie pienamente la relazione tra politica e geografia
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nello sfruttamento degli elementi naturali da parte della politica
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come elemento politico
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il confine la frontiera
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in quel testo obbligatorio che sono i pensieri di pascal
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c'è un apologo per noi è un apologo cioè un dialogo fondamentale
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che vi leggo integralmente dieci righe siamo abituati alle letture
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dice l'uno all'altro
48:56–49:00
perché mi uccidete approfittando della vostra superiorità io non sono armato
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come dice il secondo
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non abitate sull'altra riva
49:09–49:13
non abitate sull'altra riva del fiume voi
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amico mio gli dice se abitaste da questa parte sarei un assassino e sarebbe ingiusto uccidervi
49:23–49:26
sarebbe ingiustissimo uccidervi in questo modo
49:27–49:30
ma voi non abitate da questa parte del fiume
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e poiché abitate sull'altra riva io sono un valoroso se vi uccido
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e quel che faccio è giusto
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il fiume nel dialogo pascaliano
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non è più un fiume
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il fiume è un confine che sepera che sepe~ separa per pascal
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il bene e il male il giusto e lo sbagliato l'amico e il nemico
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travolto dalla politica internazionale
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perché il fiume è muto non parla il fiume
50:07–50:14
i fiumi i quattro grandi fiumi che abbiamo citato non parlano di queste cose che abbiamo citato parlano di tutt'altro
50:14–50:17
basta guardare i film di theo angelopoulos no
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la politica internazionale struttura quel dialogo fra quei due personaggi
50:30–50:32
e l'elemento naturale assume valore politico
50:37–50:43
il fiume in quel dialogo come i fiumi nelle mappe di milosevic e gli altri
50:47–50:54
politicamente gli individui ma il fiume non li separa se non materialmente anzi il fiume dire che il fiume separa
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significa osservarlo solo in una chiave perché il fiume separa le due sponde del river ma unisce per esempio sul percorso longitudinale
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quindi il dato oggettivo
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muore proprio sepolto dalla teoria basta teorizzare quindi capire
51:11–51:13
la non neutralità
51:14–51:19
del sapere geografico del sapere politico per capire come
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l'elemento naturale parli il linguaggio del potere
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ma non lo parli per sua ovviamente iniziativa
51:29–51:36
lo parla perché la politica internazionale rende innaturali i rapporti naturali
51:38–51:40
quello fra fiume e uomo e donna
51:42–51:45
quello fra acqua e individuo e persone
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fra le montagne e noi il deserto eccetera gli animali e noi
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lo spazio po~ la de~ la concezione dello spazio politico internazionale rende innaturale ciò che invece è naturale in origine e siamo abituati a vedere come naturale no il volo dell uccello
52:13–52:15
il passaggio del fiume eccetera no
52:17–52:22
ha una capacità persino di rendere antagonisti i nemici
52:24–52:26
gli abitanti della terra cioè
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le persone radunate negli stati no e l'apologo ce lo dice
52:33–52:38
cosa dice l'apologo dice in base al luogo di residenza che è un concetto politico
52:39–52:44
te sei mio nemico e io ti ammazzo anche se sei mio amico in realtà
52:45–52:49
e mi merito anche la medaglia perché sono un patriota
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questo è pascal
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fa l'illuiminista quindi vuole no
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il dialogo pascaliano trasforma due esseri umani uguali e amici in cittadini di stati diversi
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quello è il punto
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appartenenti a unità politiche diverse
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e da lì li trasforma gli amici in nemici
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o potenziali nemici
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e trasforma gli assassini in eroi
53:23–53:25
questo è il dialogo pascaliano
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e tutto questo è un processo di concezione dello spazio politico internazionale
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le due rive di un fiume
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è questo l'esito della disposizione territoriale dell'umanità in stati diversi e separati
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in questo elemento centrale
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nell'osservazione banale che sfugge purtroppo
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che spazio è spatium in origine
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quindi invece di twitter ci vuole il dizionario no cosa decaduta
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perché si usa wikipedia
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basta andare sul dizionario per capire che
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spatium ha a che fare
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col concetto di apertura
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col concetto quindi di chiusura per forza perché ciò che è aperto può essere chiuso
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lo spatium lo spazio ha una dinamica politica
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appena viene pensato dall'uomo intrinseca e noi invece la portiamo alla luce la estrinsechiamo
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e quella dimanica politica nel suo rapporto collo spatium ci interessa a noi
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in almeno tre elementi fondamentali il primo è quello che vi ho già citato e stra citato ed è quello poi intuitivo
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il rapporto fra apertura e chiusura dello spazio
55:24–55:29
abbiam detto spazio spatium essere aperto se sei aperto puoi anche essere chiuso
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questa è la domanda politica
55:40–55:47
quindi il rapporto apertura e chiusura investe la dinamica fondamentale tra politica e spazio
55:52–56:00
ovviamente noi abbiamo tutti i giorni avvocato ma adesso li teorizziamo perche siamo diventati grandin~ grandi
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il rapporto unità separazione no unità barra separazione
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se io prendessi gli appunti userei questa grafica no perché la barra è il rapporto no se unità barra separazione quindi quando io vado a leggere dico rapporto unità separazione
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è il rapporto fondamentale della politica
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internazionale
56:23–56:24
bisogna dirlo a voi
56:29–56:38
la divisione in stati sovrani che cos'è il rapporto fra unità e separazione possibile del genere umano e del genere vivente
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animali natura eccetera
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e con cosa ha a che fare questo rapporto unitá e separazione
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se non con il confine
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poi con la barriera il muro il filo spinato cioè ma
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ogni barriera fisica ha un concetto alla sua radice ovviamente
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ed è quello di confine confine
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e confine significa
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unità separazione
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il confine unisce
57:09–57:17
ah gli italiani che belli che sono così diversi no dalla val d'aosta a palermo tenerli insieme non è mica facile
57:18–57:24
e divide gli altri ah eh sei un marocchino ah vabbè veramente sto a ceuta no potrei essere uno spagnolo no
57:26–57:28
unità e separazione dinamica ho detto
57:29–57:30
questa è la dinamica
57:31–57:33
ed è inesauribile
57:34–57:38
non c'è l'unità o la separazione vanno sempre insieme nella politica internazionale
57:38–57:45
non c'è l'apertura e la chiusura c'è l'apertura e la chiusura sempre insieme in interazione nella politica internazionale
57:49–57:59
parlare di spazio inevitabilmente conduce ovviamente al terzo punto sul quale poi ci fermiamo e facciamo una pausa
58:00–58:05
che ci descrive la dinamica fondamentale fra politica e spazio no questo stiamo facendo
58:06–58:11
e il terzo elemento è quello del rapporto fra
58:12–58:15
prossimità e distanza
58:18–58:21
preferite dire vicinanza dite vicinanza e distanza
58:24–58:31
ma vi~ dire vicino giá vi inchioda a una condizione territoriale perché vicino dev'essere vicino
58:36–58:43
vi permette di avere come sempre la teoria molta più potenza intellettuale perché prossimo può essere quel missile
58:44–58:48
che parta da sana' a diciamo
58:48–58:52
e arriva a riad in pochissimo tempo e fa mille chilometri
58:54–59:01
le persone nella hall hanno avuto paura di finire come finiscono tutti i giorni quelli che vivono a sana' a
59:02–59:06
è distante però no ma è anche prossimo
59:07–59:13
di sicuro non è vicino perché quel punto il punto da cui è partito quel missile non è vicino
59:13–59:14
ma diventa prossimo
59:15–59:19
perché lo spazio viene percorso a quella propulsione
59:21–59:25
quindi prossimitá e lontananza
59:27–59:29
prossimitá e distanza
59:32–59:34
ma questo ha a che fare col tempo
59:38–59:40
non solo più con lo spazio
59:40–59:44
il concetto di prossimità e di distanza ha a che fare col tempo
59:48–59:54
e come fa uno da sana' a a essere a riad
59:55–59:57
in ventun minuti
59:59–1:00:01
deve avere un missile balistico
1:00:05–1:00:16
allora lo spazio in questo caso ha a che fare con la capacità di comprimere il tempo e quindi con la conclusione che la distanza
1:00:17–1:00:18
non è piú tale
1:00:19–1:00:21
perché viene percorsa sorvolata
1:00:23–1:00:25
e il tempo viene compresso
1:00:29–1:00:32
è più prossima riad da sana' a
1:00:33–1:00:38
in termini di relazioni belliche
1:00:39–1:00:46
e qui si incontrano tutti i paradossi della nostra esistenza nella politica internazionale il missile ci mette venti minuti ad arrivare a riad
1:00:47–1:00:51
gli uomini e le donne non possono neanche andare perché i confini sono chiusi no
1:00:52–1:00:57
non è neanche complessa la transizione qualcuno può altri non possono
1:00:59–1:01:01
l'apologo pascaliano è xxx
BO1020:00–0:02
credevo fosse il vostro esaminatore invece è il mio.
0:04–0:08
verremo registrati per capire che utilizzo facciamo della lingua italiana.
0:08–0:11
quindi: ci saran degli esiti catastrofici no?
0:11–0:20
nei prossimi, (.) nei prossimi anni e giorni. è qua. ma noi non ci saremo, come diceva il grandissimo i~
0:24–0:26
guccini francesco
0:28–0:32
è molto freddo, i motorini non partono, la gente ritarda, quindi
0:35–0:40
con tranquillitá, ci accingiamo. alle nostre lezioni.
0:41–0:43
ci sono delle domande:
0:45–0:50
sulle, su ció che abbiamo detto, la volta scorta scorsa?
0:51–0:56
rossi, bianchi, queste persone=e:h han fatto quattro assenze,
0:57–0:59
se non vengono, non vengono.
1:05–1:07
domande, questioni?
1:08–1:18
allora mentre ci pensate un attimo, visto che: oggi è il cinque, >quindi prossima settimana ci sará l'esame il quattordici<, come arcinoto, e come arcinoto occorre inscriversi
1:19–1:31
e::h che significa::, niente, perché, dato fondamentale è la nostra classe le presenze e queste cose ma ormai è tutto digitalizzato e quindi bisogna iscriversi.
1:33–1:39
peró bisogna anche studia:re, per superare l'esame perché se poi ci sará un altro sciopero, quando si dà l'esame?
1:43–1:49
per cui (.) i consigli che vi ho dato sono stati: proprio: pragmatici, anche per voi.
1:51–1:59
e ve lo dissi a settembre: e quindi, bene, sono contento che noi non incorreremo in questa (.) ennesima:
2:02–2:07
disefficienza generata dalla classe (.) politica
2:08–2:09
intera, si puó dire.
2:12–2:21
per cui studiamo, studiamo bene, superiamo l'esame e andiamo per la nostra strada. noi insieme. e gli altri vadano per la loro.
2:22–2:24
peró, per studiare bisogna aver capito
2:25–2:30
e per capire, bisogna dialogare, checché ne pensano taluni.
2:31–2:35
egocentrici. che dominano (.) le nostre: vite.
2:36–2:37
private e pubbliche.
2:41–2:44
per sant'agostino era il problema numero uno.
2:44–2:52
per morgenthau anche, sappiamo, tesi antropologica, da lí, derivano tanti problemi. noi non abbando~ ho abbandonato le tesi antropologiche.
2:52–2:56
noi abbiamo studiato, con xx xx degli scena:ri
2:58–3:03
alternativi, (.) al sistema degli stati, niente popó di meno, quindi.
3:04–3:10
a::l terzo quarto della nostre lezioni siamo arrivati i~ al punto,
3:10–3:20
per cui non solo noi (.) conosciamo il le:: il gergo, il linguaggio diplomatico, gli interlocutori, le teorie i concetti gli autori,
3:22–3:24
abbiamo una teoria dell'ordine,
3:24–3:30
quindi, l'impalcatura fondamentale appunto non esclusiva non finale ma fondamentale,
3:31–3:33
per pensare in modo autonomo,
3:33–3:41
le relazioni internazionali e la politica internazionale. non solo noi tutto questo sappiamo fare, a differenza degli altri.
3:44–3:50
noi siamo anche in grado appunto, di immaginare degli scenari alternativi, mh?
3:51–3:54
e questo abbiamo fatto, studiando la societá anarchica.
3:54–3:57
per esempio, noi siamo in grado,
3:57–4:02
di domandarci, ma il fatto che noi si sia passati l'altra estate
4:03–4:09
la st~ l'anno più secco dal milleottocento in italia, no? due secoli, mh?
4:12–4:15
porta a domandarci se il sistema degli stati ancora:
4:15–4:26
lo strumento politico, essendo questo in realtá la societá internazionale, noi lo sappiamo, modello organizzativo della comunitá umana, è ancora funzionante?
4:28–4:31
c'entra, o non c'entra con questo fatto?
4:31–4:37
le questioni ambientali per esempio, (.) che sono l'ultima parola che vuole dire bull.
4:38–4:42
sulla congruenza del sistema degli stati con una realtá globale.
4:43–4:46
di questa natura. è ancora una strumento:
4:47–4:53
ehm, plausibile per affrontare i problemi politici dell'umanitá, sì o no?
4:54–5:00
attorno a questa domanda si addensano, (.) questioni che noi l'ultima volta abbiamo affrontato,
5:00–5:12
nei punti nodali. teoretici. alcune le abbiamo chiarite, altre spetta a voi come sempre, studiare, studiare, non leggere no? studiare.
5:15–5:18
e con ció abbiamo chiuso:: la nostra::,
5:23–5:26
il nostro percorso. è compiuto adesso.
5:26–5:29
per cui d'ora in poi, adesso facciamo quello che vogliamo.
5:29–5:30
come previsto no?
5:30–5:35
abbiamo altre tre aree tematiche, due, tre non mi ricordo, quante ce ne abbiamo,
5:36–5:46
abbandoniamo i numeri come abbiam sempre fatto e stiamo alla sostanza, abbiamo questioni da affrontare che affrontiamo con massima libertá, in base alle (.) alle urgenze.
5:46–5:49
che vogliamo: dedurre dalla nostra fase,
5:50–5:59
anche, in contemporanea. in realtá ogni volta che: affrontiamo l'argomento basta, no? aprire un giornale e troviamo temi, di cui ci occupiamo,
6:04–6:08
il territorio, lo spazio, siamo partiti da quello,
6:09–6:15
la nostra il nostro sillabus, parla di spazio politico internazionale, vero?
6:15–6:20
siccome le macchine mi hanno stancato non le non le uso più. recupero la memoria,
6:22–6:28
non c'è un'immagine sullo schermo, ve la riproduco io mentalmente, la fantasia la creativitá il fondamento della politica,
6:29–6:31
gli scenari, no? di bull.
6:33–6:35
parte degli scenari sono, un esercizio di creativitá.
6:36–6:42
mh? e: un esercizio di grandissima intelligenza quando, no?
6:42–6:46
dice, e poi esistono scenari neanche immaginabili.
6:48–6:50
questioni di esercizio di fantasia.
6:53–7:00
noi. dovremmo affrontare se siete daccordo in questa discesa verso, la gloria.
7:04–7:10
del quattordici dicembre, giorno fatale per altri, invece per voi è di gloria.
7:11–7:21
affrontiamo:, tutto se siete daccordo, un tema centralissimo, perché: da quando ci siamo conosciuti, ormai un po' di tempo fa, molto tempo fa.
7:22–7:24
a settembre era caldo, se non sbaglio.
7:26–7:31
da lí siamo partiti. dal territorio. dall'elemento base della politica.
7:32–7:34
quello contestato, ormai da,
7:35–7:38
per anni e anni, nella nostra crescita
7:39–7:51
io un po' più grande, voi, meno, ma sempre in grado di intendere e di volere fino all'anno scorso la retorica del post-moderno, del post-territoriale, la globalizzazione,
7:51–7:54
e questa gamma di (.) affermazioni:
7:55–8:04
che nessuno ha più il coraggio di fare semplicemente perché com'era noto a chiunque avesse: acquisito i fondamentali di relazioni internazionali,
8:08–8:11
la politica internazionale e la politica mondiale,
8:11–8:16
entri in una fase in cui il territorio perde la sua rilevanza è ridicolo.
8:17–8:19
è semplicemente ridicolo.
8:21–8:23
ma non c'è limite al ridicolo.
8:23–8:25
e ormai si vive di ridicolo.
8:37–8:39
il territorio è centrale.
8:39–8:47
nella politica è centralissimo (.) se volete usare superlativi assoluti come ama fare, >diciamo< kampf,
8:47–8:52
nella, realazione internazionale. e ogni studente di relazioni internazionali
8:53–9:00
appena entra in una classe, a set~ in un giorno di settembre, se sta in questo emisfero, o di gennaio se sta in australia,
9:03–9:10
lo impara intuitivamente, no? vede una mappa sul muro e l'altro gli spiega, no? o l'altra, in questo caso se sono io,
9:11–9:12
quello che sa giá.
9:12–9:14
ma che non ha messo a fuoco.
9:16–9:21
non l'ha messo a fuoco perché non è come il primo ministro, ex, di yemen, no?
9:22–9:31
ali abdullah saleh, che se ne accorge e lo sa bene, che potrebbe esser colpito da un missile erre pi gi in qualsiasi momento, in cui, no? il suo sistema di alleanze,
9:32–9:34
quelle che studieremo, collassa, no?
9:34–9:37
quindi potrebbe crepare per strada perché deve passare per strada.
9:38–9:45
puó blindare le macchine, le guardie del corpo, ma il territorio va attraversato. il territorio puó essere interrotto,
9:45–9:48
il territorio puó essere spezzato, il territorio è ruvido.
9:50–9:53
lo spazio politico internazionale non è liscio.
9:55–9:57
è ruvido, è sempre stato ruvido.
9:58–10:06
se se qualcuno tra noi, che crede che il punto di osservazione del mondo sia stare in questa piccola provincia,
10:06–10:16
decadente per certi versi, di alcuni demografi cioé quel branco di pseudoscienziati che immaginano il futuro, fra cinquant'anni, sbagliando sempre, no?
10:16–10:21
da nos~ da nostradamus in poi, si fanno proiezioni demografiche, che non contano niente in politica, no?
10:22–10:24
perché non conta il la popolazione.
10:25–10:27
contano altre risorse.
10:27–10:28
>dal punto di vista< del potere.
10:28–10:36
ma, dicono decadente, dicono non decadente resta il fatto che il nostro punto di osservazione è parziaissimo,
10:36–10:41
originale storicamente, cioé l'europa, quella incarnata dalla beatrice, no?
10:42–10:54
l'europa (.) è un:=a (.) esigua porzione del mondo, collocata in un:: s~ posizione specifica, diremmo geopolitica.
10:54–10:58
cosí incominciamo a introdurre gli argomenti,
11:04–11:06
non ha neanche un deserto.
11:06–11:11
per esempio, no? non hai un deserto, ti manca un elemento di varietá, tipico
11:11–11:13
della politica mondiale, no?
11:13–11:15
territorio pieno di deserti.
11:16–11:32
la civiltá del deserto è una civiltá significativa, no? non capita ovviamente come tante altre civiltá, ma (.) osservare (.) lo spazio politico internazionale, la sua importanza, decadenza, dall'europa è (.) cialtronesco.
11:34–11:43
perché l'europa, l'abbiamo studiata, produce addirittura, nella sua evoluzione storica, la societá internazionale globale.
11:43–11:51
quella in cui viviamo oggi. il sistema degli stati globali, lo produce, ma questa (.) realizzazione finale, quella che noi abbiamo studiato:,
11:52–12:01
costruendo una teoria dell'ordine, è il prodotto di, appunto. sfide e risposte con gli altri stati, no? è il prodotto, extraeuropei per primi.
12:03–12:09
è il prodotto di incontri e scontri, se volete. eh anzi, non se volete, è cosi.
12:10–12:17
con non solo, (.) gli altri stati extraeuropei, ma gli altri popoli, le altre civiltà, mh?
12:20–12:37
popoli civiltá sono parole pfff=faticose da usare per chi studia come voi cose con la pretesa di: (.) insomma padroneggiare il linguaggio perché sono mh mh come dire mh ehm raggruppamenti politici molto poco definibili.
12:37–12:43
giá gli stati faticosamente riusciamo a definirli, no? cos'è l'italia, cos'è la germania
12:44–12:50
con fatica li governano, (.) no? come vediamo. figuriamoci le civiltá e i popoli.
12:51–12:53
ma, ci capiamo quando parliamo di questo.
12:55–13:10
allora (.) nell'osservare lo spazio politico internazionale, il rapporto che ha l'uomo, e le donne ovviamente, col territorio, in chiave politica, perché poi è questo, l'elemento da cui siamo partiti a settembre,
13:10–13:14
occorre (.) conoscerlo il territorio. da qui la geografia, no?
13:15–13:30
se uno non ha la minima percezione della varietá, della societá internazionale non solo dal punto di vista politico, del suo pluralismo, che abbiamo discusso. persino insistendo sugli scenari, no? impero mondiale, cosmopolis, mh?
13:31–13:40
critica bulliana e la critica, no? che viene mossa a quelle costruzioni scenaristiche da tutta la (.) la vicenda del sistema degli stati, opprimono la libertá.
13:40–13:44
il sistema degli stati, la societá internazionale è pluralismo.
13:44–13:46
è libertá, mh?
13:46–13:59
questo è la tesi, di quello scenario, (.) che non a caso è stato respinto dagli stati grazie a una istituzione (della) società internazionale direbbe bull, cioè l'equilibrio di potenza mh?
14:00–14:04
il preservare la societá internazionale, quindi il pluralismo e la libertá,
14:05–14:12
la differenza. (.) questo elemento politico, ha un contraltare, geopolitico.
14:15–14:19
che a sua volta ha un fondamento essenziale nella GEOgrafia
14:21–14:23
quindi nel (.) territorio.
14:24–14:26
che non è quello dell'europa.
14:26–14:38
>e non si capisce nella differenziazione nella riflessione fra< lo stato europeo, e il territorio e gli uomini e le donne in europa, no. la si capisce se si studiano le relazioni internazionali e quindi il mondo.
14:38–14:39
il mondo, il mondo.
14:40–14:43
perché si dà il caso che il rapporto tra spazio e territorio, che c'è in europa,
14:44–14:46
osservato dal punto di vista nostro, cioé politico,
14:46–14:49
internazionalistico, ça va sans dire,
14:51–14:57
non ha nessuna analogia, (.) per molti aspetti, con ció che accade fuori dall'europa.
14:58–15:00
dove i confini son controllati con le armi,
15:00–15:17
il sangue viene versato tranquillamente per impedire che li si attraversi, e infatti si ritrova alla frontiera dell'europa ció che accade fuori dall'europa. e gli europei si sconvolgono perché gli altri sistematicamente fanno quello che loro fanno ai confini dell'europa, no?
15:17–15:22
affogare la gente, sparargli adosso, impedirgli i movimenti, cose di questo genere.
15:22–15:26
questo è un dato invece centrale, della maggioranza del mondo.
15:28–15:34
ed è il rapporto fondamentale (.) fra uomo donna e territorio che passa attraverso lo
15:37–15:42
lo schema delle relazioni internazionali, che noi abbiamo cosí bene studiato.
15:43–15:51
allora per capire il rapporto, per capire lo spazio politico internazionale, ancora una volta, bisogna avere consapevolezza del mondo.
15:52–15:54
e della terra.
15:55–15:59
essendo il mondo ció che resta, della nuda terra.
16:00–16:01
come sappiamo.
16:02–16:08
la mappa fisica (.) per noi, (.) dice poco, quando la osserviamo
16:10–16:17
perché è tutta confinata, sezionata, (.) definita, dalla mappa politica.
16:18–16:22
per cui a noi interessa il mondo, appunto, la rappresentazione, che c'è
16:24–16:30
della geografia >e del rapporto fra uomo donna e territorio< e la rappresentazione, guarda caso, è una >rappresentazione< politica.
16:30–16:42
la terra non è quella che è stata rappresentata: in settembre da me colla (.) col mappamondo e non è nessun tipo, nessuna versione, delle mappe che incontrate, qualsiasi esse siano.
16:44–16:47
sono tutte rappresentazioni politiche, dunque ideologiche.
16:48–16:54
perché non esiste la possibilitá di riproporre in due dimensioni, la multidimensionalitá della terra.
16:54–17:03
dell'acqua del cielo, (.) dello spazio, dello (.) op~ operat~ mh operositá >degli uomini e delle donne< nella terra.
17:04–17:10
nelle fiji, a vanatu, in australia, in canada, a vancouver, eh?
17:11–17:13
a (loambrabang),
17:15–17:18
a ulan bator, a parigi,
17:19–17:20
non trattiamoci male, mh?
17:28–17:30
a tutti gli angoli del mondo,
17:34–17:41
col territorio è (.) ipotecata (.) dalla societá internazionale.
17:42–17:46
dagli schemi delle relazioni internazionale, dall'ordine che noi abbiamo studiato.
17:48–17:53
di questo noi ci interesseremo. intanto,
17:54–18:04
oggi che vogliamo interessarci (.) appunto di ció che chiamiamo, (.) lo spazio (.) politico (.) internazionale.
18:06–18:14
siamo partiti in questa riflessione, che sto sviluppando io, dal territorio, perché è evidentemente il (.) l'elemento:
18:16–18:19
fondamentale, intuibile, quello che ci permette una connessione,
18:24–18:34
il punto di partenza (.) dal quale eravamo:: partiti quando siamo entrati in aula, è il terriorio. che è l'elemento più: platealmente sotto agli occhi,
18:35–18:42
e più comprensibile di un concetto, (.) moto più largo (.) cioé quello di spazio,
18:42–18:56
spazio (.) politico (.) internazionale. noi ogni volta abbiamo, no? delle, (.) dobbiamo po~ fornire delle prestazioni aggravate, perché (.) non solo politica, ma INternazionale
18:56–19:01
quindi a noi, occorre capire i tratti fondamentali dello spazio politico internazionale.
19:02–19:05
cosa vuol dire spazio politico, perché è importante?
19:06–19:08
che cosa ne vogliamo capire? ora,
19:10–19:12
sono queste le domande,
19:13–19:19
e a queste risposta: (.) a queste domande cercheremo di dare delle (.) delle risposte.
19:19–19:22
intando, intanto,
19:22–19:28
cercando di capire, (.) fondamentalmente, (.) di che cosa si parla quando si parla di spazio politico.
19:29–19:31
e quali sono gli elementi (.) fondamentali?
19:32–19:35
di ció che chiamiamo (.) spazio politico.
19:35–19:37
chiaro che, avremo bisogno
19:38–19:39
abbiamo bisogno,
19:40–19:51
<di immagini, di riferimenti>, quindi vale la pena, come vedete sto parlando e (.) e sistemando alcune cose, vale la pena usare i nostri (.) potenti mezzi.
19:52–19:58
quando decidiamo come stiamo decidendo, di parlare di spazio politico internazionale. ora
20:06–20:08
abbiamo fatto una tirata polemica,
20:10–20:12
abbiamo innescato una premessa metodologica,
20:14–20:16
contro l'idea della decadenza del territorio, no?
20:17–20:19
del rapporto, e quindi,
20:20–20:23
questa ipotesi del declino degli stati, no?
20:23–20:30
sì sì certo, gli stati declinano, se esaurisci la tua vita, oh, nell'attraversare,
20:30–20:38
l'italia e la francia, forse non t'(accorgi se non quando c'è qualche partita a rischio, o qualcuno si fa saltare per aria a parigi,
20:38–20:45
forse non t'(accorgi che quei confini (.) possono essere richiusi come sono stati aperti, no?
20:46–20:49
se la beatrice viene licenziata, si fa cosí.
20:50–20:56
se non c'è più la commissione gli stati ricominciano a controllare i loro confini. bene, male? non lo so.
20:56–20:57
dato di fatto.
20:58–21:00
non stiamo a interrogarci sul bene e il male.
21:01–21:08
dato di fatto altrettanto effettivo quanto (.) quello che (.) ci segnala che invece altrove quella è la regola.
21:09–21:18
quindi, (.) se qualcuno ha: sotto gli occhi qualche declino, di qualche stato, probabilmente non ha attraversato i confini dell'asia centrale.
21:19–21:25
per esempio (.) quelli: diciamo dal luogo più lontano della terra dal mare cioé tashkent a: samarcanda,
21:26–21:29
e:::h e poi giú in tagikistan, no?
21:29–21:35
a xxx, (.) si accorgerebbe che quei confini sono chiusi, ci sono i visti,
21:36–21:37
ci sono i controlli,
21:37–21:40
e alcune zono sono inaccessibili, mh?
21:41–21:42
gli stati sono quindi forti?
21:44–21:46
dipende, di sicuro,
21:46–21:56
il rapporto fra territorio e uomo (.) e donna, quindi fra persona, assomiglia a quello della europa del delle dinastie seicentesche.
22:01–22:05
se uno va in australia a un certo punto si accorge che è intrappolato.
22:06–22:13
cioé che se (.) per (.) qualsiasi ipotesi, le rotte marittime, le rotte aeree venissero occluse. per qualsiasi motivo.
22:14–22:16
che non ci interessa,
22:16–22:19
vivi su un'isola, su un continente. in larga parte inospitale,
22:20–22:23
quasi tutto inospitale tranne che sulle coste.
22:24–22:33
costretto a scalciare a quel punto con tutti coloro che vengono adesso confinati nelle isole per (.) i (.) cosidetti (.) clandestini, no? asiatici, eccetera.
22:37–22:41
uomo. donna. rapporti particolari, con questo spazio.
22:43–22:44
stessa cosa è lo spazio virtuale.
22:45–22:57
>cioè< uno vive qua, non sa neanche (.) che quando si sposta (.) dalla repubblica popolare cinese (.) non puó neanche vedere a=ascoltare i podcast miracolosi di cui sempre vi tesso le lodi di rai tre.
22:57–22:58
perché il sito è bloccato.
22:59–23:01
mh? quindi, lo spazio viruale,
23:02–23:08
quello che chiamiamo cosi è uno s~ che è uno spazio (.) evidentemente politico, non è accessibile.
23:16–23:18
queste sono le grandi differenze storiche.
23:19–23:21
da dove nascono?
23:24–23:31
come facciamo a accalappiare (.) gli elementi fondamentali dello spazio politico internazionale?
23:31–23:33
appunto, con la teoria, no?
23:35–23:36
dopo una lunga premessa:
23:37–23:45
sulla (.) differenza storica, anche in s~ in termini di storia ben presente, contemporanea fra un punto e un altro della terra,
23:46–23:47
tra un luogo e un altro della terra,
23:47–23:49
noi ci dedichiamo a capire,
23:51–23:52
il punto centrale.
23:53–23:57
il riferimento allo spazio (.) come riferimento,
23:59–24:02
sí. naturale, della politica.
24:02–24:09
e (.) naturale della politica internazionale. senza riferimento allo spazio, non esiste politica, punto.
24:09–24:15
esistono solo quelli che la immaginano infatti come post, no? postmoderna, post.
24:23–24:24
è che lo spazio:,
24:25–24:28
trattare lo spazio non è affatto, semplice.
24:30–24:33
perché: lo spazio:: è soggetto::
24:33–24:35
naturalmente, n~ ho detto,
24:36–24:41
ad una rappresentazione, per essere compreso.
24:41–24:45
e la rappresa~ e la rappresentazione non puó che essere (.) cartografica.
24:48–24:53
che vada su:: internet quindi se sia in pixel o:: sulla carta è irrilevante.
24:54–24:55
sempre cartografia è.
24:56–25:05
che sia quella (.) devastante: invenzione. che (.) appunto genera ignoranza nel sapere: geografico, detta google maps.
25:06–25:09
o altri (.) marchingegni del genere,
25:09–25:15
sempre di cartografia si tratta, e chi controlla la cartografia controlla la rappresentazione dello spazio.
25:19–25:21
la rappresentazione dello spazio
25:28–25:30
posta in palio nella politica internazionale.
25:34–25:40
come lo è posta in palio: (.) in modo molto più banale nella nostra semplice vita.
25:42–25:43
quale mappa usiamo,
25:48–25:50
i nostri spostamenti, il nostro atteggiamento, no?
25:51–25:57
il rapporto che abbiamo colla mappa, influenza il nostro comportamento, talvolta anche in modo deterministico, no?
26:00–26:07
vai al ristorante tre: ics >perché senno faccio pubblicitá< a ferrara:, lo chiedo a google maps, e finisco in un fosso con la macchina.
26:08–26:11
perché c'è la nebbia e io mi affido alla macchina. caso storico no?
26:11–26:16
è (.) un rapporto specifico con la mappa, di sottomissione. alla mappa.
26:16–26:21
poi che la mappa sia parlante, chi se ne frega. che si disconnetta. non cambia
26:22–26:25
è come aver seguito questo è il (.) no? induce questo,
26:26–26:35
la mappa con determinismo, mh? la mappa dice e io assumo, mh? determinismo geografico. sei andato nel fosso a ferrara?
26:36–26:47
seguendo google maps? perché sei un determinista, non ti chiedi non guardi il territorio, non ti chiedi, staró facendo bene o male. non riesci a leggere la mappa sul territorio, eh?
26:48–26:50
cosa c'entra? c'entra
26:52–26:53
perché appunto
26:55–27:03
affidarsi a una rappresentazione politica, significa sem~ a una rappresentazione scusate (.) cartografica, significa sempre affidarsi,
27:04–27:05
a un rapporto di potere.
27:06–27:09
e i rapporti di potere (.) sono (.) relazionali.
27:09–27:21
per cui (.) chiunque: (.) si relazioni con una mappa (.) non è (.) sconfitto dalla mappa in sé perché è lei che rappresenta il mondo. no. se ha gli strumenti concettuali:
27:21–27:26
il rapporto di potere fra la mappa, cioé la rappresentazione politica e noi puó cambiare.
27:27–27:29
puó essere appunto bidirezionale, creativo.
27:31–27:34
non esistendo un rapporto di potere assoluto, mai,
27:35–27:36
e dunque neanche fra la mappa e noi.
27:37–27:41
se sappiamo leggere la mappa, se siamo in grado di capire la mappa,
27:42–27:47
quindi se abbiamo conoscenza (.) autonoma (.) noi,
27:49–27:58
siamo in grado (.) di gestire quel rapporto di potere. in modo bilaterale. non subendo in modo unilaterale.
27:58–28:04
l'esempio sciocchino (.) che vi ho appena fatto, questo voleva trasmettere.
28:04–28:09
che invece una formalizzazione teoretica più (.) sviluppata.
28:09–28:11
di ció che è rilevante.
28:12–28:16
cioé (.) la (.) rappresentazione (.) dello spazio.
28:17–28:21
ora. la rappresentazione dello spazio.
28:21–28:24
è centrale, (.) nelle relazioni internazionali.
28:24–28:26
è centrale, (.) nella vita dell'uomo.
28:30–28:37
la rappresentazione dello spazio porta con sè appunto un dato politico (.) fondamentale, che è quello che vi ho detto. il potere.
28:39–28:44
>noi non abbiamo bisogno di (dilungarci) neanche un secondo< sul potere. perché è il cuore (.) del nostro (.) sapere.
28:45–28:52
ogni=vvolta che incontriamo qualche cosa, essendo noi (.) studiosi di scienze politiche, sappiamo che (.) c'è il potere.
28:52–28:58
come dice frankie hi energy in un disco >che non mi ricordo io ero piccolo< ma: (.) l'avró scoperto tre q~ tre giorni fa.
28:58–29:00
avete presente quel disco?
29:00–29:04
si chiama verba manent. mh. me l'han dato (.) usato,
29:04–29:11
cinque euro. una grande fase per comprare i dischi >perché nessuno li vuole (.) e tutti prendono il digitale<, te vai cinque e=e ti rifai la discografia.
29:11–29:16
penso di ripeterlo sei sette volte al giorno quindi (.) non so che ve lo dico, >lo sto ripetendo anche a voi<.
29:17–29:26
questo ha fatto un disco che si chiama verba manent e c'è una traccia e::h in cui c'è:: si sente zzz tipo così, mh? z (.) un'interferenza. (.) audio.
29:27–29:33
è una tizia: con accento napoletano ma lui è: piemontese penso. adesso è famoso:: (un) pesonaggio.
29:34–29:42
e l'altra dice ma cos'è questo rumore? in napoletano che non so fare. e l'altro gli fa è il potere è il potere. e inizia un'eco, no? è il potere è il potere è il potere. allude,
29:43–29:45
al potere: dei media.
29:46–29:51
perché lui è un paroliere:: è un gigante no? dell'uso della lingua:: quindi,
29:51–29:52
lo diciamo perché
29:53–29:56
ricercheranno nel nostro, (.) uso della lingua,
29:56–30:03
lo elaboreranno quindi diciamo dovreste andare=a=emarginare frankie hi energy, parliamo in differita agli studiosi che ci ascolteranno.
30:05–30:09
che cos'è questo rumore? lui dice il potere.
30:09–30:15
noi (.) ci chiediamo (.) che cos'è (.) questa (.) rappresentazione,
30:17–30:20
che abbiamo (.) della mappa?
30:20–30:22
mh. del mondo?
30:51–30:53
è la critica del potere.
30:57–30:58
siam partiti da questo, giusto?
30:59–31:00
la conosciamo.
31:08–31:11
tutti sì sì. e nessuno dice niente. qui (.) la conosciamo.
31:14–31:16
la carta del mondo.
31:18–31:20
solo che (.) non è quella di mercatore.
31:22–31:23
quella di peters.
31:24–31:24
la mappa di peters.
31:26–31:33
una rappresentazione del mondo alternativa a quella tradizionale, a quella consolidata. in cui secondo peters,
31:35–31:37
secondo la proiezione
31:39–31:41
che come tutte le proiezioni è ideologica.
31:42–31:44
cioè orientata ad uno scopo,
31:48–31:50
rappresenta più fedelmente il mondo.
31:52–31:55
rappresenta le proporzioni dei continenti, come sono.
31:55–32:03
non come li hanno rappresentati gli europei. che hanno inventato (.) la rappresentazione cartografica. o meglio (.) hanno dominato.
32:03–32:07
percgè di rappresentazioni cartografiche (.) le civiltà ne hanno fatte tante.
32:09–32:16
per cui (.) l'italia e l'europa finalmente dice peters, tornano ad essere quello che sono. niente.
32:18–32:21
dal punto di vista spaziale (.) territoriale.
32:21–32:23
un'inezia: del mondo.
32:24–32:26
e quindi diventa ancora più sorprendente, no?
32:27–32:29
l'assetto delle relazioni internazionali.
32:31–32:38
la rappresentazione (.) dello spazio, è la posta in palio in del potere internazionale. l'elemento più evidente.
32:41–32:47
il tema centrale dello spazio politico internazionale ovviamente (.) sono le relazioni di potere.
32:48–32:51
modo più percepibile, in un'aula,
32:53–32:57
mostrare (.) la competizione,
32:59–33:03
politica, (.) sulla rappresentazione (.) del mondo.
33:05–33:07
peters, e i suoi
33:08–33:11
propongono appunto una rappresentazione alternativa.
33:13–33:21
che contrasta (.) colla rappresentazione tradizionale, quella di mercatore. e quindi, contrasta, la relazione di potere
33:22–33:24
che si genera, tra (.) la mappa e noi.
33:30–33:34
per esempio, noi non pensiamo più guardando questa mappa, di essere al centro del mondo.
33:35–33:39
intanto perché (.) è spostata. c'è l'africa al centro del mondo.
33:40–33:53
uno. due perché non si fa neanche quasi (.) vedere (.) questa piccola penisola: i~ italiana. malgrado ci siano tre stati, no? viene ridimensionata a un oggetto: minimo.
33:54–34:02
come (.) direbbe: (.) il presidente prodi: (.) come giusta:mente è. no? son cinquanta: sei stati, cinquantaquattro (.) in africa
34:02–34:04
no? lì ce n'è uno.
34:04–34:08
su quella penisola. piú altri due piccoli. no?
34:08–34:12
anche: (.) >dal punto di vista delle relazioni internazionali< egli direbbe
34:14–34:17
questa (.) mappa (.) è utile.
34:19–34:22
utile di sicuro. ma come l'altra? quella di mercatore,
34:25–34:29
infatti la carta si chiama (.) carta politica.
34:31–34:36
noi abbiamo due carte. una politica, e una (.) fisica.
34:36–34:40
e questo è: (.) già in sè (.) un problema di potere.
34:42–34:45
quale dev'essere la mappa di riferimento,
34:47–34:49
per ragionare nello spazio politico?
34:51–34:59
domanda che ha angosciato (.) i geografi. da cui noi traiamo una parte del nostro sapere internazionalistico.
35:02–35:10
è lotta politica (.) sulla risposta a questa domanda. e cioè, ma è chiaro che dev'essere una rappresentazione politica, quella del mondo.
35:11–35:14
perché (.) viceversa, non potremmo chiamare le cose.
35:15–35:25
come lo chiami maledizione quella perzione (.) dell'rub' al-khali, il quarto vuoto, il deserto piú importante del pianeta terra dopo il sahara che noi chiamiamo arabia saudita.
35:26–35:27
che nome gli dai?
35:31–35:32
che nome gli dai?
35:33–35:34
non c'è il nome
35:35–35:36
arabia saudita.
35:37–35:43
e quella è la porzione. poi eremira:~ emirati arabi uniti, oman, yemen.
35:43–35:46
abbiamo (.) capito dove siamo, sulla mappa.
35:46–35:49
ma se io ti dico rub' al-khali, te, dove vai?
35:57–36:01
le unitá politiche sovrapposte alla terra, (.) gli stati,
36:02–36:06
permettono la una localizzazione politica. della terra.
36:10–36:14
direte. ce ne sono (.) si possono localizzar lo stesso i punti no? certo.
36:15–36:18
quattordicesimo meridiano, no? tredicesimo, eccetera.
36:18–36:22
le coordinate geografiche. ma le coordinate geografiche,
36:22–36:24
le cordinate geografiche,
36:25–36:31
parlano solo di punti sulla mappa. che nessuno è in grado di: controllare. se non hai
36:33–36:36
una coscienza geografica così sviluppata da essersi appropriato.
36:40–36:44
chiunque di voi non saprebbe (.) neanche (.) inserire probabilmente il tropico del cancro
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peró tutti voi sapete: dov'è new york.
36:48–36:49
gli stati uniti d'america.
36:58–36:59
ma se uno dice lhasa?
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giá incominciano a cadere un po' (.) di teste, in platea. no?
37:08–37:09
se uno dice timbuktu.
37:14–37:16
figuriamoci (.) localizzare
37:19–37:20
la porta del sangue.
37:22–37:26
definizione non (.) politica, di una zona geografica. mh?
37:38–37:41
offre un criterio di lettura (.) della terra.
37:42–37:48
e guarda caso (.) è un criterio di lettura internazionalistico. internazionale.
37:50–37:52
e sopravvive per questo.
37:53–37:57
per cui i grandi teorici anarchici, della geografia,
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bellissimo libro:: c'è di federico che non mi ricordo il cognome. il mondo senza la mappa. il mondo senza la mappa, (.) non esiste.
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esiste la terra.
38:12–38:19
il mondo è politico (.) internazionale. per questo la spazio politico internazionale va capito e compreso.
38:20–38:27
perché se non si capisce (.) lo spazio politico internazionale e le sue dinamiche centrali, non si capisce (.) niente.
38:28–38:39
della nostra esistenza intanto. sulla terra, ma neanche del residuo, umano, della nostra vita sulla terra, senza
38:44–38:52
ipoteca (.) politica. che è sempre presente. è è difficile: (.) scrollarsela di dosso. è dura è dura è dura è dura. è dura.
38:53–38:55
trovare un punto nella terra depoliticizzato.
38:57–38:59
imbocca al lupo. ci si può provare, ma insomma.
38:59–39:05
ora. la mappa (.) per noi (.) è dunque centrale. è centrale
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per quello che (.) vi ho detto.
39:09–39:13
ed è centrale perché la rappresentazione (.) di qualsiasi cosa,
39:14–39:21
che noi (.) vogliamo (.) discutere >nelle relazioni internazionali<, prima o poi affiora su una mappa.
39:23–39:33
la mappa è quella:che: franjo trudman e: slobodan milosevic, visto che siamo no:? agli onori delle cronache:, ancora con (.) la fatale guerra di bosnia,
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gente che si avvelena (.) no? indagini, lo sappiamo,
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le=a mappa è quella che loro (.) all'ultima riunione a xxx ma non mi ricordo quella localitá hanno (.) segnato:: sul foglio di carta.
39:48–39:50
dicendo: questo è il fiume.
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destra sinistra,
39:55–39:57
a destra (.) questi, a sinistra gli altri.
39:58–39:59
quella è una mappa.
40:02–40:07
quella di roosvelt. e degli altri a yalta. è quella fatta a mosca tre giorni fa,
40:08–40:16
la partizione (.) è (.) il prodotto diretto, dell'impatto della mappa politica sulla terra, la partizione.
40:16–40:24
e noi da questo eravamo partiti, dalla partizione del mondo. in settori (.) politici (.) detti stati.
40:25–40:26
e da li torniamo.
40:30–40:35
slobodan milosevic. franjo trudman. roosvelt. stalin.
40:35–40:37
vladimir putin.
40:37–40:43
con balshir al assad è ~n~ e è andato via mi pare (.) ha sbattuto anche la porta.
40:43–40:44
ma insomma erano lì.
40:45–40:46
al centro di una mappa.
40:48–40:50
non con una mappa al centro.
40:52–40:53
al centro di una mappa.
40:54–40:57
senza la mappa, (.) non c'è il mondo.
40:58–41:02
e infatti sovvertire la mappa significa sovvertire il mondo, e la sua organizzazione.
41:05–41:10
per questo i confini, faticosamente vengono mutati. i confini sono sacri in europa.
41:11–41:16
dice angela merkel e tutti gli altri dietro. non si possono modificare. barcellona, dai.
41:22–41:28
non è così (.) facile. vai in piazza no ah sono indipendente no. perché c'è un problema di confine,
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del territorio. del rapporto con lo spazio. e quello è un problema (.) fatale. perché (.) è la mappa al centro della politica internazionale,
41:40–41:45
ed è l'uomo e la donna, (.) in politica che sono al centro della mappa. non è tanto che
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la mappa è al centro dei tavoli.
41:49–41:50
di discussione. mh?
41:51–41:56
in questo (.) c'è il rapporto di potere (.) fondamentale (.) col territorio.
42:03–42:09
noi (.) abbiamo (.) una ricorrente (.) rappresentazione
42:10–42:12
come: è scorsa qua sotto gli occhi,
42:16–42:20
del mondo. no? questa (.) la co~ riconoscete? dov'è questa statua?
42:24–42:27
piazza (.) navona. ottimo.
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la fontana dei quattro fiumi. no? i turisti van lì fan le foto e
42:32–42:38
alcuni, (.) mi pare, (.) coi quali interloquire. ma lei sa co~ (.) no
42:38–42:40
è importante, i quattro fiumi, no?
42:41–42:42
quali sono i grandi quattro fiumi?
42:44–42:45
aparte il ganje?
42:54–42:55
manca il quarto.
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rio delle amazzoni. che classe. geniale.
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se esci di fuori
43:03–43:04
non c'arrivano.
43:04–43:05
neanche. no scherzo.
43:09–43:20
dovremmo far sessanta ore sulla statua. ma (.) bisogna andare a storia dell'arte:. >come sapete. dove i professori entrano gratis ai musei? no? noi non entriam gratis nei musei, perché non facciam storia dell'arte<, quindi ci (.) fermiamo.
43:23–43:25
a una rappresentazione,
43:26–43:28
tutta (.) geografica.
43:30–43:38
qui di politico c'è il contrasto fra l'autore, no? e l'altro quello che davanti fa la chiesa. come sapete. ma: quello: >è un conflitto politico di altra natura<.
43:38–43:40
questa: rappresentazione:
43:42–43:44
non è (.) per noi (.) rilevante,
43:45–43:49
perché noi ci occupiamo appunto dello (.) spazio (.) politico (.) internazionale.
43:50–43:51
e di questo vogliamo discutere.
43:53–43:55
discutendo di questo.
43:56–44:00
abbandoniamo la mappa e (.) passiamo sui concetti.
44:00–44:01
via. la mappa.
44:09–44:14
gli uomini e le donne possono prescindere da una definizione politica del territorio,
44:14–44:16
la politica internazionale
44:19–44:26
quindi la politica internazionale, la politica mondiale, non puó prescindere (.) dalla concezione dello spazio. concezione ho detto.
44:27–44:29
no rappresentazione. quella ve l'ho già spiegata.
44:30–44:33
quella investe tutti. dalla (.) concezione dello spazio,
44:37–44:43
fare la politica, oltre che per pensarla naturalmente, occorre percepire lo spazio.
44:44–44:50
come si conc~? come l'architetto e il designer concepiscono lo spazio interno, interior design
44:50–44:53
che vuol dire semplicemente come metti i mobili, in casa,
44:54–45:03
così (.) è necessario avere una concezione dello spazio (.) su scala mondiale, per capire le >relazioni internazionali<.
45:10–45:14
perché (.) occorre <collocare>, collocare.
45:15–45:18
l'origine latina, no? inchioda
45:19–45:23
quello di cui uno parla >quando dice collocare< allo spazio.
45:24–45:28
occorre collocare i fenomeni politici. internazionali.
45:28–45:31
per cui (.) senza padroneggiare lo spazio,
45:32–45:39
non si padroneggia (.) la comprensione della (.) politica mondiale, e tanto meno, (.) la sua definizione,
45:40–45:41
la sua concezione.
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quindi senza concezione dello spazio: non c'è concezione della politica. amen.
45:48–45:49
c'è solo astrazione.
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astrazione, a:h siamo in una fase postmoderna.
45:54–45:58
ma perché? perché sono andato a prendere il tè a parigi, e non ci sono più confini.
45:58–46:03
vai su ryanair (.) novanta (.) euro, e sei a parigi.
46:03–46:04
lo spazio è liscio.
46:05–46:08
dipende. il fotografo siriano che portava il bambino,
46:09–46:15
che è morto per strada con sette pallottole nella schiena, non ha incontrato lo spazio liscio. lo spazio ruvido ha incontrato.
46:18–46:25
il missile che è arrivato a riad (.) l'altro giorno, sparato: (.) da alcune postazioni al nord di xx, no?
46:27–46:34
non ha incontrato uno spazio liscio. ha fatto (.) seicentottanta miglia, cioè u~ un migliaio di chilometri, per andare a colpire
46:35–46:39
il gate dei (.) voli domestici: (.) di riad.
46:39–46:43
per far sentire: (.) sul collo dei sauditi (.) quanto fa male
46:47–46:51
si è spezzato. loro dicono >di averlo intercettato ma è difficile intercettare i missili coi missili<.
46:53–46:57
gli scooter (.) no? non funzionano. eh il missile sembra arrivato.
46:57–46:58
mille chilometri.
47:00–47:01
mille chilometri.
47:02–47:05
lo spazio (.) attraversato.
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allora lo spazio diviso, lo spazio attraversato. lo spazio penetrato. partizionato.
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non c'è (.) lo spazio oggettivo,
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nella politica internzionale. lo spazio è (.) soggetto del potere, solo e sempre. non esiste più.
47:23–47:32
NON ESISTE PIÙ intanto non esiste (.) neanche nella rappresentazione geografica, perché neanche il geografo può (.) può pretendere di parlare di uno spazio oggettivo.
47:35–47:39
lo spazio è collocato, e noi veni~ ci collochiamo nello spazio.
47:41–47:45
lo spazio oggettivo è quello vuoto, davvero. ma non esiste piú.
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slobodan e (.) rafragno
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stalin. roosvelt. loro.
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vladimir, putin e: (.) bashir al assad assieme agli altri
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se hanno (.) i fiumi. in siria non ci sono fiumi, per fare l'operazione di divisione.
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ma quando incontrano elementi naturali, allora sì, che li (.) si coglie (.) pienamente la relazione tra (.) politica e geografia.
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nello sfruttamento degli elementi naturali da parte della politica,
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come elemento politico.
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il confine. la frontiera.
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in quel testo: obbligatorio, che sono i pensieri di pascal,
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c'è un apologo. per noi è un apologo. cioè un dialogo, fondamentale.
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che vi leggo integralmente. dieci righe. siamo abituati, alle letture.
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dice l'uno all'altro.
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perché mi uccidete approfittando della vostra superiorità, io non sono armato.
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come? °dice il secondo.°
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non abitate sull'altra riva?
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non abitate sull'altra riva del fiume, voi?
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amico mio, gli dice, se abitaste da questa parte, sarei un assassino (.) e sarebbe ingiusto uccidervi.
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sarebbe (.) ingiustissimo uccidervi in questo modo.
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ma voi non abitate da questa parte del fiume,
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e poiché abitate sull'altra riva io sono un valoroso. se vi uccido.
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e quel che faccio è giusto.
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il fiume, nel dialogo pascaliano,
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non è più un fiume.
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il fiume è un confine che sepera che sepe~ separa, per pascal,
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il bene e il male. il giusto e lo sbagliato. l'amico e il nemico.
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travolto dalla politica (.) internazionale.
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perché il fiume è muto. non parla il fiume.
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i fiumi (.) i quattro grandi fiumi che abbiamo citato, non parlano di queste cose che abbiamo citato. parlano di tutt'altro.
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basta guardare i film di theo angelopoulos, no?
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la politica internazionale, struttura quel dialogo fra (.) quei due (.) personaggi.
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e l'elemento naturale assume valore politico.
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il fiume, in quel dialogo, come i fiumi (.) nelle mappe (.) di milosevic (.) e gli altri,
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politicamente gli individui. ma (.) il fiume non li separa, se non materialmente. anzi, il fiume (.) dire che il fiume separa,
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significa osservarlo solo in una chiave. perché il fiume separa (.) le due sponde del river ma unisce (.) per esempio sul percorso longitudinale.
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quindi. il dato oggettivo
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muore proprio sepolto dalla teoria. basta (.) teorizzare. quindi capire.
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la non neutralità.
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del sapere geografico. del sapere politico. per capire come,
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l'elemento naturale, parli il linguaggio del potere.
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ma non lo parli per sua ovviamente iniziativa.
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lo parla perché (.) la politica internazionale rende innaturali (.) i rapporti naturali.
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quello fra fiume, e uomo e donna.
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quello fra acqua:, e individuo e persone.
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fra le montagne e noi. il deserto eccetera. gli animali e noi.
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lo spazio po~ la de~ la concezione dello spazio politico internazionale, rende innaturale (.) ciò che invece è naturale in origine. e siamo abituati a vedere come naturale, no? il volo dell uccello
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il passaggio del fiume eccetera. no.
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ha una capacità: persino di (.) rendere antagonisti i nemici.
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gli abitanti della terra cioè
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le persone radunate negli stati, no? e l'apologo ce lo dice.
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cosa dice l'apologo, dice in base al luogo di residenza, (.) che è un concetto politico,
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te sei mio nemico. e io ti ammazzo. anche se sei mio amico in realtà:
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e mi merito anche la medaglia. perché sono un patriota.
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questo è pascal.
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fa l'illuiminista quindi: (.) vuole (.) no?
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il dialogo pascaliano trasforma due esseri umani uguali (.) e amici in (.) cittadini (.) di stati diversi.
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quello è il punto.
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appartenenti a unità politiche diverse.
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e da lì li trasforma (.) gli amici in nemici.
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o potenziali (.) nemici.
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e trasforma gli assassini in eroi.
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questo è il dialogo pascaliano.
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e tutto questo (.) è un processo (.) di (.) concezione (.) dello spazio (.) politico (.) internazionale.
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le due rive (.) di un fiume.
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è questo l'esito (.) della disposizione territoriale (.) dell'umanità (.) in stati diversi. e separati.
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ecco il punto.
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in questo elemento. centrale.
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nell'osservazione, banale, che sfugge (.) purtroppo
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che spazio è spatium. in origine.
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quindi: invece di twitter ci vuole il dizionario, no? cosa decaduta.
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perché: si usa wikipedia.
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basta andare sul dizionario per capire che
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spatium (.) ha a che fare
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col concetto di (.) apertura,
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col concetto quindi di chiusura. per forza. perché ciò che è aperto, (.) può essere chiuso.
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lo spatium (.) lo spazio (.) ha una dinamica politica.
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appena viene pensato dall'uomo. intrinseca. e noi invece la portiamo alla luce la estrinsechiamo.
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e quella dimanica politica. nel suo rapporto collo spatium (.) ci interessa a noi.
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in (.) almeno tre (.) elementi fondamentali, il primo è quello che vi ho già citato e stra citato, ed è quello poi intuitivo,
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il rapporto fra (.) apertura e chiusura. dello spazio.
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abbiam detto spazio spatium, essere aperto. se sei aperto puoi anche essere chiuso.
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questa è la domanda politica.
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quindi (.) il rapporto apertura e chiusura, investe la dinamica fondamentale tra politica e spazio.
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ovviamente (.) noi abbiamo (.) tutti i giorni (avvocato), ma adesso li teorizziamo, perche siamo diventati (.) grandin~ grandi.
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il rapporto (.) unità, separazione no? unità (.) barra (.) separazione.
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se io prendessi gli appunti (.) userei questa grafica, no? >perché la barra è il rapporto, no? se< unità. barra. separazione. quindi, quando io vado a leggere dico (.) rapporto unità separazione.
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è il rapporto fondamentale, della politica.
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internazionale.
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bisogna dirlo a=voi?
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la divisione in stati sovrani. che=cos'è? il rapporto fra unità e separazione (.) possibile, del genere umano e del genere (.) vivente
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animali, natura, eccetera.
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e con cosa ha a che fare, questo rapporto unitá e separazione,
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se non con il confine?
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poi (.) con la barriera, il muro, il filo spinato, >cioè< ma
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ogni barriera fisica ha un concetto alla sua radice, ovviamente.
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ed è quello di (.) confine. confine.
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e confine significa
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unità separazione.
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il confine unisce,
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ah, gli italiani che belli che sono. così diversi, no? dalla val d'aosta a palermo. tenerli insieme non è mica facile.
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e divide gli altri. ah=eh sei un marocchino. ah vabbè veramente sto a ceuta. no? potrei essere uno spagnolo. no.
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unità e separazione. dinamica, ho detto.
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questa è la dinamica.
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(ed è) (.) inesauribile.
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non c'è: l'unità o la separazione. vanno sempre insieme nella politica internazionale.
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non c'è l'apertura e la chiusura. c'è l'apertura e (.) la chiusura sempre insieme. in interazione. nella politica internazionale.
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parlare di spazio (.) inevitabilmente (.) conduce (.) ovviamente, al terzo punto, sul quale poi ci fermiamo e facciamo una pausa,
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che ci descrive la dinamica fondamentale fra politica e spazio, no? questo stiamo facendo.
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e il terzo elemento, è quello, del rapporto fra
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prossimità (.) e distanza.
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preferite dire vicinanza? dite vicinanza e distanza.
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ma vi~ (.) dire vicino, (.) giá (.) vi inchioda a una condizione territoriale. perché vicino, dev'essere vicino.
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vi permette di avere, come sempre la teoria, molta più potenza intellettuale. perché prossimo, può essere quel missile,
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che parta da: (.) sana' a, diciamo.
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e arriva a riad. in pochissimo tempo e fa mille chilometri.
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le persone nella hall, hanno avuto paura. di finire, come finiscono tutti i giorni, quelli che vivono a sana' a.
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è distante però, no? ma è anche prossimo,
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di sicuro (.) non è vicino. perché quel punto, il punto da cui è partito quel missile, non è vicino.
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ma diventa prossimo.
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perché (.) lo spazio: viene percorso a quella propulsione.
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quindi. prossimitá (.) e lontananza.
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prossimitá e distanza.
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ma questo ha a che fare col tempo.
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non solo più con lo spazio.
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il concetto di prossimità e di distanza ha a che fare col tempo.
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e come fa: uno (.) da sana' a (.) a essere a riad,
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in ventun minuti
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deve avere un missile (.) balistico.
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allora lo spazio (.) in questo caso ha a che fare con la capacità di comprimere (.) il tempo, e quindi con la conclusione, che la distanza,
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non è piú tale.
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perché viene percorsa, sorvolata,
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e il tempo viene (.) compresso.
1:00:29–1:00:32
è più prossima (.) riad da sana' a
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in termini di (.) relazioni belliche.
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e qui si incontrano tutti i paradossi della nostra esistenza nella politica internazionale. il missile ci mette venti minuti ad arrivare a riad.
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gli uomini e le donne, non possono neanche andare. perché i confini sono chiusi. no?
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non è neanche complessa, la transizione. qualcuno, può. altri:, non possono.
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l'apologo (.) pascaliano è xxx