BO1170:01–0:02
okay
0:03–0:07
dunque lei su quali manuali si è preparata da non frequentante
BO1420:07–0:10
su bianchi andorno emh
0:11–0:14
e poi penco e domaneschi
BO1170:14–0:15
mhmh
BO1420:15–0:16
e voghera
BO1170:17–0:17
va bene
0:18–0:20
eh partiamo da voghera
0:21–0:25
eh cosa si intende per correlati funzionali del parlato
BO1420:25–0:25
mh
0:26–0:32
si intendono tutte quelle caratteristiche che ehm contraddistinguono il parlato
0:32–0:36
rispetto allo scritto ovvero il fatto che sia un
0:36–0:37
eh cor~ un
0:38–0:39
ehm
0:39–0:43
metodo dinamico eh di esprimersi il fatto che sia
0:44–0:46
comunque ehm
0:46–0:52
ehm diciamo mh non imprimibile su un supporto
0:52–0:53
fisico
0:53–1:00
e il fatto che eh segua che sia più diciamo disordinato dello scritto
1:00–1:03
eh apparentemente perché in verità
1:03–1:08
eh il parlato usa comunque molte tecniche che anche se
1:08–1:09
eh
BO1171:09–1:10
avanti
???1:12–1:13
scusatemi
BO1171:13–1:14
perfetto grazie mille
???1:14–1:15
grazie mille arrivederci
BO1171:15–1:15
arrivederci
BO1421:16–1:21
sì voghera sottolinea che eh spesso il parlato è stato
1:21–1:25
snobbato tra virgolette dalla concezione tipica
1:26–1:28
dallo studio della linguistica o comunque
1:28–1:31
dalla sistematizzazione della mh
1:31–1:34
linguistica e dei concetti che la costituiscono perché
1:34–1:37
come idea generale si è par~ mh si prende come
1:38–1:40
eh presupposto il fatto che
1:40–1:42
ehm
1:42–1:45
che il parlato sia una categoria di
1:46–1:49
espressione secondaria rispetto allo scritto ovvero
1:50–1:51
ehm
1:51–1:55
una categoria meno eh degna di attenzione
1:56–1:57
e quindi
1:58–2:03
eh voghera diciamo pone l'attenzione sul fatto che le gramatiche
2:03–2:07
diano una eh un'immagine della
2:07–2:11
della lingua che non è ehm veritiera
2:11–2:16
in quanto eh formano una lingua decontestualizzata
2:16–2:19
perché prendono tutti esempi mh
2:19–2:24
mh estrapolati da una lingua standard che fondamentalmente nessuno usa alla fine
2:25–2:26
e quindi ehm
2:27–2:30
relegano il parlato in una mh
2:30–2:32
posizione eh marginale
2:33–2:38
mentre invece il parlato anche se apparentemente non sembra che segua delle regole logiche
2:39–2:41
segue delle eh
2:42–2:43
eh modalità
2:44–2:49
ottimali per la sua trasmissione che non sono naturalmente quelle dello scritto perché
2:49–2:50
il canale è diverso
2:51–2:58
però sono le eh modalità migliori attraverso le quali può esprimere e veicolare i suo~ i concetti che vuole
2:59–3:01
e infatti vediamo che il parlato
3:02–3:05
è comunque una dimensione
3:06–3:11
ehm regolata in un certo senso da regole anche tacite tra gli interlocutori
3:12–3:13
come ad esempio i turni
3:13–3:16
che sono le unità minime eh
3:16–3:19
le unità minime di studio ecco del parlato
BO1173:18–3:18
mhmh
BO1423:20–3:23
eh che scandiscono la conversazione e il dialogo
3:23–3:25
e che implicitamente ehm
3:26–3:30
fanno sì che gli utenti eh sottostiano a delle regole ovvero
3:31–3:34
eh scandiscon~ cioè sono scanditi da punti
3:34–3:38
eh dove è possibile cedere la parola
3:38–3:39
e
BO1173:38–3:39
e si chiamano
BO1423:40–3:43
eh xxx eh x ehm
BO1173:40–3:41
ti ricordi
???3:44–3:44
avanti
BO1423:44–3:45
posisc~ no
BO1173:46–3:47
punti di rilevanza
BO1423:47–3:48
transizionale
BO1173:49–3:51
eh sì
BO1423:50–3:54
punti di rilevanza transizionale in cui eh appunto
3:54–3:57
l'interlocutore capisce che potrebbe prendere la parola
3:57–4:01
poi ci sono molte altre regole come ad esempio
4:02–4:03
l~ la regola che
4:04–4:08
eh al primo punto di rilevanza transizionale
4:08–4:11
ehm il parlante deve fare in modo di
4:11–4:16
da eh di mh cedere la parola a un altro interlocutore
4:16–4:19
che continui il discorso o comunque gli risponda
4:19–4:20
eh
4:20–4:26
e poi in assenza di un interlocutore può eh una persona si può
4:26–4:28
eh f~ mh ehm
4:28–4:29
sì può mh
4:30–4:30
diciamo
4:31–4:34
dire volontaria per continuare il discorso
4:35–4:39
eh oppure in assenza sia di una persona
4:39–4:43
cui mh incaricata di continuare il discorso sia di una persona che si
4:43–4:45
che è volontaria per continuarlo
4:45–4:50
l'int~ il il parlante può continuare la sua conversazione riprendendo il turno
BO1174:50–4:51
mhm
BO1424:51–4:53
e poi eh un'altra
4:54–5:00
eh regola che scandisce la cioè un'altra unità d'interesse del parlato che è stata studiata
5:01–5:02
sono le mosse comunicative
BO1175:02–5:03
mh
BO1425:03–5:05
ovvero ehm
5:05–5:08
un insieme di ehm azioni
5:08–5:10
che eh
5:10–5:13
che si rispettano durante una conversazione
5:13–5:15
che spesso sono eh
BO1175:15–5:18
si rispettano forse non è proprio il termine
BO1425:19–5:22
un insieme di azioni contemplate in una xxx e
BO1175:19–5:20
migliore
5:22–5:24
ma vada avanti vada avanti comunque
BO1425:23–5:26
cioè che si definiscono proprio per la loro
5:27–5:28
sequenzialità
5:28–5:30
e per il fatto di ehm
5:31–5:36
di diciamo definirsi sulla base di quelle che vengono prima e quelle che vengano dopo ad esempio
5:37–5:42
eh a un saluto sappiamo che eh corrisponderà un altro saluto
5:42–5:43
ad un
5:44–5:47
favore o comunque un rigraziamento eccetera quindi
5:48–5:50
sono comunque regole che eh
5:51–5:53
che condizionano il
5:54–5:56
eh il parlato
5:57–5:58
ehm
BO1175:59–6:02
senta e come definiamo contesto cos'è un contesto
BO1426:02–6:08
allora il contesto è eh l'insieme degli elementi extralinguistici che
6:08–6:10
condiziona eh
6:11–6:15
il un enuciato o comunque eh
6:15–6:16
diciamo mh
6:17–6:22
fornisce il l'ambiente in cui eh un enuciato si
6:22–6:25
eh un euniciato eh
6:25–6:27
prende significato
6:27–6:30
quindi eh diciamo che è il
BO1176:29–6:35
sì che lo condiziona non è molto preciso effettivamente ma li m~ mh meglio la seconda mh
BO1426:31–6:31
sì no
6:34–6:38
all'interno del quale eh assume un significato un enunciato
6:39–6:43
ovvero tutta una serie di eh referenti di
6:43–6:44
ehm
6:45–6:51
di mh valore extraliguistici che fanno in modo che l'enunciato stesso abbia
6:51–6:53
significato perché eh
6:54–6:58
è stato sottolineato varie volte nel in questi libri che
6:58–7:01
eh un enunciato è appunto
7:01–7:02
un
7:02–7:07
un discorso eh in un contesto e quindi per capirlo veramente
7:07–7:12
è necessario comprendere tutte le variabili che lo compongono ad esempio
7:13–7:14
eh i referenti
7:14–7:20
eh che in un discorso vengono menzionati ovvero le entità extralinguistiche a cui questo si rifà
BO1177:14–7:15
mhmh
BO1427:21–7:22
eh
7:22–7:24
oppure il tempo e il luogo
7:25–7:27
eh all'interno del quale un enunciato è
7:28–7:30
eh inserito
7:30–7:31
ehm
7:33–7:38
tutte queste eh considerazioni e eh elementi extralinguistici
7:38–7:42
hanno bisogno di eh varie premesse per essere
7:42–7:46
eh colte nel modo adeguato dall'interlocutore ovvero
7:46–7:51
eh che in un certo senso condividano una ehm
7:51–7:56
eh una cul~ non una cultura ma una conoscenza generale
7:56–7:59
eh in sintonia
7:59–8:01
che abbiano eh
BO1178:00–8:02
una conoscenza condivisa no
BO1428:02–8:04
sì è una conoscenza condivisa
8:04–8:10
e che eh abbiano presente quindi lo stesso ambiente
8:10–8:13
eh extralinguistico a cui xx
BO1178:12–8:14
ecco lei ha letto anche il libro della bianchi
8:15–8:18
mh nella relevance theory come viene definito il contesto
BO1428:19–8:21
allora eh nella relevance
8:22–8:24
eh theory il contesto
8:24–8:26
è molto importante in quanto
8:26–8:30
è la fonte stessa dalla quale provengono gli indizi
8:31–8:33
che rendono eh
8:33–8:36
che rendono appunto ehm
8:37–8:41
possibile la conversazione secondo la relevance theory
8:41–8:44
eh infatti secondo questa teoria
8:44–8:48
eh tutta la conversazione è ostensivo eh
8:48–8:49
xx
BO1178:48–8:50
però loro parlano di contesto
8:50–8:54
in un senso leggermente diverso addirittura parlan di contesto cognitivo
BO1428:55–8:56
ah okay
8:56–8:58
sì ovvero ehm
8:59–9:02
quando io ho una nuova informazione devo trovare
9:03–9:07
eh all'interno del mio eh ambiente cognitivo
9:08–9:12
eh il contesto cognitivo con il quale si può legare nel modo ottimale
9:13–9:17
per avere una ver~ una visione p~ diversa del mondo o comunque far sì che
9:18–9:20
i miei costi cognitivi vengano
9:20–9:25
eh contraccambiati da degli effetti cognitivi perma~ ehm
9:25–9:27
mh efficaci
9:27–9:30
il che è proprio la eh regola di base
9:31–9:34
della pertinenza diciamo la pertinenza infatti si misura
9:35–9:38
in in termini di costi ed effetti cognitivi
9:38–9:40
dove i costi cognitivi sono
9:40–9:42
gli sforzi che io faccio
9:43–9:44
per
9:44–9:51
mh diciamo decodific~ decodificare un determinato indizio in termini di memoria eccetera
9:51–9:53
e gli effetti cognitivi
9:53–9:55
sono tutte quelle ehm
9:55–9:58
quei risultati che mi portano
9:58–10:03
a cambiare la mia idea del mondo o comunque ad apportarle una modifica di di fondo
BO11710:04–10:04
mhmhmh
BO14210:05–10:05
ehm
BO11710:06–10:08
e cosa le è interessato di più
10:08–10:10
all'interno
10:10–10:11
delle letture che ha fatto
BO14210:13–10:14
eh
10:14–10:15
allora
10:16–10:20
mah io ho let~ mh cioè mi ero interessata molto a molto la
10:20–10:26
ehm la trattazione sulla cortesia sulle regole di cortesia eccetera
10:26–10:30
soprattutto quella di ehm brown e levinson
10:31–10:33
che sviluppano la teoria di goffman
10:34–10:38
che si fonda soprattutto sulla nozione di faccia
10:38–10:43
ovvero che comunque differisce da quella originaria di goffman mi ri~ perché
10:43–10:48
mentre in goffman la faccia era l'immagine di sè stessi che ognuno
10:48–10:54
eh che veniva attribuita mh a un interlocutore durante la conversazione
10:54–10:57
quindi durante dei processi rituali
10:57–11:02
eh e quindi era un qualcosa di eh modificabile impersistente
11:03–11:06
che cambiava da conversazione a conversazione diciamo
11:07–11:12
invece per brown e levinson la faccia era un qualcosa era la concezione di sé
11:13–11:18
che un individuo avrebbe elaborato già prima di confrontarsi con gli altri e che quindi voleva
11:19–11:22
eh difendere durante la conversazione
11:22–11:26
la ponevano quindi più da un punto di vista eh
11:27–11:31
difensivo diciamo la conversazione ovvero eh
11:32–11:39
tutti quei modi in cui u~ un individuo poteva porsi per far sì che la sua faccia ovvero l'immagine
11:39–11:43
la reputazione di sè stesso non potesse essere intaccata
11:43–11:49
e da questo punto di vista sviluppano due tipi di faccia che sono la faccia positiva
11:49–11:51
e la faccia negativa
11:51–11:56
dove la faccia positiva si rifà all'interesse d~ di una individuo
11:56–12:00
di essere apprezzato acclamato e stimato
12:00–12:06
mentre invece la faccia negativa è l'interesse che il proprio territorio non venga minacciato
12:06–12:08
e quindi che venga preservata
12:08–12:11
una libertà di azione e di eh
12:11–12:12
di
12:13–12:13
cioè
12:15–12:20
una libertà di movimento di azione insomma globale ecco
BO11712:20–12:21
va bene
BO1170:01–0:02
okay.
0:02–0:03
((tossisce))
0:03–0:07
dunque lei su quali manuali si è preparata da non frequentante?
BO1420:07–0:10
su bianchi, andorno e::mh,
0:11–0:14
e: poi penco e::: domaneschi,
BO1170:14–0:15
mhmh.
BO1420:15–0:16
e voghera.
BO1170:17–0:17
va bene.
0:18–0:20
e::h (.) partiamo da voghera,
0:21–0:25
eh cosa si intende per correlati funzionali (.) del parlato?
BO1420:25–0:25
mh.
0:26–0:32
si intendono tutte quelle caratteristiche che e::hm contraddistinguono il parlato,
0:32–0:36
rispetto allo scritto ovvero il fatto che sia un:,
0:36–0:37
e:h cor~ un:,
0:38–0:39
e::hm::,
0:39–0:43
metodo dinamico eh di esprimersi il fatto che: sia,
0:44–0:46
comunque e::hm::,
0:46–0:52
ehm (.) diciamo m:h non imprimibile su un: supporto:,
0:52–0:53
fisico,
0:53–1:00
e il fatto che e::h segua che sia più diciamo disordinato dello scritto,
1:00–1:03
e:h apparentemente perché in verità,
1:03–1:08
e:h il parlato <usa comunque> molte tecniche che anche se,
???1:08–1:08
((bussa))
BO1421:08–1:09
e:h,
BO1171:09–1:10
avanti.
???1:12–1:13
°scusatemi°.
BO1171:13–1:14
perfetto grazie mille.
???1:14–1:15
grazie mille [arrivederc]i.
BO1171:15–1:15
[arrivederci].
BO1421:16–1:21
(sì) voghera sottolinea che e:h spesso il parlato è stato,
1:21–1:25
snobbato tra virgolette dalla concezione tipica,
1:26–1:28
dallo studio della linguistica o comunque,
1:28–1:31
dalla sistematizzazione della m::h
1:31–1:34
linguistica e dei concetti che la costituiscono perché,
1:34–1:37
come idea genera:le si è par~ m::h si prende come,
1:38–1:40
e::h presupposto il fatto che,
1:40–1:42
e:hm:::,
1:42–1:45
che il: parlato sia una categoria di:,
1:46–1:49
espressione secondaria rispetto allo scritto ovvero,
1:50–1:51
e::hm,
1:51–1:55
una categoria meno e::h (.) degna di attenzione.
1:56–1:57
e: quindi,
1:58–2:03
e::h voghera >diciamo< pone l'attenzione sul fatto che le gramatiche,
2:03–2:07
diano una: e::h un'immagine della,
2:07–2:11
della lingua che non è e::hm veritiera,
2:11–2:16
in quanto e:h (.) formano una lingua: decontestualizzata,
2:16–2:19
perché prendono tutti esempi: m:h,
2:19–2:24
mh estrapolati da una lingua standard che fondamentalmente nessuno usa alla fine,
2:25–2:26
e quindi e::hm,
2:27–2:30
relegano il parlato in una m::h,
2:30–2:32
posizione e:h marginale,
2:33–2:38
mentre invece: il parlato anche se apparentemente non sembra che segua delle regole logiche,
2:39–2:41
segue delle e::h,
2:42–2:43
e:h (.) modalità,
2:44–2:49
ottimali per la sua trasmissione che non sono naturalmente quelle dello scritto perché,
2:49–2:50
il canale è diverso.
2:51–2:58
però (.) sono le e:h modalità miglio:ri attraverso le quali può esprimere e veicolare i suo~ i concetti che vuole.
2:59–3:01
e:: infatti vediamo che il parlato,
3:02–3:05
<è comunque una: dimensione>,
3:06–3:11
e::hm (.) regolata in un certo senso da regole anche tacite tra gli interlocutori,
3:12–3:13
come ad esempio i turni,
3:13–3:16
che sono le unità minime e::h,
3:16–3:19
le unità minime di studio ecc[o del] parlato,
BO1173:18–3:18
[mhmh].
BO1423:20–3:23
e:h che scandiscono la conversazione e il dialogo.
3:23–3:25
e che implicitamente e::hm,
3:26–3:30
fanno sì che gli utenti (.) eh sottostiano a delle regole ovvero,
3:31–3:34
e::h scandiscon~ cioè sono scanditi da punti:,
3:34–3:38
e::h (.) dove è possibile cedere la parola,
3:38–3:39
[(e:)],
BO1173:38–3:39
[e si] chiamano?
BO1423:40–3:43
[e:h x]xx e::h x e::hm,
BO1173:40–3:41
[ti ricordi]?
???3:42–3:42
((bussa)) []
3:44–3:44
avanti,
BO1423:44–3:45
(posisc~) no.
BO1173:46–3:47
punti di rilevanza,
BO1423:47–3:48
transizionale.
BO1173:49–3:51
[e:::h (.) sì].
BO1423:50–3:54
[punti di rilevanza tr]ansizionale in cui e:h appunto,
3:54–3:57
l'interlocutore capisce che potrebbe prendere la paro:la,
3:57–4:01
poi (.) ci sono (.) molte altre regole come ad esempio,
4:02–4:03
l~ la regola che,
4:04–4:08
e:::h al primo punto di rilevanza transizionale,
4:08–4:11
e::hm il parlante deve fare in modo di,
4:11–4:16
da e:h di: m:h cedere la parola a un altro interlocutore,
4:16–4:19
che continui il discorso o comunque gli risponda,
4:19–4:20
e::h,
4:20–4:26
e poi in assenza di un interlocutore può e::h una persona (.) si può,
4:26–4:28
eh f~ mh ehm:,
4:28–4:29
sì può m::h,
4:30–4:30
diciamo,
4:31–4:34
dire volontaria per continuare il discorso,
4:35–4:39
e:h oppure in assenza sia di un::a persona,
4:39–4:43
(cui) (.) mh incaricata di continuare il discorso sia di una persona che si,
4:43–4:45
che è volontaria per continuarlo,
4:45–4:50
(l'int~) il: il parlante può continuare la sua conversazione riprendendo il turno.
BO1174:50–4:51
mhm.
BO1424:51–4:53
e=p:oi e::h un'altra,
4:54–5:00
e::h regola che scandisce la: cioè un'altra unità d'interesse del parlato che è stata studiata,
5:01–5:02
sono le mosse comunicative.
BO1175:02–5:03
mh.
BO1425:03–5:05
ovvero e::hm,
5:05–5:08
un insieme di e::hm azioni,
5:08–5:10
che e:::h,
5:10–5:13
che si rispettano durante una conversazione.
5:13–5:15
che spesso sono e::h,
BO1175:15–5:18
si rispettano forse non è proprio il termine:,
BO1425:19–5:22
un ins[ieme di azio]ni contemplate in una xxx [(e:)],
BO1175:19–5:20
[migliore].
5:22–5:24
[ma vada ava]nti vada avanti (co[munque]).
BO1425:23–5:26
[cioè] che si definiscono proprio per la loro:,
5:27–5:28
sequenzialità,
5:28–5:30
e per il fatto di e::hm,
5:31–5:36
di: diciamo definirsi sulla base di quelle che vengono prima e quelle che veng(a)no dopo ad esempio,
5:37–5:42
e::h a un saluto (.) sappiamo che e:h corrisponderà un altro saluto,
5:42–5:43
ad un::,
5:44–5:47
favo:re o comunque un rigraziame:nto eccetera quindi,
5:48–5:50
sono comunque regole che e::h,
5:51–5:53
che: condizionano il:,
5:54–5:56
e::h (.) il parlato.
5:57–5:58
e::hm::,
BO1175:59–6:02
senta e come definiamo contesto? cos'è un contesto?
BO1426:02–6:08
allora il contesto è e::h l'insieme degli elementi extralinguistici che,
6:08–6:10
condiziona e::h,
6:11–6:15
il:: un enuciato (.) o comunque e::h
6:15–6:16
diciamo m:h,
6:17–6:22
fornisce il: l'ambiente in cui eh un enuciato si,
6:22–6:25
e::h un euniciato eh,
6:25–6:27
prende significato.
6:27–6:30
quindi eh diciamo che è i[l:],
BO1176:29–6:35
[sì c]he lo condiziona [non è mo]lto (.) preciso effettivamente ma li m~ mh [meglio la seconda (.) mh].
BO1426:31–6:31
[sì no].
6:34–6:38
[all'interno del qua]le e::h assume un significato un enunciato.
6:39–6:43
ovvero tutta una serie di e::h refere:nti di,
6:43–6:44
e::hm:,
6:45–6:51
di m:h valore extraliguistici che fanno in modo che l'enunciato stesso abbia,
6:51–6:53
significato perché e::h,
6:54–6:58
è stato sottolineato varie volte nel:=in questi libri che,
6:58–7:01
e:h un enunciato è appunto,
7:01–7:02
un:,
7:02–7:07
un discorso e:h in un contesto e quindi per capirlo veramente,
7:07–7:12
è necessario comprendere tutte le variabili (.) che lo compongono ad esempio,
7:13–7:14
e:h i referenti,
7:14–7:20
[e:h] che in un discorso vengono menzionati ovvero le entità extralinguistiche a cui questo si rifà,
BO1177:14–7:15
[mhmh]
BO1427:21–7:22
e:::h,
7:22–7:24
oppure il tempo e il luogo,
7:25–7:27
eh all'interno del quale un enunciato è,
7:28–7:30
e:h inserito,
7:30–7:31
e::hm::,
7:33–7:38
tutte queste e:h considerazioni e e:h elementi extralinguistici,
7:38–7:42
hanno bisogno di e::h varie premesse per essere,
7:42–7:46
e:h colte nel modo adeguato dall'interlocutore ovvero,
7:46–7:51
e::h che (.) in un certo senso condividano una e::hm,
7:51–7:56
e:h (.) una cul~ non una cultura ma una conoscenza generale,
7:56–7:59
e::h (.) in sintonia,
7:59–8:01
che abbiano [e::h],
BO1178:00–8:02
[una c]onoscenza condivisa no?
BO1428:02–8:04
sì è una conoscenza condivisa,
8:04–8:10
e (.) che (.) e:::h abbiano presente quindi lo stesso ambiente,
8:10–8:13
e::h extralinguistico a cui: [xx],
BO1178:12–8:14
[ecco lei ha le]tto anche il libro della bianchi.
8:15–8:18
m::h nella: relevance theory come viene definito il contesto?
BO1428:19–8:21
allora e::h nella relevance,
8:22–8:24
e:h theory il contesto,
8:24–8:26
è molto importante in quanto,
8:26–8:30
è la fonte stessa: dalla quale provengono gli indizi,
8:31–8:33
che rendono e:::h,
8:33–8:36
che rendono appunto (.) e::hm,
8:37–8:41
possibile la conversazione secondo la relevance (.) theory.
8:41–8:44
e:h infatti secondo questa teoria,
8:44–8:48
e:h tutta la conversazione è ostensivo e::h,
8:48–8:49
[xx].
BO1178:48–8:50
[però loro par]lano di contesto,
8:50–8:54
in un: senso leggermente diverso addirittura parlan di contesto cognitivo,
BO1428:55–8:56
ah okay.
8:56–8:58
sì ovvero e::hm::,
8:59–9:02
quando io ho una nuova informazione (.) devo trovare,
9:03–9:07
e::h all'interno del mio (.) e::h (.) ambiente cognitivo,
9:08–9:12
e:h il contesto cognitivo con il quale si può legare nel modo ottimale,
9:13–9:17
per avere una ver~ una visione p~ diversa del mondo o comunque far sì che,
9:18–9:20
i miei costi cognitivi vengano,
9:20–9:25
e:::h contraccambiati da degli effetti cognitivi perma~ e::hm,
9:25–9:27
m:h efficaci,
9:27–9:30
il che è proprio la e::h regola di base,
9:31–9:34
della pertinenza diciamo la pertinenza infatti si misura,
9:35–9:38
in: in termini di costi ed effetti cognitivi.
9:38–9:40
dove i costi cognitivi sono,
9:40–9:42
gli sforzi che io faccio,
9:43–9:44
per::,
9:44–9:51
m:::h diciamo (.) decodific~ decodificare un: determinato indizio in termini di memoria eccetera,
9:51–9:53
e gli effetti cognitivi,
9:53–9:55
sono tutte quelle e::hm:,
9:55–9:58
quei risulta:ti che mi portano,
9:58–10:03
a cambiare la mia idea del mondo o comunque ad apportarle una modifica di: di fondo.
BO11710:04–10:04
mhmhmh.
BO14210:05–10:05
°ehm:°,
BO11710:06–10:08
e: cosa le è interessato di più?
10:08–10:10
all'interno::,
10:10–10:11
delle letture che ha fatto.
BO14210:13–10:14
e:::h,
10:14–10:15
allora,
10:16–10:20
mah io ho let~ m:h cioè mi ero interessata molto a molto la::,
10:20–10:26
e:hm:: la trattazione sulla cortesia sulle regole di cortesia eccetera,
10:26–10:30
soprattutto quella di: e:hm (.) brown e levinson,
10:31–10:33
che sviluppano la teoria di goffman,
10:34–10:38
<che si fonda> soprattutto sulla nozione di faccia,
10:38–10:43
ovvero (.) che comunque differisce da quella originaria di goffman mi ri~ perché,
10:43–10:48
mentre in goffman la faccia era l'immagine di sè stessi che ognuno,
10:48–10:54
e:h che veniva attribuita mh a: un: interlocutore durante la conversazione,
10:54–10:57
quindi durante dei processi rituali,
10:57–11:02
e::h e quindi era un qualcosa di: eh modificabile impersistente,
BO11710:58–10:59
((tossisce))
BO14211:03–11:06
che (.) cambiava da conversazione a conversazione diciamo,
11:07–11:12
invece per: brown e levinson: la faccia era un qualcosa (.) era la concezione di sé,
11:13–11:18
che un individuo avrebbe elaborato già=p:rima di confrontarsi con gli altri e=c:he=quindi voleva,
11:19–11:22
e:h difendere (.) durante la conversazione.
11:22–11:26
la ponevano quindi più da un punto di vista (.) e:::h,
11:27–11:31
difensivo diciamo la conversazione ovvero (.) e:::h,
11:32–11:39
tutti quei modi in cu:i u~ un individuo poteva porsi per far sì che la sua faccia ovvero l'immagine,
11:39–11:43
la reputazione di sè stesso non potesse essere intaccata.
11:43–11:49
e da questo punto di vista: sviluppano: due tipi di faccia che sono la faccia positiva,
11:49–11:51
e la faccia negativa,
11:51–11:56
dove la faccia positiva si rifà all'interesse d~ di una: individuo,
11:56–12:00
di essere apprezzato acclamato e: stimato,
12:00–12:06
mentre invece la faccia negativa è l'interesse che il proprio territorio non venga minacciato
12:06–12:08
e quindi che venga preservata,
12:08–12:11
una libertà di azione e di e::h,
12:11–12:12
di::,
12:13–12:13
cioè,
12:15–12:20
una libertà di:: movimento di azione:: insomma (.) globale °ecco°.
BO11712:20–12:21
va bene.
0:00 1.0x 12:21
BO117
BO142
???